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Discussione: Ricchezza E Morale

  1. #51
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    A parte l’inutilità di usare termini volgari desidero far notare che:
    - La casa dove vivete si trova in una terra nella quale i vostri antenati hanno deciso di vivere e quindi hanno deciso di appartenere a quella società di persone che vi vivono ed accettarne regole e sistemi di vita. Anzi potrebbero essere stati anche loro promotori di queste regole ed organizzazione. Se non le gradite incolpate loro. Se ora le volete modificare lo dovete fare rispettando quelle regole e rispettando le persone che vivono con voi in questo territorio che si chiama Italia.
    1- Mi pare chiaro che la mia casa, poggia sulla mia terra…
    2- Al limite il tuo ragionamento (quello degli avi che vincolano i figli) sarebbe valido se un qualche mio antenato pazzo avesse venduto le terre di famiglia al ladruncolo dei due mondi o al re scomunicato….non mi pare sia così..
    3- Nessun dei miei antenati ha deciso di far parte dell’i-taglia, i tuoi eroi risorgimentali hanno semplicemente cacciato governi meno truffaldini della tua i-taglia a suon di sconfitte (no non è un lapsus );
    4- Nessuno dei miei antenati ha concorso in alcuna misura alla costruzione di alcun stato;
    5- Anche se fosse stato firmato un qualche contratto sociale da un mio avo, mi pare chiaro che esso non potrebbe vincolare la mia volontà e quella dei miei discendenti per l’eternità.


    - Noi tutti siamo periodicamente invitati ad eleggere il nostro amministratore. Se non si vuole partecipare, dato che un rappresentante è necessario, decide la maggioranza. Se non vi sta bene presentatene uno voi, oppure presentatevi voi stesso.
    Ussignor……non è mia ambizione farmi mantenere da altri per far parte di una associazione a delinquere chiamata st**o (vedi che evito le scurrilità?)
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  2. #52
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    A parte l’inutilità di usare termini volgari desidero far notare che:
    - La casa dove vivete si trova in una terra nella quale i vostri antenati hanno deciso di vivere e quindi hanno deciso di appartenere a quella società di persone che vi vivono ed accettarne regole e sistemi di vita. Anzi potrebbero essere stati anche loro promotori di queste regole ed organizzazione. Se non le gradite incolpate loro. Se ora le volete modificare lo dovete fare rispettando quelle regole e rispettando le persone che vivono con voi in questo territorio che si chiama Italia.
    1- Mi pare chiaro che la mia casa, poggia sulla mia terra…
    2- Al limite il tuo ragionamento (quello degli avi che vincolano i figli) sarebbe valido se un qualche mio antenato pazzo avesse venduto le terre di famiglia al ladruncolo dei due mondi o al re scomunicato….non mi pare sia così..
    3- Nessun dei miei antenati ha deciso di far parte dell’i-taglia, i tuoi eroi risorgimentali hanno semplicemente cacciato governi meno truffaldini della tua i-taglia a suon di sconfitte (no non è un lapsus );
    4- Nessuno dei miei antenati ha concorso in alcuna misura alla costruzione di alcun stato;
    5- Anche se fosse stato firmato un qualche contratto sociale da un mio avo, mi pare chiaro che esso non potrebbe vincolare la mia volontà e quella dei miei discendenti per l’eternità.


    - Noi tutti siamo periodicamente invitati ad eleggere il nostro amministratore. Se non si vuole partecipare, dato che un rappresentante è necessario, decide la maggioranza. Se non vi sta bene presentatene uno voi, oppure presentatevi voi stesso.
    Ussignor……non è mia ambizione farmi mantenere da altri per far parte di una associazione a delinquere chiamata st**o (vedi che evito le scurrilità?)
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.

  3. #53
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    Originally posted by Pippo III
    Detta in parole povere: l’amministrazione può essere portato in tribunale qual’ora contravvenisse al mandato affidatogli…il parlamentare no…


    Infatti questo è in gran parte vero a cui però non c’è rimedio se non la nostra partecipazione e sorveglianza. Eventualmente, ove possibile, far intervenire la magistratura. Anche i politici vanno (o dovrebbero andare) in galera se rubano

    Quel che diceva paleo, se ho capito bene, è che l’inquilino non proprietario NON ha diritto al voto (quindi il paragone va’ fatto con gli stati ottocenteschi).
    In ogni caso non è vero che la proprietà rientri solo nel computo del quorum…nell’assemblea il principio democratico subisce numerosissime limitazioni dovute alla tutela della proprietà privata, ed in ogni caso il voto non può mai ledere la proprietà privata del singolo.


