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  1. #61
    Viribus Unitis
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    Ok... Spero che Ferruccio non se la prenda se gli rubo per un attimo il posto...

    Dunque...

    Mia nonna viveva in un piccolo paesino ma anche lassù il fascismo era ben radicato e presente.

    Le leggi di allora imponevano (e questo lo sappiamo tutti) l'obbligo di iscriversi al PNF e, nel rispetto di questo obbligo, tutti i cittadini erano regolarmente iscritti al partito...

    Capitò, però, che il padre di mia nonna (il mio bisnonno, per intenderci) dimenticò, una volta, di fare l'iscrizione... Del resto aveva moltissimi pensieri per la testa: mantenere una famiglia numerosa, badare alla campagna, allevare gli animali... E quindi, come spesso capita a tutti, capitò anche a lui di dimenticarsi di fare l'iscrizione al PNF...

    ...ma la vita di allora non permetteva simili mancanze...

    Poco ci mancava che le camicie nere non pestassero il mio bisnonno... Erano veramente molto incazzate con lui ma, per sua fortuna, un amico che lavorava, mi sembra, presso il comune riuscì a fargli avere l'iscrizione al partito e tutto si risolse positivamente...

    Mia nonna era anche iscritta all'Azione Cattolica... All'epoca, come tutti sappiamo, la religione cattolica era fortemente valutata tanto che, con i Patti del 1929, era stata dichiarata religione di Stato ponendo fine all'inimicizia che vi era tra il Vaticano e lo Stato... Inimicizia dovuta agli avvenimenti del 1870...

    Ad ogni modo, le camicie nere del paese dove abitava mia nonna non erano molto d'accordo con ciò... Oppure erano leggermente atei e schifavano la religione Cattolica... Comunque sia, obbligarono mia nonna e le sue compagne a togliere dalla camicietta lo stemma dell'Azione Cattolica... A me, quando mia nonna mi raccontò quest'aneddoto, fece una strana impressione ma, ad ogni modo, era impossibile per Mussolini controllare l'operato di tutti i suoi soldati... Succede tutt'ora quando, ad esempio, la Polizia commette degli abusi... E' impossibile, per lo Stato, controllare l'operato della Polizia e delle altre istituzioni... Diciamo che anche allora, come oggi, si confidava nel buonsenso della gente che a volte era presente ma, a volte, era anche assente...

    Scusate la divagazione...

    Mia nonna andava a scuola e la sua insegnante era una sola, come era anche UNA la scuola in tutto il paese... Ad ogni modo, l'insegnate di mia nonna era una fascista convintissima tanto che, prima di cominciare le lezioni, obbligava gli alunni a fare il saluto romano gridando "Eja, Eja, Alalà"...

    Le lezioni erano molto severe... Si impartivano agli alunni i principi base delle materie principali (letteratura, matematica) e per chi non studiava bene c'era solo un "premio": UNA BELLA MAZZATA SULLE MANI...

    Va beh... All'epoca era diffusissima questa pratica...

    Dopo le scuole elementari, mia nonna passò alle scuole medie e l'insegnante cambiò... Dalla "dolce" maestrina si passò a ricevere gli insegnamenti dal sacerdote locale...

    Le lezioni erano sicuramente più approfondite tanto che alla classe di mia nonna il sacerdote insegnò anche alcuni cenni della Divina Commedia (soprattutto il Paradiso ) e, inoltre, gli faceva imparare a memoria molte poesie... Ora i titoli non li ricordo bene, comunque l'insegnamento era abbastanza approfondito...

    La vita, ad ogni modo, era sempre la stessa... Si coltivava la campagna, si allevava il bestiame e, spesso e volentieri, non c'era molto tempo per andare a scuola anche se mia nonna il tempo lo trovava comunque...

    Piccolo aneddoto "scolastico": il sacerdote locale, ogni sera, vigilava attentamente che tutte le ragazze tornassero alle proprie case dato che capitò più di una volta che alcune ragazze rimanessero incinta... All'epoca non c'era la fecondazione artificiale, di conseguenza il fatto di rimanere incinta era legato ad una sola pratica...

