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  1. #1
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito il lavoro è un optional?

    http://www.ilcentro.quotidianiespres...rima/cin01.htm

    Situazione incandescente e sulla crisi del polo elettronico cade un'altra tegola: l'Alenia annuncia la cassa integrazione per 350 dipendenti
    Rabbia Siemens, assalto al Comune
    Dopo i blocchi stradali, sfiorata la rissa fra lavoratori e amministratori


    L'AQUILA. Ancora una giornata di tensione nella vertenza Siemens. Anche ieri la città è stata paralizzata da una serie di blocchi stradali fatti dai 500 dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Si è poi sfiorato lo scontro con il sindaco nel municipio occupato dalle maestranze. Il buon senso, però, ha prevalso. Anche Tempesta parteciperà oggi, insieme a sindacalisti e lavoratori, all'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Intanto il momento nero del polo elettronico si conferma con la cassa integrazione anche all'Alenia Spazio.
    LA PROTESTA. Dopo una breve assemblea in fabbrica i lavoratori della Siemens sono usciti nel piazzale antistante alla fabbrica ed è stata paralisi del traffico per gran parte della città. Insieme a loro anche i colleghi della Lares Cozzi, altra azienda in crisi, che ha 250 dipendenti. Fin dall'inizio del corteo, alle 10, non sono mancati fischi e slogan irriverenti ai politici «latitanti» e «impegnati più a pensare al terzo traforo che ai problemi dei lavoratori». Principali destinatari il sindaco Biagio Tempesta, il presidente della Regione, Giovanni Pace e alti dirigenti d'azienda.
    BLOCCHI STRADALI. Il primo c'è stato lungo la statale 17, davanti alla sede dello stabilimento in località Boschetto. La sosta è stata di alcuni minuti e nel frattempo sono accorsi agenti della polizia stradale e vigili urbani mentre gli uomini della Digos erano già nel piazzale. La meta finale, anche se i lavoratori non lo hanno mai detto, era, per l'appunto il Comune. Questa incertezza ha indotto alla massima allerta le forze dell'ordine che non conoscevano il percorso del «serpentone».
    IN AUTOSTRADA. Ci sono stati altri blocchi nei pressi dell'imbocco autostradale e poi, anche all'interno del casello L'Aquila Ovest dove c'è stata forte tensione. Infatti si temeva che le auto che circolavano lungo le rampe di accesso potessero investire i dimostranti. La sosta in autostrada è durata 10 minuti. Il corteo, inoltre, ha avuto brevi soste anche nei pressi del Motel Amiternum, dove confluiscono statale 17, statale 80 e viale Corrado IV. Poi, poco dopo la rotonda di piazza d'Armi il corteo si è sdoppiato: alcuni dimostranti si sono diretti lungo via Vicentini, altri hanno tagliato per la statale 17 chiudendo, di fatto, l'accesso alle due strade dove si sono verificate code lunghissime. I due cortei si sono poi riuniti e hanno percorso via XX Settembre per poi arrivare in via Persichetti alle 13. Da lì, passando per piazza Duomo, si sono diretti in Prefettura dove c'è stato un sit-in dopo avere percorso 5 chilometri.
    L'APPELLO. Durante il loro passaggio in centro storico i manifestanti, guidati dai sindacalisti, hanno più volte fatto appello alla solidarietà dei commercianti: «i primi a rimetterci in questa situazione, dopo di noi, sarà proprio la vostra categoria».
    IN COMUNE. La protesta vera e propria è poi esplosa alle 15.45, quando il sindaco e gli assessori hanno fatto il loro ingresso nell'aula consiliare. Urla, fischi, insulti pesantissimi: e la massa inferocita dei lavoratori ha rotto il cordone dei vigili urbani, che tentavano di «difendere» i banchi della giunta. A nulla sono servite le parole del vicesindaco Placidi e dell'assessore Filieri, che hanno lasciato il loro posto per tentare di calmare gli animi. Dopo minuti di tensione, mentre il sindaco, Biagio Tempesta, era costretto a lasciare l'aula, si è deciso di convocare immediatamente una riunione dei capigruppo. Alle 16.10 l'annuncio: dopo l'appello nominale, con il chiaro intento di far andare deserto il consiglio, Tempesta parlerà con i lavoratori. Ancora pochi minuti: con solo 16 consiglieri presenti, la seduta è stata sciolta, «per evitare», ha detto il sindaco, «che gli occupanti possano incorrere in procedimenti penali». Sindacalisti e manifestanti (tra i quali anche molti ricercatori e personale di alta specializzazione) hanno ascoltato Tempesta, che ha fatto accomodare i lavoratori tra i banchi dei consiglieri. «Tutti i partiti concordano con il documento sottoscritto», ha detto il sindaco, «che andremo a firmare a Roma. Non possiamo non rinnovarvi la nostra solidarietà, anche se sappiamo che conta poco, e censuriamo pubblicamente l'atteggiamento delle aziende, che sono state scorrettissime. Mi auguro di vedervi anche a Roma, durante la riunione alla Presidenza del consiglio dei ministri, per per arrivare un altro messaggio forte. Purtroppo non riusciamo a far decollare la situazione aquilana», conclude Tempesta, «e tutti, me compreso, dobbiamo metterci più sale, nel rispetto delle istituzioni e dei ruoli, per salvaguardare il nostro territorio».
    Il sindaco ha invitato i manifestanti a continuare l'occupazione simbolica della sala consiliare anche oggi. I lavoratori del polo elettronico partiranno oggi alle 15 alla volta di Roma per presidiare la sede dove si svolgerà l'incontro sul polo elettronico. Coloro che rimarranno in città si asterranno dal lavoro.
    L'OPPOSIZIONE. «Solo grazie al senso di responsabilità dei gruppi di opposizione» si legge in una nota «si è evitato in consiglio lo scontro con i lavoratori della Siemens e la maggioranza consiliare. Il centrosinistra critica il debole intervento del sindaco che non è riuscito a dare segnali alle richieste dei lavoratori».

