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Discussione: L'America di....

  1. #11
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    Predefinito

    La famiglia Agnelli è stata filofascista col fascimo, democristiana con la dc, di sinistra con l' Ulivo.
    Ed ora è filoberlusconiana con Berlusconi
    Hanno sempre fatto gli affari dell' azienda condizionando, o tentando di farlo, i governanti di turno.
    Non li possiamo biasimare per questo.
    Su una cosa però gradirei rifletteste: che hanno sempre usato la loro influenza, fatto il loro mestiere di lobbisti, a urne chiuse, a risultato elettorale acquisito.
    Mai prima. Non hanno mai orientato il voto, a differenza di alcuni nuovi ricchi che vanno per la maggiore oggidi.

    Gianni Guelfi

  2. #12
    agaragar
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    che la famiglia agnelli sia communista è solo una battuta

    che li communisti siano agnelliani no.

  3. #13
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    Predefinito Infatti quotidiani...

    ...di importanza nazionale come il Corsera e la Stampa si sono sempre guardati dall'influenzare l'elettorato.

    Talvolta le spari troppo grosse, gianni.g

    saluti

  4. #14
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    Predefinito A domanda...

    ...non rispondere.

    Giorni e giorni a bussare per avere una informazione legittima; tanto che pure l’Authority interessata diede parere positivo. Infine, stanchi ma cocciuti i giornalisti di il Giornale quei nomi se li sono trovati da soli e, allelujaaa, la Cgil finalmente ha risposto: con una lettera dell’avvocato.
    Non è questione di diritti del giornalismo che fa le inchieste, la deontologia e altre cosette di poco conto. Ecco un’altra domanda (sarà un vizio?): è possibile in questo paese fare domande e ottenere risposte non in carta bollata? Così, semplicemente, da persone civili e senza il rischio di essere chiamati squadristi.
    Abbiamo domandato, su questo Giornale, scrive Mario Giordano in un pezzo dal quale traggo lo spunto, se è vero che la cattedra di Furio Colombo alla Columbia University era sponsorizzata dal San Paolo, come scrive un giornalista americano. Ci hanno risposto che il giornalista è tedesco.
    E allora?, abbiamo provato a insistere. E siamo passati per fascisti e squadristi. Abbiamo domandato se è vero che il medesimo Colombo era consigliere d’amministrazione di una banca dei Caraibi finita nel ciclone di Mani pulite, come scrive uno dei compagni di girotondi del direttore dell’Unità. Ci ha risposto il giornalista, facendo capire che in fondo a lui dispiaceva tanto aver scritto ciò. E allora?, abbiamo provato ad insistere. E siamo passati per fascisti e squadristi.
    Tra un po’ ci diranno che siamo fascisti e squadristi anche quando chiederemo il caffè la mattina al bar. La sinistra, che una volta voleva abolire la proprietà privata oggi si accontenta di abolire il punto interrogativo.
    Non si può sapere nulla. Non si può sapere quanto guadagna Santoro, non si può sapere perché le 35 ore in Francia non hanno funzionato. E non si può sapere perché D’Alema si compra una barca extralusso, 18 metri in mogano lamellato con albero di carbonio, prezzo un milione di euro, con tanto di lavatrice a bordo. Ma non solo non si può sapere, non si può nemmeno domandare secondo la vecchia regola per la quale domandare è sempre lecito: no, ora, per uno strano rivolgimento storico, chi usa porre interrogativi è diventato nemico della democrazia. A meno che non scriva su un giornale debenedettiano, dove la democrazia è default, compresa nel prezzo e nel cellophan.
    Claudio Rinaldi, per esempio, su l’Espresso pone più o meno le stesse questioni sui consumi e sugli introiti di D’Alema che ci siamo posti noi, per di più sbagliando le cifre dei diritti d’autore Mondadori. Ma siccome la rubrica ha il marchio doc, lui per lo meno riesce ad evitare il bollino di fascista e squadrista. Semplicemente viene passato sotto silenzio.
    E ieri è passata sotto silenzio anche l’ultima nostra domanda all’Unità (lo confessiamo, caro Fulvio: ci siamo rimasti male. Nemmeno una riga d’insulti?).
    Abbiamo pubblicato in prima pagina i dati sui contributi ai giornali di partito, dimostrando che i Ds versano al foglio monotematico antiberlusconiano 80 miliardi, 12 miliardi quest’anno, sette anni di introiti garantiti, con il bilancio che d’improvviso passa dal rosso al nero (fascista e squadrista pure il bilancio?). E il direttore Colombo, che finora ci aveva conservato un posto nel suo cuore almeno pari a quello dell’Overseas Union Bank, di Gianni Agnelli e di Paolo Flores d’Arcais, non ci ha degnato nemmeno di una replica.
    Ha parlato di un sacco di cose, tra le quali articoli titolati “Viva il culatello” e “Dal kulatello alla kakka. Con tutto il rispetto per il culatello, il kulatello e un po’ meno per la kakka, siamo persino gelosi.
    Ma sappiamo che certa sinistra, non tutta, è così abituata ad usare i punti esclamtivi al termine delle frasi sempre uguali (l’economia mondiale non si riprende? Colpa di Berlusconi. Il calcio è in crisi? Colpa di berlusconi. C’è il buco dell’ozono? Colpa di Berlusconi ) che ormai è diventata incapace non solo a porre domande che non siano marzulliane, ma anche di dare risposte magari con un po’ di contenuto, un’idea, come ha fatto Ostellino sul Corriere della Sera.
    Nel frattempo, fra un’accusa di fascismo e di squadrismo, possiamo senza arroganza dire che il vero squadrismo arriva quando di domande non se ne fanno più.
    O quando l’unica risposta che si è in grado di dare è quella di una citazione in tribunale.

    da il Giornale di venerdì 6 settembre

    saluti

  5. #15
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    Predefinito A domanda...

    ...non rispondere.

    Giorni e giorni a bussare per avere una informazione legittima; tanto che pure l’Authority interessata diede parere positivo. Infine, stanchi ma cocciuti i giornalisti di il Giornale quei nomi se li sono trovati da soli e, allelujaaa, la Cgil finalmente ha risposto: con una lettera dell’avvocato.
    Non è questione di diritti del giornalismo che fa le inchieste, la deontologia e altre cosette di poco conto. Ecco un’altra domanda (sarà un vizio?): è possibile in questo paese fare domande e ottenere risposte non in carta bollata? Così, semplicemente, da persone civili e senza il rischio di essere chiamati squadristi.
    Abbiamo domandato, su questo Giornale, scrive Mario Giordano in un pezzo dal quale traggo lo spunto, se è vero che la cattedra di Furio Colombo alla Columbia University era sponsorizzata dal San Paolo, come scrive un giornalista americano. Ci hanno risposto che il giornalista è tedesco.
    E allora?, abbiamo provato a insistere. E siamo passati per fascisti e squadristi. Abbiamo domandato se è vero che il medesimo Colombo era consigliere d’amministrazione di una banca dei Caraibi finita nel ciclone di Mani pulite, come scrive uno dei compagni di girotondi del direttore dell’Unità. Ci ha risposto il giornalista, facendo capire che in fondo a lui dispiaceva tanto aver scritto ciò. E allora?, abbiamo provato ad insistere. E siamo passati per fascisti e squadristi.
    Tra un po’ ci diranno che siamo fascisti e squadristi anche quando chiederemo il caffè la mattina al bar. La sinistra, che una volta voleva abolire la proprietà privata oggi si accontenta di abolire il punto interrogativo.
    Non si può sapere nulla. Non si può sapere quanto guadagna Santoro, non si può sapere perché le 35 ore in Francia non hanno funzionato. E non si può sapere perché D’Alema si compra una barca extralusso, 18 metri in mogano lamellato con albero di carbonio, prezzo un milione di euro, con tanto di lavatrice a bordo. Ma non solo non si può sapere, non si può nemmeno domandare secondo la vecchia regola per la quale domandare è sempre lecito: no, ora, per uno strano rivolgimento storico, chi usa porre interrogativi è diventato nemico della democrazia. A meno che non scriva su un giornale debenedettiano, dove la democrazia è default, compresa nel prezzo e nel cellophan.
    Claudio Rinaldi, per esempio, su l’Espresso pone più o meno le stesse questioni sui consumi e sugli introiti di D’Alema che ci siamo posti noi, per di più sbagliando le cifre dei diritti d’autore Mondadori. Ma siccome la rubrica ha il marchio doc, lui per lo meno riesce ad evitare il bollino di fascista e squadrista. Semplicemente viene passato sotto silenzio.
    E ieri è passata sotto silenzio anche l’ultima nostra domanda all’Unità (lo confessiamo, caro Fulvio: ci siamo rimasti male. Nemmeno una riga d’insulti?).
    Abbiamo pubblicato in prima pagina i dati sui contributi ai giornali di partito, dimostrando che i Ds versano al foglio monotematico antiberlusconiano 80 miliardi, 12 miliardi quest’anno, sette anni di introiti garantiti, con il bilancio che d’improvviso passa dal rosso al nero (fascista e squadrista pure il bilancio?). E il direttore Colombo, che finora ci aveva conservato un posto nel suo cuore almeno pari a quello dell’Overseas Union Bank, di Gianni Agnelli e di Paolo Flores d’Arcais, non ci ha degnato nemmeno di una replica.
    Ha parlato di un sacco di cose, tra le quali articoli titolati “Viva il culatello” e “Dal kulatello alla kakka. Con tutto il rispetto per il culatello, il kulatello e un po’ meno per la kakka, siamo persino gelosi.
    Ma sappiamo che certa sinistra, non tutta, è così abituata ad usare i punti esclamtivi al termine delle frasi sempre uguali (l’economia mondiale non si riprende? Colpa di Berlusconi. Il calcio è in crisi? Colpa di berlusconi. C’è il buco dell’ozono? Colpa di Berlusconi ) che ormai è diventata incapace non solo a porre domande che non siano marzulliane, ma anche di dare risposte magari con un po’ di contenuto, un’idea, come ha fatto Ostellino sul Corriere della Sera.
    Nel frattempo, fra un’accusa di fascismo e di squadrismo, possiamo senza arroganza dire che il vero squadrismo arriva quando di domande non se ne fanno più.
    O quando l’unica risposta che si è in grado di dare è quella di una citazione in tribunale.

    da il Giornale di venerdì 6 settembre

    saluti

  6. #16
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    Predefinito

    Quello che non riuscerete mai a capire Mustang, voi estimatori del Giornale, è la differenza che passa tra il giornalismo serio e imparziale, che fa inchieste senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi se avvantaggerà la Dx o la Sx, e il giornalismo che fa inchieste mirate, volte a denigrare, sopratutto sul piano personale, gli avversari del padrone.
    Che oggi sono la Cgil, Furio Colombo e D' Alema, ma domani capiterà a chiunque abbia la sventura di mettersi di traverso a Berlusconi.
    L' ho già scritto su qualche messaggio ma te lo ripeto volentieri: quando si passa dal confutare le opinioni avverse ad attaccare la persona che le esprime, là nasce il fascismo come forma della mente, senza la quale il fascismo, come espressione politica, non saprebbe dove attecchire.

    Ed ora ti farò un esempio di cosa intendo quando parlo di giornalismo obiettivo ed imparziale, Mustang.
    Quello che il tuo Giornale, troppo occupato a fare il lavoro sporco del Capo, non farà mai: l' inchiesta Telekom-Serbia, nata da uno scoop di Repubblica è stata da questa portata tranquillamente avanti anche quando emersero i nomi di ministri del governo di centrosinistra.
    Tanto è vero che, grazie a quello scoop, grazie a quell' inchiesta, ora la CDL si appresta a varare una commissione parlamentare sul caso.
    Quando i redattori del Giornale si comporteranno similmente, dirò che le loro inchieste, come quella sulle doppie pensioni, sono attendibili e non la solita leccata al padrone.
    Ma temo che quel giorno non vedrà mai la luce.

    Gianni Guelfi

  7. #17
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    Quello che non riuscerete mai a capire Mustang, voi estimatori del Giornale, è la differenza che passa tra il giornalismo serio e imparziale, che fa inchieste senza guardare in faccia nessuno, senza domandarsi se avvantaggerà la Dx o la Sx, e il giornalismo che fa inchieste mirate, volte a denigrare, sopratutto sul piano personale, gli avversari del padrone.
    Che oggi sono la Cgil, Furio Colombo e D' Alema, ma domani capiterà a chiunque abbia la sventura di mettersi di traverso a Berlusconi.
    L' ho già scritto su qualche messaggio ma te lo ripeto volentieri: quando si passa dal confutare le opinioni avverse ad attaccare la persona che le esprime, là nasce il fascismo come forma della mente, senza la quale il fascismo, come espressione politica, non saprebbe dove attecchire.