    Ad ogni modo, mia nonna rimase incinta solo dopo il matrimonio... Era una ragazza seria...

    Ad ogni modo a causa della "vigilanza" del sacerdote, tali episodi si erano sensibilmente ridotti... Diciamo pure che non capitò mai più...

    ...

    Adesso vado a ricordare un po' di cosine sulla guerra e ve le pubblicherò appena avrò tempo... Tenete ben presente che queste testimonianze non sono inventate ma sono frutto dei ricordi di mia nonna che visse in maniera molto lucida il periodo fascista e, soprattutto, il periodo legato agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale...

    __________
    Un saluto da Aledex

  2. #62
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    Benissimo caro Aledex ! Il tuo intervento con i tuoi ricordi famigliari mi e' graditissimo perche' e' proprio quello di cui ho bisogno per aiuitarmi a scavare nella memoria e poi le memorie si completano a viocenda.

    Devo dire che il conformismo , grande male di questa nostra Nazione,ebbe anche a quei tempi modo di manifestarsi e nella forme peggiori.Ho gia' raccontato del problemino conformista che
    un maestro mi deede da fare e che fu causa notevole della mia andata in Collegio

    Tale non fu comunque lo spirirto della RSI che il conformismo o meglio il trafsormismo stava per lo piu' dall'altra parte e sempre parlando con rispetto di tutte le scelte. Il grande conformismo pero' era che la gran massa non sceglieva ! Si era messa alla finestra ed aspettava gli eventi cercando di non esporsi
    per nessun motivo.

    Un saluto coirdiale.
    .

  3. #63
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    A casa le cose andavano niente male.Il lavoro di impiantistica
    era pressocche' nullo salvo un bel cantiere alla Innocenti di Milano che stava riattrezzando i capannoni per via della produzione bellica prima per il Governo italiano poi per i tedeschi a partire dal
    43 e tuttora in corso nel tardo 1944.Era un lavoro come si dice "
    grasso ". da quello che capivo per lo piu' svolto come si diceva "
    in economia " il che signficava il contrario di economico.Erano lavori per lo piu' a consuntivo ma c'era anche, a partyire dal Settembre 1943 una autentica gallina dalle uova d'oro e cioe' un bel negozio nel Palazzo Falck che era stato dato in affitto a fine 1941 a mio padre dato che non avevano trovato data l'epoca affittuari.Era un negozio per la vendita di lampadari ed elettodomestici.Il suo arredo avave fatto testo in quanto
    progettato dall'Arch.Albini in stile novecento-razionale.Una serie
    di pannelli alti due metri con colori che sfumavano dal nero al
    bianco passando per tutti i colori.Il resto era dato dai nuovissimi
    ponteggi Innocenti.Tutti si fermavano a guardarlo tanto era inusuale.

    Fin a Settembre del 43 non era stato un grande affare anzi.Si
    reggeva a mala pena dato che si doveva pagare un addetto.
    Poi nell'Agosto del 43 una bomba caduta li' davanti nel cortile del palazzo di corso del Littorio ( oggi corso Matteotti) lo aveva danneggiato gravemente distruggendo tutto, merce arredo e sopratutto il cristallo verso strada.Era stato rabberciato alla meglio tra l'altro sostituendo il cristallo con dei vetri inseriti in tanti piccoli riquadri in ln legno.Una sistemazione di fortuna !

    Da quel momento era pero' inziato un commercio formidabile dato sopratutto da stufe elettriche,forni elettrici per il pane e molte moltissime pile a dinamo che sostivano quelle a pile vere e propreie che erano diventate introvabili come era cessata
    pressoche' del tutto l'erogazione del gas cittadino e le bombole non esistevano ancora.C'era anche una scaldaacqua a immersione per la vasca da bagno.,Pericolosissimo in quanto
    se uno si immergeva mentre lo scaldaacqua era nell'acqua ed era acceso si poteva restare fulminati cosa che era capitata.Tale articolo duro' fino a tutto il 1946.Ricordo molto bene che il Corriere della Sera diede notizia di un tale rimasto fulminato nella vasca da bagno.Era stato trovato il giono dopo ben cotto a lesso con tanto brodo di carne umana.La moglie questo aveva trovato al ritorno.

