A nos bider a kent'annos Anghelu!


A nos bider a kent'annos Anghelu!


"...Io so soltanto che non è stata , come si dice, l'inquietudine a spingermi, ma al contrario una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono coraggioso nè curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo"
(J.Roth, Fuga senza fine).
Chissà se è poi vero che sei morto....
PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!


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In ricordo di Pierangelo Bertoli
Stasera un omaggio alla memoria del cantautore con gli Istentales
di Giuliano Marongiu
CAGLIARI. "Questi ragazzi mi sono simpatici e soprattutto hanno molta voglia di fare; qualità molto rara perché di questi tempi tutti hanno soltanto voglia di arrivare". Con queste parole Pierangelo Bertoli esordiva nella conferenza stampa tenutasi a Nuoro il 28 Aprile del 2000 in occasione de "Sa die de sa Sardigna", riferendosi agli "Istentales", formazione composta da Gigi Sanna, Pierluciano Pigliaru, Luca Floris e Sandro Canova. Tanti i concerti sotto le stelle e in compagnia di un bicchiere di vino.
Tra la gente, come sempre. Sardo tra i sardi. Il sodalizio con gli Istentales prosegue negli anni, fino alla fine. Pierangelo Bertoli canta per l'ultima volta a Nuoro, in occasione di "Voci di Maggio": con il gruppo di Gigi Sanna incide "Viene per noi" (arrangiamenti di Marino Maillard), uno splendido brano che parla di guerra e intona "No potho riposare" con "Su Nugoresu" di Tonino Puddu. "Buonasera Sardegna" rende omaggio al grande cantautore, con la presenza degli artisti che gli furono accanto in quell'occasione, condividendo da tempo un'amicizia sincera. I trionfatori del Festival di Napoli sono accompagnati da Luciano Piras, autore del libro biografico a loro dedicato. Il Gruppo Folk "San Paolo di Codrongianus" costituitosi nel 1998 e l'organetto di Michele Olmetto accendono la sala di entusiasmo con "Su ballu tundu a sa codronzanesa": la presenza della Basilica della SS.Trinità di Saccargia nel territorio, ha secolarmente favorito da tutto il circondario e da luoghi lontani, l'arrivo di fedeli e pellegrini con indosso il costume della festa. Terminate le funzioni religiose ci si radunava nel cortile della Basilica, dentro e intorno a "sas barracas" (ripari costruiti con rami e frasche d'alberi), luoghi di incontro e conoscenza, canti e poesie logudoresi, balli lunghi e ampi, chiusi a cerchio fino a notte tarda. Cabras è presente con il Gruppo Folk "Gli scalzi" che propone "Su ballu crabarissu" accompagnato dalle launeddas di Stefano Pinna. Nel suo territorio si trova il villaggio di San Salvatore, un antico borgo, in cui ogni anno si celebra la festa in onore del santo omonimo, con la tradizionale "corsa degli scalzi". L'appuntamento costante con la comicità vede protagonista Giuseppe Masia, trascinatore di folle e di risate: irrompe nel programma con l'anteprima del suo nuovo CD "Sardi di fine stagione" e annuncia un balletto inedito con il produttore Gianni Medda e il Gruppo"Incantos". Momento da non perdere. Nella puntata odierna vengono presentati i calendari con i quali i Tenores "Santa Sarbana" e "Santu Larettu" hanno inaugurato il nuovo anno: è un tributo a Silanus, terra di canti, poeti e centenari (ben cinque milanesi hanno varcato la soglia del secolo!). Il centro del Marghine ha ospitato nei giorni scorsi il Premio "Funtana Elighe", assegnando i prestigiosi riconoscimenti al giornalista de "La Nuova Sardegna" Angelo Demurtas, allo scrittore Sergio Frau ("Le colonne d'Ercole") e al regista dorgalese Salvatore Mereu ("Prima della fucilazione" e "Miguel"). Un atto d'amore della comunità locale è stato rivolto all'illustre concittadino Peppino Fiori. Lo scorso anno Silanus aveva incoronato Eduard Vincent, l'intellettuale che aveva fatto della Sardegna la sua seconda patria, scomparso poche settimane fa. Il Tenore "S'Angelu" di Neoneli è formato da Simone Cambuli, Roberto Dessì, Samuel Corda e Massimo Cadeddu. L'affiatamento delle voci e la buona scelta dei testi che interpretano, evidenziano le qualità artistiche del gruppo nato nel 1997. Il primo lunedì di agosto si festeggia la Festa dell'Angelo nella chiesa campestre.


IL PERSONAGGIO
Dall'Emilia Romagna alla Barbagia
Fu un grande amico della Sardegna
CAGLIARI. La vita non era stata generosa nei confronti di Pierangelo Bertoli, eppure lui la ricambiava con un grande amore profuso nelle sue canzoni, animate da impegno civile e storie da raccontare: un rapporto dispari trapunto di versi intensi, di melodie che hanno lasciato il segno. Ho conosciuto Pierangelo Bertoli tre anni fa nello splendido scenario di Santu Giacu, nei pressi di Tonara: insieme agli Istentales registrava le immagini per la sigla di un mio programma, il brano, "Promissas", era interamente cantato "in limba". La sua grande umanità si apriva in una stretta di mano possente, sincera, diretta. Amava la Sardegna, l'emiliano di Sassuolo, località in provincia di Modena. Quello stesso giorno di tre anni fa accettò di partecipare ad un incontro tenutosi ad Ovodda e aperto alla popolazione: senza compensi, generosamente, si regalò ad un partecipe confronto con le centinaia di estimatori accorsi all'ultimo momento. Il dibattito si lasciò trasportare dai rimandi della memoria e ai legami con la nostra isola frequentata già "negli anni di gioventù", come li chiamava lui, per partecipare alle grandi battaglie sociali che popolavano la stagione politica del tempo. Collocò i suoi primi ricordi e la grande passione che li supportava negli anni'70, non facili da attraversare, scanditi da un'attenta e puntuale denuncia, con il suo modo di stare dalla parte del popolo e dei più deboli, come sempre. Gigi Sanna mi ha raccontato della solitudine dell'uomo che, dietro l'artista "a muso duro", scalava i gradini della sofferenza con crepe di fragilità. A cuore nudo si sono versati l'uno sull'altro fiumi di confidenze, senza nessuna concessione ai rimpianti o a ciò che "sarebbe potuto essere".
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