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  1. #41
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    Predefinito Re: AVETE DOMANDE ?

    Originally posted by Ferruccio
    Prima di proseguire vorrei sapere se qualcuno ha qualche domanda da fare anche perche' cio' mi puo' essere molto utile nel...............scavare nella memoria.

    Certe cose sono per copsi' dire nelle memoria immediata ma certe altre vengono alla superficie se aiutate con " scavi " che hanno la magia di dare nuova vita ad una memoria assopita in un letargo di tanti decenni, ma ripeto solo in letargo non morta del tutto.

    Resto in fiduciosa attesa e quindi a Lunedi' o se posso prima.
    Riprendero' ancora con il 1937-1.939.

    Un saluto a tutti e buona Domenica e buon fine settimana !

    ( non BUON WEEKEND ! non usiamo la lingua inglese la' dove
    ci sono appropriati vocaboli italiani !


    come scrivi bene mi piacciono proprio le tue storie...
    che rompi...devo andare a mangiare, pensa mi sono alzata da poco è già ora di pranza se non siamo tutti a tavola per le 13 oggi che è sabato succedi il finimindo
    ciao ferruccio



  2. #42
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    Predefinito ERO UN BALILLA - 1937-1938

    Originally posted by carmen

    Ma cosa fcevano le bambine in quel periodo ?

    L'unica cosa che ricordo e' che le bambine sfilavano con noi nelle adunate scolastiche.Non ricordo distinzioni come invece per i maschi,.erano tutte PICCOLE ITALIANEvisa:gonna nera e camicia bianca con le maniche lunghe.Berretto nero.

    Quanto alla vita fuori della scuola il fatto che ormai andavo e venivo da solo tra casa e la scuola elementare mi dava maggiore liberta' di stare fuori al pomeriggio.Era stato proprio con il secondo trimestre dell'anno scolastico 37-38 che l'orario a scuola era stato rivoluzionato.Prima si andava a scuola al mattino fino alle 12 e poi ancora al pomeriggio tra le 14 e le 16, di giovedi' a casa tutto il giorno ed il sabato solo al mattina.Era il vecchio orario scolastico del " CUORE " di Edmondo De Amicis.

    Con il Gennaio 1938 a scuola tutte le mattine dalle ore 8 alle 13.
    Fu con un certo disappunto che non avemmo piu' il giorno di vacanza intermedio ma, come ho detto,avevamo tutti i pomeriggi
    liberi salvo il tempo dei compitiLla conseguenza piu' importante di
    quella maggiore liberta' era stato che ero entrato di diritto
    nella " banda di Via Ennio ".La banda erano tutti o quasi i ragazzini della strada in cui uno abitava ed era il punto-base di
    aggregazione e socializzazione dei giovanissimi di allora.

    Con la banda si viveva e ci si divertiva tra l'altro secondo consuetudini non scritte ma direi quasi automatiche e stagionali..C'era il tempo per la sfide con le " figurine " : all'americana tirandole dal marciapiedi verso le case oppure a " muro " lasciandole cadere appoggiandole sul muro da una
    altezza concordata.Chi copriva con la Sua figurina un'altra figurina
    si portava via tutte quelle che stavano sul marciapiede. oppure una sola sercoindo regole occasionali.C'era poi l'epoca delle gare al " GIRO D'ITALIA " sia con i tappi delle bottiglie di gazzosa ( simile alla attuale Sprite ) e con il tracciato fatto con il gesso sul marciapiede oppure quello piu' bello con una tracciato scavato nflla terra e fatto con le biglie di terra cotta oppure di vetro ( molto ambite ).
    Chi vinceva si portata a casa tutte le biglie in corsa.

    Altro giuoco era quello della " LIPPA " fatto con un pezzo di legno appuntito sulle estremita' in modo che battendolo con un primo colpo con un bastone lo si faceva alzare e quindi battendolo una seconda volta lo si mandava lontano.Un incrocio tra il crikett
    ed il baseball.

    La " BANDA" aveva come rivali quelle delle strade vicinine e la mia banda aveva come rivali dirette quella " di viale UMBRIA " e quella detta " di via Strigelli ".I motivi di attrito erano i piu' diversi
    non so per esempio una " banda " si arrabiava molto se
    qualcuno di altra banda sconfinava in territorio altrui oppure se
    c'erano scherzi " fuori territorio " tipo quella di buttare dei tracchi
    nella case dei piani terreno.A questo punto una banda chiedeva riparazione e scuse all'altra e nei casi piu' gravio c'era la sfida che poteva essere la battagli con le zolle di terra oppure la
    sanguinosa " Sassaiola " .La prima fatta con zolle di terra non molto pericolosa ma l'altra veramente " sanguinosa "

    C'erano anche state sui bastioni " sassaiole " cui avevano partecipato molto diecine di ragazzi e bambini della quali si
    tramandava la memoria come quasi le Termopili.La sassaiola veniva quasi sempre intettotta dai parenti attirati dallo schiamazzo e magari anche dalle rotture dei vetri delle case circostanti.

    Le bande non avevano un capo eletto ma c'era sempre qualcuno che " dominava " ed era a costui che si presentavano i " padrini " della banda sfidante.

    Di quella consuetudine ,voglio dirre della " bande " c'e' un bel
    libro che noi tutti bambin ie ragazzi di allora abbiamo letto.
    E' il libro ungherese : I ragazzi della via Pal. Perche' le " bande " dovevano essere una istituzione sovranazionale.

