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  1. #11
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    Predefinito tratto da LA PADANIA 16 marzo 2004

    La Malfa contro le banche: «Non fanno il loro lavoro, sono diventate finanziarie»

    ANDORA (SV) - Le banche pretendono garanzie dal singolo artigiano che questi non può dare: ecco perché rivestono una grande importanza i confidi regionali, ovvero i consorzi fidi di cui si sta discutendo in Senato. È quanto emerso in un dibattito sul risparmio e il credito organizzato domenica ad Andora, nel Ponente ligure, da Confart Liguria, Consorzio Fidi Artigianato che raggruppa le associazioni artigiane liguri, Cna, Confartigianato, Filse (finanziaria della Regione Liguria) e dall'Unione Camere. Al dibattito hanno partecipato anche numerose associazioni dei consumatori locali che si stanno interessando per i risparmiatori Parmalat, Ciro e per i bond argentini.
    I parlamentari della Lega Nord si stanno battendo per permettere al singolo di fornire garanzie alle banche, consentendogli di ottenere finanziamenti diversamente impossibili per le pmi. «In Italia queste imprese sono più di 1.300.000, mentre in Francia si aggirano sulle 820 mila unità» ha spiegato Franco Floris, presidente della Confart Liguria. All'appuntamento non è voluto mancare l'on. Giorgio La Malfa, presidente della commissione Finanze ed Economia che si sta interessando della legge sulla tutela del risparmio. La Malfa ha puntato il dito contro l'attuale sistema bancario: «Le banche non sembrano più in grado di fare il proprio lavoro, sono diventate delle finanziarie. Quando corrono in aiuto delle industrie in difficoltà cercano di recuperare vendendo nuovi prodotti finanziari. Se le banche sono state davvero ingannate, rimanendo coinvolte nei crac delle grandi aziende, allora sono incapaci di gestire i nostri soldi».

    A. M.

  2. #12
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    VARAZZE (Savona) -
    sabato 17 aprile h. 11,00
    Hotel Torretti

    Il segretario nazionale
    Francesco Nucara
    incontrerà i quadri del Pri

  3. #13
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    Varazze (SV): riunione dei quadri Pri della Liguria/Con il segretario nazionale i responsabili regionali e provinciali

    Buone prospettive per le elezioni

    Si è svolto a Varazze, in una magnifica cornice paesaggistica, l'incontro dei quadri repubblicani della Liguria alla presenza del segretario nazionale Francesco Nucara.

    L'occasione è stata la candidatura di Alessandra Piombo a sindaco dell'Edera in questa stupenda cittadina ligure.

    L'incontro, in un noto albergo della città, si è svolto con l'introduzione del responsabile regionale Alfio Lamanna che ha tracciato un panorama delle alleanze in tutta la Liguria.

    Successivamente sono intervenuti il segretario della sezione e il presidente Alongi che ha sostenuto di essersi "identificato" nella storia del PRI che in quel contesto ottiene sempre più significative adesioni.

    La candidata a sindaco Alessandra Piombo che dopo un inizio caratterizzato da una forte carica emotiva dovuta alla sua provenienza dalla società civile, ha svolto un intervento di grande spessore e di buon senso sui problemi più rilevanti della campagna elettorale repubblicana a Varazze.

    Ha tratto le conclusioni il segretario del PRI, Francesco Nucara, che ha sottolineato l'importanza che riveste il ruolo della donna nella società politica e soprattutto nell'amministrazione della cosa pubblica. Nucara ha proseguito affermando che "se in ogni famiglia viene affidato alle donne il governo della casa e l'educazione dei figli, forse è utile a tutti affidare loro il governo delle nostre città".

    Il segretario nazionale del PRI ha tracciato un excursus sulle alleanze locali e sul significato che queste possono investire anche quando non dovessero essere in linea con la collocazione politica nazionale.

    Nucara ha concluso affermando "i Repubblicani sono un popolo di sinistra che non sta con questa sinistra perché quest'ultima nulla ha a che vedere con la nostra storia antica e recente né con le nostre attuali convinzioni, che specie in politica estera sono antitetiche a quelle di una certa sinistra".

    Tra i presenti oltre ai nomi già citati Camonita di Imperia; Pennucci di La Spezia, Cipolli, Saccone e Ferrara di Genova; Valerioti di Savona; gli amici di Recco, di Camogli, di Andora e tanti altri amici liguri a cui va il ringraziamento della segreteria per l'impegno che essi profondono in una situazione particolarmente difficile dopo l'uscita dei "beneficiati" dal PRI.
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/THELOVESTORY.mid[/mid]

  4. #14
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    Predefinito l'uomo si muove!

