Microscopio Il Giornale
MORALISTI DA DIPORTO
L'Unità di fine agosto accusava Il Giornale di ipocrisia per aver raccontato le storie di mare e di quattrini del presidente diessino. Che male c'è se D'Alema si è fatto una nuova barca da un miliardo, chiedeva la Caravella di Colombo in un accorato e addolorato articolo. In fondo la quota di uno yacht costa più o meno come la quota di una multiproprietà, argomentava il quotidiano diretto da Furio Colombo. Già, che male c'è? Nessun male se a montare in cassero non fosse quello stesso D'Alema che qualche tempo fa disse di Berlusconi che faceva un'esibizione arrogante e kitch della ricchezza e questo infastidiva i cittadini, soprattutto quelli che ogni mattina andavano a lavorare. Comprare una barca non è una colpa, neppure se si è un capo post comunista. Basta non fare i moralisti. Altrimenti, prima o poi, quelli che la mattina vanno a lavorare potrebbero accorgersi che un posto in barca in un porto turistico costa tra il milione e sette e i due milioni e duecentomila lire al mese. Più o meno quanto prende un ex impiegato con una buona pensione. O quanto avrebbe preso Cofferati prima di farsi la pensione integrativa coi soldi della Cgil.




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