    E le bambine ? mi chiederai tu.Le bambine non erano ammesse nelle bande e con le bambine in pratica non si giocava mai salvo quel gioco fatto tracciando sul marciapiedi una rettangolo diviso poi in quadri e retangoli numerati.Si doveva dimostrare la propria abilita' percorrendolo tutto quadro per quadro nei modi piu'
    disparati.Con la sola gamba sinistra,poi con la destra,incrociando le gambe e cosi' via.Ma ripeto le bambine erano un mondo a
    parte ed in strada le si vedevano molto poco.Anche a scuola per lo meno la mia "classi separate".

    Come maestra avevamo una dolce signora di nome Perini.Data la quasi mania di mia mafre nel conservare tutto ho ritrovato di recente una immaginetta che la mia maestra mi diede in occasione della mia Prima Cominione:reca scritto sul rovescio:

    4 Maggio 1939

    Al mio caro scolaro Ferruccio nel giorno Santo della Primna Comunione.Gesu' sia sempre nella tua anima !

    Altre maestre ! Altri tempi ! Altra Italia !



    PS. Scusate la digressione ma reputo che sia importante dare il quadro delle abitudini infantili di allora.

    Dimenticavo: le bande erano per cosi' dire " apolitiche ".Niente
    Figli della Lupa o Balilla.Direi piuttosto che vi perdominava uno spirito anarcoide e selvaggio.Non passavamo alcun tempo a sentire la radio.Ricordo di avere sentito una trasmissione utilizzando una radio " a galena " di mia madre ,era un regalo da fidanzata.Non c'era corrente o altro.Con un filo d'argento si andava a sintonizzarci toccando appunto una pezzo di galena ed
    il segnale era debolissimo.Mamma mia come sono vecchio!


    Un saluto a tutti

  3. #43
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1937.1939

    Dello scoppio della guerra io seppi solo il 2 Settembre 1939 mentre mi trovavo con mia mamma , incinta di mia sorella, a Moltrasio sul Lago di Como e lo seppi da mia padre che acquistata la nuova Fiat 500 detta " TOPOLINO " era andato a fare un giro in Germania ( Baviera ) ( ed in Austria.Racconto' che aveva avuto difficolta' a reperire il carburante dato che era scoppiata la guerra e che a Vienna aveva visto mettere in postazione mitragliatrici antiaeere sui tetti di alcuni pakazzi.
    La cosa pero' non ricordo che mi avesse turbato piu' di tanto.

    Quello che mi aveva colpito di piu' era che subito a cena il papa' aveva detto che a Vienna tutto quello che per noi erano state delle sconfitte la' erano invece delle vittorie e cosi' aveva vista
    vie intitolate a Novara,Custoza e Lissa oltre che ad un monumeto
    all'ammiraglio vinvityore appunto a Lissa.Disse a mia madre:Luisa
    tuta la storia al cuntrari ! ( Tutta la storia al contraria = e fece anche qualche comnsiderazione sulla relativiat' stessa della storia.

    Ricordo che noi lo guardavamo costernati e muti:non potevamo
    credere che ci si potesse fare un simile affronto in particolare a noi milansis e di Porta Vittoria per giunta.In ogni caso cio' rafforzava sentimenti antitedeschi di tutti e ricordo benissimo che il sentimento antitedesco aumentava di giorno in gorno.La gente per lo meno a Milano non ammetteva la nostra alleanza con i tedeschi.

    E' vero che mio papa' aveva la tessertra del Fascio.Era pero' un fascista sui generis e non partecipava a nessuna vita politica.Aveva la tessera e basta.Un tale fatto era stato sopratutto la conseguenza di quanto avvenuto nel suo quartiere nel 1922.Era una domenica e mia papa', sedici anni,si pavoneggiava con il primo vestito con i pantaloni lunghi e la magiostrina ( cappello di paglia ) nonche' bastoncinio nero appeso al braccia sinistro quando da una osterra erano usciti
    alcuni avventori che avendolo accusato di essere " un sciur - un signore " lo avevano parecchio malmenato..L'e' un sciur : bott !

    La cosa era stata riferita ad un " ardito " del quartiere che subito deciso di punire i " sovversivi " tirando una bomba a mano dentro il locale.Mia padre l'ho aveva ostacolato in tutti i modi e ,con l'aiuto di altri aveva impedito che la bomba a mano,gia' estratta
    dall' ardito , venisse lanciata nel locale:Ricordo che mi padre
    insisteva sempre nel suo racconto sul fatto che la bomba,ancora in sicura , sfuggiva di mano ora all'energumeno ora agli intervenuti balzellando con suono sordo e metallico sul marciapiede.
    Alla fine erano riusciti a far desistere il pazzo dall'insano propoito
    ma da alloea nel queritiere mia padre era stato classificato come fascista e come fascxita tesserato.

    Come ho detto sopra la guerra era scoppiata e per dir la verita' io non sapevo al momento neppure con chi.Era chiaro comunque che la cosa era piuttosto importante eìd anche non del tutto attesa.Ma la guerra non riuguardava l'Italai che subito si era messa in disparte e per la prima volta uddi le parole " non belligeranti " e tutti si misero tranquilli.Non belligeranti! Noi eravmo a posto e la ficucia nel Duce riprendeva.

    Ma io ero in partenza per Roma dove mio nonno Ambrogioi mi avrebbe portato come premio del brillante passaggio alla terza elementare ed a Roma restammo otto giorni e cosi' io visiotai con Lui tutte le cose piu' rimarchevoli di Roma che mio nonno mi illustrava unitamente ad episodi della storia dell'Anrtica Roma.