  2. #2
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.ilmattino.it/

    Nove ore sotto il sole per una supplenza
    Oltre mille precari in fila, in ballo il sospirato incarico annuale. Urla e proteste, arriva la polizia
    ANNA MARIA ASPRONE
    Erano un migliaio. O, forse, molti di più. Sotto un sole infuocato, un caldo asfissiante, un’aria irrespirabile. Precari, alcuni anche da decenni, in fila per ore ed ore e, per di più, solo per un incarico a tempo. Una boccata d’ossigeno per quanti, tanti, da anni tentano disperatamente di accaparrarsi una volta e per sempre, quella sospirata cattedra. E nell’attesa hanno accumulato, in quantità industriali, abilitazioni, seconde lauree, attestati o quant’altro possa consentire di scavalcare anche di qualche numero il predecessore in graduatoria. In fila, con un pizzico di amarezza in più, c’erano anche alcune centinaia di docenti che l’avevano già quasi tra le mani quel benedetto posto fisso, senza più sussulti. Se ci fossero state, come previsto le immissioni in ruolo, se la Moratti avesse ufficializzato il contingente per gli incarichi a tempo indeterminato, loro in quella fila non ci sarebbero certo stati più. L’attesa sarebbe finita. Ora invece, toccherà anche a loro un altro anno nel limbo della supplenza annuale. Con la nomina giuridica slittata a settembre 2002 la cattedra effettiva loro l’avranno solo tra un anno, a settembre 2003. Ieri, c’era un’aria da accampamento, nel grande cortile dell’Itis «Galileo Ferraris» in via Labriola. E la tensione ha raggiunto i livelli incandescenti della temperatura, tanto che a un certo punto, superata la soglia d’allarme è stato necessario l’intervento degli agenti del commissariato di polizia di Scampia che hanno riportato la calma e l’ordine. E, in quel cortile, si sono consumate in un’attesa snervante, iniziata alle 9 di mattina (ma le file erano già lunghe alle 8) le speranze di quanti si sono sottoposti al tour de force per firmare quel contratto che dava loro diritto, in base alla varie classi di concorso e alla loro posizione di merito, ad insegnare per tutto il prossimo anno scolastico. Fino a esaurimento di posti. La disponibilità numerica resa nota nei giorni scorsi dal Provveditorato indicava come cifra orientativa, 1500 posti liberi, tra medie e superiori. Qualche problema è sorto soprattutto in attesa che venisse sciolto il nodo dei movimenti dei docenti di ruolo per le assegnazioni provvisorie.
    Le convocazioni, iniziate al «Ferraris», scuola-polo per la stipula dei contratti a tempo determinato per Medie e Superiori (dal 25 luglio al 28 , analogo iter alla scuola media «Verga» in via Bosco di Capodimonte, che continueranno anche oggi per gli incarichi residui di Materne ed Elementari) proseguiranno fino a mercoledì. Poi le competenze passeranno di diritto ai capi d’istituto che prepareranno il calendario entro il 21 agosto per passare alle nomine entro il 26 agosto.
    Il breve lasso di tempo per le assegnazioni ha spinto il Csa, centro servizi amministrativi, di Napoli - su disposizioni della Direzione generale regionale della Campania, e prima ancora del ministero dell’Istruzione - a concentrare tutte le operazioni in un’unica sede, il «Ferraris» appunto. «Non c’era altra soluzione - spiega il dirigente ad interim del Csa Luigi De Filippis - con i tempi a nostra disposizione. Altre possibilità per stipulare i contratti, magari via Internet non sono praticabili perché implicherebbero una scelta già fatta sulla sede da parte del docente che deve accettare l’incarico. Per quanto riguarda le file - aggiunge De Filippis - ieri c’erano due convocazioni per classi di concorso, una alle ore 9 ed un’altra alle 16. Invece è accaduto che si sono presentati tutti di buon mattino».
    Giustificazioni, quelle del Csa che, però non hanno convinto gli aspiranti docenti. «Non si agisce così - sbotta un insegnante, in maniche di camicia, sudato e arrabbiato». Qualcuno, pochi minuti dopo le 12,30, gli aveva detto di aver sentito che alle 13 ci sarebbe stata la pausa pranzo per riprendere alle 16. Affermazioni, rivaletasi, poi, priva di fondamento. «Siamo da ore in fila sotto il sole, come chi deve mendicare qualcosa. E questo dopo anni di studio, di sacrifici, di concorsi. Sa una cosa? - apostrofa il cronista - la vera Via Crucis la stiamo facendo noi qui».

