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Discussione: Pierangelo Bertoli

  1. #1
    Maiale Affrancato
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    Predefinito Pierangelo Bertoli

    Certi momenti
    [P.A. Bertoli - M. Dieci]

    Anna che hai scavalcato le montagne e hai preso a pugni le tue tradizioni
    lo so che non è facile il tuo giorno ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
    i padri han biasimato la tua azione
    la chiesa ti ha bollato d'eresia
    i cambiamento impone la rezione
    e adesso sei il nemico e così sia
    Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
    e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
    poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
    non credo alla vita pacifica non credo al perdono
    Adesso quando i medici di turno rifiuteranno di esserti d'aiuto
    perchè venne un polacco ad insegnargli
    che è più cristiano imporsi col rifiuto
    pretenderanno che tu torni indietro
    e ti costringeranno a partorire
    per poi chiamarlo figlio della colpa
    e tu una Maddalena da pentire
    Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
    e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
    poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
    non credo alla vita pacifica non credo al perdono
    Volevo dedicarti quattro righe per quanto può valere una canzone
    credo che tu abbia fatto qualche cosa anche se questa è solo un'opinione
    che lascerà il tuo segno nella vita e i poveri bigotti reazionari
    dovranno fare senza peccatrici saranno senza scopi umanitari
    Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
    e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
    poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
    non credo alla vita pacifica non credo al perdono
    Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
    e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
    poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
    non credo alla vita pacifica non credo al perdono...

    ---

    Riflusso
    (P.Bertoli-M.Dieci-G.Borrelli)

    Laura è ferma desso in una fabbrica di sogni e vede il mondo da un oblò
    Franco ha messo all'asta il suo cervello e i suoi bisogni e vive come un orso in uno zoo
    Maria non ha mai smesso di dormire neanche un'ora
    Ma il principe non bacia per pietà
    Sergio si è spostato sulle rive del qui è meglio e ricco adesso e parla di onestà
    Il buio ha preso il posto del coraggio di vedere, paura al posto della verità
    Si parla sotto voce o nel chiuso delle stanze, nessuno canta più di libertà
    Adesso che è una colpa solo avere un'opinione, che più sicuro poi non si sa mai
    Che quello emarginato pure è un terrorista o forse è un poliziotto e non lo sai
    Ma voglio almeno dire due parole in nome di chi lotta per la vita
    Potete forse farci rallentare però non vi crediate sia finita
    Chissà se guarderemo i nostri figli apertamente dicendo almeno adesso tocca a voi
    O scuoteremo il capo come un branco di imbecilli spiegando quali esempi siamo noi
    Racconteremo storie come reduci noiosi o forse fingeremo dignità
    Oppure gli offriremo fumo, sesso e disimpegno , le perle della nostra eredità
    Il tempo si trascina inesorabile, dottore, e affondo i denti nella verità
    E porta a galla i veli i fabbricanti del terrore e non ha posto per chi se ne va
    E Laura sguazzerà dentro ai suoi sogni comatosi
    E un giorno finalmente morirà
    E Sergio comprerà, Franco e Maria novelli sposi
    Così sarà sicuro e arriverà
    Ma voglio almeno dire due parole in nome di chi lotta per la vita
    Potete forse farci rallentare però non vi crediate sia finita.

    ---

    E poi
    (P.Bertoli-M.Dieci-G.Borrelli)