    La condizione di non proprietario si può configurare per gli immigrati e per coloro che pur vivendo in Italia non abbiano diritto di voto non essendone cittadini. Il che mi sembra almeno in parte corretto. Comunque il principio democratico sia in un condominio che nello stato non ha potere di ledere la proprietà altrui neanche a chi commette reati. Basta vedere quanto sia difficile anche con prove inconfutabili sottrarre ai mafiosi le proprietà frutto di atti criminosi od acquistate con denaro ottenuto illegalmente.
    Quello che può essere lesa è la libertà. Quella deve essere limitata dalla convivenza, sia nello stato che in uno stabile.

    Non è così, l’amministratore NON decide quali sono i modi di utilizzo…a farlo è l’assemblea…l’amministratore si limita ad essere l’esecutore della volontà ivi espressa. (E qui, mi pare chiaro, cadiamo nella democrazia diretta, non rappresentativa)


    L’assemblea può decidere solo le spese straordinarie e sul preventivo della gestione provvisoria prevista per il successivo. Per tutto il resto è responsabile l’amministratore.
    La democrazia diretta sarebbe una bella cosa ma purtroppo ancora inattuabile nonostante la tecnologia attuale. Un domani…chissà.
    Comunque ove debba essere deciso qualcosa con carattere d’urgenza occorrerà sempre una direzione in grado di decidere in tempi adeguati.

    Peccato che mentre nel condominio egli sia vincolato dal rispetto della proprietà dei singoli e dal voto dell’assemblea, nello stato non vi sia alcun vincolo al potere politico in senso lato…

    In alcun caso lo stato può permettersi di non rispettare la proprietà o la privacy altrui. Occorrono precise condizioni per violare tali condizioni e solo le autorità che ci siamo riconosciute come istituzionali per un bene superiore che devono accuratamente dimostrare possono violare la proprietà che in ogni caso rimane di possesso del titolare. Le espropriazioni o le violazioni, che si possono verificare, dettate da necessità di carattere generale, devono essere congruamente rimborsate. Conosco il caso di un proprietario di terra che per anni impedì con ogni mezzo legale il passaggio di un elettrodotto. Solo dopo molti anni con un indennizzo incredibile si mise d’accordo, quando ormai l’ente nazionale per l’energia elettrica stava per decidere di rinunciare spostando tutto il percorso dell’elettrodotto.

    Emm…emm….ma chi è che ti ha tassato in precedenza?


    Le tasse le stiamo pagando tutti i giorni. Perché? Vi siete per caso accorti che da qualche mese non si pagano più tasse?

    Dovrebbero…


    Sta a noi fare in modo che ciò accada!

    Spese che nel condominio sono fissate dall’assemblea e cmq non possono andare oltre la normale amministrazione (pensa, per esempio, a tutte le possibilità che ha il singolo di non concorrere alle spese qualora non rientrassero, effettivamente, nella gestione della cosa comune…)


    Dipende se non rappresentano carattere di urgenza e di inevitabilità. Se piove nella casa dell’inquilino dell’ultimo piano o si allagano le cantine od il garage o si rompe l’impianto dell’acqua o della luce e non c’è tempo di indire un’assemblea l’amministratore decide d’urgenza al massimo può convocare i consiglieri.
    In tutti questi casi si paga anche se non si è consenzienti.

    E’ chiaro che hai sbagliato paragone. In ogni caso ti faccio notare un’ultima cosa, mentre cosa si debba intendere per “parti comuni del condominio” è prestabilito a livello legislativo e l’amministratore non può concorrere a questa definizione; “Il bene comune dello stato” è un concetto variabile, stabilito di volta in volta da quello che tu definisci amministratore ma in realtà è il ladro a cui hai affidato una cambiale in bianco nella speranza che non ti tolga la vita.
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.


