E invece pare non fosse etilene il gas i cui vapori inebriavano le sacerdotesse di Apollo e ispiravano le loro profezie, bensì metano. Della Pizia si sa che pronunciava gli oracoli in uno stato molto simile alla trance le cui cause sono state per secoli oggetto di ipotesi e, più di recente, di ricerche scientifiche. Le ultime, dell'Istituto nazionale italiano di geofisica e vulcanologia (Ingv), hanno preso spunto dagli studi condotti sei anni fa dal geologo De Boer il quale aveva avanzato l'ipotesi che il tempio di Apollo fosse stato volutamente eretto sul punto di incrocio di due faglie sotterranee trasversali da cui sarebbero scaturite emissioni di etilene.Secondo la testimonianza di Plutarco, la Pizia era scelta tra le ragazze del posto e vaticinava in preda a uno stato di alterazione mentale (forse allucinazione, forse trance…) a cui non di rado non riusciva a sopravvivere… Tra le cause del delirio ispiratore, Plutarco segnala il fatto che la Pizia, per raccogliere l'ispirazione, veniva rinchiusa dentro un antro dove era costretta a inspirare gas che fuoriuscivano dalle rocce e che risultavano dolci all'olfatto. Il professor de Boer ha rilevato che la zona del tempio di Delfi, luogo d'incrocio di due faglie, è caratterizzata da un tipo di calcare molto permeabile ai gas. Ricerche geologiche hanno evidenziato in quest'area una concentrazione superiore alla norma di etilene, un gas che - guarda caso - l'uomo percepisce come dolce e che, se assunto in dosi massicce, può effettivamente portare soggetti giovani a uno stato di profonda eccitazione.
Ma le recentissime ricerche dell’Ingv tendono ad escludere questa ipotesi: il calcare sottostante il tempio non avrebbe contenuto quantità di etilene sufficienti a indurre la trance della Pizia, né tanto meno a causare l'odore dolciastro citato da Plutarco. Nel punto in cui si pensa fosse situato l'Adyton, i geologi italiani hanno rinvenuto una certa quantità di anidride carbonica e di metano. La presenza di questi gas in un ambiente riduce notevolmente la quantità di ossigeno provocando effetti neurotossici che possono indurre la trance, mentre l'odore dolce segnalato da Plutarco era probabilmente dovuto a vapori di benzene formatisi nelle rocce bituminose di Delfi.
O forse era la bruciatura di determinate erbe a provocare i sacri fumi profetici, che predisponevano la sacerdotessa allo stato di possessione divina (Holland, 1933). Gli autori antichi indicano l'alloro come pianta oracolare di Apollo, ma è probabile che fra i fumi inalati dalla Pizia vi fossero anche quelli del giusquiamo (Rätsch, 1987), chiamato allora pythonion o apollinaris.
Apollo seduto sul tripode.
I grandi anelli erano usati dalla Pizia per sorreggersi
mentre vaticinava in uno stato di trance indotto
dall'inalazione dei fumi di piante psicoattive
(Vandemberg, 1979)





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