    Mercoledì 28 Aprile 2004, 19:14 Yahoo


    Europee: Sgarbi Presenta a Savona Il Partito Della Bellezza
    Di (Aug/Pn/Adnkronos)

    Savona, 28 apr. - (Adnkronos) - L'onorevole Vittorio Sgarbi presenterà domani 29 aprile, alle ore 15.30, al Santuario di Savona, il Partito della Bellezza Lista P.R.I-Liberal Sgarbi che correrà alle prossime elezioni europee ed amministrative. Sgarbi ha preannunciato che lancerà un forte appello a tutti gli intellettuali italiani per la difesa del patrimonio culturale italiano.

  5. #15
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Il repubblicano Franco Floris nuovo sindaco della città di Andora/Quali sono le priorità della nuova amministrazione nel segno di una politica a favore di tutti

    Sì al recupero del territorio e al piano urbanistico

    ANDORA (Savona) - Il repubblicano Franco Floris è il nuovo Sindaco di Andora, città turistica che racchiude al suo interno alcune tra le più belle aree naturalistiche e storiche di tutta la Liguria in provincia di Savona. L'ex vice-sindaco e la lista civica "Viviandora" sono protagonisti della vita amministrativa della città dal 1995 ed il lavoro svolto nelle ultime due legislature dai vari consiglieri eletti è stato premiato. Nel segno della continuità e di una politica a favore di tutti e non di pochi per la nuova amministrazione andorese sono prioritari: la redazione del Piano Urbanistico Comunale (Puc) che rappresenta lo sviluppo edilizio, sostenibile ed equilibrato che valorizzi le cose belle del territorio a favore di una economia-turistica della città nei prossimi venti anni; una politica che privilegi e favorisca la "prima casa e preveda una vera edilizia convenzionata e cooperativistica con la conseguente localizzazione delle aree; la realizzazione del depuratore; il recupero dell'area "ex Colonia di Milano" con l'obiettivo di creare un polo socio-culturale; la salvaguardia e recupero del territorio per l'attività agricola, altra importantissima risorsa per l'economia di Andora. In questo settore l'impegno del Sindaco in sinergia con la locale Cooperativa Ortofrutticola mira ad ottenere il riconoscimento D.O.P. per la produzione del basilico. Di primaria importanza, per la lista "Viviandora" oltre l'organizzazione, disciplina ed uso del territorio, sono: il turismo, con un eventuale coinvolgimento comprensoriale per ottimizzare le risorse; le politiche sociali-giovanili, con la realizzazione di una struttura polivalente ed una residenza protetta per gli anziani; il commercio, con un forte impegno contro l'abusivismo commerciale; l'ambiente, con il miglioramento dei percorsi escursionistici esistenti, l'incentivazione della raccolta differenziata dei rifiuti, la sensibilizzazione ed incentivazione dell'uso di energie alternative nelle abitazioni private, la tutela dell'Oasi del Merula e del Santuario Internazionale dei Cetacei. Sul depuratore, il Sindaco Floris ha spiegato che il piano regolatore aveva individuato come zona per la costruzione una frazione di Andora mentre con la variante sarà cambiata l'ubicazione dell'impianto che verrà realizzato nella zona di fronte al porto e completamente interrato. Sono contrario alla precedente sistemazione per vari motivi fra l'altro si dovrebbe pompare il materiale per cinque chilometri dalla costa e viceversa. Questo comporterebbe sprechi enormi di energia elettrica, lunghi e costosi scavi con disagi vari, costi di gestione molto elevati e soprattutto maggiori rischi ambientali. Tra l'altro la nuova ubicazione dell'impianto servirà tre Comuni. Una cosa è certa Andora, forse, sta riscoprendo la voglia di vivere in mezzo alla natura o forse di mettere al centro la natura.

    Santino Camonita

  6. #16
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    Regionali: Nucara, Biasotti confermato candidato Cdl in Liguria

    "Abbiamo discusso delle candidature alle prossime regionali. Sull'Abruzzo e la Calabria c'è ancora qualche incertezza. In Liguria sembra che venga ricandidato il presidente uscente Biasotti. Continuiamo a lavorare". Così il segretario del Partito Repubblicano Italiano e sottosegretario di Stato all'Ambiente Francesco Nucara fotografa l'esito del vertice di maggioranza che si è svolto ieri mattina a Palazzo Chigi, concentrato sulle regionali, annunciando che probabilmente la prossima settimana i leader della maggioranza torneranno a vedersi.