    Dimenticate che il concetto di bene comune è quello che riconosciamo noi come tale. Infatti gli amministratori vengono eletti e le leggi possono essere abrogate da referendum.
    Certo che molti nostri amministratori siano dei ladri dipende anche da noi che gli consentiamo di essere rieletti. Ad esempio non si capisce come mai quando si tratti di aumentarsi stipendi o contributi per i partiti (anche se sono stati votati dei referendum che abrogavano contribuzioni simili) siano tutti d’accordo come pure perché debbano essere quasi mille. Questo non a discapito del sistema ma contro le persone che eleggiamo. Non si capisce infatti perché in paesi più ricchi i loro stipendi siano più bassi ed anche in paesi più grandi e numerosi siano necessari meno rappresentanti (e quindi stipendi dei nostri). Come dire che in altri paesi il sistema funziona e da noi no. Ognuno forse ha i governanti e gli amministratori che si merita. Sta a noi allora fare in modo da meritarci amministratori pubblici migliori.
    Saluti

  4. #54
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    Originally posted by Pippo III
    Detta in parole povere: l’amministrazione può essere portato in tribunale qual’ora contravvenisse al mandato affidatogli…il parlamentare no…


    Infatti questo è in gran parte vero a cui però non c’è rimedio se non la nostra partecipazione e sorveglianza. Eventualmente, ove possibile, far intervenire la magistratura. Anche i politici vanno (o dovrebbero andare) in galera se rubano

    Quel che diceva paleo, se ho capito bene, è che l’inquilino non proprietario NON ha diritto al voto (quindi il paragone va’ fatto con gli stati ottocenteschi).
    In ogni caso non è vero che la proprietà rientri solo nel computo del quorum…nell’assemblea il principio democratico subisce numerosissime limitazioni dovute alla tutela della proprietà privata, ed in ogni caso il voto non può mai ledere la proprietà privata del singolo.


    La condizione di non proprietario si può configurare per gli immigrati e per coloro che pur vivendo in Italia non abbiano diritto di voto non essendone cittadini. Il che mi sembra almeno in parte corretto. Comunque il principio democratico sia in un condominio che nello stato non ha potere di ledere la proprietà altrui neanche a chi commette reati. Basta vedere quanto sia difficile anche con prove inconfutabili sottrarre ai mafiosi le proprietà frutto di atti criminosi od acquistate con denaro ottenuto illegalmente.
    Quello che può essere lesa è la libertà. Quella deve essere limitata dalla convivenza, sia nello stato che in uno stabile.

    Non è così, l’amministratore NON decide quali sono i modi di utilizzo…a farlo è l’assemblea…l’amministratore si limita ad essere l’esecutore della volontà ivi espressa. (E qui, mi pare chiaro, cadiamo nella democrazia diretta, non rappresentativa)


    L’assemblea può decidere solo le spese straordinarie e sul preventivo della gestione provvisoria prevista per il successivo. Per tutto il resto è responsabile l’amministratore.
    La democrazia diretta sarebbe una bella cosa ma purtroppo ancora inattuabile nonostante la tecnologia attuale. Un domani…chissà.
    Comunque ove debba essere deciso qualcosa con carattere d’urgenza occorrerà sempre una direzione in grado di decidere in tempi adeguati.

    Peccato che mentre nel condominio egli sia vincolato dal rispetto della proprietà dei singoli e dal voto dell’assemblea, nello stato non vi sia alcun vincolo al potere politico in senso lato…

    In alcun caso lo stato può permettersi di non rispettare la proprietà o la privacy altrui. Occorrono precise condizioni per violare tali condizioni e solo le autorità che ci siamo riconosciute come istituzionali per un bene superiore che devono accuratamente dimostrare possono violare la proprietà che in ogni caso rimane di possesso del titolare. Le espropriazioni o le violazioni, che si possono verificare, dettate da necessità di carattere generale, devono essere congruamente rimborsate. Conosco il caso di un proprietario di terra che per anni impedì con ogni mezzo legale il passaggio di un elettrodotto. Solo dopo molti anni con un indennizzo incredibile si mise d’accordo, quando ormai l’ente nazionale per l’energia elettrica stava per decidere di rinunciare spostando tutto il percorso dell’elettrodotto.

    Emm…emm….ma chi è che ti ha tassato in precedenza?


    Le tasse le stiamo pagando tutti i giorni. Perché? Vi siete per caso accorti che da qualche mese non si pagano più tasse?

    Dovrebbero…


    Sta a noi fare in modo che ciò accada!

    Spese che nel condominio sono fissate dall’assemblea e cmq non possono andare oltre la normale amministrazione (pensa, per esempio, a tutte le possibilità che ha il singolo di non concorrere alle spese qualora non rientrassero, effettivamente, nella gestione della cosa comune…)


    Dipende se non rappresentano carattere di urgenza e di inevitabilità. Se piove nella casa dell’inquilino dell’ultimo piano o si allagano le cantine od il garage o si rompe l’impianto dell’acqua o della luce e non c’è tempo di indire un’assemblea l’amministratore decide d’urgenza al massimo può convocare i consiglieri.
    In tutti questi casi si paga anche se non si è consenzienti.

