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  1. #21
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 11 novembre 2004

    Torna a vivere l’Associazione mazziniana

    MACERATA - Torna in vita anche a Macerata la prestigiosa Associazione Mazziniana Italiana. E' stata infatti fondata nei giorni scorsi la sezione cittadina, su iniziativa di alcuni cittadini legati, si legge in un comunicato, «dalla comune tradizione del pensiero mazziniano e dell'esperienza del repubblicanesimo».
    Il sodalizio nacque in clandestinità nel 1943, per lottare contro ogni forma di totalitarismo e a sostegno della democrazia. «Oggi dicono i fondatori il pensiero mazziniano è più attuale che mai e la cultura laica e la convivenza civile sono risposte forti alla crisi attuale».
    L'iniziativa non è legata a partiti o schieramenti politici e ha come scopo esclusivo quello di favorire la conoscenza del pensiero di Giuseppe Mazzini, attraverso tutte quelle azioni che favoriscano la crescita dello spirito libero e democratico, con particolare attenzione ai giovani. La sezione maceratese conta attualmente una trentina di soci e il coordinatore è Ezio Craia. Per informazioni e adesioni: 0733.292005 oppure 0733.234899.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/PIENZAENMI.mid[/mid]

  2. #22
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    Predefinito

    ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA

    A.M.I. - Comitato Interreg.le Marche-Umbria-Abruzzo
    A.M.I. - Sezione di Ancona "E.Giaccaglia"

    Mercoledì 9 febbraio
    Ore 170
    PRESSO Sala della Provincia - C.so Stamira, 60 - Ancona

    Anniversario della Repubblica Romana del 1849
    “"Modifica della Costituzione: perché?"

    interverrà
    Dott. Mario Di Napoli ( D.N. - A.M.I.)
    ..................................
    tratto dal sito web:
    http://www.webandcad.it/AMI/italiano.htm

  3. #23
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 2 febbraio 2005

    Ospiterà un memoriale. Restauro al Pincio
    Porta Pia conserverà l’eco del Risorgimento

    Ancona guarda indietro e cerca di conservare la memoria dei passaggi cruciali della storia. Nascerà a Porta Pia un memoriale del Risorgimento e verrà restaurato il monumento ai caduti della Resistenza del parco del Pincio. I due progetti sono stati licenziati durante la riunione di giunta di ieri. La proposta del Comitato provinciale dell’Istituto per la storia del Risorgimento, presentata al sindaco dal presidente Gilberto Piccinini, è stata e messa a punto insieme all’Istituto per la storia del movimento democratico e repubblicano nelle Marche, all’Associazione mazziniana italiana, e all’Anpi.

    L’idea è quella di realizzare a Porta Pia un museo multimediale, in cui prendere visione diretta di documenti, oggetti e cimeli in un ambiente dove sia anche possibile ricostruire virtualmente alcuni dei momenti più significativi della storia della città.

    Per sviluppare il progetto la giunta chiederà un incontro congiunto tra Comune, Istituto per la storia del Risorgimento, Provincia e Regione. Tutti gli istituti coinvolti dovrebbero avere sede all’interno di Porta Pia e gestire lo spazio museale con un percorso storico che va dall’istituzione del porto franco nel 1732, all’arrivo di Bonaparte, dalla caduta di Napoleone, al ritorno dello stato pontificio, alla partecipazione alla prima guerra di indipendenza nazionale, fino alla repubblica romana (1849), all’occupazione militare austriaca, alle vicende legate all’Unità d’Italia, e poi alle guerre mondiali e alla liberazione.

    E sempre in tema di luoghi della memoria, ieri è stato approvato in giunta, su proposta dell'assessore ai lavori pubblici Enrico Turchetti, il progetto di restauro del monumento ai caduti della Resistenza del parco del Pincio, redatto dallo studio dell'architetto Vittorio Salmoni. “Visto l'attuale stato di conservazione dell'area - si legge in una nota -, danneggiata dai cedimenti del terreno, da atti vandalici e dalla crescita incontrollata di piante infestanti, il progetto ha l'obiettivo di ripristinare il monumento in ogni suo elemento costitutivo”.

    Sono previsti interventi strutturali su gradoni, gradini, setti, piattaforme e pavimentazioni, la ricollocazione del verde negli spazi deputati, il riassetto dei percorsi originari e il ripristino-ripulitura del monumento nella sua totalità, comprese le lettere che sono state divelte e che componevano i nomi dei caduti della resistenza. La spesa complessiva prevista per il restauro del monumento è di 141 mila euro.

