Pagina 4 di 15 PrimaPrima ... 34514 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 149
  1. #31
    Registered User
    Data Registrazione
    24 Aug 2002
    Località
    DAL NORD
    Messaggi
    91
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Grazie mille Ferruccio per quello che stai scrivendo su questo thread e per le lezioni di storia che ci stai dando!! Io sono fiero di leggere il mio nome all'inizio della tua testimonianza come promotore di questa cosa ma devo dire che tu descrivi quegli anni come se fossero successi ieri!! Veramente complimenti!!
    Saluti romani
    Camerata Angelo

  2. #32
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by angeloBNA
    Grazie mille Ferruccio per quello che stai scrivendo su questo thread e per le lezioni di storia che ci stai dando!! Io sono fiero di leggere il mio nome all'inizio della tua testimonianza come promotore di questa cosa ma devo dire che tu descrivi quegli anni come se fossero successi ieri!! Veramente complimenti!!
    Saluti romani
    Grazie, angeloBNA. Ora mi prendo un paio di giorni di riposo e quindi entrerò nel vivo. 1937: figlio della Lupa! Comincio ad andare a scuola ed entro nella organizzazione giovanile fascista.

    BENITO MUSSOLINI AMA TANTO I BAMBINI!! era una delle prime frasi che imparavamo a scrivere.

    Abbiamo vinto la guerra d'Abissinia e l'Italia ha il suo impero. Ero orgoglioso di essere italiano e la mia Patria (non il Paese, come si dice oggi) era forte e potente.

    Qui si fa l'Italia o si muore! Era uno dei detti che mio nonno preferiva citare dal suo repertorio di frasi storiche, ma l'Italia era fatta e cresciuta anche se non era tutto oro quello che luccicava.

    Ma noi eravamo contenti. Il lavoro andava bene e nel 1935 i miei avevano fatto un sopralzo della casa e così mio papà, mia mamma ed io avevamo un appartamento tutto per noi e avevamo pure una Fiat 526, acquistata usata, cui era seguita una Balilla a 3 marce, pure presa usata. Io avevo un'automobilina a pedali.


  3. #33
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by angeloBNA
    Grazie mille Ferruccio per quello che stai scrivendo su questo thread e per le lezioni di storia che ci stai dando!! Io sono fiero di leggere il mio nome all'inizio della tua testimonianza come promotore di questa cosa ma devo dire che tu descrivi quegli anni come se fossero successi ieri!! Veramente complimenti!!
    Saluti romani
    Grazie, angeloBNA. Ora mi prendo un paio di giorni di riposo e quindi entrerò nel vivo. 1937: figlio della Lupa! Comincio ad andare a scuola ed entro nella organizzazione giovanile fascista.

    BENITO MUSSOLINI AMA TANTO I BAMBINI!! era una delle prime frasi che imparavamo a scrivere.

    Abbiamo vinto la guerra d'Abissinia e l'Italia ha il suo impero. Ero orgoglioso di essere italiano e la mia Patria (non il Paese, come si dice oggi) era forte e potente.

    Qui si fa l'Italia o si muore! Era uno dei detti che mio nonno preferiva citare dal suo repertorio di frasi storiche, ma l'Italia era fatta e cresciuta anche se non era tutto oro quello che luccicava.

    Ma noi eravamo contenti. Il lavoro andava bene e nel 1935 i miei avevano fatto un sopralzo della casa e così mio papà, mia mamma ed io avevamo un appartamento tutto per noi e avevamo pure una Fiat 526, acquistata usata, cui era seguita una Balilla a 3 marce, pure presa usata. Io avevo un'automobilina a pedali.


  4. #34
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: ERO UN BALILLA - come si stava allora ?



    Caro Ferruccio abiti ancora a Milano? In caso affermativo e sempre se lo volessi potremo incontrarci, gradirei molto ascoltarti mentre racconti quanto stai riportanto nel forum.

    Grazie e vedrò di incontrarti. Non abito più a Milano ma ci vengo ogni tanto un poco per lavoro un poco per... nostalgia.

    Pensa che da decenni il giorno di Ferragosto lo passo a Milano girando in macchina: più o meno la stesa cosa di Nanni Moretti in "Caro diario". Poi al pomeriggio vado a trovare due mie ziette, una di novantaquattro e l'altra di ottantanove anni.