  3. #3
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.gdmland.it/gdmonline/cana..._NOTIZIA=78538

    Ilva di Taranto
    Il prefetto medierà per evitare chiusura cokerie

    Giancarlo Ingrao, prenderà contatti con il Comune di Taranto e la Regione Puglia per tenere con i sindacati un incontro che sia preliminare ad un confronto a livello nazionale

    TARANTO - Il prefetto di Taranto, Giancarlo Ingrao, prenderà contatti con il Comune di Taranto e la Regione Puglia per tenere con i sindacati un incontro sulla situazione dell’ Ilva che sia preliminare ad un eventuale confronto a livello nazionale. E’ quanto scaturito dalla riunione che una delegazione di Fiom, Fim e Uilm e di Cgil, Cisl e Uil ha avuto col prefetto al termine della manifestazione di protesta di questa mattina dei lavoratori del siderurgico tarantino.
    «Il prefetto - ha detto Rocco Palombella della Uil - intende coinvolgere il governatore Fitto nella vesti di commissario straordinario per l’ emergenza ambiente. In giornata forse riusciremo a sapere se la situazione si è sbloccata. Al prefetto - ha proseguito - abbiamo chiesto naturalmente di esercitare tutta la sua influenza perchè Riva sospenda l’ efficacia di quel piano presentato giovedì ai sindacati».
    Per Palombella, «oggi sono state poste le basi per una discussione seria sui problemi dello stabilimento siderurgico. Ci riterremo soddisfatti - ha concluso - solo quando il provvedimento sulla chiusura delle batterie delle cokerie verrà ritirato e sarà avviato concretamente il risanamento dello stabilimento».
    Alla manifestazione di stamattina hanno preso parte anche esponenti dei Ds e di Rifondazione comunista. Ha partecipato al corteo, anche col gonfalone del Comune, una delegazione del consiglio comunale di Crispiano, guidata dal vicesindaco, Angelo Bello.
    Durante il corteo, che è partito dallo stabilimento e ha attraversato la città vecchia e il ponte girevole per sfociare sotto la sede dell’ ufficio territoriale del governo, sono stati gridati anche slogan contro il sindaco e il Comune per la loro assenza. Soddisfatti per l’ esito della manifestazione i sindacati dei metalmeccanici.
    «Bisogna continuare la lotta contro la precarizzazione del rapporto di lavoro - ha detto Francesco Fiusco, segretario della Fiom Cgil - perchè i precari sono anche quelli più ricattabili da parte aziendale. La Fiom non rinuncerà mai alla difesa degli assetti industriali e impiantistici nella battaglia sul riconoscimento dei diritti, per contrastare anche il peggioramento delle condizioni di lavoro e favorire il rispetto delle norme sulla sicurezza». Sciopero riuscito anche per Filippo Turi, segretario provinciale della Fim Cisl.
    «Nonostante una parte dei lavoratori sia in ferie e l’ Ilva abbia fatto ostruzionismo - ha detto - la partecipazione è stata buona. Riva deve risanare le batterie 3,4,5 e 6 delle cokerie, come ha sottoscritto nell’ accordo di Bari del 22 maggio, ma occorre comunque un accordo di programma che riguardi il risanamento ambientale complessivo dell’azienda». Quanto all’ «ostruzionismo» dell’ azienda, Turi ha fatto riferimento alla circostanza che stamattina, in alcune aree dell’ Ilva, l’ azienda non avrebbe fatto arrivare i bus che dovevano raccogliere i lavoratori in sciopero e condurli sino alla portineria distante alcuni chilometri dalle stesse aree.



    (29/07/02)

  4. #4
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    http://www.net-point.it/newmol/last/salv.htm

    NUOVO MOLISE - TERMOLI

    Crisi lavorativa alla Denso Assise molto movimentata
    San Salvo, la minoranza abbandona l'aula Duro confronto sulla Commissione speciale


    --------------------------------------------------------------------------------
    SAN SALVO - Movimentata riunione del Consiglio Comunale di San Salvo che, nel pomeriggio di venerdì scorso, era tornato a riunirsi per l'esame di alcuni argomenti. Tra i punti all'ordine del giorno dei lavori figurava anche quello relativo ai problemi esistenti all'interno della Denso e più in generale alla crisi che sta attanagliando, da queste parti, il mondo del lavoro. La maggioranza di centro sinistra non ha ritenuto di dover accettare la richiesta fatta dalle minoranze di centro destra che chiedevano di anticipare la discussione di quell'argomento al primo punto dell'odg dei lavori e la creazione di una Commissione Consiliare speciale sul lavoro, in considerazione dei problemi che sempre più emergono nella zona industriale di Piana Sant'Angelo. A quel punto le minoranze, in segno di protesta, decidevano di abbandonare l'aula. I lavori, pertanto, andavano avanti con la sola presenza dei consiglieri di maggioranza ed al momento della discussione del punto. N.4, quello relativo alla crisi occupazionale, i consiglieri di opposizione rientravano in aula sostenendo un duro confronto con i consiglieri del centro sinistra. Dopo oltre tre ore e mezza di discussione, il sindaco Marchese e la sua maggioranza rifiutavano nuovamente la proposta della creazione di una Commissione Consiliare speciale sul lavoro costringendo le opposizioni ad abbandonare nuovamente l'aula in segno di protesta. Domani, su questa vicenda, che la dice lunga sul clima di tensione e di contrapposizione che si é creato all'interno del Consiglio Comunale di San Salvo, i consiglieri di F.I., A.N., U.D.C. e della Lista Civica 'Arco" terranno una conferenza stampa per precisare i termini della loro richiesta e dello loro battaglia politica.