    Fu cosi' che con grande emozione salii sull'Altare dalla Patria
    dovb pero' mi seccai parecchio in quanto constatavo che i
    Romani che durante il Risorgimnento avevano fatto poco o nulla avevano un tale monumento mentre noi,che con le Cinque Giornate avevamo fatto il Risorgimentoi,avevamo un misero monumentino.Li mio nonno mi fece fare una bella foto ricordo ma si vede benissimo che ero nero come " un scurbnatt " che in
    milaneservuiol dire scarafaggio. A ricordo cdel viaggio ebbi anche una Lupa di Roma in metallo su basamento di alabastro che ho ancora.

    Inizio' cosi' l'anno scolastico 1939-1940 e per quel che ricordo fu con quell'anni che da Figlio della Lupa passai a Balilla e cosi' mi
    spettava di diritto la nuova divisa con mantetlina grigio verde e
    potevo cosi' pure di dirtto cantare la canzone.Fischia il Sasso,il nome squilla, del ragazzo di Portaria , che l'intrepdjio Balilla ,
    sta gigante della storia........fuori il petto..fiero il passo .....ma il mragazo fu d'acciaio el la madre libero' ...........( scusate le lacune ma gli anni sono tanti )


    un saluto

  4. #44
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    Predefinito ERO UN BALILLA OTT.39-10 GIUGNO 40

    E cosi' iil 15 Ottobre cominciai la terza elemenaree,stessa classe,stessa maestra.

    Ricordo che essendo passato da Figlio della Lupa a Balilla mia madre mi porto' al negozio dell'Unione Militare specialzzato in divise e qui mi fece la divisa da Balilla calzoni grigio verde,
    camicia nera, fascia nera per trattenere i calzoni, cappello con la M di latta sul davanti,calze grigioverde,scarpe nere ed in piu' una bella mantellina grigio verde con belle borchie a forma di leone
    al bavero per allacciarla.

    La guerra tra Germania a Polonia era in atto ma non e' che cio' influisse sulla nostra vita piu' di tanto.Mio padre doveva essere molto fiducioso nell'avvenire dato che aveva iniziato a farsi costruire un palazzo a sei piani in Milano con ben tredici appartamentei di cui due per noi nonno compreso e undici per eventuali inquilini.Fu fortunato perche' la casa si salvo' dai bomdardamentie e cosi' a fine guerra gli permise di ripartire avendo qiualche cosa di solido da dare in garanzia alle banche.

    Ricordi esatti ne ho relativamente pero' era chiaro che non c'era piu' l'atmosfera di uno due anni prima.Ho la sensazione che l'entusiamso del 1936-1937-1948 si fosse come incrinato e anche
    se dopo le fasi inziali in Polonia la guerra guerreggiata non c'era piu' purtuttavia qualche cosa non quiadrava ' come prima.I discorsi in casa erano sempre incentrati sull'avvarsione per i tedeschi.

    Mi sembra fossero di quei mesi alcuni provvedimenti che suscitarono una sensazione di stanchezza provvedimenti che ricordo furono:

    a proibizione di uso di parole straniere la' dove vi fosse un corrispopndente vocaboilo italino.Questo provvedimento non interesso' gran che anche perche' alloranon vi era l'abuso di
    inglese che abbiamo oggi quando neppure si traducono piu' i titoli del flims.

    b abolizione della stretta di mano che doveva essere soppiantata dal saluto fascista.Non mi sembra venisse rispettata
    neanche un po'.


    c Abolizione del Lei che doveva esserev sostituito dal Voi nella normale conversazione e questo fu un provvedimento che apparve non poco cervellotico e che colpiì' anche noi bambini e
    ragazzini perche' incideva sulle nostre abitudini.L'adozione del Voi
    era tra l'altro impossibile per chi si esprimeva in dialetto milanese
    come i miei perche' in milanese si dice " vialter " e cioe' voi altri e non cve' im pratica il " voi ".

    In sostanza via via che i mesi procedevano la tensione aumentava anche se l'IItalia in pratica si era dichiarata NON BELLIGERANTE. Ho l'impotressione come di una parentesi fino al Maggio 1940.Solita vita,solite silate,solite
    musiche e canzoni.

    Di quel peirodo ho ricordo molto vivo di quando mia papa' mi porto' per la prima volta a San Siro a vedere il Milan..Lo stadio era nuovo.Ricordo una gran rigore di Boffi con il portiere che si rannicchiava invece di tentare la parata.Questo era dovuto al fatto che Boffi aveva il tiro " proibito ".

    E' anche di quel periodpo e cioe' inizio del 1940 della prima volta in cui sentii' parlare dell'Albania.Venne in classe la nostra direttrice e ci disse: Ragazzi, domani verranno a scuola con Voi tre ragazzi albanesi.Trattateli come Vostrio fratelli !

    Infatti il giorno dopo vennero tre ragazzini con le facce da......
    morti di fame.Appresi cosi' con qualche mese di ritardo che l'Italia si era annessa l'Albania ma non e' che la cosa per quel che ricordo destasse entusiasmo. L'ETiOPIA ERA STATA TUTTALTRA COSA.I ragazzi albensei e le loro famiglia abitavano nel quartiere di Case Popolari dette Case Minime perche' costruite con criteri
    minimalistici ma moltoo razionali e di costobassissimo..Ci sono ancora oggi !