    MILAN ET PEU PU! Milano e niente più d'altro.

    A presto.

  5. #35
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: ERO UN BALILLA - come si stava allora ?



    Caro Ferruccio abiti ancora a Milano? In caso affermativo e sempre se lo volessi potremo incontrarci, gradirei molto ascoltarti mentre racconti quanto stai riportanto nel forum.

    Grazie e vedrò di incontrarti. Non abito più a Milano ma ci vengo ogni tanto un poco per lavoro un poco per... nostalgia.

    Pensa che da decenni il giorno di Ferragosto lo passo a Milano girando in macchina: più o meno la stesa cosa di Nanni Moretti in "Caro diario". Poi al pomeriggio vado a trovare due mie ziette, una di novantaquattro e l'altra di ottantanove anni.

    MILAN ET PEU PU! Milano e niente più d'altro.

    A presto.

  6. #36
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ERO UN BALILLA 1937-1939

    E finalmente arrivò il 15 di ottobre. Allora le scuole inziavano in quella data. Grandi preparativi per il primo giorno di scuola. Grembiulino, colletto bianco e galla azzurra al collo. Quaderno di modesta fattura, cartella di cartone, cestino della merenda a base di "cremoinese" o "veneziane". Tutti uguali. I tempi dei quaderni e degli zainetti firmati erano di là da venire. Vigeva il criterio di non sollecitare l'emulazione sociale già nell'infanzia. Saggio criterio!

    La scuola elementare era quella di via Monte Velino, una scuola nuovissima inaugurata l'anno prima da Re Vittorio Emanuele III e che è in funzione ancora oggi. Un'aria solida e con facciata di mattoni a vista.

    La direttrice aveva il mio stesso cognome e mi accolse con particolare calore. Ho l'impressione che, per almeno due mesi, non facessimo altro che aste ed esercizi di preparazione alla scrittura.

    Ma l'inizio della scuola aveva segnato anche il nostro ingresso nelle organizzazioni giovanili del Partito e, nella fattispecie, nell'Opera Nazionale Balilla, un ente che si occupava dei bambini e dei fanciulli non solo sotto il punto di vista scolastico ma anche sotto quello assistenziale gestendo colonie estive, cure mediche come quelle di malattie giovanili, ecc.

    Subito avevamo dovuto completare la mia divisa da Figlio della Lupa (la sezione della Opera Nazionale Balilla per i bambini della prima e seconda elementare). Fu così che la mia divisa venne completata con la bandoliera a strisce bianche che si incrociavano sul petto, dove erano tenute insieme da una grande M di latta verniciata di scuro e quindi anche con le famigerate "mollettiere", fatte sul modello della mollettiere dei nostri soldati nella guerra 15-18. Erano fasce grigioverdi che rivestivano le gambe dal ginocchio in giù e che venivano avvolte sulla gamba in modo da incrociarsi davanti e dietro.

    Erano particolarmente facili ad afflosciarsi e bisognava stare attenti in particolare nella piccole parate che facevamo in occasione di ricorrenze nazionali e cerimonie di vario tipo a scuola.

    Uno-due, uno-due, uno-due PASSO!

    Era proprio al PASSO che le mollettiere maledette spesso si afflosciavano con effetto poco estetico sulla sfilata. Oltretutto si svolgevano per terra e ci si incespicava pure. Però, a un certo punto, sparirono, forse in corrispondenza dell'adozione del PASSO ROMANO, imitazione italiana del passo dell'oca tedesco.

    I bambini non riuscivano a vestirsi da soli, in particolare a causa sia delle fasce bianche sia delle mollettiere. La mamma mi metteva a sedere sul tavolo e quindi mi vestiva di tutto punto.

    Ad onta di questi inconvenienti di vestizione, noi bambini eravamo entusiasti di indossare la nostra divisa. Ci sentivamo piccoli soldati e devo anche dire che l'educazione che ci veniva impartita contribuiva molto a motivarci e coinvolgerci.

    La motivazione principale era quelle di essere partecipi della costruzione di una Patria grande, di una Nazione potente alla quale anche noi eravamo chiamati a dare il nostro piccolo contributo. Era una nazione che, in sintesi, trovava i suoi fondamenti di grandezza prima di tutto nella vittoria nella prima guerra mondiale ma anche nelle lotte risorgimentali che ci avevano dato l'unità d'Italia, che si collegava saltando a piè pari oltre un millennio di storia alla grandezza di Roma e dell'Impero Romano. Mica per niente noi eravamo i Figli della Lupa.