    I mitragliamenti alleati non davano tregua.Ricordo che una sera
    aspettavamo mio padre andato a Dalmine per una assegnazione
    di tubi per il lavoro " Innocenti ".Dato il suo " Congedo Illimitato Provvisorio ottenuto agli inzii della guerra per via di un
    provvidenziale grosso problema dentario poteva muoversi a
    piacimento senza rischi i di cointestazionmi tedesche o fasciste.

    Entro' in casa e aprendo il soprabito come per fare vedere che c'era ancora tutto disse " Sunt chi per miracul " - sono qui per
    miracolo.Disse che mentre si trovava in uno scompartimento del trenino Begfmo-Monsa erano arrivati degli aerei che avevano mitragliato il treno facendo una strage cominciando dal macchinista.Gli aerei avevano inseguito i superstiti per i campi e lui stesso aveva visto davanti al naso i traccianti dei cannoncini da 20 mm di cui erano dotati i Thunderbotl americani.

    Questo tipo di azioni alleate era diffusissimo e quasi non c'era
    giorno che non si segnalassero tali imprese.Treni.corriere,battelli lacustri,auto,ciclisti: tutto era bersaglio degli aerei alleati.
    Ma tornero su questo argomento in seguito.Un autentico criminale macello ! C'eranmo piloti alleati che per non tornare a casa ancora con le bombe e rischiare l'incrimninazione per mancate azioni ordinate nera caopace di mollare utto dove capitava capitava ( Gorla ne fu l'esempio piu' lampante )

    Tutti sentivano radio Londra.La antipatie andavano sopratutto
    contro i tedeschi tradizionali nostri " nemici " ma in sostanza tutti stavano a guardare in attesa che la guerra finisse.Ognuno sai dava da fare per sopravvivere in tanto marasma ! I fascisti erano visti come degli alieni incomprensibili ed invisi poure loro per esssere alleati dei tedeschi.Le informaziomni era frammetarie e
    reticenti da parte fascista sia sui giornali che per radio.

    Una sola tramissione era mpolto seguita:Radio Tevere ! Era un trasmissione fintamenteb proveniente da Roma occupata dagli alleati che faceva della satira e anche informazione meno convenzionale.Un grande successo propagandistico targato RSI !

    Milano diventava ogni giorno piu' cupa.L'unica cosa che io
    sapevo era che gli alleati dopo presa Firenze si erano affacciati sulla Valle del Po' ma li si erano fermati.Della venuta a Milano a Dicembre del Duce ne venni a conoscenza solo dopo per un tale che mi disse di averlo incontrato mentre scendeva con il Suo seguito in Via Dante in visita alla caserma della Ettore Muti.
    Ormai lo riteneva quasi un ricordo ma nel vederlo aveva sentuto come rimescolarsi il sangue . Il fascino del Duce non era dunque morto del tutto !

    I primi clienti del dopo disastro del nostro negozio erano stati i tedeschi che mio padre ricordava arrivare con fogli di carta
    moneta italiana nuovi e non ancorta tagliati. certamente
    provenienti dalla zecca di Stato.I tedeschi taglliavano i fogli con le forbici.Ma cio' non duro' che qualche settima poi di tedeschi con lire in fogli piu' nulla.

    Il fatto e' che la tanto vituperata e vilipesa Repubblioca Sociale nella persona del Ministro Pellegrini era stata capace di imporsi ai
    tedeschi cosa di cui non furono capaci i governi democratici del Sud con le famigerate AM-LIRE.