    Ricordo anche l'introduzione nelle nostre marce del cosidetto "
    passo romano " sul quale dovemmo subito esercitarci.Era un passo piuttosto faticoso e richiedeva una distanza tra le file maggiore di prima e questo dovuto al fatto che occorreva tenersi a debita distanza da quelli che seguivano onde non prendersi una bella pedata la' dove non splende il sole,cosa successa piu' o meno a tutti all'inizio.Che male lo scarponcino altrui !

    In quel perido avevo anche cominciato ad andare al cinema:
    sopratutto western .Forse era di allora ( o forse un anno dopo )
    il prim western di classe: Ombre Rosse ma spesso al pomeriggio della domenica mia nonno mi mandava al cinema insieme a mia zia Mariuccia che pero' vedeva in pratica solo films francesi.Fu
    cosi' che io vidi Il Bandito della Casbah e poi anche Alba Tragica
    e mi sembra anche " Il porto delle Nebbie" Mia zia impazziva per Jean Gabin..
    Allora non c'erano divieti e cosi' con mia zia entravo anch'io che
    per dir la verita' avrei preferito tuttaltro genere di films.

    Solo molti anni dopo mia madre mi disse che mio nonno mi mandava al cinema cojn mia zia perche' io le stessi tra i piedi onde impedire........mia zia doveva essere un poco puttanella !

    A casa solite frequentazioni con la mia banda:avevamo anche una specie di piscina nostra costituita dallo slargo di una roggia
    che attraversava i campi all'esterno del nostro quartiere.
    Tutti nudi e ci divertivamo un mondo:.con nulla !

    Regalo di Natale del 1939 una bella biciclettina Velox e l'Enciclopedia dei ragazzi di Mondadori che mi accompagnera' per anni.

    Mio nonno mi portava spesso con Lui e cosi' conobbi il famoso
    Teatro della marionette IL GEROLAMo e il bellissimo planetario Hoepli ai giardini pubblici inaugurato qualche anno prima.

    Ma stava per scoppiare vla bufera.Noi cantavamo le canzoni dei balilla:
    Sole che sorgi splendido e giocxndo....tu non vedrai piu' bella cosa al mondo , maggior di Roma......

    oppure Fuoco di vesta ....noi siamo la sparanza di una nuova eta'

    E cosi' siamo al Maggio 1940 quando all'improvviso tutto precipita
    ed in casa sopratutto i volti cominciano a scurirsi.


    Fine del messaggio. SEGUE


    S&O e cioe' Salvo erropri ed omissioni.Ragazzi sto parlando di cose di oltre sessanta anni fa.Era un altro mondo !

    Chi ha qualche cosa da chiedere non si faccia riguardi.Anzi mi aiuta a ricordare !


    Un saluto a tutti
    dell'ex Balilla Ferruccio

  5. #45
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    Predefinito

    Nella mia memoria del periodo Ottobre 1939-Maggio 1940 c'e' la sensazione come se sia sia trattato di un interludio , uno strano interludio.

    Passato il mese di Settembre e cessata la guerra guerreggiata
    i discorsi in casa, anche quelli normalmente antitedeschi, si erano come attenuati.Ho il ricordo solo della occupazione tedesca della Norvegia e causa di un disegno sulla Domenica del Corriere riguardo il colpo di mano germanico in quel paese.

    la casa nuova che mnu padre stava costruendo cominciava a venire su' ed il lavoro non mancava.

    Noi balilla eravamo abbastanza imnpegnati.Delle canzoni di quel tempo ricordo soppratutto : Fuoco di vesta .......erompe
    la gioveinezza va .......mostra la spada quando tu lo vuoi
    gagliardetti al vento....... e va la gfiovinezza va ........
    una maschia gioventu' con romana volonta' combattera'
    solo parole smozzicate mi sono rimaste ma la musica la ricordo ancora benissimo e ricordo anche un certo " orpellismo " in varie occasioni.Mi e' rimasta l'impressone di una certa ricerca di immagine del regime e anche di una fuga dalla realta'
    tipo " otto milioni di baionette ".L'Italia era debole ma si voleva accreditare di frone a tutti una immagine di forza." Facite a faccia feroce " avrebbero detto al tempo dei Borboni.

    A Maggio improvvisamente l'atmosfera cambio' e ripresero piu' che mai i discorsi antitedeschi di mio padre e di mia madre.Chiaro,improvvisamente i francesi cominciavano a prenderle di santa ragione e anche se noi eravamo " non belligeranti " l'alleanza con la Germania era sentita come un
    qualche cosa di non naturale sopratutto per noi milanesi.

    I discorsi in famiglia tradivano una grande delusione,.l'esercito francese arretrava e chi aveva pensato che quell'esercita fosse
    come quello della prima guerra mondiale doveva ricredersi.

    Il " poilus " non era imbattibile.Tutt'altro.La delusione doveva
    essere molto forte.Stranamente pero' da quello che ho letto nei
    decenni seguenti quello che succedeva in una famiglia come la mia
    non era differente da quello che in realta' succedeva a Palazzo
    Venezia.Tutta la politica italiana compresa quella praticamente di neutralita' si reggeva sulla fiducia che 'esercito francese tenesse,che comunque ci sarebbe stato se non un miracolo della Marna almeno un miracolo Maginot ed invece i tedeschi la LInea Maginot se la erano messa in tasca a puntavano diritto su Parigi e sulle alpi.

    E' strano che fossero passati tutti quei mesi con i tedeschi ed i francesi a guardarsi neglki occhi e financo a giocare al pallone tra la Maginot e la Sigfrido. " Drole de guerre " era stata chiamata dai francesi quelle guerra e " Phone war " dagli inglesi.Ora appare chiaro che i tedeschi non si erano mossi perche' speravano che un armistizio chiudesse la partita e che un successivo trattato di pace sancisse il nuvo ordine in Europa con le ckuasole di Versalles
    annullate sopratuitte quelle territoriali.

