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  1. #141
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    Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria

    La credenza non è solo un mobile

    Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che la scuola non è da prendere troppo sul serio, perché se studiare è faticoso si possono semplificare i programmi, si può e si deve alleggerire la disciplina e se qualche insegnante non si adegua continuando imperterrito a fare coscenziosamente il suo mestiere, si può costringerlo ad abbandonare mediante il trasferimento oppure con le proteste dei genitori. Chi dovrebbe trarre il maggior vantaggio da una scuola funzionante è proprio la classe meno abbiente: se la scuola pubblica impartisce Istruzione, attenua le disuguaglianze derivanti dalla provenienza familiare, riservando parità di trattamento agli studenti.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti e l’unico concetto di merito che conoscono gli studenti è di meritare le promozioni per il solo fatto di frequentare.
    Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che il lavoro non sia da prendere troppo sul serio, perché se lavorare è faticoso, si può ricorrere ai nonni, che un introito pure lo hanno, per giunta di solito superiore alle loro necessità, per cui potranno ben dispensarne una parte ai nipoti, fino a quando questi ultimi non avranno deciso di trovarsi un’occupazione (possibilmente vicino a casa), ma che non sporchi, non costringa a riflettere troppo durante l’espletamento e soprattutto preveda un orario che lasci spazio al tempo libero.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    Qalcuno ha fatto credere agli Italiani che le attività produttive, le piccole e medie imprese, quelle artigianali o commerciali, siano nate dal nulla, come per incanto, e che alcun merito abbia chi le ha create o le fatte crescere in modo tale da richiedere ora l’assunzione di personale. Si può condurle alla chiusura, perché intanto non importa nulla di quelle persone… e se mancherà anche l’offerta di quei pochi posti di lavoro, chi se ne importa! C’è pur sempre l’ASL, il Comune, la Provincia…e poi.. con la giusta tessera in tasca si può anche fare carriera!
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: scarsa scolarizzazione, scarsa inclinazione all’impegno, scarsità di posti di lavoro.
    Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di aver diritto alla luce elettrica a basso prezzo bruciando petrolio, ma tuttavia senza produrla seriamente, perché a quello ci pensano i Francesi ed i Tedeschi, che notoriamente sono più creduloni di noi ed hanno costruito tutte quelle centrali che noi invece, che siamo più furbi, non abbiamo perché l’energia pulita la prendiamo dal sole. E così l’energia la compriamo dai “Cugini d’Oltralpe” e dai “Crucchi”, ma in cambio possiamo ostentare la pulizia del territorio.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la bolletta rincara sempre, provoca anch’essa aumento del costo della vita, ma nulla deve impicciare il nostro giardino.
    Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di essere titolari di soli diritti.
    Risultato: Se tutti hanno solo diritti, chi è portatore di almeno un dovere? Il resto del mondo?
    Qualcuno vuol far credere agli Italiani di rappresentare il nuovo rispetto al proprio predecessore, pur essendo da decenni sulla scena politica ad alti livelli.
    Risultato: fino a quando gli Italiani avranno credenza?
    Chiavari, 29 Marzo 2008

    Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria

  2. #142
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    Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria

    VILLANOVA D’ALBENGA

    Tra le cose lette sulla situazione del trasporto aereo nel nostro Paese vi è anche l’asserzione secondo la quale i piccoli aereoporti danneggerebbero Alitalia e che i piccoli aereoporti, considerati antieconomici, dovrebbero essere chiusi.
    Non soddisfatto delle notizie fornite pure da autorevoli quotidiani ed in considerazione della distanza non eccessiva di Villanova d’Albenga dal luogo in cui vivo, a fine marzo ho ottenuto un appuntamento dal Generale Berta grazie ai buoni uffici dell’amico Gian Luigi Saluzzo e mi sono recato sul posto per apprendere le notizie dalla fonte.
    Costruito nel 1922, quando ancora non esisteva l’aviazione italiana, l’aeroporto “Clemente Panero” di Villanova d’Albenga ha una pista perpendicolare al mare ed è racchiuso tra due piccole colline che lo proteggono dai pericoli che allora potevano provenire proprio solo dal mare.
    Se escludiamo il “Cristoforo Colombo” di Genova, il “C. Panero” è l’unico aereoporto operativo sul territorio ligure e per la verità non ha nulla da invidiare al più grande e rinomato scalo della Superba, fermo da vent’anni al traffico di un milione di passeggeri all’anno, mentre Villanova cresce ad un ritmo del 10% annuo.
    Vi possono atterrare aerei del peso di 45 tonnellate con 150 passeggeri a bordo e dal punto di vista tecnico è dotato di tutti i più recenti e moderni strumenti operativi. Di recente ha ottenuto la certificazione di aeroporto internazionale e l’autorizzazione al volo notturno, dispone di radio assistenza per i voli strumentali (Localizer, VOR Doppler e DME), di nuova aerostazione inaugurata nel luglio 2004 nella quale si svolgono tutti i servizi di finanza, dogana e di frontiera ed ha ottenuto la classe 5 internazionale ICAO antincendio. Tra le principali qualità: la riservatezza in arrivo e partenza, la rapidità delle procedure di imbarco e sbarco, nessuna perdita di tempo in code.
    Il massimo splendore l’aeroporto di Albenga lo vive nei giorni prossimi alla gara di F1 di Montecarlo che si disputa tutti gli anni a maggio nel vicino Principato di Monaco. Bernie Ecclestone ha già prenotato da tempo uno spazio di sosta per il suo aeroplanetto e così pure han fatto gli altri big del grande carrozzone della F1.
    Domanda: perché servirsi dell’aereoporto di Villanova, che pure dista alcuni chilometri da Montecarlo e non di quelli di Cannes e Nizza? La risposta del Gen. Berta non si fa attendere ed è la più ovvia per chi conosce perfettamente le potenzialità e la dinamicità del piccolo scalo.
    “Cannes e Nizza sono ormai al collasso. Non possono potenziare le linee perché non hanno più spazi per la sosta degli aerei ed inoltre la grande quantità di passeggeri che vi transitano creano problemi organizzativi che stanno per diventare insormontabili. Viceversa, il nostro è uno scalo che dispone di tutte le potenzialità per ben funzionare: basta solo metterlo in grado di funzionare al meglio! E poi, affittando un’auto, da qui si può raggiungere la costa azzurra in breve tempo”.
    E sulla ritenuta antieconomicità dei piccoli aeroporti?
    Partiamo da un dato: l’aeroporto di Atlanta, negli USA, movimenta circa 87 milioni di passeggeri all’anno, cioè oltre duecentotrentamila persone al giorno con rispettivi bagagli al seguito. Le autorità internazionali prevedono che nei prossimi 15-20 anni il movimento di velivoli e passeggeri raddoppierà, con l’entrata in esercizio di grandi velivoli capaci di contenere oltre 600 persone e destinati a raccogliere un 3- 4% del traffico aereo mondiale. Si renderà pertanto necessario decentrare questo grande traffico e rendere operativi anche quegli aeroporti che al momento sono sottoutilizzati o per niente utilizzati.
    Negli USA il programma federale avviato nel 2006 prevede il recupero, l’ingrandimento o la realizzazione ex novo di cinquantamila piccoli aeroporti; Francia, Gran Bretagna e Germania sono le nazioni europee con le quali dobbiamo quaotidianamente confrontarci ed hanno un assetto aeroportuale ben superiore al nostro, mentre la Spagna sta per superarci. Se pensiamo che in Italia abbiamo poco più della metà di aeroporti rispetto ai Paesi da ultimo citati, discende l’ovvia conseguenza che sarebbe un’assurdità chiudere i piccoli aeroporti e pertanto sia Villanova d’Albenga, che gli altri piccoli aeroporti dislocati sulla Penisola, hanno un futuro operativo (e lavorativo) assicurato.
    A Villanova resta ancora da attivare, a breve, il trasporto merci (fiori, carciofi) per il quale, peraltro è già stato riottenuto il decreto autorizzativo, ed i voli charter. Intanto si sta studiando l’organizzazione di un servizio per la professione forense. Gli avvocati che dal Ponente ligure debbono recarsi in Tribunale od in Corte d’Appello a Genova, sanno quando partono, ma non possono prevedere quando arriveranno nel capoluogo di regione. L’autostrada è un vero inferno ed il servizio ferroviario non è migliore. Un collegamento giornaliero con elicottero e con soste a Sanremo, Imperia, Villanova, Savona, Genova e ritorno, potrebbe garantire maggior speditezza e certezza degli spostamenti.
    Sia consentito aggiungere che sullo snodo autostradale intorno a Genova il Pri ligure si è già espresso da tempo.
    In conclusione, le notizie di stampa non sembrano veritiere. I problemi di Alitalia, come sappiamo, hanno origine diversa ed i piccoli aeroporti non sono da smantellare a scatola chiusa. Anzi!