  5. #5
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.ilsole24ore.com/art.jhtml...27287&dnr=true

    ISTRUZIONE

    Scuola, centomila di troppo
    Allo studio interventi voluti dal ministro Moratti per razionalizzare la distribuzione del personale. I sindacati chiedono l'arrivo di maggiori risorse finanziarie e annunciano un autunno caldo.
    di Marco Ludovico
    Ci sono 100mila dipendenti in più negli organici della scuola. Un eccesso di docenti e personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), stimato per l'anno scolastico 2001/2002, sul quale il ministero dell'Istruzione sta lavorando (si veda «IlSole-24Ore» del 30 giugno) per ridurre gli sprechi e razionalizzare il sistema. Con questi obiettivi il ministro Letizia Moratti si è presentata ieri all'incontro con Cgil, Cisl, Uil, Snals, e Gilda. I sindacati contestano le cifre diffuse e annunciano l'arrivo di «un autunno caldo». Letizia Moratti ha risposto che intende lavorare insieme a loro, ma comunque per la «qualità, l'equità e il rigore».
    Le cifre della discordia e la mappa degli sprechi. I 100mila dipendenti - ma circolano anche stime superiori - che avrebbero superato il cosiddetto «organico di diritto» sono frutto, secondo Viale Trastevere, di una legislazione poco chiara che consentirebbe deroghe e scappatoie per entrare nei ruoli dell'istruzione.
    Nell'anno scolastico appena terminato il personale docente pagato è stato pari a 843mila insegnanti. Di questi, quasi 7.500 sono in soprannumero: retribuiti, ma senza insegnamento perchè mancano le cattedre. Altri 18mila sono utilizzati per compiti diversi dall'insegnamento. Sostituiscono (1.600) o collaborano (5.500) con i presidi, sono "comandati" presso l'amministrazione (500) e istituti di ricerca e documentazione (1.081), realizzano progetti (3.500). Oltre mille, poi, sono in aspettativa o in distacco sindacale. E più di 6mila insegnanti sarebbero semplicemente in esubero. Letizia Moratti, dunque, intende mettere mano a questa giungla. È un segnale chiaro anche nei confronti del ministero del l'Economia, per dimostrare che i conti dell'istruzione pubblica - oggetto, da sempre, di critiche e lamentele del Tesoro - possono essere messi a posto. Da questi interventi rimarrà fuori il settore del sostegno, che pure avrebbe destato perplessità per il lievitare degli organici. Il ministro ha consegnato ai sindacati anche una lista di oltre 2mila scuole (su un totale di oltre 9mila) che avrebbero sfondato il rapporto medio nazionale alunni/insegnanti, pari a 9,5. Ci sono casi, anche in città come Trieste o Roma, in cui il rapporto è sceso fino a uno su 5.
    La rivolta delle confederazioni. Durissimo Enrico Panini (CgilScuola): «Ogni risorsa investita nella scuola pubblica viene letta come una spesa inutile da tagliare, mentre l'impegno per un piano straordinario di investimenti non scende mai dalle promesse ai fatti concreti». Fedele Ricciato (Snals) conferma lo stato di mobilitazione e osserva che «il ministro ribadisce il suo impegno per ottenere le risorse aggiuntive, ma resta il problema delle compatibilità finanziaria».
    Alessandro Ameli (Gilda) afferma che «gli sforamenti di bilancio del Ministero sembrano usati come scusa per rinviare la questione delle assunzioni; assistiamo a una serie di annunci e buone intenzioni, ora ci vogliono i fatti». Anche Daniela Colturani (Cisl) esprime «dissenso per la mancata assunzione dei docenti, che rappresentano un colpo basso per i vincitori di concorso». Minacce da Massimo di Menna (Uil): «Se non ci saranno certezze sugli impegni finanziari, all'apertura dell'anno scolastico i lavoratori della scuola faranno sentire la loro voce».
    La riforma si allarga ad altre cinque regioni. Oggi a Viale Trastevere il ministro firmerà le intese con le regioni Piemonte, Lazio, Puglia, Molise e Friuli, per "anticipare" in via sperimentale una parte della riforma degli ordinamenti scolastici, in discussione al Senato. Accordi analoghi sono stati già stati firmati con la Lombardia e il Trentino.

    24 luglio 2002

  6. #6
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.ilsole24ore.com/art.jhtml...778586602#kibC