    Noi eravamo molto orgogliosi di essere italiani e di esser guidati dal nostro Duce Benito Mussolini. La grandezza dell'Italia e la Sua affermazione nel mondo erano tutto ma questo penso che fosse vero un poco per tutti e che, in sostanza, i più accettassero il regime fascista proprio nella prospettiva di una affermazione nazionale che in quel periodo era prioritaria dopo - ripeto - la Vittoria nella prima Guerra Mondiale e l'epopea risorgimentale. La Nazione e la Patria prima di tutto.

    Ce la mettevamo tutta per essere bravi Figli della Lupa a scuola e nelle sfilate e cerimonie patriottiche alle varie date comandate. Sfilavamo qualche volta in pubblico e questo era per noi il massimo.

    Peccato che nessuno potesse allora riprenderci magari anche quando nella nostra classe di canto intonavamo il VA PENSIERO e le altre canzoni di quel tempo che non erano solo GIOVINEZZA. C'erano anche la CANZONE DEL PIAVE E MONTEGRAPPA TU SEI LA MIA PATRIA tra le altre.

    La lezione settimanale di canto prevedeva, a fine anno, un esame collettivo e noi della mia prima classe dovevamo portare un coro dall'ERNANI di Verdi, mi sembra.

    Cacciavamo fuori tutta la nostra voce infantile:

    SI RIDESTA IL LEON DI CASTIGLIA! E ci sentivamo pure noi cuccioli di leone, i leoncini di Mussolini.

    Sempre presente nel nostro cuore era l'impresa d 'Etiopia, condotta anche contro i paesi che ci volevamo fermare e che ci avevano boicottato con le sanzioni.

    Certo eravamo bambini e non potevamo capire tante cose, ma io ricordo ancora oggi l'entusiasmo di allora. Ancora oggi, per esempio, il coro del Nabucco mi dà una forte emozione ed è proprio in fondo quella di quel tempo.

    C'era anche in corso la guerra in Spagna e qualche eco arrivava anche a scuola. Ho ricordo di una pagina a colori della "Domenica del Corriere": un aereo legionario che affronta un aereo da caccia repubblicano. Chiaro che il nostro nemico in Spagna erano i comunisti. I rossi, contro i quali eravamo scesi in guerra dando aiuto al Generale Franco.

    Nell'estate del '38 andai per un mese alla colonia estiva dell'Opera Nazionale Balilla a Milano Marittima e dopo anche a Sirmione, dove venni inviato per cure causa un sospetto soffio al cuore. Tutto a cura della ONB.

    A casa tutto bene. Come ho gia detto, le cose ai miei andavano bene e mio papà e mamma avevano un appartamento tutto per loro anche se a pranzo ci trovamo tutti in sala dove campeggiava un camino con la scritta dantesca PARVA FAVILLA GRAN FIAMMA SECONDA. Mio nonno imperava sempre e, nel febbraio del '38, era arrivato pure un fratellino.

    Non ricordo discorsi a casa su argomenti che potevano sapere di politica. Tutti erano entusiasti del Regime ed a questo contribuiva certamente il fatto che l'Italia stava molto migliorando in tutti i settori e la gente lavorava tranquilla. Milano cresceva ogni giorno di più e si vedevano dappertutto cantieri per la costruzione di case popolari a chilometri quadrati.

    FINE DEL MESSAGGIO numero 4. Continua.

    Un saluto a tutti.

  7. #37
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ERO UN BALILLA 1937-1939

    E finalmente arrivò il 15 di ottobre. Allora le scuole inziavano in quella data. Grandi preparativi per il primo giorno di scuola. Grembiulino, colletto bianco e galla azzurra al collo. Quaderno di modesta fattura, cartella di cartone, cestino della merenda a base di "cremoinese" o "veneziane". Tutti uguali. I tempi dei quaderni e degli zainetti firmati erano di là da venire. Vigeva il criterio di non sollecitare l'emulazione sociale già nell'infanzia. Saggio criterio!

    La scuola elementare era quella di via Monte Velino, una scuola nuovissima inaugurata l'anno prima da Re Vittorio Emanuele III e che è in funzione ancora oggi. Un'aria solida e con facciata di mattoni a vista.