  7. #17
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    Predefinito Verso le Regionali in LIGURIA

    SOCIETA' DOMANI

    GENOVA - L'approssimarsi della scadenza elettorale regionale ha convinto
    un nutrito gruppo di cittadini e di forze politiche a riunirsi in
    un'aggregazione denominata "Società Domani"

    Ne fanno parte, come nucleo promotore:

    Alfio Lamanna (Segretario regionale del Partito Repubblicano
    Italiano)
    Romano Cipolli (Segretario provinciale del Partito Repubblicano
    Italiano)
    Alberto Martinelli (Partito Repubblicano Italiano)
    Gioachino Ferrara (Partito Repubblicano Italiano)
    Antonio Cintura (Partito Repubblicano Italiano)
    Claudio Canepa (Coordinatore regionale del Partito Liberale)
    Beppe Damasio (Momento Liberale)
    Matteo Fusaro (Segretario regionale del Nuovo Partito Socialista
    Italiano)
    Bruno Pavan (Segretario provinciale del Nuovo Partito Socialista
    Italiano)
    Piero Giaretto (Nuovo Partito Socialista Italiano)
    Adriano Carlini (Segretario regionale dei Cristiani Democratici
    Europei)
    Giuseppe Giovanni Battista Cattaneo (Coordinatore di Area Laica)

    "Società Domani" ha elaborato un primo documento politico sul
    quale richiama l'attenzione dei mezzi di informazione, dei cittadini - elettori e dei due raggruppamenti politici che si contenderanno il governo della Regione Liguria.

    Questo il contenuto del documento.

    "Società Domani" constatato che il livello di scontro tra le
    forze politiche è divenuto intollerabile tanto da generare il
    progressivo disinteresse dei cittadini nei confronti della politica,
    con un assenteismo che supera il 40% del corpo elettorale.
    Ritenendo necessario favorire la promozione di una area autonoma
    capace di recepire le istanze di coloro che non si vedono
    rappresentati nelle istituzioni anche a causa dei vincoli imposti
    dall'attuale normativa elettorale.
    Ha dato vita ad un comitato operativo con l'obiettivo di
    assicurare la presenza alle prossime elezioni regionali e
    amministrative anche a quelle forze politiche, portatrici storiche di
    esperienze e di idee, che hanno contribuito a garantire per lungo
    tempo all'Italia: libertà, democrazia e progresso.

    Al comitato hanno aderito:

    Franco Baffigi (Progetto Liberale Italiano)
    Franco Sensi (Del Coordinamento radicale genovese, a titolo
    personale)

    Genova 16 novembre 2004

    .................................................. .............................
    tratto dal Gruppo "I Repubblicani"
    http://it.groups.yahoo.com/group/Repubblicani/