    Collocamento
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Riordino delle regole del collocamento, mediante rafforzamento dell'anagrafe del lavoratore, definizione dello stato di disoccupazione, dei modi per acquisirlo e per perderlo, e dei connessi diritti e doveri (colloquio di orientamento e proposta di formazione o di lavoro entro tempi certi). Le misure sono contenute nel decreto legislativo prossimo all'esame del Parlamento.
    La situazione attuale
    Il collocamento pubblico è stato al centro di un profondo processo di rinnovamento già a partire dal 1997. Quando con l'articolo 1 della legge 59 è stato avviato quel processo di riforma che in questi anni ha trasformato i vecchi uffici di collocamento (strutture a carattere strettamente amministrativo) nei moderni centri per l'impiego, realtà cioè in grado di svolgere un'intermediazione attiva tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le nuove funzioni sono:
    Orientamento. I Cpi hanno l'obbligo, anche se in modo più generico rispetto alla riforma del Governo, di realizzare azioni finalizzate alla prevenzione della disoccupazione di categorie deboli e alla valorizzazione dei "potenziali di lavoro (donne e lavoratori anziani)". Al momento risulta, però, una funzione poco sviluppata.
    Inserimento lavorativo. É l'attivazione di tirocini e di piani di inserimento professionale. I Cpi non hanno però vincoli temporali per l'espletamento di questa funzione. É prevista la fornitura di consulenza alla imprese per quanto riguarda la formazione professionale e le forme di incentivazione.
    Stato di disoccupazione. L'iscrizione alle liste di collocamento - è importante la data - permette di maturare l'anzianità di disoccupazione. Il rifiuto di una offerta di lavoro o di un progetto formativo, da parte dei Cpi, non comporta per i disoccupati la perdita dello "stato di disoccupazione".
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    Collocamento privato
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Diffusione dei servizi privati e privato-sociali, che potranno svolgere, a determinate condizioni, tutte le tipologie di servizio al mercato del lavoro (incontro tra domanda e offerta, selezione, formazione, ricollocazione, lavoro interinale, ecc.). Le misure sono contenute nel Ddl 848 che privilegia e incoraggia la gestione di questi servizi anche a cura delle stesse parti sociali.
    La situazione attuale
    L'intermediazione di manodopera è vietata alle agenzie di lavoro interinale. Attualmente esistono una ventina di agenzia di collocamento privato, la cui attitivita è stata disciplinata dal decreto legislativo 23.12.1997, n. 469, che consente appunto a soggetti privati (società, cooperative, associazioni e fondazioni ecc.) di effettuare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.
    Top
    Il Sil
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    E' prevista l'attivazione della Rete dei Servizi al lavoro, inclusa una "borsa" continua del lavoro, collegando Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, enti previdenziali e servizi all'impiego nel territorio (pubblici, privati e privato-sociali), sulla base di un nuovo progetto atto a produrre una banca dati dei lavoratori attivi ed in cerca di lavoro e coerente con le competenze delle Regioni.
    La situazione attuale
    Non esiste alcuna banca dati che metta in collegamento i centri territoriali per l'impiego.
    Top
    Formazione e sussidi di disoccupazione
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    È prevista una stretta correlazione tra erogazione dei sussidi e diritti-doveri del disoccupato, attraverso verifiche periodiche circa l'effettivo stato di disoccupazione involontaria, l'immediata disponibilità e adesione ad attività di formazione, ad altra misura o occasione di lavoro secondo modalità definite, prevedendo la perdita di benefici in carenza di queste condizioni. Il riordino degli incentivi, inoltre, sarà orientato prioritariamente alla promozione dei contratti a contenuto misto con certificazione dell'attività formativa da parte degli organismi bilaterali; al reinserimento dei disoccupati di lungo periodo; alla promozione di strumenti che possano facilitare la mobilità del lavoro, anche al fine di accompagnare i processi di localizzazione produttiva; all'inclusione delle donne nel mercato del lavoro e, più in generale, all'incremento dell'occupazione, anche autonoma e imprenditoriale, nel Mezzogiorno.
    La situazione attuale
    Al momento la partecipazione ai corsi di riqualificazione professionale è lasciata alla volontà e alla discrezionalità di ognuno. La mancata partecipazione ad attività formative non comporta il diritto all'indennità di disoccupazione.
    Top
    Articolo 18
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Il nuovo testo che verrà recepito nel testo della delega (848 bis) all'esame del Senato, conterrà tre novità. La prima, "inapplicabilità della misura alle imprese già rientranti, al momento dell'entrata in vigore della legge, nel campo di applicazione dell'articolo 18, in quanto nei 12 mesi precedenti abbiano occupato un numero di dipendenti superiori ai 15 addetti". Si tratta di una norma anti-elusiva per evitare sia che le nuove imprese con più di 15 dipendenti rientrino direttamente nella deroga (che è limitata al solo articolo 18 e non a tutto lo Statuto dei lavoratori) sia che le aziende riducano fittiziamente il personale per accedere alla nuova normativa. La seconda novità è che "decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge" ci sarà una "verifica" con le parti per valutare l'efficacia della nuova legge in termini di incremento occupazionale. L'ultima novità è la "non riconducibilità al concetto di nuova assunzione delle ipotesi di subentro di un'impresa a un'altra nell'esecuzione di un appalto, dove c'è una legge o una clausola contrattuale a tutela del passaggio del personale".
    La situazione attuale
    Lo statuto dei lavoratori (legge 300 del 20 maggio 1970) stabilisce che nel caso in cui un lavoratore venga licenziato senza che "giusta causa" il giudice del lavoro più ordinare il reintegro. Ecco il testo dell'articolo:
    "….Il giudice, con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell'art. 2 della legge predetta o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.
    Il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno subito per il licenziamento di cui sia stata accertata la inefficacia o l'invalidità a norma del comma precedente.
    In ogni caso, la misura del risarcimento non potrà essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione, determinata secondo i criteri di cui all'art. 2121 del codice civile.
    Il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al comma precedente è tenuto inoltre a corrispondere al lavoratore le retribuzioni dovutegli in virtù del rapporto di lavoro dalla data della sentenza stessa fino a quella della reintegrazione.
    Se il lavoratore entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito del datore di lavoro non abbia ripreso servizio, il rapporto si intende risolto.
    La sentenza pronunciata nel giudizio di cui al primo comma è provvisoriamente esecutiva.
    Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, su istanza congiunta del lavoratore e del sindacato cui questi aderisce o conferisca mandato, il giudice, in ogni stato e grado del giudizio di merito, può disporre con ordinanza, quando ritenga irrilevanti o insufficienti gli elementi di prova forniti dal datore di lavoro, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
    L'ordinanza di cui al comma precedente può essere impugnata con reclamo immediato al giudice medesimo che l'ha pronunciata.
    Si applicano le disposizioni dell'art. 178, terzo, quarto, quinto e sesto comma del codice di procedura civile.
    L'ordinanza può essere revocata con la sentenza che decide la causa.
    Nell'ipotesi di licenziamento dei lavoratori di cui all'art. 22, il datore di lavoro che non ottempera alla sentenza di cui al primo camma ovvero all'ordinanza di cui al quarto comma, non impugnata o confermata dal giudice che l'ha pronunciata, è tenuto anche, per ogni giorno di ritardo, al pagamento a favore del Fondo adeguamento pensioni di una somma pari all'importo della retribuzione dovuta al lavoratore".