    Ricordo molto bene che sino al Maggio del 45 il prezzo del biglietto radiuale+circonvallazione che tanto usavo per tornare da scuola era rimasto fisso a 55 centesimi ma dopo l'arrivo degli alleati l'inflazione si fece feroce.In un battibaleno quel biglietto
    passo' prima a due, poi a tre e poi a cinque lire!Fu un disastro
    fermato nel 47 solo dalla politica di restrizione del credito del Ministro Einaudi.Le Am lire sparirono solo con il 1947 i quando gli alleati lasciarono l'Italia o poco prima.

    In MIlano c'era uno stillicidio di attentati partigiani e qui e' arrivato il momiento di parlare di mio cugino Franco, del I° GAP di Milano agli ordini di Giovanni Pesce.In tutta Milano circa una quarantina di uomini che esordirono nel Dicembre del 43 con l'uccisione del Federale Aldo Resega dando inizio alla guerra civile in Milano e che rapidamenta anche a seguito di altri episodi si sparse rapidamente in tutta la RSI.


    SEGUE

    Un saluto a tutti


    Un cordiala saluto a tutti.


    Alla prossima

  4. #64
    Viribus Unitis
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    Molto bene Ferruccio... A questo punto, se permetti, mi inserisco io con qualche piccolo episodio legato alla guerra... La fonte è sempre mia nonna...

    Dunque...

    Mia nonna era molto giovane ai tempi della guerra e si ricorda benissimo moltissimi particolari... A volte anche allucinanti...

    I combattimenti aerei erano visibili anche dall'alto delle montagne dove è ubicato il suo paesino di nascita e mia nonna, all'epoca molto ingenua, si metteva a guardare gli aerei che combattevano a colpi di mitra... Per lei era uno spettacolo insolito... Sapeva che la guerra era orribile, ma i combattimenti aerei erano un bello spettacolo... Molto suggestivi...

    Finchè... Un giorno... Accadde una cosa bruttissima...

    Un amico della sua famiglia, di cui non ricordo il nome, era stato colpito alle gambe da alcune scariche di mitra...

    Mia nonna lo vide... Da allora non se lo dimenticò più, come non dimenticò il suo sguardo pietoso che sembrava volesse dire "in futuro stai attenta... Quello che è successo a me può capitare a chiunque..."

    Da allora fu molto più prudente...

    E la guerra continuava imperterrita a seguire il suo tragico corso di morti e feriti...

    Un giorno mia nonna era affacciata al balcone di casa sua... In quel mentre arrivò un tedesco piuttosto "agitato" che le disse delle parole incomprensibili (del resto era la lingua tedesca, lingua a lei sconosciuta)...

    Mia nonna non capì quello che volesse dire quel soldato che, nel frattempo, continuava a urlare...

    ...ma capì presto cosa volesse dire quel militare...

    Poco dopo scoppiò una bomba e, a causa dello spostamento d'aria, mia nonna fu catapultata dentro casa con violenza... Fortunatamente non cadde dal balcone, altrimenti, a quest'ora, non avrebbe potuto raccontarmi questi episodi e non sarei qui a scriverli...

    ...per fortuna le andò bene...

    ...

    Allo scoppio della guerra suo fratello, carabiniere, era stato chiamato alle armi e, quindi, partì in guerra...

    ...posso lasciarvi immaginare l'ansia in cui era lei, le sue sorelle e i suoi genitori...

    In effetti suo fratello se la vide piuttosto brutta...

    Un giorno fu catturato dai tedeschi e rinchiuso in prigione... Era, più o meno, verso la fine della guerra...

    Un giorno i tedeschi decisero di eliminare tutti i prigionieri... Suo fratello lo seppe ma, purtroppo, dovette mettersi in fila con tutti gli altri per essere condotto nel luogo dove doveva essere fucilato...

    ...ma gli venne in mente una brillante idea...

    Lui era alla fine della fila e pensò bene di allontanarsi dal gruppo fingendo di allacciarsi le scarpe...

    ...un soldato tedesco lo intimò ben tre volte a camminare insieme con gli altri...

    Alla terza gli sparò...

    Suo fratello cadde a terra, fortunatamente colpito ad una spalla, e finse di essere morto... Il tedesco, nella fretta, non se ne accorse e, vedendolo a terra, lo diede per morto e si rimise in cammino...