    La direttrice aveva il mio stesso cognome e mi accolse con particolare calore. Ho l'impressione che, per almeno due mesi, non facessimo altro che aste ed esercizi di preparazione alla scrittura.

    Ma l'inizio della scuola aveva segnato anche il nostro ingresso nelle organizzazioni giovanili del Partito e, nella fattispecie, nell'Opera Nazionale Balilla, un ente che si occupava dei bambini e dei fanciulli non solo sotto il punto di vista scolastico ma anche sotto quello assistenziale gestendo colonie estive, cure mediche come quelle di malattie giovanili, ecc.

    Subito avevamo dovuto completare la mia divisa da Figlio della Lupa (la sezione della Opera Nazionale Balilla per i bambini della prima e seconda elementare). Fu così che la mia divisa venne completata con la bandoliera a strisce bianche che si incrociavano sul petto, dove erano tenute insieme da una grande M di latta verniciata di scuro e quindi anche con le famigerate "mollettiere", fatte sul modello della mollettiere dei nostri soldati nella guerra 15-18. Erano fasce grigioverdi che rivestivano le gambe dal ginocchio in giù e che venivano avvolte sulla gamba in modo da incrociarsi davanti e dietro.

    Erano particolarmente facili ad afflosciarsi e bisognava stare attenti in particolare nella piccole parate che facevamo in occasione di ricorrenze nazionali e cerimonie di vario tipo a scuola.

    Uno-due, uno-due, uno-due PASSO!

    Era proprio al PASSO che le mollettiere maledette spesso si afflosciavano con effetto poco estetico sulla sfilata. Oltretutto si svolgevano per terra e ci si incespicava pure. Però, a un certo punto, sparirono, forse in corrispondenza dell'adozione del PASSO ROMANO, imitazione italiana del passo dell'oca tedesco.

    I bambini non riuscivano a vestirsi da soli, in particolare a causa sia delle fasce bianche sia delle mollettiere. La mamma mi metteva a sedere sul tavolo e quindi mi vestiva di tutto punto.

    Ad onta di questi inconvenienti di vestizione, noi bambini eravamo entusiasti di indossare la nostra divisa. Ci sentivamo piccoli soldati e devo anche dire che l'educazione che ci veniva impartita contribuiva molto a motivarci e coinvolgerci.

    La motivazione principale era quelle di essere partecipi della costruzione di una Patria grande, di una Nazione potente alla quale anche noi eravamo chiamati a dare il nostro piccolo contributo. Era una nazione che, in sintesi, trovava i suoi fondamenti di grandezza prima di tutto nella vittoria nella prima guerra mondiale ma anche nelle lotte risorgimentali che ci avevano dato l'unità d'Italia, che si collegava saltando a piè pari oltre un millennio di storia alla grandezza di Roma e dell'Impero Romano. Mica per niente noi eravamo i Figli della Lupa.

    Noi eravamo molto orgogliosi di essere italiani e di esser guidati dal nostro Duce Benito Mussolini. La grandezza dell'Italia e la Sua affermazione nel mondo erano tutto ma questo penso che fosse vero un poco per tutti e che, in sostanza, i più accettassero il regime fascista proprio nella prospettiva di una affermazione nazionale che in quel periodo era prioritaria dopo - ripeto - la Vittoria nella prima Guerra Mondiale e l'epopea risorgimentale. La Nazione e la Patria prima di tutto.

    Ce la mettevamo tutta per essere bravi Figli della Lupa a scuola e nelle sfilate e cerimonie patriottiche alle varie date comandate. Sfilavamo qualche volta in pubblico e questo era per noi il massimo.

    Peccato che nessuno potesse allora riprenderci magari anche quando nella nostra classe di canto intonavamo il VA PENSIERO e le altre canzoni di quel tempo che non erano solo GIOVINEZZA. C'erano anche la CANZONE DEL PIAVE E MONTEGRAPPA TU SEI LA MIA PATRIA tra le altre.

    La lezione settimanale di canto prevedeva, a fine anno, un esame collettivo e noi della mia prima classe dovevamo portare un coro dall'ERNANI di Verdi, mi sembra.

    Cacciavamo fuori tutta la nostra voce infantile:

    SI RIDESTA IL LEON DI CASTIGLIA! E ci sentivamo pure noi cuccioli di leone, i leoncini di Mussolini.

