QUASI ALLA FINE DELL'ANNO SCOLASTICO 1943-44 FUI ESPUSSO DAL COLLEGIO PER DIVERSE MARACHELLE.
IL FATT CHE TRA QUESTE VI FOSSE ANCHE IL FURTO DAL MAGAZZINO VIVERI DEL COLLEGIO DI SCATOLE DI WAFER SAIWA
CON L'AGGRAVANTE DI AVERLE IN PARTE NESCOSTE IN SACRISTIA
SOTTO L'ARMADIO DEI PARAMENTI SACRI DICE QUALE FOSSERO LE CONDIZIONI ALIMENTARI IN COLLEGIO.ERAVAMO QUASI ALLA FAME E CE'RA DA AUGURARSI DI NON CADERE MALATI NEPPURE DI
INFLUENZA DATO CHE LA CURA PRINCIOPALE ERA QUELLA DI DARE AL MALATO SOLO DELLA MINESTRA.iL MIO FRATELLINO
MARCO,CHE MI AVEVA SEGUITO IN COLLEGIO NELL'AUTUNNO DEL
43 AL RITORNO DAL COLLEGIO FU DICHIARATO DAL
MEDICO DI FAMIGLIA IN " STATO DI DENUTRIZIONE " CON ASSEGNAZIONE SPECIALE DI BISCOTTI SAVOIARDI PER FARLO
RIPRENDERE.VISTO NUDO ERA NE' PIU' NE' MENOP CHE COME I
BAMBINOICHE POI VEDEMMO NELLE FOTO DEI REDUCI DAI CAMPI DI CONCENTRAMENTO O QUASI.
TRASCORSI LE ULTIME DUE SETTIMANE DI SCUOLA A PENSIONE DA UN CANONICO DI UNA CHIESA VICINA DOVE ERO STATO MESSO PER NON PERDERE L'ANNO.
LA SCUOLA FINI' CON DIECI GIORNI DI ANTICIPO SUBITO DOPO LA PRESA DI ROMA DA PARTE ANGLO-AMERICANA.
C'ERANO GIA' STATE DELLE LUNGHE VACXANZE IN INVERNO
DURANTE LE QUALI SI STUDIAVA PER....POSTA.DAL COLLEGIO
ARRIVAVANO I COIMPITI DA FARE E NOI DOVEVAMO MANDARE I NOSTRI SCRITTI A NOSTRA VOLTA PER POSTA.
NOTIZIE IN COLLEGIO NE AVAMO POCHE O NULLA.L'UNICO FATTO CHE RICORDO E' APPUNTO LA CADUTA DI ROMA.PER IL RESTO NULLA.RICORDO UNICAMENTE CHE A CASA PER LE VACANZE
INVERNALI RIVIDI MIO CUGINO FRANCO CHE ERA DIVENTATO UN PARTIGIAO METROPOLITANO NEL i° GAP DI MILANO QUELLO AGLI
ORDINI DI GIOVANNI PESCE.LO DESCRIVERO' MEGLIO IN UN CAPITOLETTO CHE GLI DEDICHERO'.
LA VITA IN COLLEGIO ERA MOLTO DURA PER MOTIVI ALIMENTARI,MANCANZA DI RISCALDAMENTO ANDATA SEMPRE PIU' AGGRAVANDOSI E RICORDO CHE QUANDO I FAMIGLI DEL RETTORE AMMAZZAVANO IL MAIALE ANDAVAMO A VEDERE IL SANGUINARIO SPETTACOLO DELKLKA MORTE DEL MAIALE URLANTE PER POTERE AVERE UN POCO DI " SANGUINACCIO " CALDO.
TUTTI I RAGAZZI MANIFESTAVNO UNA AUMENTATA TURBOLENZA
DIVENTANDO OGNI GIORNO POIU' INSOFFERENTI DI OGNI
DISCIPLINA QUESTA VENIVA TENUTA A SUON DI " CAMERINO DI RIGORE " DOVE VENIVANO MESSI I RIOTTOSI SENZA NEPPURE LA POSSIBILITA' D' ANDARE AL GABINETTO.i NOSTRI BISOGNI LI FACEVAMO NEL PITALE CHE POI NASCONDEVAMO NELLA STUFA
SPENTA PER NON SENTIRE IL PUZZO.GRANDE ABBONDANZA POI DI SCAPACCIONI PIUTTOSTI VIOLENTI CHE TI FACEVAMNO VOLARE UN METRO PIU' IN LA.NELLA CAMERATA.DORMITORIO POI VI ERA LA CLASSICA PUNIZIONE DELL'ORA IN GINOCHHIO SOPRA I CECI.UN TORTURA !
ERAVAMO DIVENTATI DEI SELVAGGI.RICORDO CHE UNA VOLTA BERSAGLIAMMO CON GROSSI SASSI E PEZZI DI TEGOLE DI UNA CHIESETTA SUL COLLE CROSIO IL TRENINO DELLA VALSERIANA
CHE RISALIVA FATICOSAMNENTE LA VALLE DA PONTE NOSSA A
CLUSONE.NON CI FURONOI FERITI PER PURO CASO.IL COLLEGIO PROIBI' GITE SULLA COLLINETTA VICINA PRIMA CHE CI SCAPPASSE
IL MORTO.
DEI BALILLA NEPPURE IL RICORDO MA IN COMPENSO ERAVAMO
SPESSO OCCUPATI CON LAVORI SCRITTI CHE FACEVANO CAPO ALL'AZIONE CATTOLICA.RICORDO DEI PREMI COSTITUIT DA " BRIULLANTI DI CARTA ADESIVACOME PREMIO DEI NOSTRI COMPITI .....CATTOLICI.
FU UN ANNO IN PRATICA DI QUASI TOTALE ISOLAMENTO E FU UNA VERA LIBERAZIONE QUANDO TORNAMMO A CASA NEL GIUGNO DEL 1944.LASCIAI COSI' LA CASA DEL CANONICO CHE MI AVEVA ACCOLTO E RICORDO LA SUA GRANDE SALA DA PRANZO DOVE FINALMENTE MANGIAVO IN MODO CHE PER NME ERA ADDIRUTTURA KLUCULLANO.iL CANONICIO AVEVA UNA
VEACCHISSIMA PERPETUA E TUTTI E DUE SI DIVERTIVANO UN MONDO A SENTIRE I RACCONTI DELLE MIE MARACHELLE NEL VICINO COLLEGIO.
POI DI NUOVO A MILANO.LA MIA CITTA' E LA MIA CASA.FìNALMENTE ! INIZIO' ALLORA UN ANNO PER ME ECCEZIONALE.C'ERA LA GUERRA ANCHE QUELLA CIVILE MA PER UNO COME ME CHE VENIVA DAL COLLEGIO ERA IL PIU' BEL MONDO POSSIBILE,UN MONDO DI AVVENTURA E DI LIBERTA'
CHE IO VISSI INTENSAMENTE. ERO LIBERO !
UN SALUTO
SCUSATE MA SCRIVO STAMPATELLO PERCHE' ALTRIMENTI NON RIESCO A VEDERE BENE LA BATTUTE SBAGLIATE.




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ra di pranzo e cioe' le 
l Preside Re.Padre Andretta ed il nostro Padre Spiirituale Padre Fossati, due santi uomini in tutto e per tutto dei quali conservo grande memoria e che in fin dei conti furono gli unici a darmi veramente 
