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Situazione incandescente e sulla crisi del polo elettronico cade un'altra tegola: l'Alenia annuncia la cassa integrazione per 350 dipendenti
Rabbia Siemens, assalto al Comune
Dopo i blocchi stradali, sfiorata la rissa fra lavoratori e amministratori
L'AQUILA. Ancora una giornata di tensione nella vertenza Siemens. Anche ieri la città è stata paralizzata da una serie di blocchi stradali fatti dai 500 dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Si è poi sfiorato lo scontro con il sindaco nel municipio occupato dalle maestranze. Il buon senso, però, ha prevalso. Anche Tempesta parteciperà oggi, insieme a sindacalisti e lavoratori, all'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Intanto il momento nero del polo elettronico si conferma con la cassa integrazione anche all'Alenia Spazio.
LA PROTESTA. Dopo una breve assemblea in fabbrica i lavoratori della Siemens sono usciti nel piazzale antistante alla fabbrica ed è stata paralisi del traffico per gran parte della città. Insieme a loro anche i colleghi della Lares Cozzi, altra azienda in crisi, che ha 250 dipendenti. Fin dall'inizio del corteo, alle 10, non sono mancati fischi e slogan irriverenti ai politici «latitanti» e «impegnati più a pensare al terzo traforo che ai problemi dei lavoratori». Principali destinatari il sindaco Biagio Tempesta, il presidente della Regione, Giovanni Pace e alti dirigenti d'azienda.
BLOCCHI STRADALI. Il primo c'è stato lungo la statale 17, davanti alla sede dello stabilimento in località Boschetto. La sosta è stata di alcuni minuti e nel frattempo sono accorsi agenti della polizia stradale e vigili urbani mentre gli uomini della Digos erano già nel piazzale. La meta finale, anche se i lavoratori non lo hanno mai detto, era, per l'appunto il Comune. Questa incertezza ha indotto alla massima allerta le forze dell'ordine che non conoscevano il percorso del «serpentone».
IN AUTOSTRADA. Ci sono stati altri blocchi nei pressi dell'imbocco autostradale e poi, anche all'interno del casello L'Aquila Ovest dove c'è stata forte tensione. Infatti si temeva che le auto che circolavano lungo le rampe di accesso potessero investire i dimostranti. La sosta in autostrada è durata 10 minuti. Il corteo, inoltre, ha avuto brevi soste anche nei pressi del Motel Amiternum, dove confluiscono statale 17, statale 80 e viale Corrado IV. Poi, poco dopo la rotonda di piazza d'Armi il corteo si è sdoppiato: alcuni dimostranti si sono diretti lungo via Vicentini, altri hanno tagliato per la statale 17 chiudendo, di fatto, l'accesso alle due strade dove si sono verificate code lunghissime. I due cortei si sono poi riuniti e hanno percorso via XX Settembre per poi arrivare in via Persichetti alle 13. Da lì, passando per piazza Duomo, si sono diretti in Prefettura dove c'è stato un sit-in dopo avere percorso 5 chilometri.
L'APPELLO. Durante il loro passaggio in centro storico i manifestanti, guidati dai sindacalisti, hanno più volte fatto appello alla solidarietà dei commercianti: «i primi a rimetterci in questa situazione, dopo di noi, sarà proprio la vostra categoria».
IN COMUNE. La protesta vera e propria è poi esplosa alle 15.45, quando il sindaco e gli assessori hanno fatto il loro ingresso nell'aula consiliare. Urla, fischi, insulti pesantissimi: e la massa inferocita dei lavoratori ha rotto il cordone dei vigili urbani, che tentavano di «difendere» i banchi della giunta. A nulla sono servite le parole del vicesindaco Placidi e dell'assessore Filieri, che hanno lasciato il loro posto per tentare di calmare gli animi. Dopo minuti di tensione, mentre il sindaco, Biagio Tempesta, era costretto a lasciare l'aula, si è deciso di convocare immediatamente una riunione dei capigruppo. Alle 16.10 l'annuncio: dopo l'appello nominale, con il chiaro intento di far andare deserto il consiglio, Tempesta parlerà con i lavoratori. Ancora pochi minuti: con solo 16 consiglieri presenti, la seduta è stata sciolta, «per evitare», ha detto il sindaco, «che gli occupanti possano incorrere in procedimenti penali». Sindacalisti e manifestanti (tra i quali anche molti ricercatori e personale di alta specializzazione) hanno ascoltato Tempesta, che ha fatto accomodare i lavoratori tra i banchi dei consiglieri. «Tutti i partiti concordano con il documento sottoscritto», ha detto il sindaco, «che andremo a firmare a Roma. Non possiamo non rinnovarvi la nostra solidarietà, anche se sappiamo che conta poco, e censuriamo pubblicamente l'atteggiamento delle aziende, che sono state scorrettissime. Mi auguro di vedervi anche a Roma, durante la riunione alla Presidenza del consiglio dei ministri, per per arrivare un altro messaggio forte. Purtroppo non riusciamo a far decollare la situazione aquilana», conclude Tempesta, «e tutti, me compreso, dobbiamo metterci più sale, nel rispetto delle istituzioni e dei ruoli, per salvaguardare il nostro territorio».
Il sindaco ha invitato i manifestanti a continuare l'occupazione simbolica della sala consiliare anche oggi. I lavoratori del polo elettronico partiranno oggi alle 15 alla volta di Roma per presidiare la sede dove si svolgerà l'incontro sul polo elettronico. Coloro che rimarranno in città si asterranno dal lavoro.
L'OPPOSIZIONE. «Solo grazie al senso di responsabilità dei gruppi di opposizione» si legge in una nota «si è evitato in consiglio lo scontro con i lavoratori della Siemens e la maggioranza consiliare. Il centrosinistra critica il debole intervento del sindaco che non è riuscito a dare segnali alle richieste dei lavoratori».




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