    Sempre presente nel nostro cuore era l'impresa d 'Etiopia, condotta anche contro i paesi che ci volevamo fermare e che ci avevano boicottato con le sanzioni.

    Certo eravamo bambini e non potevamo capire tante cose, ma io ricordo ancora oggi l'entusiasmo di allora. Ancora oggi, per esempio, il coro del Nabucco mi dà una forte emozione ed è proprio in fondo quella di quel tempo.

    C'era anche in corso la guerra in Spagna e qualche eco arrivava anche a scuola. Ho ricordo di una pagina a colori della "Domenica del Corriere": un aereo legionario che affronta un aereo da caccia repubblicano. Chiaro che il nostro nemico in Spagna erano i comunisti. I rossi, contro i quali eravamo scesi in guerra dando aiuto al Generale Franco.

    Nell'estate del '38 andai per un mese alla colonia estiva dell'Opera Nazionale Balilla a Milano Marittima e dopo anche a Sirmione, dove venni inviato per cure causa un sospetto soffio al cuore. Tutto a cura della ONB.

    A casa tutto bene. Come ho gia detto, le cose ai miei andavano bene e mio papà e mamma avevano un appartamento tutto per loro anche se a pranzo ci trovamo tutti in sala dove campeggiava un camino con la scritta dantesca PARVA FAVILLA GRAN FIAMMA SECONDA. Mio nonno imperava sempre e, nel febbraio del '38, era arrivato pure un fratellino.

    Non ricordo discorsi a casa su argomenti che potevano sapere di politica. Tutti erano entusiasti del Regime ed a questo contribuiva certamente il fatto che l'Italia stava molto migliorando in tutti i settori e la gente lavorava tranquilla. Milano cresceva ogni giorno di più e si vedevano dappertutto cantieri per la costruzione di case popolari a chilometri quadrati.

    FINE DEL MESSAGGIO numero 4. Continua.

    Un saluto a tutti.

  8. #38
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ERO UN BALILLA 1937-1939 5 MESSAGGIO

    Scavando nella memoria ho cercato di ricordare qualche cosa in
    famiglia o a scuola che si collegasse in un modo o nell'altro alla situazione generale , una qualche "spia" che recepisse gli umori
    in famiglia in rapporto al fascismo ed agli accadimentio di quegli anni.

    Un ricordo sovrasta gli altri e mi e' tornato subito alla memoria.
    Dovevano essere i primi mesi del 1938 e stavo con mia mamma a fare i compiti.Si parlava forse di geografia quando mia mamma se ne usci' esattamente con questa frase:CHISSA' COME ANDRA A FINIRE CON QUESTA FACCENDA DELL'ABISSINIA !

    Questa frase non mi pIacque ed io rimproverai bruscamente la mamma di dubitare dell'Italia manifestando sfiducia nei riguardi dell'impresa di AbissiniA che se anche era ormai terminata con la proclamazione dell'Impero tuttaviA evidentemente aveva creato situazioni di tensione tra noi ed altri e problemi vari.

    Cio' me lo ricordo perche' mia madre mi rimprovero' fin che campo' per la bruschezza dei miei modi in quell'occasione.Ne ebbi anche rimproveri da mia papa' e mio nonno.ASnche una bella sculacciata.

    Quanto aveva espresso mia madre era evidentemente la
    constatazione di una situazione non tranquilla ed in fondo una prima quasi impercettibile frattura con il regime.C'era in quelle
    parole la sensazione di una paura che le cose potessero
    mettersi male.Era l'espressione di una inquietudine ed e' in fondo
    il segno che l'idillio con il fascismo cominciava ad incrinarsi.

    Ricordo anche che i sentimenti antitedeschi o a Milano aumentavano e ce ne era un eco anche nei dfiscorsi in famiglia.
    Ricordo anche le celebrazioni per il 90 ° delle Rivolta del Marzo 1848 imponenti e certamente atte piu' ad amplificare i sentimenti antitedeschi che certamente a sopirli.Grandi applausi per un reduce Garibaldino non so se dei Mille o delle Argonne.

    Mal digerita era stata anche la visita di Ribbentropo a Milano ( questo l'ho saputo dopo ).
    Ricordo comunque bene che i miei dicevano che assolutamente noi non potevamo stare con i tedeschi.Era un odio non molto
    razionale perche' in fondo ai tedeschi dovamo molto (Sadowa ,Sedan soprattutto ) ma tant'e'.Era cosi'.

