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Discussione: Marco Biagi

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Marco Biagi

    da www.iltempo.it :

    " TROPPI PERCHÉ RESTANO SENZA RISPOSTA di GIULIANO CAZZOLA

    MARCO Biagi, mio amico da trent'anni, era una persona serena, molto equilibrata, capace di tenere i nervi a posto. Prima che lo uccidessero avevamo avuto occasione di parlare diverse volte, ma non mi aveva mai reso partecipe (se non attraverso un vago accenno all'esistenza di problemi, in un tardo pomeriggio di agosto nella sua casa di campagna) del dramma personale che viveva e che traspare chiaramente dalle lettere divenute di dominio pubblico in modo inaspettato e attraverso canali singolari. Questi scritti del povero Biagi sono un pugno nello stomaco del Paese. Marco non era un vigliacco, né un mitomane e neppure gli piaceva atteggiarsi a vittima; era invece un uomo schivo, riservato e coraggioso, dal momento che, nonostante le preoccupazioni sue e della famiglia, non rinunciò mai all'impegno in prima linea per la riforma del diritto del lavoro. Ieri è stata svelata una storia allucinante. Si è scoperto che Biagi non era soltanto un soggetto potenzialmente a rischio in considerazione del ruolo che svolgeva a fianco del ministro Roberto Maroni. Il professore bolognese era stato minacciato ripetutamente, con riferimenti diretti alla sua persona e alla vita che conduceva. Chiunque altro, in analoga situazione, avrebbe ottenuto protezione; quanto meno sulle sue denunce si sarebbero svolte delle indagini.
    Ma c'è di più: Marco era una persona con molte relazioni anche importanti; aveva accesso alle più alte cariche dello Stato, le quali - la cosa è confermata negli atti - non furono mai sorde alle sue proteste e si attivarono verso le istituzioni competenti, ricevendo - loro, massime autorità della Repubblica - la solita risposta: non vi sono ragioni per temere una condizione di pericolo. Esistono, allora, delle evidenti responsabilità, che l'inchiesta amministrativa non ha portato alla luce e sulle quali sta ancora indagando la magistratura. L'opinione pubblica non chiede un taglio di teste purchessia, tanto per fare. Non comprendiamo, però, l'assoluta protezione garantita al vertice della Polizia (per altro nominato dalla passata maggioranza) al quale possono essere imputati «infortuni» clamorosi (dalla storiaccia della spedizione punitiva «anti no global» a Genova alla mancata protezione di Marco Biagi).
    Quando si ricoprono certi delicati incarichi vi è una responsabilità oggettiva per ciò che accade nell'ambito della propria competenza; e si paga anche per errori altrui. Durante la famigerata prima Repubblica, un ministro della Difesa perse il posto (sebbene non facesse parte certamente del picchetto di guardia all'Ospedale militare al Celio) in seguito alla fuga, rinchiuso in una valigia portata dalla moglie, dell'ex nazista Kappler, il boia delle Fosse Ardeatine. Oggi, i cittadini (che hanno vissuto con grande e commossa partecipazione la morte del professore) devono farsi sentire e pretendere che una inspiegabile incuria amministrativa sia accertata ed eventualmente punita.
    Per quanto riguarda, invece, l'altro caso sollevato dalla pubblicazione delle lettere (il rapporto tra Cofferati e Biagi) non intendiamo prestarci a speculazioni di alcun tipo. Ci preme soltanto ricordare che le parole non uccidono, ma possono fare tanto male. Quando una normale vertenza sindacale si trasforma in un giudizio di Dio, quando un accordo che introduce un'innovazione di carattere sperimentale diventa un «patto scellerato» ; se gli avversari sono dipinti come nemici o peggio come traditori, allocchi e felloni, può capitare che quanti sono alla ricerca di un bersaglio da colpire, ringrazino per il suggerimento.
    sabato 29 giugno 2002
    "

    Conclusione eccessiva, ma il massimalismo è senza dubbio...."scellerato", contrario agli interessi generali del paese e degli stessi lavoratori che aizza irrazionalmente in lotte di principio prive di autentico contenuto sindacale, ma soltanto fiancheggiatrici di strategie politiche per.....le future carriere di qualche bonzo e le "rinascite" a sinistra....della sinistretta.