    Oggi come oggi oenso proprio che quel lungo periodo di " drole de guerre " dimostra come la Germania NON VOLEVa la guerra
    generalizzata in Europa sopratutto contro i francesi e gli inglesi e che l'operazione contro la Polonia avesse obbiettivi territoriali e nulla piu'.Se cosi' non fosse la Germania avrebbe attaccato ben
    prima e gia' nell'Ottobre del 39 dovendo tra l'altro battere il solo esercito francese dato che di inglesi fino ad allora se ne erano visti pochini.Ben altrimenti gli intendimenti degli inglesi che
    erano i veri battitori del gioco avendo trascinato i francesi in una brutta avventura e qui aveva ben contribuito quella nullita' di Ciano che aveva informato i francesi che stessero tranquolli che
    tanto noi non li avremmo mai attaccati sulle Alpi il che convinse
    il governo di Parigi a dichiarare la guerra alla Germania.E' molto probabile che se i francesi avessero solo paventato un intervento italiano se ne sarebero stati tranquilli mentre gli inglesi si sarebbero trovati a fare une guerra soltanto navale.

    Tutto cio' si rivelo' poi esiziale per l'Italia: se la Francia non si fosse messa nei pasticci non ci sarebbe stata guerra
    guerreggiata inEeuropa e non ci sarebbe stata di consegiuenza una avanzata tedesca verso Parigi e le Alpi cioe' non ci sarebbe stato il collasso francese che fu all'origine nelle nostra entrata in guerra nel el Giugno 1940.

    Racconta Jas Gavronsky che sua madre,sposata a un diplomatico polacco,andava spesso a Palazzo Venezia per mopivi d''ufficio e trovava Mussolini sermpre piu' terrorizzato dalla potenza tedesca e timorosso di una prevamenza tedesca sul continente.Ma si sono molte altrevtesimonianze.Mussolini aveva le carte del fronte francese nello studio enfui senito piou' volte grixdare.Ma che fa quel cretino di Gamelin ? Cosa aspetta a contrattaccare ?

    Scusate la mia quasi divagazione.La dichiazione di guerra
    non fu accolta bene in cadsa mia.I ricordi della prima guerra mondiale erano molto vivi.L'Italia non poteva e non doveva stare con i tedeschi.Era una visione molto semplicistica
    di tutte quelle vicende e della nostra storia passata e recente.
    Che la Francia ci avesse adoperato nella prima guerra mondiale
    dandoci poi un bel calcio nel sedere e mettendocvi a fianco financo una Jugoslavia a romperci le scatole o che ci avesse chiuso le porta in faccia in Tunisia o che per poco non ci avesse
    fatto fallire l'intiero Rosrgimento solo che a Sedan fosse andata diversamente non contava nulla.Contavano solo Solferino ed il miracolo dellas Marna.

    Innuna dell prime notti facemmo la conoscenza con i bombardamentyi aereri.Furono francesi a bombardare per primi Milano mentre gli inglesi bombardarono Torino e Genova.Danni da poco ma grande l'impressione.Ho in mente la visione di mia
    mamma che scende nella cantina della nostra villetta con in braccio mia sorellina di sette mesi.Il giorno dopo tutti vedere i
    danni al Parco Ravizza.Qualche buco in una facciata e piastrelle di clinker rotte.Una bomba inesplosa nel parco.

    Avremmo visto ben di peggio.La guerra era cominciata ! Mio padcre come tesdseratyo dal Patrtito Nazionale Fascita fu richiamato nelle contraerea cosa che lo fece imbestialire.Ne fce quasi una tregedia dato che doveva tracsurare il lavoro e poi tutta l'organizzazione , i cannoni inefficaci , il comandante
    superficialotto e ignorante li indisponevano.Non ne voleva proprio sapere.Malediceva tutto e tutti.Si ricredfra' tanti anni dopo al
    tempo fei fatti d'Ungheria del 1956 quando davanti a tutti vedendo linsurrezikone di Budaspet nelle cronache televisive insieme alll'ultimatum americano ai frencesi edf inglesi a Suez
    esclamo': g'aveum capi' nagott ! ( non avevamo capito nulla ! =


    Fine del messaggio segue.

  6. #46
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1940-1941

    Non ho parti colari ricordi legati alla scuola che come sempre termino' anche quell'anno il 15 Giugno pochi giorni dopo l'inizio della guerra per l'Italia.

    Durante l'estate andai dai nonni materni nel Lodigiano e ricordo bene invece l'altoparlante piazzato su un balcone del Municipio per trasmettere il bollettino di guerra che noi sentivamo stando appoggiati alla parete oposta nella piazza.Ricordo mia nonna Luiia che dice : l'Italia vincera' anche questa volta perche' ha sempre vinto.Anche allora mi sembrava un eccesso di ottimismo.

    In casa avevo una pianta dell'Africa e liì mettevo le bandierine che indicavano la nostra avanzata.Ricordo pero' che ad un certo punto le bandierine non andarono piu' avanti.Quando si comincio' ad andare indietro non le misi piu

    Ho pero' come la sensazione che tra il Giugno 40 , dopo i primi fatti di guerra ed i primi bollettini, si aprisse un secondo interludio che duro' piu' o meno fino alla ripresa delle scuole.

    Non ricordo grandi entusiasmi di alcun tipo.Vi erano le solite cerimonie scolastico-patriottiche ma un poco in sordina.