  7. #7
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    http://www.ilsole24ore.com/art.jhtml...22.0.779311768



    Indennità di disoccupazione
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    L'indennità di disoccupazione ordinaria connessa agli attuali requisiti pieni sarà incrementata nella sua entità e durata prevedendo: un' indennità di base che garantisca un sostegno al reddito complessivo per un periodo continuativo massimo di dodici mesi, con un meccanismo a scalare che assicuri al lavoratore il 60% dell'ultima retribuzione nei primi sei mesi, per poi scendere gradualmente al 40% ed al 30% nei due successivi trimestri. A tal fine, il Governo si impegna a garantire la necessaria copertura per una spesa di almeno 700 milioni di euro per anno; la durata massima complessiva dei trattamenti di disoccupazione non superiore ai 24 mesi (30 mesi nel Mezzogiorno) nel quinquennio; il controllo periodico sulla permanenza nello stato di disoccupazione involontaria dei soggetti che percepiscono l'indennità; programmi formativi a frequenza obbligatoria per i soggetti che percepiscono l'indennità, con la certificazione finale del risultato ottenuto, nel quadro dei piani individuali concordati con i servizi per l'impiego. In tale prospettiva potranno essere sperimentate a livello provinciale prime forme di bilateralità che concorrano a definire l'orientamento formativo
    La situazione attuale
    Attualmente possono essere comprese all'interno di questa voce una serie di prestazioni temporanee ad integrazione del reddito, diverse per presupposti ed ambito di applicazione, ma caratterizzate dall'avere come presupposto il venir meno di un rapporto di lavoro.
    Il finanziamento è a carico della Cassa di assicurazione contro la disoccupazione, alimentata con i contributi versati dai datori di lavoro. Quella cosiddetta ordinario è disciplinata da D.Lgs.Lgt, 142/1946, artt. 1-3. Spetta ai lavoratori assicurati per almeno due anni contro la disoccupazione involontaria e per i quali siano stati versati almeno 52 contributi settimanali nel biennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro. L'importo è pari al 30% delle retribuzioni. La durata ammonta a 180 giorni. Esiste poi un' idennità di disoccupazione con requisiti ridotti è disciplinata dal Decreto Legge 86/1988 (conv. in L. 160/88), art. 7, co. 3. Interessa i lavoratori, assicurati contro la disoccupazione involontaria, che siano stati licenziati. Spetta ai lavoratori che, non potendo far valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni, hanno lavorato per almeno 78 giornate nell'anno precedente. La durata equivale al numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell'anno precedente.

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    Formazione e ammortizzatori
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Un tavolo negoziale tra Governo, Regioni, Province e parti sociali si riunirà entro 60giorni dal presente accordo per concertare i modi con cui collegare efficacemente il sostegno al reddito dei disoccupati con le attività di formazione e, più in generale, i servizi per l'impiego con i programmi della formazione in alternanza e continua, fermi restando i principi e le normative che regolano il funzionamento dei Fondi ex lege 388/200, finanziati dall'accantonamento dello 0,30% del monte salari dei lavoratori dipendenti. In questo stesso ambito sarà esaminata in via prioritaria la possibilità di uno specifico rimborso degli oneri derivanti dalla partecipazione ai corsi di formazione dei cittadini in stato di disoccupazione involontaria, secondo quanto indicato dall'Unione Europea. Oggetto di verifica da parte del tavolo saranno, in particolare, i contenuti e l'entità delle misure finanziarie della riprogrammazione di metà percorso del Fondo sociale europeo (obiettivo 3 ed obiettivo 1) nell'ambito del negoziato con la Commissione Europea che si svolgerà nel 2003.
    La situazione attuale
    Dei Fondi bilaterali previsti dalla legge finanziati dall'accantonamento dello 0,30% del monte salari dei lavoratori dipendenti, al momento è già attivo quello per i lavoratori interinali. Al breve dovrebbe entrare in funzione - il regolamento è già stato approvato - quello che fa capo a Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Finora gli interventi previsti riguardavano solo i programmi di formazione continua.
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    Gli incentivi
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Il riordino degli incentivi sarà orientato prioritariamente alla promozione dei contratti a contenuto misto con certificazione dell'attività formativa da parte degli organismi bilaterali; al reinserimento dei disoccupati di lungo periodo; alla promozione di strumenti che possano facilitare la mobilità del lavoro, anche al fine di accompagnare i processi di localizzazione produttiva; all'inclusione delle donne nel mercato del lavoro e, più in generale, all'incremento dell'occupazione, anche autonoma e imprenditoriale, nel Mezzogiorno.
    La situazione attuale
    Negli ultimi anni sono stati previsti diversi meccanismi di incentivazione. Tra i quali:
    Incentivi alla creazione di impresa rivolti ai giovani (Legge 95/1995 che sostituisce la L. 44/1986; Legge 236/1993, art. 1-bis; Legge 135/1997; Legge 448/1998, art. 51). Gli incentivi sono rivolti alle società composte in massima parte di giovani tra i 18 e i 30 anni, ovvero in toto da giovani tra i 18 ed i 36 anni. Le agevolazioni riguardano diversi settori: la L. 95/95 si riferisce ai settori della produzione di beni e della fornitura di servizi alle imprese, la L. 135/97 al settore dell'agricoltura; la L. 236/93 alle imprese di servizi nei settori espressamente indicati; la legge 448/98 estende i benefici di cui alla L. 95/95 alle cooperative sociali che presentino progetti per la realizzazione di nuove iniziative o per il consolidamento e lo sviluppo di attività già avviate. In particolare gli articoli 3, co. 5 e 6 della legge 448 del 1998 ha previsto per i nuovi assunti negli anni 1999, 2000 e 2001 a tutti i datori di lavoro privati ed agli enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna venisse riconosciuto lo sgravio contributivo per un periodo di tre anni. Una misura importante è quella predisposta dalla legge 215 del 1992 che prevede incentivi volti a favorire la creazione e lo sviluppo dell'imprenditorialità femminile, mediante la concessione di contributi in conto capitale delle spese per impianti ed attrezzature e delle spese sostenute per l'acquisizione di servizi. Sono previsti un contributo in conto capitale, fino al 50% delle spese per impianti ed attrezzature (60% per i soggetti che operano nelle aree obiettivo 1 e 2) e contributo fino al 30% delle spese per l'acquisto di servizi destinati ad aumento di produttività, innovazione organizzativa.