    Passata tutta la colonna dei prigionieri, suo fratello si alzò e si mise in cammino...

    ...e qui comincia una delle pagine più sofferenti della storia di quest'uomo...

    Dovette vivere per molto tempo rinchiuso nelle grotte mangiando radici finchè, un giorno, si rimise in cammino...

    ...ma il suo percorso era lungo e molto difficile...

    Ad ogni passo che faceva gli cadevano vicino moltissime bombe, a volte anche sfiorandolo... Forse fu per un intervento divino che nessuna bomba lo colpì... Come se non bastasse, spesso e volentieri, doveva camminare anche in mezzo all'acqua cosa che, di certo, non gli fece bene...

    Ad ogni modo, un giorno, intravide, da lontano, un gruppo di militari russi...

    Stanco e fisicamente distrutto si fece riconoscere come un militare italiano... I russi già avevano il fucile in mano per ucciderlo ma, fortunatamente, l'ufficiale che comandava gli altri soldati li fermò e lo fece avvicinare... L'ufficiale rimase profondamente impressionato dalla somiglianza del fratello di mia nonna con, mi sembra, suo figlio e lo accolse molto amorevolmente...

    Insieme ai russi mio zio (d'ora in poi lo chiamerò così per abbreviare) rinacque... Gli facevano suonare la fisarmonica (strumento musicale che egli conosceva molto bene) e, mentre suonava, gli infilavano in bocca le bistecche per farlo mangiare e, contemporaneamente, per non farlo smettere di suonare...

    Oltre a tutto ciò, lo rivestirono di tutto punto e lo rispedirono a casa...

    ...vi tralascio i particolari legati al suo ritorno a casa... Sembrava un altro... Si era ripreso tantissimo dalle sofferenze della guerra...

    ...

    Fu bellissimo il rivederlo tornare... Mia nonna ancora se ne ricorda e si emoziona moltissimo mentre ne parla...

    ...

    Molto bene... Vi lascio ma, non appena potrò, vi scriverò moltissimi altri particolari legati alle esperienze di mia nonna durante la seconda guerra mondiale...

    A presto...

  5. #65
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    Predefinito ERO UN BALILLA 1943-45

    Mio cugino Franco,classe 1921 figlio del fratello di mia madre proveniva da una famiglia operaia e mio zio era sempre stato dichiaratamente comunista.

    Nel 1941 fu richiamato alle armi ed inviato in Unione Sovietica ..Si fece tutta la campagna di Russia dall'inizio alla fine.
    Se la cavo' senza neppure un graffio.Su quello che raccontava
    anche allora nutrivo molti dubbi.Che fosse potuto uscire dalla sacca di Stalingrado riuscendo ad imbarcarsi su uno degli aerrei
    Junkers tedeschi ( le cosidette " Zie JU ") poteva anche essere creduto ma che ,come diceva Lui, avesse fatto tutta la ritirata di Russia a cavallo di un renna mi sembrava un parto della sua
    fervida fantasia dato che le renne stanno a latitudine ben superiori rispetto a dove si era trovato a combattere.

    Sta di fatto che lo reincontro nell'estate del 43 a Milano in quanto l'esercito italiano dagli inzio dell'anno si era ormai ritirato dal fronte russo.

    Franco era un tipo piuttosto " caldo " ed il 25 Luglio del 43 era certamente " ina piazza " a Milano dato che lo si vede mentre aiuta a portare via un presunto fascista.E' ben riconoscibile
    a pag.12 del primo volume della Storia della Guerra civile di Pisano' il primo a destra mentre torce un braccio al ragazzo reo di avere anche in quei giorni sostenuto Mussolini.L'ho travato anche poi in altre fotro ma queste della fine Aprile mentre fa esibire un " repubblichino " davanti ad una fotografo, probabilmente poco prima che il poveraccio venisse accoppato come e' chiaro dalla foto stessa.Ufficiale della RSi dunque gia' condannato in partenza.