    E poi fu la notte e il giorno e l'aria, il sole, la vita
    Genesi oscura di un seme, fermento di forza infinita
    E il passero spiega le ali appena scaldate dal sole
    Si innalza a guardare lontano e aquila fu la sua prole
    Costretto a vincere il tempo e le fiere
    Per sopravvivere osasti l'ignoto
    Creasti il mito e le dolci chimere per rendere tutti i giorni di vuoto
    Il mito creato da te contro i forti per dare agli oppressi il riparo dai torti
    Scopristi le terre ignorate per dare più spazio ai fratelli
    Scalasti le vette dell'arte
    Volasti assieme agli uccelli
    Salisti più in alto nel cielo cercando altri mondi lontani
    Rompesti sempre quel velo violando gli spazi più arcani
    Fu uomo chi diede la vita al progresso
    Fu uomo chi vinse con piccola forza
    Fu uomo chi seppe combatter se stesso
    Fu uomo chi ruppe la ruvida scorza che copre l'amore, che cambia gli istinti
    Spezzando gli spazi dai loro dipinti
    E l'uomo creò un altro uomo generando da sempre se stesso
    Regalando ai suoi figli quel dono che divenne man mano il progresso
    E mettesti la macchina in moto, non sapendo che cosa facevi
    Come il mago che sfida l'ignoto, innocente perché non sapevi…

    ---

    Cent'anni di meno
    (P.Bertoli)

    Stesi nell'erba tra i fiori di campo
    Persi a narraci future fortune coi sensi colmi di voglia di vita
    In tasca solo speranza infinita
    E una fiducia infinita nel seno
    Quando avevamo cent'anni di meno
    Quando una donna era fatta di nebbia e dalle labbra stillava rugiada
    Da quella bocca spandeva all'intorno
    Inni alla nascita nuova del giorno
    E i suoi capelli odoravan di fieno
    Quando avevamo cent'anni di meno
    Mille cannoni perduti da un bacio
    Noi credevamo alla pace nel mondo
    Bastava un dolce sorriso, uno sguardo
    Tutti abbracciati in un bel girotondo
    Anche al diluvio davamo il suo freno
    Quando avevamo cent'anni di meno
    Oltre i confini di un chiaro orizzonte nascevan solo mattini di pace
    La fame, il freddo, la tetra miseria o il malgoverno di qualche incapace
    Tutto sfumava in un cielo sereno quando avevamo cent'anni di meno
    Luce accecante ci entrava negli occhi e dipingeva di rosa il cammino
    Gli sfruttatori, gli schiavi del vizio o i giustizieri di un vecchio ronzino
    Li lasciavamo fuori dal treno
    Quando avevamo cent'anni di meno
    Sopra alle sponde di un lago di pane noi portavamo l'intero creato
    Poi cantavamo canzoni all'amore
    Nudi tra gli alberi ai bordi di un prato, paghi d'amore col cuore ripieno
    Quando avevamo cent'anni di meno
    Sotto alle stelle in un bar dentro casa senza deciderci ad andare a dormire
    Noi volavamo su Marte o la Luna felici solo di starci a sentire
    E credevamo a un domani sereno
    Quando avevamo cent'anni di meno.

  2. #2
    Maiale Affrancato
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    Predefinito

    Varsavia

    Mentre è notte a Varsavia piove forte
    lampi e tuoni che spaccano il cielo
    che è più nero del velo che copre la morte
    a Varsavia hanno chiuso le porte
    dentro casa qualcuno sta piangendo
    qualcun'altro vorrebbe far l'amore
    come posso tesoro tenerti sul cuore
    se stanotte a Varsavia si muore

    Come posso tesoro tenerti sul cuore
    se stanotte a Varsavia si muore

    Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
    l'hanno ucciso per rabbia o per paura
    perchè aveva negli occhi quell'aria sincera
    perchè era una forza futura
    sulla piazza ho visto tanti fiori
    calpestati e dispersi con furore
    da chi usa la legge e si serve del bastone
    e sugli altri ha pretese di padrone

    Da chi usa la legge e si serve del bastone
    e sugli altri ha pretese di padrone

    Sull'altare c'è una madonna nera
    ma è la mano del minatore bianco
    che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
    sulla pelle di un popolo già stanco
    stanco marcio di chiese e di profeti
    da una parte e dall'altra tutti uguali
    perchè a stare in trincea sono gli uomini normali
    non i capi di Stato o i generali