  8. #18
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    Giuseppe Mazzini

    "Io era già inconsciamente educato al culto dell'uguaglianza dalle abitudini democratiche dei due miei parenti e dai modi identici ch'essi usavano col patrizio e col popolano; nell'individuo essi non cercavano evidentemente se non l'uomo e l'onesto. E le aspirazioni alla libertà, ingenti nell'animo mio, s'erano alimentate dei ricordi di un periodo recente, quello delle guerre repubblicane francesi, che suonavano spesso sulle labbra di mio padre". Così ebbe a scrivere Giuseppe Mazzini dei suoi primi anni. L'apostolo dell'unità italiana nacque a Genova il 22 giugno 1805, figlio di un noto medico.
    Nel 1827 si iscrive alla Carboneria; nella "vendita" genovese fu uno dei più validi propagandisti. Nel 1830 accetta un incarico importante: compie un viaggio in Toscana alla ricerca di affialiati. Tornato, per la denuncia di Raimondo Doria, che aveva rivelato i nomi degli affiliati genovesi e lombardi, fu arrestato fino al gennaio 1831. Dopo, è costretto all'esilio: parte per Ginevra.
    Fu però a Marsiglia che Mazzini dettò le Istruzioni generali per gli affratellati nella Giovane Italia, che riuscì a distribuire in Liguria e in Piemonte. Allo stesso modo fondò e distribuì il periodico omonimo. Successive delazioni portarono alla scoperta di vari "fratelli": Iacopo Ruffini fu arrestato e si suicidò in carcere.
    Nel 1834 lo troviamo a Berna: qui, nel 1834, detta il patto della Giovine Europa. Nel giugno del '35, fra incredibili difficoltà riesce a fondare il periodico La Jeune Suisse che, secondo alcuni storici, contiene alcuni dei migliori articoli da lui scritti, dove esprime i concetti fondamentali del suo apostolato repubblicano europeo.
    Nel 1836 gli viene intimato l'esilio perpetuo dalla Svizzera; solo nel gennaio 1837 si reca a Londra. In mezzo alla miseria e alla "tempesta del dubbio", collabora a numerosi periodici inglesi. Poi, mosso da "proposito incrollabile, quasi feroce", decide di riprendere il lavoro della Giovine Italia, diramando nuove istruzioni generali.
    Mazzini mostrò diffidenza per l'elezione al Pontificato di Pio IX, nonché verso le parziali riforme concesse da alcuni governi italiani: gli apparivano atti che spostavano il fulcro dell'azione rivoluzionaria così come egli la concepiva. Passato da Londra a Parigi, ebbe notizia dell'insurrezione di Milano; giunge nella città lombarda il 7 aprile del 1848; al ritorno degli austriaci lascia la città, il 3 agosto, arruolandosi come soldato semplice in una colonna di volontari. Fu di nuovo in Svizzera, poi a Marsiglia, poi a Livorno. Il 5 marzo 1849 è a Roma; il 29 marzo è eletto triumviro con Saffi e Armellini. Forma un comitato di guerra. Caduta la città, ripara a Losanna. Nel maggio del '50 è a Parigi, nel luglio successivo a Londra, dove fonda il Comitato democratico europeo. Un nuovo tentativo insurrezionale lombardo da lui progettato fallisce, insieme ad altri episodi dall'esito infelice. Intanto ha fondato il Partito d'Azione, nome che sarà ripreso da una nota formazione coordinata da Ugo La Malfa durante la Resistenza.
    Nel 1857 accetta la proposta giuntagli da un comitato napoletano e prepara una spedizione costiera, affidandone il comando a Pisacane. Il tentativo di Sapri fallisce, insieme ad un altro moto insurrezionale genovese. Mazzini è condannato a morte in contumacia.
    E' del 1858 la pubblicazione del periodico londinese Pensiero e azione; in seguito, in Svizzera, stampa l'opuscolo Ai giovani d'Italia. I suoi più stretti amici avevano cominciato ad allontanarsi da lui sin dal 1853. Nel '57 aveva scritto: "Son più debole, tetro che mai; e ciò spiega come la mia mente sia sempre incline a credere che io sia una fonte perenne di male". Visse gli ultimi anni di vita fra Londra e Lugano, con furtivi soggiorni a Genova e Milano. Nel 1870 fu arrestato e condotto nel forte di Gaeta. Qui, apprese l'avvenuta unione di Roma al regno d'Italia, ma deplorò che si fosse realizzata sotto la monarchia. Nel febbraio del 1872 pensò di trasferirsi a Genova, ma poi accettò l'ospitalità di Giannetta Nathan Rosselli: a Pisa si spense il 10 marzo 1872, dopo esservi vissuto col nome Brown. La salma fu trasportata a Genova e tumulata a Staglieno, presso la tomba della madre.

  9. #19
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    [color=dark blue]Imperia venerdì 14 gennaio h. 11,00
    Palazzo della Provincia

    Convegno
    "Economia e mercati finanziari italiani"

    Interverrà Giorgio La Malfa
    [/color]

  10. #20
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    Il presidente della Commissione Finanze La Malfa ad Imperia/Una manifestazione dell’Associazione 105 assieme alla Provincia e al Comune