    Mio padre sera stato riformato a causa dei suoi denti e cosi' non parti' per Lampedusa con la sua batteria antiaerea.Non era partito per lEtiopia ne' parti' per la Spagna come non seguira' piu' tardi ne' La resistenza ne' la Repubblica.Era a casa e si faceva gli affari suoi.Ricordo che nell'inverno 1940-1941 torno' da Cortina
    dicendo che i tedeschi sfottevano a causa dei nostri insuccessi in Grecia ( c'erano stati i campionati europei di sci ).

    A fine Ottobre 1940 il disastro di Taranto di cui si seppe qualche cosa.Ricordo che mio papa' disse che al caffe' dove lui andava tutte le Domeniche pomeriggio un tale si era sfregato pubblicamente le mani alla notizia dì di quella catastrofe.Non gli era sembrato un bel gesto ma nessuno per quel che diceva aveva reagito.

    A casa mio fratello ed io giocavamo quasi sempre con i soldatini.Lunghje battaglie tra italiani e nemici:.tema l'assalto italiano ad un fortino di cartapesta tenuto dal nemico.Vinceva chi faceva cadere tutti i soldatini nemici.Per questo era molto ambita l'assegnazione di un soldatino che sparava stando steso suilla pancia e che era quanto mai difficile abbattere.

    I bollettini di guerra cominciarono a lascir intendfere che in Africa le cose non andavano bene e che i tedeschi erano scesi in Africa per aiutarci,

    Avevamo imparato bene la canzone Vincere.Vincere vincere vincere e vinceremo inj cielo in tera e in mare.E' la paroila d'ordine di una supremna volonta'..

    Come pressocche tutte le canzono di quel tempo erano canconij compostre da cantautori del momento.Canzoni cosidette " spontanee " non ne ricordo.La prima del tempo di guerra fu quella degli Alpini " Sul ponte di Perati bandiera nera,la meglio gioventu' che va sottoterra....." sul motivo musicale della canzone della prima giuerra mondiale " Sul Ponte di Bassano ".
    Non era precisamente una canzone che infondesse ottimismo o
    entusiasmo.

    L'unica vera canzone spontanea del 40-45 restera' sempre per me " le donne non ci vogliono piu' bene perche' portaimo la camicia nera diucon tutte che noim siamo da catenedicon tutte che noi siamo da galera " ma questo e' tutta un'altra storia ed un altro periodo della guerra.

    Ma non ho altri ricordi speciali per quell'anno.Tutto e' avvolto nella coltre di un passato che e' difficiole penetrare.Quello che so e' che alla fine dell'anno scolastico 194041 la mia vita ebbe un cambiamenteo radicale ma questo lo raccontero' la prossima volta.

    Comparvero anche nel 40 le tessere annonarie e ricordo bene quei fogli con i quadratini dei bollini per i variigeneri di consumo.
    Scomparvero tra l'altro tutti i formaggi per far posto ad una strano formaggio fuso il " ROMA " ben poco appetibile.
    Ci sara' stato ancola almeno il grana ? Non ricordo.


    Segue.


    RIPETO L'INVITO A FARE QUALCHE DOMANDA PER AIUTARE LA MIA MEMORIA SEMPRE CHE A QUALCUNO INTERESSI TUTTO CIO'.


    Un saluto a tutti.Magari tra di Voi ce' qualche "redivivo " della guera e di quel tempo che mi puo' aiutare.



  7. #47
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    Il 1941 fu per me un anno memorabile in negativo per altri motivi.
    A fine Maggio traslocammo nella casa nuova che stava in tuttaltro quartiere di Milano e cosi' di botto persi tutti i mei amici di quartiere.Fu uno schock, come si dice oggi.D'improvviso mi
    ritrovai in un quartiere sconosciuto dive non conoscevo nessuno.Tutto mi era estraneo.

    Per una quindicjna di giorni frequantai la mia vecchia scuola fino al 15 Giugno andando e venendo con circa un'ora di tram all'andata ed una al ritorno.Poi piu' nulla.

    Ma quello non fu il solo shcok di quell'anno.Ve ne fu un'altro ancora peggiore.

    " Un bombardiere tedesco con un carico di xx quintali di bomb
    ne lascia cadere xxxx kili su Londra e le restanti le lascia cadere su Coventry.Quante gli ne restano da far cadere su Liverpool ?

    Cosi' diceva piu' o meno il probleminmo di aritmetica che il nuovo maestro Sabbadini mi aveva dato da fare a casa.

    Mio padre ando' su tutte le furie e decise di togliermi dalla scuola pubblica e , anche data la guerra incombente ed i primi bombardamenti , decise insieme a mia madre di mandarmi in collegio.Fu scelto il Collegio Angelo mai di Clìusone filiale del Collegio S.Alessandro di Bergamo.

    L'atmosfera generale intanto si faceva sempre prroccupata.
    Inizio' la guerra in Russia nel 1941 ma io non ho ricordi particolari
    ne' in casa ricordo discorsi o atteggiamenti.Ricordo solo una
    lunga villeggiatura passata a Nervi dove andavo spesso sulla bellissima passeggiata a mare.

    Poi, a meta' Ottobre mi portarono a Clusone.Il Collegio era tenuto dai preti e subito mi fecero rinnovare la tessera dei Balilla
    anche se c'era una novita' e cioe' oltre alla tessera da Balilla mi avevano fatto anche quelle dell'Azione Cattolica.