    Perchè a stare in trincea sono gli uomini normali
    non i vescovi e neanche i cardinali

    Ci han traditi e lo han fatto molte volte
    con cinismo e determinazione
    han portato fratelli e compagni in prigione
    e hanno messo un guinzaglio all'illusione
    non esiste un popolo padrone
    non esiste ancora un popolo vincente
    ma soltanto una massa di povera gente
    da umiliare e da rendere impotente

    Ma soltanto una massa di povera gente
    da piegare e da rendere ubbidiente

    E per tutti oggi è un giorno brutto
    troppe code di paglia stan bruciando
    troppa rabbia per chi vive ancora sperando
    in un mondo che vedi sta crollando
    è una notte e a Varsavia piove forte
    una pioggia che scende sul dolore
    come posso tesoro tenerti sul cuore
    se stanotte a Varsavia si muore

    Come posso tesoro tenerti sul cuore
    se stanotte a Varsavia si muore

    ---

    Eppure soffia

    E l'acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
    la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
    uccelli che volano a stento malati di morte
    il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte
    un'isola intera ha trovato nel mare una tomba
    il falso progresso ha voluto provare una bomba
    poi pioggia che toglie la sete alla terra che è vita
    invece le porta la morte perchè è radioattiva

    Eppure il vento soffia ancora
    spruzza l'acqua alle navi sulla prora
    e sussurra canzoni tra le foglie
    bacia i fiori li bacia e non li coglie

    Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
    ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
    ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
    e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
    e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
    così copriranno di fango persino i pianeti
    vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
    i crimini contro la vita li chiamano errori

    Eppure il vento soffia ancora
    spruzza l'acqua alle navi sulla prora
    e sussurra canzoni tra le foglie
    bacia i fiori li bacia e non li coglie
    eppure sfiora le campagne
    accarezza sui fianchi le montagne
    e scompiglia le donne fra i capelli
    corre a gara in volo con gli uccelli

    Eppure il vento soffia ancora!!!

    ---

    Cosi'

    Non amo trincerarmi in un sorriso
    detesto chi non vince e chi non perde
    non credo nelle sacre istituzioni
    di gente che ha il potere e se ne serve
    giocattoli di carta in mano ai pazzi
    puntati su milioni di persone
    tu ascolti tutto e cerchi di capirmi
    finendo poi per fare confusione
    e dici che per te non sono in pace
    certo che almeno in questo mi conosci
    nell'attimo che brucia la ragione
    io butto al fuoco tutte le mie croci
    e semino i miei fatti personali
    mischiati a tutto quello che è sociale
    e vivo con la stessa indipendenza
    gli scandali le guerre o la spirale

    Perchè son fatto così e non ci posso far niente
    prendimi pure così come mi accetta la gente
    che mi sorride e che mi lascia parlare però non mi sente

    Mi dici che una regola ci vuole
    qualcuno deve pure aver ragione
    sarà forse che sono diffidente
    ma i capi non son altro che persone
    e trattano le masse come capre
    tosando e macellando l'eccedenza
    sacrificando al fatto personale
    le madri i figli i padri e la decenza

    Perchè son fatto così e non ci posso far niente
    prendimi pure così come mi accetta la gente
    che mi sorride e che mi lascia parlare però non mi sente

    Si macchiano dei crimini più bassi
    per conservare il posto da sedere
    le chiese il parlamento i sindacati
    le banche e gli altri centri del potere
    gli amici sai gli amici tante volte
    mi dicono che sono un piantagrane
    che parlo senza un poco di rispetto
    che amo più gli oppressi o le puttane

    Ma son fatto così e non ci posso far niente
    prendimi pure così come mi accetta la gente
    che mi sorride e che mi lascia parlare però non mi sente

