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Risultati da 11 a 20 di 42
  1. #11
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    Mi sorge una legittima suspicione : non sarà che per molti, Cossiga, per esempio, Stalin è un grande statista perchè, a mio avviso, il suo operato non aveva assolutamente nulla di sinistra?

  2. #12
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    Nulla di sinistra? Mah....lo stesso Nikita nella famosa "relazione segreta" definiva Stalin "il più saldo dei marxisti", cosa ripetuta da Togliatti nella famosissima intervista a "nuovi argomenti" nel marzo 1956! Stalin fu poi ammirato dall'intera sinistra (salvo trotzkysti, bordighisti, anarchici e saragattiani), non solo dai comunisti, per moltissimi anni. Non dimenticatelo mai.

    Saluti liberali

  3. #13
    Ospite

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    Originally posted by Pieffebi
    Nulla di sinistra? Mah....lo stesso Nikita nella famosa "relazione segreta" definiva Stalin "il più saldo dei marxisti", cosa ripetuta da Togliatti nella famosissima intervista a "nuovi argomenti" nel marzo 1956! Stalin fu poi ammirato dall'intera sinistra (salvo trotzkysti, bordighisti, anarchici e saragattiani), non solo dai comunisti, per moltissimi anni. Non dimenticatelo mai.

    Saluti liberali

    Caro Pieffebi, i
    innanzitutto, esiste, a livello mondiale, una sinistra non marxista.
    Inoltre, Kruschev era stato un cortigiano di Stalin e Togliatti un suo fedelissimo (basti vedere il suo ruolo nella guerra di Spagna): non potevano scardinare alle radici tanta parte della propria vita, avrebbe significato suicidarsi virtualmente. Quello che dici è vero: anche i socialisti italiani, negli anni cinquanta, fino all'invasione dell'Ungheria, non si dissociarono completamente da Stalin. Ma tutte le socialdemocrazie europee, invece, sì, e da molto, molto prima. Ma tu fai riferimento ad analisi di comportamenti del periodo della guerra fredda, che, secondo me, sono abbastanza obsoleti oggi. Sono passati più di cinquanta anni e, alla luce di tutto quello che si è potuto sapere e conoscere (gli archivi sovietici sono stati aperti solo negli anni novanta, dopo il crollo dell'Urss) oggi mi sento tranquillamente di affermare che Stalin non aveva quasi niente di sinistra.

  4. #14
    Roderigo
    Ospite

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    Originally posted by gdr
    Caro Pieffebi, i
    innanzitutto, esiste, a livello mondiale, una sinistra non marxista.
    E gli stalinisti ne fanno parte a pieno titolo.

    R.

  5. #15
    SENATORE di POL
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    Non sono d'accordo. Stalin era un comunista, un marxista, un leninista, che ha sviluppato a suo modo l'ideologia subordinandola agli interessi dello Stato Sovietico, in quanto "Stato Operaio e Contadino". Il comunismo, il marxismo, il leninismo e lo stalinismo sono di sinistra, pienamente e incontestabilmente. Questo non vuole affatto dire che non ci sia stata una sinistra non comunista e persino non marxista e non classista. Questo non vuole dire che non ci sia stata una "guerra civile" nella sinistra internazionale. Ci fu anche nella destra, pensa a De Gaulle da una parte e il governo di Vichy dall'altra.
    Pensa a Churchill e Hitler. Vi sono democratici e non democratici. Eppoi vi sono i criminali.

    Shalom!

  6. #16
    agaragar
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    cara gdr, da ex libertario antistalinista prevedo che tra qualche anno sarai stalinista anche tu, non si può a lungo andare resistere al suo fascino.

    la rovina del popolo russo, le twin towers, la palestina, la neoschiavitù, le mine antiuomo, la strage di bologna.....
    Stalin ha indicato la strada, egli vive nel futuro e non nel passato.
    il sagrestano Pannella va bene solo per i bimbi e gli sciocchi, e FDR era un ammiratore di Stalin,credimi, per questo fu un grande.

    Cerca di riflettere sulla verità o falsità della nostra democrazia,ormai con berlusconi e bush,con l'argentina e la fame in africa, c'è poco da riflettere.
    E sei veramente sicura che le "vittime" di Stalin non meritassero la fine che hanno fatto?

    riguardo al comunismo di Stalin PIEFFEBI, io penso che NESSUNO sia mai stato "comunista" in russia, nè il grande Stalin, nè i pidocchietti prima e dopo di lui.
    Probabilmente egli si iscrisse al partito bolscevico già intuendone la natura corrotta e spionistica, ma anche vedendovi nel panorama politico russo l'unica possibilità di un "antizarismo zarista", di realizzare un governo forte che potesse mobilitare le enormi potenzialità della nazione russa, di una dittatura che governasse assolutamente bene, rispetto a una che governava assolutamente male.
    Ma in un senso egli fu anche un socialista, e più dei vari eurocomunismi-socialdemocrazie-laburismi:
    In quanto ottimo governante e sviluppatore dell'industria pubblica e nazionale, si ritrovano realizzati nella sua politica, molti elementi del patrimonio ideale della dottrina socialista,
    il socialismo deriva dal buongoverno, e non viceversa.