  8. #8
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Riduzione dell'Irpef
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Una riduzione della tassazione personale, sia nei tempi sia nel volume di riduzione del prelievo, nell'ambito delle risorse che annualmente si renderanno disponibili con la manovra di finanza pubblica.
    La situazione attuale
    Attualmente l'IRPEF è applicata sulla base di aliquote crescenti per scaglioni di reddito. Il reddito è determinato in applicazione del principio di cassa (reddito percepito dall'1/1 al 31/12 di un determinato anno). Sono inoltre previsti oneri deducibili e particolari detrazioni dall'imposta dovuta.
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    La riforma della tassazione/1
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Di ricavare nell'ambito della prossima manovra finanziaria a) per il 2003, almeno 5,5 miliardi di euro da destinare ad un primo importante avvio di riforma della tassazione personale, concentrato sui redditi compresi tra 0 e 25mila euro, b) le risorse per consentire dal 2003 una riduzione pari ad almeno due punti di aliquota dell'imposta sulle persone giuridiche, c) disponibilità finanziarie pari a 500 milioni di euro per avviare sin dal 2003 - nel presupposto del necessario accordo con le Regioni per evitare effetti di duplicazione - la riforma dell'Irap, iniziando dalla riduzione nella base imponibile della componente delle retribuzioni.
    La situazione attuale
    Relativamente alla riforma della tassazione personale per i redditi compresi tra 0 e 25.000 Euro si segnala che attualmente esistono solo agevolazioni per particolari categorie reddituali che si ritiene di dover tutelare. A tale proposito si ricordano:
    - i compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili di età superiore a 65 anni;
    - gli sportivi non professionisti.

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    La riforma della tassazione/2
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    La riforma deve tenere in debita considerazione la condizione familiare del contribuente (carichi famiglia e condizione reddituale personale).
    La situazione attuale
    La riforma terrà in debita considerazione la condizione familiare del contribuente, ma questa particolarità è già stata valutata in occasione della finanziaria del 2002 che riconosce un incremento delle detrazioni per le famiglie con più figli e per le famiglie con figli portatori di handicap.
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    Le detrazioni
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Una specifica deduzione per i lavoratori dipendenti e per i pensionati che forfettizzi i costi per spese di produzione del reddito, anch'essa modulata in base al reddito complessivo del lavoratore.
    La situazione attuale
    L'attuale sistema prevede l'applicazione delle detrazioni per spese di produzione del reddito come strumento di riduzione della progressività a favore di alcune categorie e non di altre (es. pensionati e dipendenti con redditi bassi e con rapporti a tempo determinato/indeterminato).
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    Le esenzioni
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    Un livello di esenzione per i soli percettori di redditi da pensione non inferiore all'attuale livello minimo stabilito dal Governo (516 euro al mese).
    La situazione attuale
    Attualmente non sono previste esenzioni salvo che per i titolari di compensi per lavori socialmente utili.

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    Il regime semplificato
    Cosa prevede il Patto per l'Italia
    L'introduzioni una contabilità semplificata per le piccole e medie imprese con riferimento alla normativa IVA nonché il concordato triennale preventivo per l'imposizione sul reddito di impresa e di lavoro autonomo.
    La situazione attuale
    Attualmente sono previsti dei regimi semplificati con sistemi di forfetizzazione del reddito per titolari di redditi di lavoro autonomo e di impresa molto bassi.
    Ad esempio, l'art. 13 della Legge 23 dicembre 2000 n. 388, prevede per i contribuenti il cui reddito non supera i 60.000.000 di Lire (pari a 30.987,41 Euro) il pagamento di un'imposta sostitutiva pari al 10% del reddito per i tre periodi d'imposta successivi alla data di inizio dell'attività.