    ---

    FONDI DI BICCHIERE

    Nel mare buio
    che e' in fondo al mio bicchiere
    naviga un mondo
    confuso tra le ore
    perse fra i flutti
    ci sono le parole
    dette nell'acqua
    da labbra sorridenti

    suoni che il vento (che e' solo una parete)
    non sa tenere nel giusto sentimento
    liquidi versi che calmano un momento
    la sete stanca che sento nella bocca

    vele strappate da canti di sirene
    nuotano pigre tra resti di tempesta
    ombre di stelle ed isole di festa
    sfidano onde decise a cancellare

    nel mare pieno
    che e' in fondo al mio bicchiere
    un vecchio cielo

  3. #3
    Maiale Affrancato
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    Predefinito

    A MUSO DURO
    (F.Urzino - P.A.Bertoli)

    E adesso che farò, non so che dire
    e ho freddo come quando stavo solo
    ho sempre scritto i versi con la penna
    non ordini precisi di lavoro.
    Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani
    e quelli che rubavano un salario
    i falsi che si fanno una carriera
    con certe prestazioni fuori orario

    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

    Ho speso quattro secoli di vita
    e ho fatto mille viaggi nei deserti
    perchè volevo dire ciò che penso
    volevo andare avanti ad occhi aperti
    adesso dovrei fare le canzoni
    con i dosaggi esatti degli esperti
    magari poi vestirmi come un fesso
    per fare il deficiente nei concerti.

    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

    Non so se sono stato mai poeta
    e non mi importa niente di saperlo
    riempirò i bicchieri del mio vino
    non so com'è però vi invito a berlo
    e le masturbazioni celebrali
    le lascio a chi è maturo al punto giusto
    le mie canzoni voglio raccontarle
    a chi sa masturbarsi per il gusto.

    Canterò le mie canzoni per la strada
    ed affronterò la vita a muso duro
    un guerriero senza patria e senza spada
    con un piede nel passato
    e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.

    E non so se avrò gli amici a farmi il coro
    o se avrò soltanto volti sconosciuti
    canterò le mie canzoni a tutti loro
    e alla fine della strada
    potrò dire che i miei giorni li ho vissuti.

    ---

    DIETRO ME
    (R.Borghetti)

    Chissà cosa farò, sarò furia o pazienza
    o timore o speranza, avrò gli occhi appannati
    io che sono animale abituato a lottare
    e non ho pianto mai le cento volte
    che sono stato colpito e umiliato, che sono caduto.

    Chissà cosa farò quando inizia il futuro
    ed un po' sarò morto, avrò chiaro il pensiero
    da gridarmi che è vero, non è la fantasia
    io che ho sognato di lasciare dietro me
    un grido una canzone una parola una bandiera od un figlio

    E non mi vergognerò di ridere di niente
    di fare anche il pagliaccio io che non l'ho fatto mai
    di accarezzarti il viso, dirti grazie con un sorriso
    e se ti farà piacere dirti che sembra proprio me

    Chissà cosa farò quando avrò fra le dita
    l'incredibile vita, la fiducia nell'uomo
    di passione e ragione non dirò ti ricordi
    io che ho vissuto di ricordi di canzoni
    battaglie ed illusioni non dirò più ti ricordi ma domani

    E non mi vergognerò di piangere di niente
    di fantasticare già su quello che sarà lui
    di stringerti la mano di appoggiarti la testa al seno
    e se ti farà piacere dirti che sembra solo te

    So già cosa gli dirò quando potrà sentirmi
    quando potrà capirmi: devi essere uomo
    che cammina nel mondo e che vuole invecchiare
    e ridere del sole e gridare insieme al vento
    e credere nel giorno che saprai cosa dire a tuo figlio

    ---

    NON FINIRA'
    (M.Dieci - P.A.Bertoli)

    Non finirà
    non passerà
    non troverai
    forse mai
    tranquillità

    Sotto ai lampioni
    vendi le illusioni
    l'amore senz'avvenire
    da pochi istanti
    da poche lire

    So che cos'hai
    so dei tuoi guai
    ma chi ti vedrà
    non capirà
    e riderà