    Saluti liberali

  2. #2
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    da www.adnkronos.it :

    " Nota congiunta di Maroni e Sacconi: ''Smentisca o si scusi''

    Scajola nella bufera per la frase su Marco Biagi

    Le parole sotto accusa: ''Un rompicoglioni che voleva rinnovo del contratto di consulenza''. Oggi la puntualizzazione: ''Non mi riconosco in quella frase''



    Roma, 30 giu. (Adnkronos) -''Non mi riconosco nelle espressioni riportate oggi su due quotidiani. Del resto, sono cosi' numerose e ripetute le occasioni in cui ho manifestato il mio rispetto e la mia stima nei confronti di Marco Biagi che il mio pensiero non puo' essere equivocato. Alla sua famiglia sono andati e vanno i miei sentimenti di vicinanza e di sostegno piu' profondi e sinceri''. E' quanto afferma il ministro dell'Interno Claudio Scajola a proposito della nuova polemica suscitata da una frase riportata nei servizi degli inviati a Nicosia del Sole 24 Ore e del Corriere della Sera, secondo la quale il responsabile del Viminale avrebbe affermato: ''Non fatemi parlare. Biagi figura centrale? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale... Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del suo contratto di consulenza''.

    Dichiarazioni quelle di Scajola ritenute ''incomprensibili'' dal ministro del Welfare, Roberto Maroni e dal sottosegretario Sacconi che in una nota congiunta chiedono al responsabile del Viminale ''o una credibile smentita o che egli rivolga le sue scuse alla moglie e ai figli di Marco Biagi, rimettendo alla sua coscienza ogni altra determinazione. La centralita' e la generosita' del servizio reso da Biagi allo Stato sono ormai note a tutti, con l'eccezione incomprensibile, a quanto leggiamo - affermano Maroni e Sacconi- del ministro Scajola.

    La puntualizzazione di questa mattina del ministro dell'Interno e' giudicata ''insufficiente ed inadeguata'' dall'opposizione. Per questo Gavino Angius, presidente dei senatori Ds, chiede che il governo e il ministro dell'Interno si presentino ''con assoluta urgenza in Parlamento''. ''In quella sede e dopo la discussione parlamentare -afferma- compiremo le nostre valutazioni''. ''Le dichiarazioni di Scajola sono gravissime e offensive per la memoria e la figura di Marco Biagi, morto sotto i colpi del terrorismo -dice Angius- Sono la testimonianza della superficialita' con cui questa vicenda viene affrontata e la prova del grande nervosismo con cui il governo vive le proprie responsabilita'''.

    ''Le spiegazioni di oggi fatte da Scajola sono del tutto insufficienti e inadeguate -aggiunge il capogruppo della Quercia- Il modo stesso in cui il ministro ha giustificato le sue parole e i suoi giudizi sull'intera vicenda che non danno sufficienti spiegazioni su nulla, rendono impossibili ulteriori attese.

    La famiglia di Marco Biagi affida ad un comunicato dell'avvocato Magnisi il compito di commentare le ultime vicende. ''Siamo estranei alla divulgazione delle lettere e reagiremo a qualsiasi strumentalizzazione, se sara' necessario anche per le vie legali''. In merito, poi, alle affermazioni del ministro Scajola la famiglia e' quantomai secca: ''Sono frasi che si commentano da sole''.
    "


    Saluti liberali

  3. #3
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    da www.ansa.it :

    " MARCO BIAGI: SCAJOLA SI DIMETTE MA BERLUSCONI NON ACCETTA

    ROMA - Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha respinto le dimissioni del Ministro dell' Interno Scajola e lo ha invitato a restare al suo posto ''con rinnovato impegno''. 'Dopo le ingiuriose parole pronunciate nei confronti di Biagi, Scajola non puo' restare ministro dell' Interno'. Dura la reazione del vicepresidente del Senato Cesare Salvi (Ds) alle dichiarazioni del ministro pubblicate su alcuni quotidiani. Il segretario dei Ds, D'Alema, chiede che Berlusconi riferisca in Parlamento, mentre il presidente dei Verdi Pecoraro Scanio sostiene che 'Scajola deve esprimere 'scuse' alla famiglia. Castagnetti, presidente dei deputati della Margherita, definisce 'vergognose' le parole di Scajola. Il centrodestra fa quadrato intorno al Ministro dell' Interno. E lo stesso Scajola chiarisce: 'non mi riconosco nelle espressioni riportate su due quotidiani'.
    30/06/2002 19:15
    "

    Cordiali saluti

  4. #4
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    Non mi sembra che la smentita di Scajola ci sia stata, se non altro "una credibile smentita" come chiedevano Maroni e Sacconi. Sembra sia stata 'credibile' solo per Berlusconi.