    Sta di fatto che Franco si mette con i partigiani comunisti di Egisto Rubini nel !° Gap di Milano.Per quel che ci era dato sapere circa quaranta elementi abitanti per lo piu' tra Porta Romana e Porta Vigentina-Ludovica.Il primo sanguinoso episodio e' l'uccisione delk federale Aldo Resega , un moderato, che innesca volutamente le reazioni fasciste dando cosi' inizio alla guerra civile a Milano.
    Un episodio con conseguenze ben al di la' della mia citta'.

    Devo dire che dei quaranta circa elementi di quelle formazioni ben pochi soipravviveranno mio cugino tra questi.Lo testimonia la lapide che sta sull'esterno dell'arco di Porta Romana che li elenca tra i caduti.

    Non penso che Franco fosse tra coloro che fecero fuori Resega ma certamente da quello che Lui stesso racconta fa da palo in occasione della uccisione del farmacista di Via Anfossi,un simpatizzante della RSI.E' quasi certamente l'esecutore dell'attentato ( questa volta agli ordinio di Giovanni Pesce subentrato ad Egisto Rubini impiccatosi a San Vittore per non cedere durante feroci interrogatori.Tra parentesi anche Giorgio Pisano' gli rende onore sempre in Storia della Guerra Civile..

    Io frequentavo la casa di Franco in un vecchissima edificio a
    ringhiera della vecchia Milano ( gabinetto comune con accesso dal ballatoio esterno,niente portineria,due stanze ) e fu cosi' che comincio' a darmi piccoli incarichi come quello di distribuire
    proaganda partigiana.Ho bene in mente dei piccoli manifestini inneggianti alla morte dei nazifascisti che io deposi sui tavolini del caffe' Motta di piazzale Cinque Giornate angolo coiso XXII Marzo
    mettendoli sotto i posacenere nonche' due o tre copie dell'UNITA' clandestina che misi sotto le vetrine di alcuni negozi proprio di fronte alla caserma di Via Lamarmora.

    Chiaro che Franco era un incoscente perche' solo he mi avessero notato e' certo che mi avrebbero fatto " cantare".

    Che Lui abbia avuto che fare con l'attentato contro l'ufficio informazioni tedesco alla Stazione Centrale e' quasi cert in quanto era trapelato ed i miei erano anche seccatissimi perche' i tedeschi,essendo morte in quell'attentato due ausiliarie,avevano messo per alcuni giorni il coporifuoco alle ore 17 cosa che intralciava la vita di tutti.Vi e' poi la descrizione che fa
    dell'attentatore lo stesso Giovanni Pesce nel suo libro " soldati
    senza uniforme " : un giovane di Porta Romana molto entiusiasta
    e pieno di...........volonta ..... il suo ritratto !.

    Proprio l'anno scrrso la vedova di Franco ebbe a dirmi che lui era
    stato preso dai fascisti per avere affisso manifesti partgiani sui muri a Milano ma Lei era riuscita a convincerli, ma si era ancora
    agli inizi.

    Sta di fatto che i fasciusti in seguito identificatolo lo cercavano per fargli la pelle ma ad un certo punto lo cercavano anche i partigiani in quanto a corto di soldi si era venduto due preziose pistole che aveva avuto in dotazione.Era direi un incosciente ma a quel punto aveva avuto un lampo di genio:si era arruolato con i tedeschi nella organizzazione TODT , una impresa tedesca che lavorava per l'esercito tedesco sopratutto nelle fortificazioni,trinceramenti etc e con la TODT spari' per qualche mese.E' da notare che chi si arruolava nella TODT aveva buona paga,vitto,alloggio e poi,cosa importantissima , era praticamnente al sicuro da tutti e da tutto.

    Tra Aprile e Maggio del 45 ricompare come ho detto nelle foto con i partigiani che evidentemente lo avevano graziato.

    Militera' poi mel PCI e si distunguera' nella campagna elettorale del 1948 quando ingabbiera' la casa di una mia zia democristiana sfegatata bigotta ed un poco anche carognetta " vestendole " la casa complatamente con m,nifesti del Fronte Popolare tanto che mia zia non poteva piu' aprire quel mattino le finestre ne' uscire di casa se non dopo un qualche sforzo.