    Ed ora ti farò un esempio di cosa intendo quando parlo di giornalismo obiettivo ed imparziale, Mustang.
    Quello che il tuo Giornale, troppo occupato a fare il lavoro sporco del Capo, non farà mai: l' inchiesta Telekom-Serbia, nata da uno scoop di Repubblica è stata da questa portata tranquillamente avanti anche quando emersero i nomi di ministri del governo di centrosinistra.
    Tanto è vero che, grazie a quello scoop, grazie a quell' inchiesta, ora la CDL si appresta a varare una commissione parlamentare sul caso.
    Quando i redattori del Giornale si comporteranno similmente, dirò che le loro inchieste, come quella sulle doppie pensioni, sono attendibili e non la solita leccata al padrone.
    Ma temo che quel giorno non vedrà mai la luce.

    Gianni Guelfi

  8. #18
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    Predefinito Ciò che dovrebbero capire giannig...

    ...e compagnuzzi vari, ma che se non lo capiranno non me ne frega niente, anzi, è che per loro è finito il tempo delle balle gratis.
    Dire bugie adesso significa essere immediatamente smentiti.
    Oggi urlano come tanti poveracci in preda a forti mal di denti solo perchè credono alle balle di Espresso, Unità e Repubblica, le quali sparano a piena pagina la balla del Biagi e del Santoro messi in pensione dalla Rai.
    Balle.
    Quei due, se lo vorranno, avranno tutto il loro spazio e la loro trasmissione, ma a due voci: visto da destra e visto da sinistra; visto da Biagi e visto da Feltri; visto da Santoro e visto da Ferrara.

    Cioè, detto in povere e chiare parole: informazione....non balle monocolori!

    Tradotto per gli ignoranti in materia: democrazia.

    ps: non escludo neppure, e me lo auguro, anche un prossimo...visto da Biagi e visto da Pannella;

    saluti

    sono gradite risposte argomentate...non le solite balle urlate.

  9. #19
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    Predefinito Ciò che dovrebbero capire giannig...

    ...e compagnuzzi vari, ma che se non lo capiranno non me ne frega niente, anzi, è che per loro è finito il tempo delle balle gratis.
    Dire bugie adesso significa essere immediatamente smentiti.
    Oggi urlano come tanti poveracci in preda a forti mal di denti solo perchè credono alle balle di Espresso, Unità e Repubblica, le quali sparano a piena pagina la balla del Biagi e del Santoro messi in pensione dalla Rai.
    Balle.
    Quei due, se lo vorranno, avranno tutto il loro spazio e la loro trasmissione, ma a due voci: visto da destra e visto da sinistra; visto da Biagi e visto da Feltri; visto da Santoro e visto da Ferrara.

    Cioè, detto in povere e chiare parole: informazione....non balle monocolori!

    Tradotto per gli ignoranti in materia: democrazia.

    ps: non escludo neppure, e me lo auguro, anche un prossimo...visto da Biagi e visto da Pannella;

    saluti

    sono gradite risposte argomentate...non le solite balle urlate.

  10. #20
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    Predefinito

    Nessuno ha impedito, nella passata legislatura, che ci fossero, dagli schermi tv o dalle pagine dei giornali, coloro preposti a smascherare le "balle" di Biagi e Santoro.
    Dal tg di Fede a quello di Studio Aperto, dalle colonne del Giornale a quelle di Libero, chiunque poteva contestare, ed è stato ampiamente fatto, le trasmissioni dei due anchor men.

    E nessuno ha impedito che l' opposizione allestisse, sui canali Mediaset, analoghe trasmissioni d' approfondimento politico.
    Perché non è stato fatto?
    Ma perché i caporioni della Destra sanno bene che solo pochi intimi le avrebbero seguite. Sanno bene che il Giornale non raggiunge le 300 mila copie, mentre Libero ed il Foglio si barcamenano attorno alle 40 mila.

    Sanno benissimo che Fede supera a stento il milione di spettatori mentre Giordano resta abbondantemente sotto.
    A voi la politica piace poco Mustang, tu sei un eccezione.
    E siccome ai telespettatori di destra la politica non interessa, ecco che vengono cancellate Sciuscià e il Fatto che tanto erano seguite solo da un pubblico di sinistra.

    Quindi non ci saranno trasmissioni a due voci come assicuri tu.
    Semplicemente, non ci saranno più trasmissioni politiche.
    Il massimo che il Padrone è disposto a concederci in tema d'informazione politica è Striscia la notizia: una lunga televendita interrotta ogni tanto da una passerella di glutei e seni femminili.

    Gianni Guelfi

 

 
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