  9. #9
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    Crescita
    Il Governo punta a raggiungere un tasso di crescita del Mezzogiorno significativamente e stabilmente superiore a quello medio dell'Unione Europea e del resto del Paese. Parallelamente, obiettivo dell'intesa è quello di conseguire, entro il 2008, un aumento del tasso di attività fino al livello del 60 per cento, coerente con il corrispondente incremento del tasso di occupazione indicato nel Dpef 2003-2007. "Tali obiettivi richiedono - spiega l'Esecutivo - una forte crescita della competitività dell'area da realizzarsi attraverso investimenti pubblici di qualità e interventi per l'attrazione degli investimenti che accrescano l'accumulazione privata e la produttività".
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    Sviluppo delle infrastrutture
    Priorità dell'azione di Governo è la diminuzione sostanziale del gap infrastrutturale, con una particolare attenzione per i trasporti e la logistica, per il settore idrico ed energetico e per la ricerca e innovazione. L'impegno è quello di adeguare la dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno ai livelli del resto del Paese attraverso la piena e immediata attuazione della strategia nazionale della "legge-obiettivo" e delle opere individuate nelle Intese generali quadro. In particolare l'attività di "infrastrutturazione" si concentrerà sull'attuazione organica delle reti idriche, volta a garantire un approvvigionamento adeguato alle necessità di sviluppo sociale ed economico; sul potenziamento e ammodernamento delle reti energetiche. Si punta inoltre a garantire un costo dell'energia conveniente in grado di fornire a determinati ambiti territoriali un vantaggio competitivo in grado di favorire il processo di attrazione di attività produttive; a migliorare la qualità dell'offerta dei servizi e la qualità dell'offerta infrastrutturale e delle politiche delle aree urbane; a identificare le opere che sicuramente saranno portate a compimento nel triennio 2003-2005.
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    Incentivi
    E' previsto il potenziamento e la semplificazione dei sistemi di incentivazione, nonché azioni volte ad accrescere la cultura di impresa e la cooperazione progettuale all'interno degli insediamenti produttivi, a sostenere uno sviluppo del sistema turistico orientato ad un'offerta di qualità, a promuovere investimenti di recupero, apertura e valorizzazione dei beni culturali e ambientali.
    Per quanto riguarda le "risorse aggiuntive", il Governo e le parti sociali "hanno concordato sulla necessità, già nella prossima Legge Finanziaria di mantenere il flusso di nuove risorse da destinare a investimenti pubblici e incentivi nelle aree depresse in una percentuale del Pil almeno pari a quella media degli ultimi anni. A tali risorse vanno aggiunte quelle risorse da destinare al cofinanziamento degli interventi dei fondi strutturali". Nell'ambito di una generale semplificazione degli strumenti di incentivazione il Governo sta procedendo a concentrare nel Mezzogiorno lo strumento del credito d'imposta ex art. 8, legge 388/2000 per dare certezza finanziaria e renderlo cumulabile con la "Tremonti bis" (L. 383/2001). In questo modo il credito d'imposta, cumulato con la "Tremontibis" per un congruo periodo di tempo, diviene così strumento di compensazione per i maggiori costi del capitale nel Mezzogiorno. In questo quadro, anche gli incentivi ex lege 488/92, 181/89 e quelli rivolti all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego svolgono un ruolo importante. A tali strumenti, come a quelli di sostegno alla ricerca e innovazione e all'imprenditoria femminile, saranno assegnate adeguate risorse finanziarie.

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    Obiettivi di bilancio e interventi
    E' confermato l'obiettivo programmatico di accrescere la quota media di spesa in conto capitale destinata al Mezzogiorno portandola ad un valore medio del 45% del totale della spesa nel periodo 2002-2008, secondo lo schema finanziario unico già utilizzato nel DPEF 2002-2006.
    Il Governo si impegna ad assicurare, in linea con gli impegni di addizionalità del Programma comunitario 2000-2006, che la quota di risorse ordinarie destinata agli investimenti nel Mezzogiorno sia non inferiore al 30% del totale della spesa del settore pubblico allargato (che include, fra gli altri, Ferrovie dello Stato, Anas e gli altri enti preposti alla realizzazione delle infrastrutture). La quota del 30 per cento si applica sia alle assegnazioni che all'effettiva erogazione di risorse. L'esecutivo, inoltre, vuole procedere nell'effettiva operatività della regionalizzazione dei Patti Territoriali, prevedendo una più precisa regolamentazione degli stessi attraverso gli istituti dell'Intesa Istituzionale di Programma e degli Accordi di Programma Quadro, sulla base di puntuali criteri economici e occupazionali prevedendo meccanismi premiali per il partenariato sociale. Verrà poi assicurato il finanziamento dei residui 11 Patti Territoriali già istruiti. Il contratto di Programma rimane lo strumento di intervento principale per le nuove politiche a favore della attrazione di insediamenti produttivi nelle aree meridionali, anche per orientare verso il Sud i processi di delocalizzazione produttiva in atto nel resto del Paese. Lo strumento verrà a tale scopo adeguatamente finanziato. Verranno a questo specifico scopo definite, d'intesa con le parti sociali, procedure e attribuzioni anche a partire dall'esperienza della Programmazione negoziata. Attraverso il Contratto di Programma si potranno attivare anche processi di trasferimento di conoscenze e sapere in grado di migliorare la qualità dell'offerta di lavoro e la diffusione delle capacità manageriali.


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    Investimenti
    Il Governo concentrerà investimenti sul versante della ricerca industriale, sul potenziamento delle strutture scientifiche e tecnologiche e sulle attività di alta formazione. In coerenza con le Linee guida per la politica scientifica e tecnologica si procederà ad accrescere e potenziare la sistematica collaborazione tra le strutture pubbliche di ricerca e il sistema imprenditoriale, costituendo una rete permanente scienza-innovazione-industria-commercio-turismo, per aumentare la capacità delle imprese di trasformare le conoscenze e le tecnologie in prodotti e processi a maggior valore aggiunto. Ciò consentirà da una parte di valorizzare le specificità del territorio meridionale e la sua collocazione centrale nel Mediterraneo, dall'altra di creare nuove occasioni nei settori produttivi ad alta tecnologia. Determinante, a tal fine, sarà una politica volta a creare, o valorizzare, distretti di alta tecnologia e centri di eccellenza scientifica in aree prioritarie.

  10. #10
    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    01 Agosto 2002 - 13:26
    Lavoro: quello irregolare dilagante bilancio primi 6 mesi; Radicato in tutto il Paese secondo bilancio dell'Arma


    (ANSA) - ROMA,1 AGO - Il lavoro irregolare in Italia e' un fenomeno 'dilagante, radicato in tutto il Paese': il bilancio e' dei carabinieri dell'ispettorato del lavoro.Il lavoro irregolare e' assimilato 'ad un vero e proprio elemento strutturale dell'economia italiana' ha detto il colonnello Scialdone commentando i primi sei mesi del 2002. Tante le irregolarita' scoperte dall'Arma: dal lavoro minorile agli illeciti amministrativi sul collocamento, dalle cooperative fantasma allo sfruttamento di cittadini extracomunitari.

    copyright @ 2002 ANSA

 

 
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