    Il collegio era un lugubre edificio derivato dalla trasfromazione di un vecchio coinvento del 400 con tanto di chiostro con porticato
    e chiesa. Corridoi molto bui tutti storti e grandi camerate come dormitorii.

    I pasti li consumavano nel vecchio refettorio dei frati e del monastero era rimasta l'abitudine di sentire durante i pasti la
    lettura delle Sacre SCritture fino alla distribuzione del secondo piatto dopo di che si poteva parlare.Prima e dopo il pasto una preghiera di ringraziamento.

    Il riscaldamento era molto scarso ed occorreva pagare per avere a sera nel letto la boule dell'acqua calda oppure con supplemento ancora il cosiudetto " prete " e cioe' una specie di slitta che conteneva al suo interno un vaso di metallo con delle braci dai fuochi di cucina.

    La scuola elementare ( facevo la quinta ) era interna.

    Non piu' sfilate e niente bollettini di guerra.Questa da Clusone sembrava pressocche sparita.Nel corso dell'inverno 41-42 una parte del collegio fu occupata da un reparto di fanteria
    che faceva esercitazioni prima di partire per il fronte.Una sera
    udii due soldati che parlavano ed uno chiese all'altro: ma tu pensi che lo dovremno usare davvero questo fucile in Russia ? E indicava il suo moschetto 91 !
    La scena mi e' rimasta impressa perche' ebbi come un presagio di sventura.

    A casa ritornavo solo per la vacanze estive e a Natale e talvolta per arrivare alla stazione usavamo una carrozza coperta
    chiamata giardiniera con un solo cavallo.Infatti ad un certo momento il treno comincio' a doversi fermare un paio di stazioni prima di quella di Clusone in quanto a causa del combustibile
    non ce la feceva piu' ad arrivare fin lassu'.Ci capito' anche di dover scendere dal treno nel tornare in Collegio e solo cosi' il trenino ce la faceva ad arrivare alimentato a legna e non piu' a carbone.

    Finita la quinta elementare nell'autunno del 42 cominciai a frequentare la prima media che pero' era quella pubblica esterna e cosi' ripresi un poco contatto con il mondo esterno.

    Ma ormai il tempo dei Balilla, delle sfilate e dei canti della Patria era finito.Arrivavano tempi molto molto duri.

    segue



    Un saluto a tutti.

  8. #48
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    Predefinito ERO UN BALILLA - 1941-1943

    Anche alle scuole medie esterne dei Balilla non se ne parlava pressocche piu'.Nel frattempo la vita in Collegio peggiorava:
    faceva difetto soprattutto il cibo.Approvvigionare almeno duecento ragazzi a quei tempi non era facile e ciascuno si arrangiava con qualche cosa che veniva mandato da casa
    come biscotti,marmellata etc.

    Pagando un supplemento si poteva avere per esempio un uovo al tegamino e chi lo riceveva se lo mangiava con sopra gli occhi di quelli che non se lo potevano permettere.Conturbante anche per un ragazzino.Ci rinunciai.

    In inverno molte volte non era possibile lavarsi in quantiol'acqua nei tubi gelava.Era tanto se al sabato pomeriggio si poteva
    farsi una doccia calda pero' bisognava asciugarsi al freddo che di riscaldamento nelle camerate e nei bagni non se ne parlava proprio.E cosi' fecero la loro comparsa i pidocchi !

    Si ritiornava a casa per la vacenze natalizie ,per Pasqua e per le
    vacanze estive.L'atmosfera a Milano si faceva sempre piu' pesante sia per le ristrettezze dovute alla guerra sia per l'andamento sfavorevole della stessa sia per qualche bombardamento che anche se non aveva avuto l'intensita' che avrebbero assunto i bombardamenti del 43 erano comunque bombardamenti che dimostravano l'inadeguatezza delle nostre difese antiaeree.Ricordo che nel 42 comparvero alcune batterie tedesche nei pressi di casa mia con cannoni da 120.

    Ad ogni modo i ricordi veramente rimarchevoli vengono con il 1943 ed ero a Milano nel Luglio quando si verificano le " dimissioni " di Mussolini.

    Ricordo che i miei mi facevano prendfre delle lezioni di
    fisarmonica da una maestro che stava al settimo piano
    e cosi' dovevo portare la mia fisarmonica per mezza Milano e
    salire le scale.Una pena.La prima conseguenza del 25 Luglio fu
    e che mia madre non mi fece piu' andare a lezione causa
    la situazione dell'ordine pubblico.Sollievo mio !

    Le " dimissioni " di Mussolioni furono accolte come se la guerra fosse ormai finita e ricordo che mio padre prese molto male la frase di Badoglio " la guerra continua " e nessuno capi' che si trattava di un ennesimo inganno ai tedeschi.Nel frattempo dopo lo sbarco gli alleati stavano dilagando in tutta la Sicilia e chiaremente la guerra ormai per tutti noi volgeva al triste epilogo.
    Il cosidetrto fronte interno noin esisteva piu' ed in tutti era ormai uno spiriorto di rassegnazione.Uan nuova Caporetto senza pero' il Piave.L'acolto di Rdaio Londra era generalizzato e veniva preso per oro colato tutta la propaganda inglese ed amnericanama sopratutto inglese con il famigerato Colonnello Stevens.
    Il fronte della guerra psicologica era altrettanto spèietatamente condotto ed aiu fini bellici era finanche piu' importante di quello guerreggiato.Tristi ricordi.

    Era impressionante vedere come improvvisamente tutti fossero contro il Duce e nessuno fosse piu' fascista.Era uno spettacolo
    di una trasformazione incredibilmente repentina per non essere di pura convenienza.