    Vedo il tuo dolore
    ti leggo dentro al cuore
    odi chi passerà
    e il tuo amore
    comprerà

    All'alba rincaserai
    e ancora cercherai
    le cose che non avrai
    e che non hai
    avuto mai

    Speri nella bontà
    di questa società
    speri che finirà
    che non diranno più:
    "quella là"

    ---

    L'AUTOBUS
    (A.Borghi - P.A.Bertoli)

    Siam tutti qui sull'autobus seduti ed assonnati
    corron con poca voglia gli ultimi arrivati
    ognuno prende posto in fondo al suo cantone
    si chiude in un silenzio che è fatto di oppressione
    e gli operai sull'autobus son pronti per partire
    le donne i vecchi e i giovani son stanchi di aspettare.

    Svoltato il primo angolo il sole ci colpisce
    la luce cambia i visi e gli occhi ci ferisce
    e sembra che le bocche non vogliano parlare
    che stare in quel silenzio sia un fatto naturale
    lento cammina l'autobus il viaggio è cominciato
    ed il parlare è un fatto che sembra sia vietato.

    Ma certo non è vero, Maria non può tacere
    si arma di un sorriso che non sa trattenere
    e parla a poco a poco con chi le sta più accanto
    e poi alza la voce: ora il silenzio è infranto
    viaggia più allegro l'autobus quasi avesse capito
    il muro del silenzio è stato demolito.

    Siam tutti un po' sorpresi colpiti svergognati
    come se a quel silenzio fossimo rassegnati
    la maschera del viso si scioglie come cera
    la nostra faccia adesso diventa quella vera
    spedito imbocca l'autobus strade sempre più grandi
    e porta all'apertura del cuore dei viaggianti.

    Le idee prendono forma, ti escono dai denti
    e vanno a stuzzicare le orecchie dei presenti
    si parla del lavoro, del misero salario
    dei furti e degli abusi che compie il propietario
    e l'autobus si ferma, raccoglie facce nuove
    dal fondo della mente qualcosa ora si muove

    Ed è arrivata a tutti la voglia di parlare
    assieme alla certezza che adesso si può fare
    e l'allegria sorprende i pigri ad origliare
    che anche se non parlano restano ad ascoltare
    l'autista è come noi, parla con il vicino
    è nuovo in questo giorno l'autobus del mattino.

    Le donne i vecchi e i giovani non dico son già uniti
    ma è come se lo fossero di più ogni minuto
    perchè in ogni sillaba che rovesciamo a imbuto
    c'è dentro sempre un unico identico nemico
    ognuno adesso parla di sè con il vicino
    è un unico pensiero l'autobus del mattino

    Il prezzo della carne, la misera pensione
    i figli sulla strada della televisione
    e dei disoccupati e della repressione
    gli affitti delle case, un'altra occupazione
    e l'autobus ribolle di giusta ribellione
    si parla dei soprusi compiuti dal padrone.

    E se ne va il silenzio, parliamo forte tutti
    la colpa è del governo, "massa di farabutti"
    ci esplode dal di dentro la voglia di cambiare
    insieme alla certezza che adesso si può fare
    l'autobus ora è vita, il sole è entusiasmante
    che bel mattino è questo: domani sarà raggiante!

    ---

    COSE
    (A.Borghi - P.A.Bertoli)

    Corre verso il terminale il treno
    nella notte due stelle solitarie
    indicano rotte binarie
    e i cavalli mordono il freno

    Ho conosciuto il tempo delle viole
    da sul ciliegio i fiori
    sono caduti sui falsi amori
    di un'infanzia trascorsa al sole

    Un vento caldo ha spazzato la valle
    nell'estate che una donna
    con più nomi di Madonna
    ha percorso poi volgendomi le spalle

    Gli eventi preannunciati dai profeti
    reclinano la testa
    e il giorno della festa
    rimane dentro agli occhi dei poeti