    E’ chiaro che hai sbagliato paragone. In ogni caso ti faccio notare un’ultima cosa, mentre cosa si debba intendere per “parti comuni del condominio” è prestabilito a livello legislativo e l’amministratore non può concorrere a questa definizione; “Il bene comune dello stato” è un concetto variabile, stabilito di volta in volta da quello che tu definisci amministratore ma in realtà è il ladro a cui hai affidato una cambiale in bianco nella speranza che non ti tolga la vita.
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.


    Dimenticate che il concetto di bene comune è quello che riconosciamo noi come tale. Infatti gli amministratori vengono eletti e le leggi possono essere abrogate da referendum.
    Certo che molti nostri amministratori siano dei ladri dipende anche da noi che gli consentiamo di essere rieletti. Ad esempio non si capisce come mai quando si tratti di aumentarsi stipendi o contributi per i partiti (anche se sono stati votati dei referendum che abrogavano contribuzioni simili) siano tutti d’accordo come pure perché debbano essere quasi mille. Questo non a discapito del sistema ma contro le persone che eleggiamo. Non si capisce infatti perché in paesi più ricchi i loro stipendi siano più bassi ed anche in paesi più grandi e numerosi siano necessari meno rappresentanti (e quindi stipendi dei nostri). Come dire che in altri paesi il sistema funziona e da noi no. Ognuno forse ha i governanti e gli amministratori che si merita. Sta a noi allora fare in modo da meritarci amministratori pubblici migliori.
    Saluti

  5. #55
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    Originally posted by Pippo III

    1- Mi pare chiaro che la mia casa, poggia sulla mia terra…
    2- Al limite il tuo ragionamento (quello degli avi che vincolano i figli) sarebbe valido se un qualche mio antenato pazzo avesse venduto le terre di famiglia al ladruncolo dei due mondi o al re scomunicato….non mi pare sia così..
    3- Nessun dei miei antenati ha deciso di far parte dell’i-taglia, i tuoi eroi risorgimentali hanno semplicemente cacciato governi meno truffaldini della tua i-taglia a suon di sconfitte (no non è un lapsus );
    4- Nessuno dei miei antenati ha concorso in alcuna misura alla costruzione di alcun stato;
    5- Anche se fosse stato firmato un qualche contratto sociale da un mio avo, mi pare chiaro che esso non potrebbe vincolare la mia volontà e quella dei miei discendenti per l’eternità.



    Ussignor……non è mia ambizione farmi mantenere da altri per far parte di una associazione a delinquere chiamata st**o (vedi che evito le scurrilità?)
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.
    Si da il caso che la terra in cui vivete si trova all’interno di una zona che da prima che voi nasceste fa parte di una stessa comunità chiamata Italia.
    Se vi appartiene è perché i vostri antenati forse hanno preferito appartenervi piuttosto che essere dominato da un popolo che parlava un’altra lingua e che aveva tradizioni ed usi molto diversi dai loro. Che i vostri antenati abbiano partecipato alla formazione di questo paese lo si deduce dal fatto che non solo quel paese ha partecipato a lotte per la difesa del territorio insieme a tutti noi ma che molti di noi ha collaborato per la difesa di quelle terre da nemici invasori o da sciagure naturali. Nessuno si è mai tirato indietro. Il fatto che qualche nostro antenato abbia voluto far parte di una società certo non ci vincola. Infatti ognuno di noi ha la possibilità di trasferirsi in qualsiasi paese. Anzi per il semplice fatto che la nostra comunità si sia unita con quella di altri paesi possiamo cambiare comunità, sistemi sociali senza alcun vincolo all’interno di tutta Europa.
    Quello che vorreste è invece imporre la vostra volontà particolare ed individuale a tutto il resto della comunità e questo come potete capire è INACCETTABILE.
    Quando avrete la maggioranza dei voti del paese intero potrete, forse, prendere delle decisioni che possano non trovare favorevoli la parte di cittadini a cui appartengo.
    Se poi non volete “essere mantenuto” per fare il rappresentante del popolo potete anche concedere quel denaro o quei benefici a scopi benefici aiutando il popolo, magari impedendo truffe e raggiri, da parte di colleghi poco affidabili oggi al potere. Se vediamo qualcuno che ruba sarebbe bene che tutti noi intervenissimo per impedirlo senza stare sempre ad aspettare la polizia.
    Saluti