    Non ho però sentito ulteriori commenti da Maroni e Sacconi. Sono stati messi a tacere da "qualcuno"?

  5. #5
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    Per la prima volta in vita mia, un applauso a Scajola.

  6. #6
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    da www.lastampa.it :

    " Caso Biagi, Berlusconi respinge le dimissioni di Scajola

    30 giugno 2002



    ROMA . La bufera su Scajola per le sue affermazioni da Cipro su Marco Biagi riportate dal 'Corriere della Sera' e dal 'Sole 24 Ore' rischiano di avere conseguenze dirompenti sul governo. Scajola ha presentato le dimissioni, ma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi le ha respinte e lo ha invitato a restare al suo posto «con rinnovato impegno».

    «Il Ministro dell' Interno Scajola - ha dichiarato Berlusconi - dopo aver rettificato le dichiarazioni riportate stamani da due quotidiani, con viva sensibilità ha messo a mia disposizione il suo mandato. Ho ritenuto doveroso respingere le dimissioni ed invitare il Ministro a restare al suo posto con rinnovato impegno, confermandogli la mia fiducia e quella del governo». «Questo è il momento - ha detto ancora il premier - in cui tutti dobbiamo impegnarci per battere il terrorismo e per cambiare l' Italia. Tutti dobbiamo sentire forte il dovere di abbassare i toni della polemica politica e di mobilitare le forze verso la ricerca e la punizione dei colpevoli degli assassinii di Biagi e di D' Antona». «La dirittura morale di Marco Biagi - ha concluso Berlusconi - il suo autentico spirito di servizio allo Stato e la sua passione per le riforme rappresentano un patrimonio ed un lascito morale per il governo e per l' intero Paese».

    «Un rompicoglioni», queste le parole del ministro, riportate dai due quotidiani, che insisteva per avere il rinnovo del suo contratto di consulenza. La prima difesa del giuslavorista ucciso è proprio del ministro del Welfare, Roberto Maroni e del sottosegretario Maurizio Sacconi. Al ministro Scajola, scrivono in una nota congiunta, «chiediamo o una credibile smentita o che egli rivolga le sue scuse alla moglie e ai figli, rimettendo alla sua coscienza ogni altra determinazione», scrivono in una dichiarazione congiunta «Non mi riconosco nelle espressioni riportate oggi su due quotidiani», ha replicato il ministro dell'Interno. «Del resto sono così numerose e ripetute le occasioni in cui ho manifestato il mio rispetto e le mia stima nei confronti di Marco Biagi che il mio pensiero non può essere equivocato - aggiunge ancor il titolare del Viminale - Alla sua famiglia sono andati e vanno i miei sentimenti di vicinanza e di sostegno più profondi e sinceri».

    Ma sono parole che, ovviamente, non bastano al centrosinistra: Francesco Rutelli, ad esempio, parla di un governo « non è all'altezza, non sono capaci di governare e perdono la testa nelle circostanze difficili». «Dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa su imminenti attentati terroristici - sottolinea Rutelli - smentite dal ministro dell'Interno, è Scajola ad annunciare l'impotenza dello Stato verso i gruppi terroristici e addirittura ad insultare un martire come Marco Biagi». Rutelli annuncia che «questa volta non accetteremo più delle parole, pretendiamo fatti e verità. E tireremo le somme, - conclude il leader dell'Ulivo - con estrema severità, dopo che Berlusconi avrà riferito al Parlamento». Una richiesta, questa, cui si uniscono praticamente tutti gli esponenti del centrosinistra. Ma le parole di Scajola scavano un solco anche all'interno della maggioranza medesima. «Non è compito del ministro dell'Interno fare valutazioni sull'operato e le aspettative di un collaboratore del ministro del Welfare», commenta il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, mentre il leader dell'Udc, Marco Follini, è ancora più duro: «Non è una frase da ministro dell'Interno «Mi auguro - aggiunge Follini - che quelle parole vengano smentite nel modo più convincente».