  7. #17
    fiorirà l'aspidistra
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    Originally posted by gdr


    I tuoi strumenti di analisi sono troppo marxisti, te l'ho già detto.
    Puoi essere liberista, ma mai del tutto liberale: è l'origine che ti frega
    gabriella
    liberale ma non liberista, va da sè
    Mia cara,

    io sono tutto fuorchè un marxista, e lo sai. Ma condivido in pieno ciò che afferma Pieffebi. Mi sembra che questa storia degli "strumenti d'analisi marxisti" sia proprio una sciocchezza, scusa.
    A dire il vero, i più grandi storici hanno sempre distinto i due piani, altrimenti l'analisi storica diventa insulsa. Anche Hitler e Mussolini sono stati due grandi statisti, a prescindere dalle porcate che hanno commesso. Non si tratta di "puritani impolitici" o "impuritani politici", si tratta di considerare la storia da un punto di vista lucido e imparziale. Togliatti è stato un grande uomo di partito, certamente più forte come persona di tutti gli altri leader comunisti italiani; ciò non toglie che sia stato un assassino. Se non facciamo le opportune distinzioni, l'analisi delle vicende storiche perde di ogni valore, di ogni profondità.
    Guarda le bugie che disse Roosvelt, Gabriella: io posso considerarlo un ipocrita o un grande uomo di stato. Propendo, come te, certamente più per la seconda definizione, ma ciò non toglie che, nel fare promesse non mantenute al suo popolo, per farsi eleggere, egli sia stato contemporaneamente un bugiardo. Se permetti, però, la storia gli ha dato ragione: e chissenefrega se fece qualche cazzata, l'importante è che abbia salvato la democrazia. O no?
    Come vedi, i due piani -quello "morale" e quello "storico"- vanno tenuti bene separati. Sennò si fa demagogia. E si finisce a dire banalità e slogan scontati che tuttalpiù vanno bene per un talk-show o un congresso di partito.

    C&C
    Franci

  8. #18
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    Originally posted by Pieffebi
    Stalin ha avuto ragione, storicamente, rispetto a tutti i suoi rivali all'interno del partito e dello stato sovietico. Ovviamente i fatti che citi sono del tutto veri e noti. L'Unione Sovietica tuttavia ha avuto ritmi di sviluppo enormi in epoca stalinana, che sono venuti gradualmente meno, fino alla stagnazione e all'invecchiamento dell'apparato industriale, solo con la rinuncia al terrore e agli aspetti più ......tipici dello stalinismo, a partire dall'epoca krhushoviana.
    Il modello di società costruito da Stalin, anche sotto il profilo economico, è evidentemente da considerare in relazione alle condizioni storiche date e all'ideologia di riferimento.
    Ovviamente il comunismo (collettivismo burocratico) non può seriamente e lungamente competere, in nessuna sua forma, con l'economia capitalsitica del libero mercato, eccetera.
    Non sarò certo io a dimenticarlo. Non sarò certo io a mettere in secondo piano gli effetti dell'industrializzazione forzata, o della collettivizzazione dell'agricoltura. Questo è tutto un altro discorso.
    Mica sono comunista, cribbio. Sull'antisemitismo di Stalin poi proprio non ci piove. Ma questo fa parte del suo essere criminale.
    Shalom"!
    questo tuo giudizio andrebbe riconsiderato alla luce dei seguenti fattori:

    1) i ritmi di sviluppo economico, già importanti, della Russia zarista nei primi anni del XX sec. Anche senza rivoluzione la Russia sarebbe divenuta una grande potenza economica, solo che con trenta milioni di morti in meno.

    2) Stalin non ha avuto "ragione" rispetto ad altre linee all'interno del partito, perchè il suo successo si dovette quasi esclusivamente alle sue doti di intrigante e manipolatore. Inoltre storicamente si potrebbe argomentare che era Bucharin ad avere ragione sulla continuazione della NEP.

    3) il successo non si misura solo sugli indici di produzione industriale ed agricola, ma anche e soprattutto sulla qualità della vita. Può fare impressione contare i trattori, i kilometri di linee elettriche e ferroviarie, le fabbriche, le scuole, ecc... ma è indubbio che vivere durante l'epoca stalinista rappresentò poco meno di un incubo terrificante per la gente dell'URSS.

    4) la storia ha giustamente condannato Stalin non solo per le sue nefandezze (piano morale) ma anche e soprattutto per i suoi fallimenti (nel creare un mondo "più giusto", nel migliorare la qualità della vita, nel creare un apparato di stato efficiente, nel portare avanti un progetto coerente di stato-nazione, ecc...).

  9. #19
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    Non ho molto tempo, solo per un piccolo quesito ad agaragar: cosa c'entra Pannella in tutto questo? Chi lo ha mai nominato? Io no di certo: non ho alcuna stima per lui.

  10. #20
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    Originally posted by gdr


    Giù le mani da FDR! Se adesso possiamo liberamente dire le nostre opinioni su questo forum, lo dobbiamo a lui!
    Se è per questo per la libertà di cui godiamo ora dobbiamo anche ringraziare De Gasperi e Andreotti, non lo dimenticare !!!

 

 
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