  4. #24
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    Predefinito Mazzini: 200 anni e non li dimostra

    [color=dark blue]PARTITO REPUBBLICANO ITALIANO
    ISTITUTO DEL RISORGIMENTO ITALIANO
    Federazione regionale marche Comitato provinciale

    MAZZINI NOSTRO CONTEMPORANEO

    Bicentenario della nascita

    FANO MERCOLEDI 9 FEBBRAIO 2005
    ORE 17.30
    SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI FANO

    INTRODUCE
    ING. GIUSEPPE GAMBIOLI
    ( segretario reg. pri )

    INTERVENTI
    Dott. Scioscioli Ass. mazziniana italiana
    Prof. Bruno Ficcadenti ( Università di Urbino )
    Dott. Renato Traquandi Ass. mazziniana Arezzo

    Coordinatore Gerboni Gabriele Segretario PRI Fano[/color]

  5. #25
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    Predefinito tratto da CORRIERE ADRIATICO 10 maggio 2005

    Organizzato dal Pri di Valmarecchia in occasione del bicentenario della nascita del grande patriota

    Un convegno su Mazzini, “nostro contemporaneo”

    NOVAFELTRIA (Pesaro Urbino) - In occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini, la direzione dei repubblicani della Valmarecchia della Provincia di Pesaro e Urbino, ha organizzato per il 10 settembre, presso il teatro del Comune di Novafeltria, un convegno dal titolo "Mazzini nostro contemporaneo" per ribadire l'attualità e la saggezza del pensiero del grande “profeta” .

  6. #26
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE ADRIATICO 28 maggio 2005

    Bicentenario della nascita dell’eroe risorgimentale

    FALCONARA - “Mazzini e la rinascita dell’Italia”. E’ il titolo della manifestazione in programma oggi pomeriggio a Falconara per onorare il bicentenario della nascita di Giuseppe Mazzini.

  7. #27
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    Predefinito tratto da CORRIERE ADRIATICO 3 giugno 2005

    Una targa ricorda ancora il passaggio del patriota a Moresco
    Mazzini, una visita di fantasia

    Ma non esiste nessuna prova dell’avvenuto evento

    ASCOLI - Il noto giornalista-scrittore Giuseppe Prezzolini, scrisse su “La Voce”: «Io penso che non sia vero che Giuseppe Mazzini abbia fatto e scritto tutto quello che vuole la storia; io non credo che Giuseppe Garibaldi abbia fatto tutte le battaglie di cui è accreditato. Lo scrivo dal momento che in vita dovevano essere colpiti da narcolesia (malattia del sonno-ndr). Non c’è città grande, piccola o piccolissima d’Italia dove non esiste la targa : ”Qui dormi Mazzini; qui dormì Garibaldi!”... L’aforisma prezzoliniano c’è venuto in mente apprendendo che Giuseppe Mazzini dormì nientemeno che nel ridente paesino di Moresco. E nella piazza una targa in marmo (con la sua testa in altorilievo) ne ricorda l’evento. Questa targa, però, sarebbe solo il frutto di patriottica fantasia dei paesani non suffragata da alcuna prova. L’inaugurazione - avvenuta il 19 novembre 1894 - è riportata da “Il Progresso” con tutta la cronaca della festosa cerimonia, con le maggiori autorità non solo locali, con la partecipazione di almeno due bande musicali. Seguirono i discorsi a cominciare dal sindaco Lorenzo Capotosti. Sul “Piceno” del gorno dopo,però, si legge: “Si sarebbe inaugurata una lapide a perpetuo ricordo dell’ospitalità data da Moresco a Mazzini. Ma non esiste alcuna prova di tutto ciò!”. Eppoi si commenta: come mai un evento risalente al 1831, viene celebrato in targa solo 60 anni dopo? E allora leggiamola questa targa, che è interessante:”A Giuseppe Mazzini, che l’opinione pubblica ritenne qui ospite/ nel 1831/ il popolo di Moresco/ a perenne memoria” Insomma una targa per sentito dire...

    C.P.

  8. #28
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    Predefinito giusto

    Alcuni anni fa ho potuto vedere la lapide dedicata a Giuseppe Mazzini nel paese di Moresco, durante una mia gita nei paesini del fermano.
    Bisogna sapere che il paesino di Moresco è a 800 metri dal paese di Monterubbiano, cosa strana di come due paesini, nelle Marche, possano esistere sullo stesso cucuzzolo, mi sono informato ed ho saputo che era abitato fin dall'antichità da una colonia ebraica, da cui il nome Moresco. perciò ghetizzata da Monterubbiano.
    Nell''800 probabilmente era ancora viva la colonia ebraica, cosa non rara nelle Marche, e pensando al ruolo che avevano svolto gli ebrei per l'unità d'Italia, non è peregrina la lapide, anche perchè mi sembra di ricordareche era postonella facciata di un palazzo padronale e non di un palazzo pubblico.
    Mi sembra anche di ricordare che il testo non era nei termini in cui l'ha riportato l'articolista.