    Ma ancora nella notte una candela
    e ancora il navigante vuol partire
    perchè chi spera è l'ultimo a morire
    e il sole già si sfuma nella vela

    Gli eroi che nelle storie dei miei avi
    parlavano ad un cuore
    di un bimbo sognatore
    hanno affogato coi pirati le loro navi

    Tutte le sfumature dei contorni
    hanno segnato il viso
    e un morbido sorriso
    è diventato il ghigno dei miei giorni

    Ma ancora nella notte una candela
    e ancora il navigante vuol partire
    perchè chi spera è l'ultimo a morire
    e il sole già si sfuma nella vela.

    ---

    FILASTROCCA A MOTORE
    (M.Dieci - P.A.Bertoli)

    Poi l'auto fu spinta per l'ultimo tratto di strada da fare
    rimase lì ferma e quelli che sanno al vanno a guardare
    un tempo lontano aveva portato schiavisti e gerarchi
    poi nella vecchiaia restava a giocare coi bimbi nei parchi
    nessuno la odiava ma in fondo le stavano tutti alla larga
    poi fu trasformata e vecchia rimase soltanto la targa.

    La usarono ancora la misero a vendere stoffe ai mercati
    salì sopra i monti andò dentro ai fiumi viaggiò in mezzo ai prati
    poi perse dei pezzi qualcuno aggiustò quello che si poteva
    cambiò ancora mano e giunse in città che la neve cadeva
    il nuovo padrone la andava a trovare e poi la puliva
    oliava il motore, a volte l'avviava ma non ci saliva.

    A volte è importante sapere che conti, che vali qualcosa
    ma essere niente è come un marito a cui manca la sposa
    e l'auto soffriva ma tutti pensavano fosse contenta
    del resto capire è un fatto difficile e a volte spaventa
    così chi guardava pensava che è comodo stare in pensione
    godere il riposo e farsi servire da tante persone.

    Il tempo passava scomparve l'inverno, tornò primavera
    e poi un mattino la misero in moto andando alla fiera
    e in mezzo alle altre così tra i rottami del tempo già usato
    fu preda all'angoscia e desiderò d'esser morta in passato
    a sera tornando un camion sbandò la investì sul davanti
    strappò quasi tutto, fu il vecchio chassis che salvò gli occupanti

    E mentre moriva schiacciata dal peso di quella motrice
    sul nastro d'asfalto allora scoprì d'esser quasi felice.

    ---

    SCOPPIO' UN SORRISO
    (P.A.Bertoli)

    Raccolgo i nostri giorni tutti uguali
    le albe dall'odore di caffè
    i nostri baci lucidi puntuali
    il gesto di dormire insieme a te
    il ritmo antico e nuovo dei giornali
    la giacca abbandonata sul sofà
    e sopra alle disgrazie nazionali
    tua madre che discute con papà

    Scoppiò un sorriso e illuminò
    i volti della solitudine
    un'alba nuova dichiarò
    la guerra contro l'abitudine

    La schiavitù feroce degli orari
    la giacca arrotolata nei paltò
    il tram che si trascina sui binari
    un uomo che sonnecchia come può
    il chiasso che accompagna gli scolari
    comincia un turno dopo finirà
    il tram la sera luce dei fanali
    un giorno è morto dentro la città

    Scoppiò un sorriso e illuminò
    i volti della solitudine
    un'alba nuova dichiarò
    la guerra contro l'abitudine

    Le ferie nelle industrie balneari
    il cinema la pizza la TV
    gli uffici la piscina gli ospedali
    le date che ricordi solo tu
    il frigo i compleanni le cambiali
    un caro vecchio amico che tornò
    e tra i litigi e i fatti più normali
    un figlio l'automobile e un comò

    Scoppiò un sorriso e illuminò
    i volti della solitudine
    un'alba nuova dichiarò
    la guerra contro l'abitudine

