Lo dici tu che Casini e Parisi non hanno rivelato il contenuto di queste lettere agli inquirenti. Sono lettere private e nessuno le doveva pubblicare senza autorizzazione.Originally posted by MrBojangles
Le lettere recapitate a 'Zero in condotta' sono quella indirizzata a Maroni e al Prefetto, nello stesso testo in possesso della Procura, una lettera indirizzata a Casini, con un testo diverso da quello della Procura, e una lettera a Parisi finora sconosciuta. In più ce ne sarebbe un'altra, non resa pubblica perché assolutamente personale.
In tutte le lettere l'economista afferma con toni drammatici alle autorità dello Stato, e ai suoi amici con qualche influenza, di sentirsi in pericolo, chiede di non essere lasciato solo e che gli sia ripristinata la scorta che gli è stata tolta.
Nella lettera a Casini del 15 luglio resa nota da 'Zero in condotta', c'è anche un riferimento ad "avversari (Cofferati in primo luogo)” che, scrive Biagi, “criminalizzano la mia figura".
Anche nella lettera per Parisi appare un riferimento al segretario della Cgil, ma questo riferimento c'è solo nella copia ricevuta dal direttore della Confindustria, mentre manca nella copia della stessa lettera ricevuta da 'Zero in condotta'.
A questo punto la domanda che per prima risulta evidente è: come mai gli esperti informatici della Procura della Repubblica hanno badato a setacciare i computer del professore e non hanno pensato subito di cercare le sue e-mail nel server dove rimangono conservate e dove né il mittente, né il destinatario, possono modificarne il testo? C'è qualche legame tra il suicidio di Michele Landi, l'esperto di informatica e Internet che aveva fatto da perito nel caso D'Antona e si stava occupando del caso Biagi al momento della morte?
L’altra domanda è: come mai Parisi e Casini che avevano ricevuto le lettere di Biagi con i gravi riferimenti a Cofferati non ne hanno fatto parola con gli inquirenti?
Parisi addirittura era stato sentito su questa vicenda dai Pm bolognesi solo una settimana fa, senza fare parola della lettera. Perché?
E ancora: chi ha dato le lettere a ‘Zero in condotta’? Perché in un momento politico così delicato? Perché proprio ad una rivista così delineata politicamente e non ad un quotidiano o ad un'agenzia di stampa?
Chi è la “persona assolutamente attendibile” citata da Biagi che secondo la lettera del 2 luglio riferiva al professore le “minacce di Cofferati”?
Una domanda sembra avere la risposta che, paradossalmente, con le nuove rivelazioni, si allontana sempre di più invece di avvicinarsi: chi sono gli esecutori, e soprattutto i mandanti, dell’uccisione di Marco Biagi?


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