    L’economia e i mercati finanziari in Italia

    Il Presidente della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, Onorevole Giorgio La Malfa, è intervenuto ad Imperia al convegno pubblico sul tema "Economia e mercati finanziari italiani". La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Culturale 105 in collaborazione con la Provincia ed il Comune di Imperia. Il convegno che si è svolto nella sala riunioni della sede staccata del Palazzo della Provincia alla presenza di un folto e qualificato pubblico, ha visto la partecipazione, ai fini dell’orientamento scolastico, di una rappresentanza degli alunni della Scuola Media "G. Boine" e di futuri ragionieri dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale "G. Ruffini". Fra i numerosi partecipanti erano presenti i rappresentanti della Associazioni dei consumatori, Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori, ed il Presidente della Commissione regionale ABI per la Liguria,dott. Armando Remuzzi. I lavori sono stati introdotti dal Presidente dell’Associazione Culturale 105 affermando fra l’altro che "la riforma del risparmio è un tema di vitale importanza per l’opinione pubblica e per l’intero Paese ed è prioritario ristabilire la fiducia negli investitori e risparmiatori". Sono seguiti gli interventi del Presidente della provincia, avv. Gianni Giuliano, che si è soffermato sull’aspetto socio-economico dell’estremo ponente ligure legato al turismo e del vice-Sindaco di Imperia, dott. Alessio Saso, che ha sottolineato il ruolo ed il valore aggiunto delle piccole e medie imprese.

    Il Presidente della Commissione Finanze, Onorevole Giorgio La Malfa, nel corso della sua relazione ha spaziato dallo sviluppo industriale italiano della fine dell’800 all’apertura dei mercati dell’Est . Non sono mancati riferimenti all’IRI e alle imprese medio-grandi e grandi che siano state di proprietà o sotto il controllo dello Stato. Ha evidenziato il rapporto banche-industrie nel recente passato e come la Banca d’Italia ha conservato, e tuttora conserva, poteri molto stringenti di controllo sulla proprietà della banche. Ha ricostruito la storia economica italiana del ‘900 valorizzando la figura e l’operato di Donato Menichella.

    Le conclusioni che egli ha tracciato si possono sintetizzare come segue. Per buona parte del XX secolo il sistema economico italiano è stato un sistema sotto il controllo pubblico, sia per quanto riguarda le imprese manifatturiere, sia per quanto riguarda il sistema bancario.

    L’area dell’impresa privata è stata confinata alle piccole e medie imprese, nate nel secondo dopoguerra nel periodo del miracolo economico seguito alla fine dell’autarchia, alla liberalizzazione degli scambi e all’ingresso dell’Italia nel Mercato Comune Europeo. Le imprese private sono sempre vissute in una condizione di concorrenza con le grandi imprese pubbliche che potevano, grazie ai finanziamenti dello Stato, esercitare una concorrenza talvolta sleale rispetto alle imprese private. Esse hanno difeso la loro autonomia restando piccole e evitando di accedere alla Borsa nella quale sarebbero state soggette al rischio di una presa di controllo da parte delle imprese pubbliche. Il risparmio è stato canalizzato verso i titoli di Stato che garantivano rendimenti elevati in condizioni di minor rischio, risparmio che veniva utilizzato per i bisogni del sistema industriale pubblico. Atrofizzatasi così la Borsa, le imprese si sono rivolte al credito bancario, soprattutto a quello delle banche commerciali che spesso hanno finito per finanziare le immobilizzazione delle imprese. Questa situazione del settore del risparmio, unito alla espansione rapidissima dello stato sociale, ha reso meno necessario la nascita dei fondi comuni di investimento, dei fondi pensione e di tutte le strutture finanziarie che sono la caratteristica tipica dei mercati finanziari anglosassoni.

    La fine del sistema e la rapida caduta dei rendimenti dei titoli di Stato quando nella seconda metà degli anni novanta l’Italia è entrata nell’Unione Monetaria Europea, ha reso disponibile il risparmio per impieghi diretti sul mercato finanziario, ma a fronte di una notevole offerta di risparmio, le possibilità di un suo impiego in titoli di buona qualità è stata relativamente modesta. Così a partire dal 1993 vi è stata una trasformazione delle banche che non operano nel solo campo dei prestiti a medio termine ma anche nella intermediazione dando luogo agli sviluppi piuttosto caotici di cui i risparmiatori hanno fatto esperienza. Al termine della sua relazione sono intervenuti l’ing. Gioachino Ferrara, il direttore dell’Unione Industriali della provincia di Imperia, dott. Giuseppe Argirò, il Segretario generale della Cisl di Imperia, dott. Remigio D’Aquaro. Prima di concludere il portavoce, dei rappresentanti sindacali dei frontalieri di Cgil, Cisl e Uil, Salvatore Maio, ha sollecitato l’On. Giorgio La Malfa per la trasformazione in legge del "bonus" per i frontalieri concesso dal 2003 con decreto, al fine di dare una parola chiara e definitiva sulla questione ricordando che i frontalieri italiani nel ponente ligure, nel comprensorio tra Sanremo e Ventimiglia, sono circa 4 mila 500.

    Santino Camonita

 

 
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