    Un passo che consuma i marciapiedi
    il nostro tempo passa e se ne va
    e giorno dopo giorno tu ti chiedi
    se quello che volevi è questo qua

    Scoppiò un sorriso e illuminò
    i volti della solitudine
    un'alba nuova dichiarò
    la guerra contro l'abitudine

    ---

    SROTOLANDO PAROLE
    (B.Marro - P.A.Bertoli)

    Il sole traccia trappole di luce, arabeschi di colori
    le case dei guardiani della mente sono piene di valori
    srotolando le parole
    scoppiano frontiere di calore
    mentre sui mondi di pellicola sostano tutte le navi
    e sulle piazze del presente c'è il mercato degli schiavi.

    Il tempo degli errori si è concluso e non mi sento di tornare
    sotto le macerie del passato c'è ben poco da salvare
    io che ho cercato di comprendere
    io che ancora non mi voglio arrendere
    io che ho creduto nelle favole e sono rimasto da solo
    sono sicuro solamente che a sbagliare sono loro.

    Nell'alba nata male ammalata di ricordi
    di ciechi che volevano vedere, di cervelli nati sordi
    sulle miserie stese al sole
    lanciavano torrenti di parole
    di discussioni interminabili, di libri messi al posto dei cannoni
    e di giochi intellettuali senza senso e senza fine e condizioni.

    Così che combattendo con discorsi troppo grandi da capire
    avendo come pubblico quei pochi che potevano sentire
    contrabbandando la ragione
    hanno creato solo confusione
    solo un passato da comprendere e adesso tutto è tutto da rifare
    e l'unica speranza che rimane è che non debbano tornare.

    La vita lentamente ha dipanato i suoi sentieri
    confuso le mie strade con le altre, i domani con i ieri
    io che ho cercato un altro tempo
    io che sono sempre contro vento
    io che non cerco di nascondermi e urlo davanti alla porta
    rimango fermo qui a pensare che la vita non è morta.

  4. #4
    Maiale Affrancato
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    Predefinito

    SPUNTA LA LUNA DAL MONTE
    (Marielli - Bertoli)

    Notte scura, notte senza la sera
    notte impotente, notte guerriera
    per altre vie con le mani le mie
    cerco le tue, cerco noi due

    Spunta la luna dal monte, spunta la luna dal monte

    Tra volti di pietra, tra strade di fango
    cercando la luna, cercando
    danzandoti nella mente, sfiorando tutta la gente
    a volte sciogliendosi in pianto

    Un canto di sponde sicure
    ben presto dimenticato
    voce dei poveri resti
    di un sogno mancato

    In fondo ai deserti, tra gente di corte
    la vita si scopre morente
    nei passi di un mendicante, nel nulla di chi non sente
    la luna si mostra piangente

    Dal vuoto che attende il futuro
    un piccolo figlio malato
    mostra i suoi gracili pugni
    al giorno passato

    Cuore mio, fonte chiara e pulita
    dove anch'io posso bere alla vita
    dovunque cada l'alba sulla mia strada
    senza catene, vi andremo insieme

    Spunta la luna dal monte
    Spunta la luna dal monte
    Spunta la luna dal monte

    In fondo ai deserti, tra gente di corte
    la vita si sveglia morente
    nei passi di un mendicante, nel nulla di chi non sente
    la luna si mostra piangente

    Tra volti di pietra, tra strade di fango
    cercando la luna, cercando
    danzandoti nella mente, sfiorando tutta la gente
    a volte sedendoti accanto

    Un canto di sponde sicure
    di bimbi festanti in un prato
    voce che sale più in alto
    di un sogno mancato

    Spunta la luna dal monte
    Spunta la luna dal monte
    Spunta la luna dal monte

    ---

    NINNA NANNA AI MIEI BIMBI
    (Bertoli)

    C'era un buffo nano dentro a un prato di stelle
    ed un grande cielo di caramelle
    case di panna e bignè e voi sorpresi
    dentro dei sogni di vita appena accesi