  9. #29
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    Predefinito for pergola2000@yahoo.it

    ... vado alla ricerca ...
    su Internet ... della targa ... e se
    la trovo .... la riporto qua' ....


    panoramica di Moresco

  10. #30
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    Predefinito non ho trovato la targa ....

    Storia - Il nome Moresco

    Insieme a quello delle origini un altro mistero che lega Moresco a molti castelli fermani è quello del nome.Ma se per altri sono state formulate ipotesi attendibili, per Moresco si è spesso preferito far viaggiare la fantasia sulle ali di un fascino esotico che non si addice alla realtà di uno dei più bei castelli della regione.Che il castello sia stato edificato per difesa dagli assalti dei saraceni o che, addirittura, possa essere stato fondato dai Mori dai quali avrebbe preso il nome, è una ipotesi che appare tanto suggestiva quanto improbabile.Una colonia araba nel cuore della cristianità [..] avrebbe suscitato tale e tanto scalpore che non poteva passare sotto silenzio nella storia.Senza tener conto, poi, che il termine “Mori” per indicare arabi o saraceni, è voce dotta usata nei poemi cavallereschi del ‘400 e del ‘500, quando Moresco esisteva già da alcuni secoli.
    Senonché si dà il caso che i Mori esistessero per davvero a Moresco, ma erano una famiglia.una delle più importanti del paese[…] Non sapremo forse mai se e quale rapporto ci possa essere stato tra questi Mori e il nome Moresco o se pure vi possa essere qualche collegamento con un Morico come è avvenuto per Monsampietro e S.Elpidio Morico.
    Sembra che si debba escludere anche l’ipotesi che il nome possa essere derivato dal morus o gelso, in quanto la diffusione dell’allevamento del baco da seta , che si nutre delle foglie di tale albero, è successiva alla fondazione di Moresco, a meno che non si voglia prendere sul serio la tesi avanzata da qualcuno che sarebbero stati appunto i mori di Moresco a diffondere il morogelso e la bachicoltura nella zona.
    L’ultima ipotesi che può farsi […] è che il termine moresco sia da riferire ad un toponimo, ossia alla denominazione geologica del luogo dove sorse in origine l’insediamento. Così infatti è avvenuto per la maggior parte degli altri castelli che prendono il nome dal luogo in cui si trovano (Monterubbiano, Montefiore, Montottone..) o dal prediale romano (Ponzano, Ortezzano…) o dalle caratteristiche del luogo (Petritoli da petretulum = pietraia , Pedaso da in pede Asi, ecc.).
    Un tipo linguistico molto antico e diffuso in molte regioni europee è il pre-romano mo(r)ro o murro, voce che indica spuntone, roccia, cumulo di sassi.Voce che ha dato il nome a diversi paesi dell’Italia centro-meridionale d’influenza longobarda (Morrovalle, Morro d’Alba ecc.)e dalla quale deriva l’antico italiano mora (“sotto la guardia de la grave mora” dice Dante a proposito della sepoltura di Manfredi sotto una pietraia) e morena (accumulo di pietre e terra depositato da un ghiacciaio).Si tratta di una voce ancora viva nel dialetto che definisce morègine o morrècine qualsiasi grossa pietra o aggregato pietroso conglomerato (spesso resti di muri romani) che affiori dal terreno o si erga a ridosso di selve o tra i campi coltivati.Il territorio di Moresco è disseminato di questi accumuli ghiaiosi detti “more”: ce n’era uno a Moresco Vecchio (ora spianato da una cava) e ce n’è uno, il più grande, sul quale sorge il paese attuale. Castrum Morischi o Murisci, come si legge in qualche documento, potrebbe derivare, quindi, da questa caratteristica del suolo e risalire all’età longobarda quando era frequente l’uso del suffisso germanico –ico, -isco, -esco.
    Il problema del nome sarebbe più facilmente risolvibile qualora si riuscisse a dimostrare che effettivamente il primo insediamento di Moresco era vicino al fiume.In tal caso l’origine potrebbe riferirsi a quella serie di termini di origine franca e relativi al fiume e alla palude, anch’essi conservati dal nostro dialetto come:rota (argine boscoso), varana (palude), morra (frasca,ramo,erica) e, infine, moresco (luogo paludoso e pieno di vegetazione).Quest’ultimo termine, scomparso dall’uso, è però testimoniato, come pure gli altri, in testi medioevali soprattutto francesi che recano generalmente la formula :morum sive mariscum, cioè: “palude ossia moresco”.

    Tratto da “Moresco – Comunità di castello” - Di Luigi Rossi

 

 
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