  6. #56
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    Originally posted by Pippo III

    1- Mi pare chiaro che la mia casa, poggia sulla mia terra…
    2- Al limite il tuo ragionamento (quello degli avi che vincolano i figli) sarebbe valido se un qualche mio antenato pazzo avesse venduto le terre di famiglia al ladruncolo dei due mondi o al re scomunicato….non mi pare sia così..
    3- Nessun dei miei antenati ha deciso di far parte dell’i-taglia, i tuoi eroi risorgimentali hanno semplicemente cacciato governi meno truffaldini della tua i-taglia a suon di sconfitte (no non è un lapsus );
    4- Nessuno dei miei antenati ha concorso in alcuna misura alla costruzione di alcun stato;
    5- Anche se fosse stato firmato un qualche contratto sociale da un mio avo, mi pare chiaro che esso non potrebbe vincolare la mia volontà e quella dei miei discendenti per l’eternità.



    Ussignor……non è mia ambizione farmi mantenere da altri per far parte di una associazione a delinquere chiamata st**o (vedi che evito le scurrilità?)
    Sa£udi serenissimi da Pippo III.
    Si da il caso che la terra in cui vivete si trova all’interno di una zona che da prima che voi nasceste fa parte di una stessa comunità chiamata Italia.
    Se vi appartiene è perché i vostri antenati forse hanno preferito appartenervi piuttosto che essere dominato da un popolo che parlava un’altra lingua e che aveva tradizioni ed usi molto diversi dai loro. Che i vostri antenati abbiano partecipato alla formazione di questo paese lo si deduce dal fatto che non solo quel paese ha partecipato a lotte per la difesa del territorio insieme a tutti noi ma che molti di noi ha collaborato per la difesa di quelle terre da nemici invasori o da sciagure naturali. Nessuno si è mai tirato indietro. Il fatto che qualche nostro antenato abbia voluto far parte di una società certo non ci vincola. Infatti ognuno di noi ha la possibilità di trasferirsi in qualsiasi paese. Anzi per il semplice fatto che la nostra comunità si sia unita con quella di altri paesi possiamo cambiare comunità, sistemi sociali senza alcun vincolo all’interno di tutta Europa.
    Quello che vorreste è invece imporre la vostra volontà particolare ed individuale a tutto il resto della comunità e questo come potete capire è INACCETTABILE.
    Quando avrete la maggioranza dei voti del paese intero potrete, forse, prendere delle decisioni che possano non trovare favorevoli la parte di cittadini a cui appartengo.
    Se poi non volete “essere mantenuto” per fare il rappresentante del popolo potete anche concedere quel denaro o quei benefici a scopi benefici aiutando il popolo, magari impedendo truffe e raggiri, da parte di colleghi poco affidabili oggi al potere. Se vediamo qualcuno che ruba sarebbe bene che tutti noi intervenissimo per impedirlo senza stare sempre ad aspettare la polizia.
    Saluti

  7. #57
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    Originally posted by il Pasquino
    ...le autorità che ci siamo riconosciute come istituzionali per un bene superiore che devono accuratamente dimostrare possono violare la proprietà...
    Chi le ha riconosciute?
    Quale bene superiore?

  8. #58
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    Originally posted by il Pasquino
    ...le autorità che ci siamo riconosciute come istituzionali per un bene superiore che devono accuratamente dimostrare possono violare la proprietà...
    Chi le ha riconosciute?
    Quale bene superiore?

  9. #59
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    Originally posted by il Pasquino
    Il fatto che qualche nostro antenato abbia voluto far parte di una società certo non ci vincola. Infatti ognuno di noi ha la possibilità di trasferirsi in qualsiasi paese.
    Lasciando la sua proprietà al manipolo di criminali chiamato stato.
    Io più ti leggo e più mi incazzo...

  10. #60
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    Originally posted by il Pasquino
    Il fatto che qualche nostro antenato abbia voluto far parte di una società certo non ci vincola. Infatti ognuno di noi ha la possibilità di trasferirsi in qualsiasi paese.
    Lasciando la sua proprietà al manipolo di criminali chiamato stato.
    Io più ti leggo e più mi incazzo...

 

 
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