    Bandiere con stemma sabaudo ai balconi ed alle finestre.Il Re era ancora un punto di riferimento.Ricordo in piazza del Duomo dove io ero andato a curiosare un ufficiale tedesco seguito da gente con bastoni e che si allontanava tallonato da questi.

    Ricordo anche in Corso Buenos Aires l'esercito che disperdeva la folla assembrata per un qualche cosa che anni dopo seppi essere stato un comizio comunista.C'era anche uno di quei cingolati
    piccoli piccoli che faticava anche a salire sul marciapiedi
    e che mi fece pensare che forse il nostro armamento non era stato molto adeguato.



    Si arrivo' cosi' all'8 Agosto e li' comincio' la vera tragedia.



    Segue


    Un saluto a tutti.

  9. #49
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    Predefinito ERO UN BALILLA - AGOSTO-SETTEMBREB 1943

    Di quel periodo i ricordi prendono a manifestarsi in me sotto forma quasi di fotografie:quasi un album dei ricordi.

    Visione di un articolo del Corriere della Sera dove si parla della vita privata del Duce e della sua relazione con la Petacci.Conservero sempre una speciale avetrsione per questo giornale.

    Bombardamento di Milano 8 Agosto.colpi fortissimi dal pavimento del rifugio antiaereo.

    Bombardamento di Milano 8 Agosto.Uan ragazza em
    erge dalle macerie della sua casa in Via Hayz a Milano tireandosi dietro un catino con relatvio treppiede e grida felice E' mio ! L'ho trovato !

    Visione di un signore che mi dicein via Maiocchi non si puo' andare perche'ci sono sessanta morti in una cantina colpita da una bomba.


    Da Cittiglio sopra Como dove siamo sfollati visione di Milano sotto i bombardamenti.Nesun rumore ma solo grandse luce rossa
    cangiante.Dietro di noi le luci di Chiasso parte svizzera.

    A Milanoi vicino a casa mia grido ai miei che non hanno il coraggio
    di guardare se la nostra casa ce' ancora:C'e' ancora c'e'ancora.Non l'avevano ancora pagata del tutto !


    Mio nonno ridotto ad un barbone, restato a custodire la casa
    sotto i bombardamenti.Ha sparato contro dei ladri e una porta ha i segni delle revolverate.

    Visione di piazza San Carlo a Milano.le colonne stanno in mezzo alla piazza e si e' formata una collinetta di macerie sulla quale transito.una voce: indicando l'ex cinema Ambascitori che brucia.Ce' dentro il portinaio ! io gli dico.come si fa ad entrare sta briuciando tutto !.

    Visione della mia famiglia in biciletta alla sera uscendo da Milano
    in mezzo al fumo dei nebbiogeni.

    Di mattina presto rumore di un crollo.E' una casa vicina gia' colpita in Agosto che si affloscia completamente.

    Visione di case distrutte nel mio quartiere angolo via Sangallo.

    8 Settembre:assembramento di gente intyoprnmo ad una edicola dove distribuiiscono il giornale lì'Italia Libera.Grido a mia mammma:La guerra e' finita !

    Voce del maresciallo Badoglio che da un disco comunica l'armistizio
    Del disco lo sapremo piu' tardi.

    Carri armati tedeschi passano sferragliando di fronte a casda mia.

    Nel cielo un aereo traccia un nodo di Savoia.

    Insieme ad alcuni compagni eliminiamo dei paletti messi dai tedeschi ad indicare una palificazione per una linea telefonica d'emergenza.Visione, da lontano, dei tedeschi piuttosto incazzati

    Mio nonno Angelo viene dal Lodigiano in bicicletta con roia da
    mangiare.Negli anni successivi sopravviveremo grazie a Lui.

    Alla stazione di Bergamo ( io sono diretto a Clusone in collegio )
    da un carro merci piovono pezzi di carta.Ne raccolgo qualcuno insieme ad altre persone.Sono diretti a famigliari di nostri soldati portati in Germania dai tedeschi.Pregano di avvisare i famigliari
    dei quali danno l'indirizzo.Dal Collegio ne spedisco tre.

    Visione di un cannone di grosso calibro italiano abbadonato sulla strada per San Lucio sul pizzo Formico.Mio fratellino Marco ne asporta i pezzi in ottone.

    Quell'anno non vi furono piu' iscrizioni alla Opera Nazionale Balilla.

    Fu comunque un anno durissimo ma qui terminano le mie memorie come Balilla.

    Se qualcuno lo vorra' potro' descrivere il periodo dall'autunno 43 al 45 l'anno piu' significativo della mia vita.Quasi due anni ma
    quali anni !

    Da Clusone e poi alle vicinenze della Repubblica dell'Ossola e quindi dal Settembre 44 all'Aprile 45 la MILANO DI ALLORA '
    UNA MILANO veramente da raccontare !


    Ed ora Vi lascio. Tornero' se vorrete dopo l'( Ottobre pertche' devo assentarmni per lavoro.


    Un saluto a tutti.Spero di averVi interessato ed anche un poco
    divertito malgrado le tragedie di quel tempo che io atteraversai prima con gli occhi di bambino e quindi di adolescente.

  10. #50
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    Predefinito Re: ERO UN BALILLA - AGOSTO-SETTEMBREB 1943

    Originally posted by Ferruccio
    Ed ora Vi lascio. Tornero' se vorrete dopo l'( Ottobre pertche' devo assentarmni per lavoro.
    Certo che lo vogliamo...

    A presto.

 

 
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