    Per la Guerra di Spagna questa era chiaramente meno sentita
    che quella d'Abissinia.Non c'era quell'entusiasmo che c'era stato per la guerra in Etiopia anche se a scuola se ne parlava molto
    e anche se seguivamo le imprese dei legionari italiani specie sulla Domenica del Corriere.Ma il trasporto era minore ed in casa poi non se ne parlava proprio.

    Vennero anche le leggi razziali del 38.L'unica eco che ne ebbi fu una frase di mia madre che disse come gli ebrei facevano sempre un poco " nazione " a se ma non c'era astio nelle sue parole.Oltre
    al resto avevamo un buon cliente nella persona di una impresario edile di Milano., israelita ,uomo integerrimo ed onestissimo che tra l'altro falli' alla fine degli anni cinquanta per non avere accettato mai il sistema delle tangenti,stecche,buste etc,.etc. C'era gia' da allora la MILANO DA BERE ma non se ne parlava proprio.Intendo dire subitoopo la fine della guerra non prima.
    Prima tale sistema non esisteva o quasi e comunque non faceva parte del mondo imprenditoriale di Milano.

    Cosa possa ricordare ora:una cosa importante.Avendo imparato
    a leggere ebbi in regalo il mio primo librao:era LE AVVENTURE DI
    TOM Sawer di Mark Twain seguito da Storie della storia del mondo una libro divertente sul mondo mitologico dei Greci. Storie di Dei,Dee etc.

    E per oggi basta.Spero di non avervi annoiato.Proseguiro' nei giorni prossimi con altri ricordi sul periodo 1937-.1939

    Dimenticavo.nel 38 mio nonno mi porto' in piazza del Duomo a
    Milano a sentire parlare il Duce.Io non ricordo cosa disse.
    Vedevo solo in fondo alla piazza la sua gran pelata che
    sberluccicava al sole.La cosa che ricordo di piu' erano delle enormi fiamme fatte di strisce di carta che sventolavno agitate da ventilatori.
    Attiravano la mia attenzione piu' di qualsiasi altra cosa.

    Un saluto

  9. #39
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ERO UN BALILLA 1937-1939 5 MESSAGGIO

    Scavando nella memoria ho cercato di ricordare qualche cosa in
    famiglia o a scuola che si collegasse in un modo o nell'altro alla situazione generale , una qualche "spia" che recepisse gli umori
    in famiglia in rapporto al fascismo ed agli accadimentio di quegli anni.

    Un ricordo sovrasta gli altri e mi e' tornato subito alla memoria.
    Dovevano essere i primi mesi del 1938 e stavo con mia mamma a fare i compiti.Si parlava forse di geografia quando mia mamma se ne usci' esattamente con questa frase:CHISSA' COME ANDRA A FINIRE CON QUESTA FACCENDA DELL'ABISSINIA !

    Questa frase non mi pIacque ed io rimproverai bruscamente la mamma di dubitare dell'Italia manifestando sfiducia nei riguardi dell'impresa di AbissiniA che se anche era ormai terminata con la proclamazione dell'Impero tuttaviA evidentemente aveva creato situazioni di tensione tra noi ed altri e problemi vari.

    Cio' me lo ricordo perche' mia madre mi rimprovero' fin che campo' per la bruschezza dei miei modi in quell'occasione.Ne ebbi anche rimproveri da mia papa' e mio nonno.ASnche una bella sculacciata.

    Quanto aveva espresso mia madre era evidentemente la
    constatazione di una situazione non tranquilla ed in fondo una prima quasi impercettibile frattura con il regime.C'era in quelle
    parole la sensazione di una paura che le cose potessero
    mettersi male.Era l'espressione di una inquietudine ed e' in fondo
    il segno che l'idillio con il fascismo cominciava ad incrinarsi.

    Ricordo anche che i sentimenti antitedeschi o a Milano aumentavano e ce ne era un eco anche nei dfiscorsi in famiglia.
    Ricordo anche le celebrazioni per il 90 ° delle Rivolta del Marzo 1848 imponenti e certamente atte piu' ad amplificare i sentimenti antitedeschi che certamente a sopirli.Grandi applausi per un reduce Garibaldino non so se dei Mille o delle Argonne.