    «Chiediamo al ministro Scajola o una credibile smentita o che egli rivolga le sue scuse alla moglie e ai figli di Marco Biagi, rimettendo alla sua coscienza ogni altra determinazione». È quanto si legge in una nota congiunta del ministro del Welfare Roberto Maroni e del sottosegretario Maurizio Sacconi sulla dichiarazione attribuita al ministro dell'Interno sul professore Bolognese. Parole «incomprensibili» per i due esponenti del governo con i quali Biagi collaborava. «La centralità e la generosità del servizio reso da Biagi allo Stato sono ormai note a tutti, con l'eccezione incomprensibile, a quanto leggiamo -affermano Maroni e Sacconi- del ministro Scajola.
    "

    Cordiali saluti

  7. #7
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    Scajola stia al suo posto........ha smentito le frasi....ditemi poi come dovrebbe essere una "smentita credibile"....vi sfido.....formulate quella che secondo voi doveva essere la smentita credibile di Scajola!

  8. #8
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    da www.iltempo.it :

    " Biagi, ci sono altre lettere


    Di lettere d'aiuto alle istituzioni Biagi ne avrebbe scritto più di una. Dunque non sono solamente tre come afferma la Procura di Bologna, nè cinque come si è saputo dopo le rivelazioni giornalistiche di questi giorni. Ce ne sarebbero molte altre ancora. E sarebbero racchiuse nei fascicoli delle Prefetture o conservate nei file dei suoi tre computer. Questa mattina sulle pagine del quotidiano "la Repubblica" è stato pubblicato il contenuto di altre due missive scritte al capo della Digos di Bologna nel maggio del 2001. Nelle lettere si chiede la protezione delle sue case di Bologna e di Ravenna, ricordando che "Ruffilli e D'Antona sono stati uccisi nei pressi delle loro abitazioni".

    Proprio ieri la Procura di Bologna ha precisato che il computer di Marco Biagi, nell'istituto di diritto dell'Università di Modena dove insegnava, non è stato mia sequestrato. Due giorni dopo l'omicidio del professore, è solo stata fatta una copia dell'hard disk. Ma al pc, che è ancora nell'ufficio di Biagi nell'ateneo modenese, chiunque potrebbe accedere se avesse la password.

    Dalla copia dell'hard disk, inoltre, emerge ''tantissimo materiale, perché Biagi scriveva sempre al computer e non cancellava mai niente''. I magistrati hanno stampato tutti i file e devono ora esaminare ''una montagna di carte'' tra articoli, dispense, lettere, studi. Ecco perché l'esame del materiale del consulente del ministro del Lavoro non e' ancora stato concluso e richiedera' altro tempo. E' possibile per questo che qualche documento possa ancora mancare alla conoscenza degli inquirenti. Un'altra parte dei documenti del professore erano poi nel pc portatile che è rimasto nella disponibilità della famiglia dopo che, anche in questo caso, l'hard disk è stato copiato per ordine della procura.

    Ultimo aggiornamento domenica 30 giugno 2002 ore 11.00
    "


    Cordiali saluti.

  9. #9
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    Predefinito Che Scajola smentisca...

    ...o confermi la sua stupida e inopportuna dichiarazione è ininfluente. Voglia o non voglia scusarsi con la famiglia dell'ucciso.

    Ucciso da "comunisti combattenti", nipoti degli ex comunisti che ora chiedono assurde dimissioni, mostrandosi di non aver perso nè il vizio e neppure il pelo, pelo di sciacallo.
    Tutto sto casino per non parlare di chi ha ucciso Biagi e D'Antona, di come sono state svolte le indagini sul primo delitto e su quello di Bologna.

    Scajola dovrebbe scusarsi con la famiglia Biagi e con gli elettori che lo hanno spinto fin là.

    E smettere di parlare con i giornalisti.
    Li lasciasse crepare di fame (fame di scandali).

    saluti

  10. #10
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    Originally posted by Gianfranco
    Scajola stia al suo posto........ha smentito le frasi....ditemi poi come dovrebbe essere una "smentita credibile"....vi sfido.....formulate quella che secondo voi doveva essere la smentita credibile di Scajola!
    Esempio di 'smentita credibile':

    "Io non ho mai pronunciato quelle parole, e sfido chiunque a dimostrare il contrario."

    Purtroppo non lo può dire, perchè le sue parole sono state REGISTRATE, quindi deve limitarsi a dire 'non mi riconosco in quelle frasi'.

    E' un pò come dire che 'in quel momento non ero in grado di intendere e di volere'.

    Da mustang vorrei sapere chi sono 'i nipoti' e chi 'gli zii'.

 

 
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