    Chiavari, 28 aprile 2008

    Paolo Bertuccio
    Segretario P.R.I. Regione Liguria

  3. #143
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    Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria

    Elezioni a Sestri Levante: dopo il turno di ballottaggio.

    Lavarello ha vinto. Viva Lavarello ed auguri di buon lavoro. Il turno di ballottaggio alla elezioni comunali di Sestri Levante ha evidenziato ancora una volta la vittoria della sinistra organizzata, con l’espressione di un voto esclusivamente politico rispetto alla tornata elettorale squisitamente amministrativa.
    Intendiamoci: non vi è nulla di male alle elezioni comunali fare riferimento ai partiti ed ai loro simboli, ma a Sestri Levante la sinistra ha messo in campo concetti da fortezza assediata ed i continui richiami “Dì qualcosa di sinistra” e “Fai qualcosa di sinistra” sembrano evidenziare al medesimo tempo che solo a sinistra sta la fede e la verità mentre tutto il resto è male e la preoccupazione di una possibile sconfitta forse non percepita appieno dai cittadini, ma ben presente tra gli addetti ai lavori.
    Anche la dichiarazione rilasciata dopo il ballottaggio da un esponente di sinistra secondo il quale votando Ianni (candidato del PDL e sostenuto al primo turno anche da Lega e UDC ed al ballottaggio anche da noi) si poteva lasciare il comune in mano ad un fascista e ad una giunta razzista, la dice lunga sul clima politicizzato di questa tornata.
    Dopo quindici anni di sinistra, i cittadini sestresi scelgono di confermare le sinistre al governo della città. Non possiamo mancare di osservare che in altre città dove da quindici anni governava la sinistra (Roma, Viareggio, per fare un esempio) i cittadini hanno sentito il bisogno di cambiare, mentre qui tutto è rimasto fermo al secondo dopoguerra, quando certe affermazioni potevano ancora avere un senso.
    Il tempo, galantuomo, dirà chi ha avuto ragione.
    Un ringraziamento a tutti coloro che hanno gratificato con la loro preferenza l’amico Sergio Magrone ed hanno seguito con simpatia il nostro impegno elettorale.
    Ai cittadini diciamo che siamo presenti sul territorio. Continueremo a portare avanti i nostri ideali di libertà, laicità (sul cui vero significato le masse dovrebbero approfondire e meditare), buongoverno ed antifascismo, punto sul quale non accettiamo lezioni da nessuno.

    Chiavari, 2 Maggio 2008

    Paolo Bertuccio
    Segretario P.R.I. Regione Liguria

  4. #144
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    Il Pri dice addio ad Alfio Lamanna

    Alfio Lamanna ci ha lasciati. Figura storica del Repubblicanesimo ligure, fu sicuro riferimento nei difficili anni novanta per i repubblicani di Genova e della Liguria. Rimase in quegli anni tra i pochi di una generazione politica in fuga, e seppe assumere la responsabilità del Partito in prima persona; per far sentire ancora la voce del Pri e preparare il rinnovamento. Così negli ultimi anni ricoprì volentieri la carica di Presidente del Pri della Liguria che i repubblicani gli vollero assegnare.

    Alla famiglia e agli amici del Pri della Liguria le condoglianze della Direzione Nazionale e della redazione della "Voce Repubblicana".

    I funerali si svolgeranno nella Basilica di Carignano in Genova, giovedì 19 giugno alle ore 10,00.

    Per invio telegrammi l'indirizzo è il seguente: Famiglia Lamanna-Salita Spianata Castelletto n. 19-16124 Genova

    tratto da http://www.pri.it/new/17%20Giugno%20...naPriAddio.htm

  5. #145
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    Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria

    Ciao Alfio!
    Alfio Lamanna se ne è andato. Delicatamente e quasi in silenzio, nello stesso modo in cui aveva profondamente amato gli ideali repubblicani, riferimento e guida dei pochi che nel generale fuggi fuggi negli anni novanta del secolo scorso sono invece rimasti al proprio posto, all’interno del Partito, per trasmettere ai giovani i valori nei quali hanno sempre creduto e per favorire il ricambio delle persone.
    Gli amici lo ricordano – tra i numerosi incarichi ricoperti- Segretario e Presidente regionale del PRI, Assessore al Comune di Genova, e per un breve periodo Sindaco supplente della città, Presidente del Collegio Sindacale del Genoa Calcio Spa, ma non dimenticano l’Uomo, il Professionista stimato in Genova ed al di fuori dei confini della Liguria.
    Ai familiari le più sentite condoglianze di quanti lo hanno conosciuto, frequentato, apprezzato e di tutti gli iscritti alle Sezioni liguri del Partito Repubblicano Italiano.

    Chiavari, 17 giugno 2008

    Paolo Bertuccio

    Segretario P.R.I. Regione Liguria

  6. #146
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    Un’associazione al servizio dei liguri

    Il PRI trova a Chiavari - città mazziniana - uno dei suoi centri principali. Sembra che Mazzini e Garibaldi (originario della zona) fossero imparentati. Qui risiede il segretario regionale Paolo Bertuccio, che progetta il rilancio dell’area laico-liberale, che ha un potenziale di elettori in Italia pari al 40%. In questa zona le scelte del Pri privilegiano la qualità e l’indipendenza, al posto dell’opportunismo, com’è avvenuto nelle recenti elezioni comunali di Sestri Levante. “Ai cittadini non serve il successo di un partito o di un guru alla Beppe Grillo, ma che le idee migliori per lo sviluppo del territorio possano diffondersi e diventare realtà”, sostiene Bertuccio, “Noi vogliamo andare in questa direzione, realizzando degli strumenti concreti”. Si parla di un’associazione, al servizio dei cittadini prima che delle istituzioni e dei partiti, basata sul confronto pluralista. “Serve uno spazio nel quale i cittadini possano conoscere e discutere le questioni importanti: pensiamo alla Colonia Fara a Chiavari, al dopo Provincia di Genova, al nuovo polo scolastico. C’è un’infinità di temi fondamentali per ogni famiglia, argomenti che devono trovare uno spazio di democrazia”. Il Pri ritiene di poter dare il via alla nuova associazione entro il prossimo autunno, e di trovare la collaborazione di altri soggetti che operano nel Tigullio. Si tratta di “dinamizzare il tessuto sociale con la cultura del social networking, che ha dimostrato la sua forza con la campagna elettorale di Barack Obama e con lo straordinario successo di MySpace e Facebook, in grande crescita in Italia e in tutto il mondo”. Una proposta che può portare a un salto di qualità nella società tigullina.

    tratto da http://www.opinione.it/pages.php?dir...37&id_art=5540

  7. #147
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    Intervista a Paolo Bertuccio - Posti di lavoro per sconfiggere la criminalità

    di Paolo Della Sala

    Paolo Bertuccio è segretario regionale del Pri, partito dalla nobilissima tradizione, nella Liguria che diede i natali a Giuseppe Mazzini, e nell’Italia di Ugo La Malfa. Il Pri è stato l’unico partito italiano ad aver appoggiato Israele anche negli anni neri del terrorismo palestinese, quando i governi italiani, secondo autorevolissime testimonianze (il presidente emerito della Repubblica Cossiga), davano carta bianca ai terroristi che colpivano gli israeliani. Un episodio quasi da “leggi razziali” che andrebbe discusso.

    Segretario, la scorsa settimana L’Opinione ha intervistato il coordinatore regionale di Forza Italia, on. Scandroglio, il quale ha parlato dell’operato del sindaco di Chiavari Agostino. Lei risiede a Chiavari, qual è il suo giudizio sull’amministrazione?

    Il quadro è sostanzialmente positivo. Come Scandroglio, sottolineo la necessità di mantenere al livello ottimale la pulizia, i servizi di vigilanza, la manutenzione urbana. I punti negativi riguardano il mondo della produzione, la creazione di posti di lavoro, gli investimenti. Per ora sento parlare di decine di milioni di investimenti nel porto. Va bene, ma l’edilizia, anche se portuale, non è tutto, in un’economia locale e nazionale bloccata. Servono posti di lavoro veri. E’ questo il primo punto del nostro programma, da sempre. Oggi sembra quasi che il lavoro non interessi a nessuno, forse si vive ancora di rendita, ma prima o poi questa finisce. Si pensi al turismo: serve un rilancio. Pensi che 40 anni fa i nostri albergatori offrivano il rimborso di tutte le spese di viaggio ai loro ospiti. E’ così che hanno creato la ricchezza che ora ci permette di sopravvivere.

    La sicurezza in Liguria è un tema caldo. Quali le sue priorità?

    Non ci sono priorità: ogni problema è importante. La creazione di posti di lavoro, se accompagnata dalla diffusione di un’etica del lavoro, è il fondamento della lotta alla criminalità (ma il diritto/dovere di “fare carriera” è stato osteggiato dalle sinistre, che hanno colpe sociali gravissime). La liberalizzazione dell’economia è un modo per offrire a tutti occasioni di crescita, il che combatte la piaga della droga, che colpisce la maggioranza dei giovani, privati di dinamica sociale. Bene le iniziative sulla prostituzione. Finora i sindaci non potevano fare tutto: serviva una legge nazionale, che è arrivata. Adesso si deve agire in tutto nel Tigullio senza ipocrisie: il mestiere più antico del mondo può essere praticato in spazi chiusi, ma deve emergere dall’illegalità. Ciò può avvenire con la creazione di cooperative e col pagamento delle tasse. Mi meraviglia che il governo Prodi, che predicava il “paghiamo tutti le tasse”, abbia chiuso gli occhi su quella che è una delle prime fonti di reddito in Italia…

    Parliamo del commercio, settore importantissimo a Chiavari e in regione.

    Il commercio è in crisi già da tempo. Servono nuove idee e nuovi imprenditori. Aggiungo: servono nuovi capitali, anche perché fino a qualche anno fa nei negozi di Chiavari arrivavano i residenti della Fontanabuona, che però ora si sono organizzati localmente. Il tunnel tra la costa e la Fontanabuona potrà aiutare Rapallo, ma non il resto del Tigullio e del Levante ligure. Il presidente della Ascom Bovone ha già più volte lanciato l’allarme, e ora è tempo che l’amministrazione risponda alle sue richieste, individuando soluzioni urbanistiche nuove, offrendo facilitazioni a chi opera nel commercio. E’ urgente e utile per le aziende come per i consumatori.

    Elezioni: si stanno già scaldando i motori di tutti i partiti…

    Il quadro parte da una constatazione: lo schieramento di sinistra è alla fine. Il PD e l’area di Rifondazione non offrono più alcuna soluzione agli elettori, anzi sono diventati parte del problema. Sono scandalizzato dagli scempi urbanistici di Sestri Levante e da quello - inaudito - che si vuole fare a Boccadasse, l’antico porticciolo peschereccio di Genova, che è destinato alla solita “ristrutturazione” targata Coop rosse, con costruzione di appartamenti di lusso etc. Questa situazione impone all’opposizione di cui fa parte il PRI ligure, di muoversi per tempo, senza i ritardi e la mancanza di coordinamento di altre occasioni. Ne discuteremo con gli altri partiti quanto prima. Nel frattempo stiamo per lanciare un’iniziativa importante, un aiuto concreto ai cittadini che non arrivano alla quarta settimana. Ne riparleremo presto.

    tratto da http://www.opinione.it/pages.php?dir...t=7473&aa=2008

  8. #148
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    Comunicato Stampa del P.R.I. di Chiavari

    CHIAVARI (Genova) - Siamo d’accordo con il Sindaco di Chiavari dott. Agostino sul fatto che il prolungamento di viale Kasman debba essere attuato in modo completo fino a Carasco.
    Questo costituiva parte del mio programma alle recenti elezioni provinciali di Genova.
    Diversamente, se si adottasse una soluzione parziale, non si risolverebbe una volta per tutte il traffico da e per le Valli Fontanabuona e Sturla, con l’ulteriore conseguenza di ritrovarsi col medesimo problema spostato solo un poco più a monte di quanto sia ora.
    Il prolungamento parziale ha dalla sua il vantaggio di somme già stanziate, ma presta il fianco ad uno dei più rilevanti problemi nazionali: nel nostro Paese nulla è più definitivo di qualcosa di provvisorio, per cui si corre il rischio di non riuscire a vedere completata l’opera in tempi ragionevoli.
    Invito le forze politiche presenti nei consigli comunali, provinciale e regionale ad attivarsi ed impegnarsi sia ora che in futuro per la soluzione più favorevole ai residenti ed agli altri utenti dell’infrastruttura.

    Chiavari, 7/11/2007 - Il Segretario del Pri - Paolo Bertuccio

    tratto da http://www.prichiavari.com/archivio2509.html

  9. #149
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    Che fare...

    Dopo che la Voce Repubblicana ha pubblicato l’intervento del Segretario del PRI Francesco Nucara in merito allo scenario politico in sviluppo in questo momento nel nostro Paese ed il suo “che fare” provocatoriamente evidenziato nel titolo “Il futuro del PRI: tra partito e circolo esoterico”, il medesimo quotidiano ha successivamente dato ampio risalto anche agli interventi di numerosi iscritti intervenuti sul tema.
    Anche durante il recente Consiglio Nazionale tenutosi a Roma alla fine di novembre, numerosi sono stati gli interventi, che ho ascoltati con la dovuta attenzione, confessando più volte a me stesso quanto mi sarebbe piaciuto avvicinarmi allo scrivere ed al discorrere di quel che avevo letto ed ascoltato, quasi invidiando un poco gli autori degli articoli letti e degli interventi ascoltati.
    Avevo questi pensieri durante il viaggio di ritorno in treno eppure mi sembrava che qualcosa mancasse ancora alla quadratura del cerchio.
    Lo scossone della vettura, probabilmente provocato dal passaggio veloce su di uno scambio, mi svegliò di soprassalto ed un pensiero mi assillò: nessuno ha parlato dell’aspetto organizzativo!
    Nessuno (che io ricordi, e se è avvenuto il contrario faccio ammenda) si è espresso sulle modalità attraverso le quali si può concretamente portare avanti, all’esterno, per far conoscere all’elettorato l’esistenza e le posizioni politiche del PRI. Qualcuno ha, si, proposto l’elaborazione di alcune idee principali da divulgare, ma non ha espresso il “come fare”.
    Tutti quanti sappiamo che nella primavera prossima si terranno le elezioni europee e quelle amministrative in tantissime realtà locali. Ma nessuno, me compreso, ha detto o scritto una frase che all’incirca può suonare così: “Nella mia regione (provincia) ci stiamo organizzando per partecipare alle elezioni amministrative in X Comuni da soli con il nostro simbolo ed in Z Comuni in coalizione con altre forze politiche”
    E’ troppo presto per dirlo? Il tempo, come sempre, sarà galantuomo.
    Non vorrei che il Congresso Straordinario del prossimo febbraio distogliesse l’attenzione dall’unica via attraverso la quale si fa concretamente politica: la partecipazione alle elezioni e possibilmente i successi elettorali.
    Tutti le altre considerazioni, per quanto lodevoli ed approfondite, rischiano di restare aria fritta ed avanti di questo passo, tra breve anziché un partito ci troveremo ad avere un salotto.

    Chiavari, 2 Dicembre 2008
    Paolo Bertuccio
    Segretario P.R.I. Regione Liguria

    tratto da http://www.prichiavari.com/index.htm

 

 
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