    Mal digerita era stata anche la visita di Ribbentropo a Milano ( questo l'ho saputo dopo ).
    Ricordo comunque bene che i miei dicevano che assolutamente noi non potevamo stare con i tedeschi.Era un odio non molto
    razionale perche' in fondo ai tedeschi dovamo molto (Sadowa ,Sedan soprattutto ) ma tant'e'.Era cosi'.

    Per la Guerra di Spagna questa era chiaramente meno sentita
    che quella d'Abissinia.Non c'era quell'entusiasmo che c'era stato per la guerra in Etiopia anche se a scuola se ne parlava molto
    e anche se seguivamo le imprese dei legionari italiani specie sulla Domenica del Corriere.Ma il trasporto era minore ed in casa poi non se ne parlava proprio.

    Vennero anche le leggi razziali del 38.L'unica eco che ne ebbi fu una frase di mia madre che disse come gli ebrei facevano sempre un poco " nazione " a se ma non c'era astio nelle sue parole.Oltre
    al resto avevamo un buon cliente nella persona di una impresario edile di Milano., israelita ,uomo integerrimo ed onestissimo che tra l'altro falli' alla fine degli anni cinquanta per non avere accettato mai il sistema delle tangenti,stecche,buste etc,.etc. C'era gia' da allora la MILANO DA BERE ma non se ne parlava proprio.Intendo dire subitoopo la fine della guerra non prima.
    Prima tale sistema non esisteva o quasi e comunque non faceva parte del mondo imprenditoriale di Milano.

    Cosa possa ricordare ora:una cosa importante.Avendo imparato
    a leggere ebbi in regalo il mio primo librao:era LE AVVENTURE DI
    TOM Sawer di Mark Twain seguito da Storie della storia del mondo una libro divertente sul mondo mitologico dei Greci. Storie di Dei,Dee etc.

    E per oggi basta.Spero di non avervi annoiato.Proseguiro' nei giorni prossimi con altri ricordi sul periodo 1937-.1939

    Dimenticavo.nel 38 mio nonno mi porto' in piazza del Duomo a
    Milano a sentire parlare il Duce.Io non ricordo cosa disse.
    Vedevo solo in fondo alla piazza la sua gran pelata che
    sberluccicava al sole.La cosa che ricordo di piu' erano delle enormi fiamme fatte di strisce di carta che sventolavno agitate da ventilatori.
    Attiravano la mia attenzione piu' di qualsiasi altra cosa.

    Un saluto

  10. #40
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Aug 2013
    Messaggi
    14,308
     Likes dati
    0
     Like avuti
    11
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito AVETE DOMANDE ?

    Prima di proseguire vorrei sapere se qualcuno ha qualche domanda da fare anche perche' cio' mi puo' essere molto utile nel...............scavare nella memoria.

    Certe cose sono per copsi' dire nelle memoria immediata ma certe altre vengono alla superficie se aiutate con " scavi " che hanno la magia di dare nuova vita ad una memoria assopita in un letargo di tanti decenni, ma ripeto solo in letargo non morta del tutto.

    Resto in fiduciosa attesa e quindi a Lunedi' o se posso prima.
    Riprendero' ancora con il 1937-1.939.

    Un saluto a tutti e buona Domenica e buon fine settimana !

    ( non BUON WEEKEND ! non usiamo la lingua inglese la' dove
    ci sono appropriati vocaboli italiani !



 

 
Pagina 4 di 15 PrimaPrima ... 34514 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. "Ero un Balilla". Come si stava allora?
    Di Tomás de Torquemada nel forum Destra Radicale
    Risposte: 169
    Ultimo Messaggio: 07-09-13, 13:46
  2. "Ero un Balilla". Come si stava allora?
    Di Tomás de Torquemada nel forum Esegesi
    Risposte: 154
    Ultimo Messaggio: 16-12-12, 16:03
  3. Ero un teletubby, come si stava allora
    Di Olucni nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-06-09, 17:41
  4. ERO UN BALILLA - Come si stava allora?
    Di Ambrogio nel forum Destra Radicale
    Risposte: 813
    Ultimo Messaggio: 22-01-09, 15:58
  5. ERO UN BALILLA - Come si stava allora?
    Di Ambrogio nel forum Esegesi
    Risposte: 670
    Ultimo Messaggio: 23-06-06, 22:10

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito