Non mi piacciono questi discorsi, e lo direi pure per un anologo sondaggio al femminile.
Conosco una ragazza, mia conoscente, che non fa altro che parlare di gender: e gender di qua, gender di là, pure nella pummarola ce lo mette il gender, per spiegare telefilm, veline scosciate, computer e chat, le fasi lunari e il movimento della crosta terraquea. E si lamenta. Minchia ci credo che scappano gli omuncoli, se quando le chiedono di fargli gentilmente un caffè, quella inizia e attacca il pippone del gender pure sui chicchi di caffè! E' una sorta di vetero-femminismo strisciante che ritorna su con un nuovo nome, come fosse un operatore ecologico, fu netturbino. (il maschilismo c'è sempre stato).
Gliel'ho detto ma non c'è niente da fare e allora con lei mi diverto a fare il super-maschilista.
Categorizzare la realtà, magnifica ossessione di chi spera, così, di poterla controllare, e di non soffrire più paure e incertezze. La realtà sta spesso negli occhi di chi guarda.
Ma vogliamo andare al punto, al nucleo denso?
Gli uomini son tutti porci.
Le donne son tutte puttane.
Chi osa confutare?![]()
E, forse, da queste insulse basi, la comunicazione può finalmente, esserci; fatta piazza pulita e riconosciutisi all'interno di modelli archetipici (completamente falsi e perciò potenzialmente veri,più veri del vero, come dash), solo così la comunicazione si può fare, per rigetto, vera e potente.






Rispondi Citando