    Ninna nanna piccoli, io vi veglierò
    stesi tra le nuvole ninna nanna-o

    Brilla il fuoco acceso nel vecchio camino
    posa il suo calore da pulcino a pulcino
    una porzione di luna rischiara il viale
    bianco di neve venuta per il mio natale

    Ninna nanna piccoli, io vi veglierò
    stesi tra le nuvole ninna nanna-o

  5. #5
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito

    Sbaglioo ne ha cantata una con la Mannoia? Se si mi puoi dire il titolo?
    Grazie.......

  6. #6
    Maiale Affrancato
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    Predefinito

    Con la Mannoia ha cantato "Pescatore" ma non l'ha scritta lui. L'autore di testo e musica si chiama Negri.

    Getta le tue reti
    buona pesca ci sarà
    e canta le tue canzoni
    che burrasca calmerà
    pensa pensa al tuo bambino
    al saluto che ti mandò
    e tua moglie sveglia di buon mattino
    con Dio di te parlò
    con Dio di te parlò
    Dimmi dimmi mio Signore
    dimmi che tornerà
    l'uomo mio difendi dal mare
    dai pericoli che troverà
    troppo giovane son io
    ed il nero è un triste colore
    la mia pelle bianca e profumata
    ha bisogno di carezze ancora
    ha bisogno di carezze ora
    Pesca forza tira pescatore
    pesca e non ti fermare
    poco pesce nella rete
    lunghi giorni in mezzo al mare
    mare che non ti ha mai dato tanto
    mare che fa bestemmiare
    quando la sua furia diventa grande
    e la sua onda è un gigante
    la sua onda è un gigante
    Dimmi dimmi mio Signore
    dimmi se tornerà
    quell'uomo che sento meno mio
    ed un altro mi sorride già
    scaccialo dalla mia mente
    non indurmi nel peccato
    un brivido sento quando mi guarda
    e una rosa egli mi ha dato
    una rosa lui mi ha dato
    Rosa rossa pegno di amore
    rosa rossa malaspina
    nel silenzio della notte ora
    la mia bocca gli è vicina
    no per Dio non farlo tornare
    dillo tu al mare
    è troppo forte questa catena
    io non la voglio spezzare
    io non la voglio spezzare
    Pesca forza tira pescatore
    pesca non ti fermare
    anche quando l'onda ti solleva forte
    e ti toglie dal tuo pensare
    e ti spazza via come foglia al vento
    che vien voglia di lasciarsi andare
    più leggero nel suo abbraccio forte
    ma è così cattiva poi la morte
    è così cattiva poi la morte
    Dimmi dimmi mio Signore
    dimmi che tornerà
    quell'uomo che sento l'uomo mio
    quell'uomo che non saprà
    che non saprà di me,
    di lui e delle sue promesse vane
    di una rosa rossa qui tra le mie dita
    di una storia nata già finita
    di una storia nata già finita
    Pesca forza tira pescatore
    pesca non ti fermare
    poco pesce nella rete
    lunghi giorni in mezzo al mare
    mare che non ti ha mai dato tanto
    mare che fa bestemmiare
    e si placa e tace senza resa
    e ti aspetta per ricominciare
    e ti aspetta per ricominciare

  7. #7
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    Predefinito Chiama piano (Bertoli - Bonaffini)

    Quando credi d'essere sola su un atollo in mezzo al mare
    Quando soffia la tempesta e hai paura di annegare
    Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
    Chiama, tu, chiama piano
    Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio
    Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale
    Quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare
    Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
    Chiama, tu, chiama piano
    Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio
    Quando il fuoco sembra spento e non pensi d'aspettare
    Quando il giorno resta fermo e decidi di volare
    Quando certa d'aver vinto sulla nube di veleno
    E il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno
    Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
    Chiama, tu, chiama piano
    Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio

 

 

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