    Non si parlarono per quarantanni.Sembra una storia di " Mondo Piccolo " di Guareschi.

    Molti anni dopo a seguito di un viaggio in macchean in Russia mi si disse che uscendo e dopo la dogana russa verso Helsinki si
    mise a sputare per terra invendo contro Unione Sovietica e quant'altro.Quantum mutatum ad illp ,avrebbero detto gli antichi !

    A quel tempo, parlo dfl 43-44 mio cugino era per me un eroe ed io lo ammiravo molto.Era per me motivo di orgoglio raccontargli
    quando subito dopo l'8 Settembre insieme ad alcuni compagni avevo tolto alcuni paletti che i tedeschi avevano messo per sistemare una linea telefonica tra la caserma dell'aeronauica ed una casa da dove lanciavano in loro palloni sonda.

    Ho tentato di saperne di piu' su i Lui dalla vedova ma ho incointrato una certa reticenza questo proprio il giorno dei morti l'anno scorso.Vedro' se quest'anno riesciiro' a saperne di piu'.

    Prima che morisse lo vedevo solo ai funerali di famiglia ne' in famiglia si andava a cercarlo molto.Era visto con sospetto.

    Subito dopo la liberazione aveva trovato posto alla Olivetti,era diventato capo areea ed ancora in pensione lavorava a riparare
    le vecchie Divisumma Multisumma Lettera 22 etc tutte macchine ormai fuori commercio ma lui aveva conservato molti pezzi di ricambio ed era rimasto uno dei pochi che sapessero farci con quei vecchio catenacci.

    Addio Franco eri un eroe ? Un pazzo ? Un criminale ? Un incosciente ?

    Forse eri solo un prodotto do quegli anni.Tra pochi giorni ai Morti passo a trovarti e cerchero' di frugare magari nelle tue vecchie carte se tua moglie me lo permettera'.Peccato che tuoi fratellino
    minore le abbia fretgato tutti i tuoi ricordi della camoagna di Russia:.tre belle icone antiche e alcune monete zariste d'oro e altro.


    Ed ora un saluto a tutti.


    SEGUE



    Dimenticavoi Franco stava pure Lui sul trenino Gamba de Legn mitargliato dagli americani e dove c'era anche mio padre.
    INDENNE ! Chiaro che aveva anche un gran c.....o !

  6. #66
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    Predefinito ERO UN BALILLA 43-45

    lL'essere pro o contro la RSI non vedava un atteggiamento fisso ed irremovibile.Vi erano molti ondeggiamenti a seconda degli avvenimenti per esempio a Milano in occasione del bomdardamento di Gorla del 20 Ottobre 44 che tra l'altro non vide una chiara presa di posizione e di condanna da parte
    degli esponenti del CLNAI ( Comitato liberazione nazionale altta italia ).Per gli azionisti non c'era da stupirsi per i noti motivi
    di sudditanza agli inglesi ma dagli altri la gente si sarebbe aspettata qualche cosa di piu'.

    Lo stesso avvenne il 16 Dicembre 1944 in occasione della visita di Mussolini a Milano con relativo discorso al Teatro Lirico.

    "Difenderemo con le unghie e con i denti la Valle del Po.
    ...Noi vogliamo che la valle del Po resti repubblicana nell'attesa che tutta lIitalia sia repubblicana........ ..faremo una sola Atene di tutta la Valle del Po "............
    .......................................
    "Gia' vedo i segni premonitori della ripresa qui sopratutto in questa Milano antesignana e condottiera che il nemico ha selvaggiamente colpito ma non ha minimamemte piegato.

    Milanesi ,cari camerati Milanesi, e' Milano che deve dare e dara' gli uomini le armi e la volonta' della riscossa ! "

    Indubbiamente la visita del Duce a Milano in quel brumoso e drammatico Dicembre fu un grande successo.Qualcuno disse poi
    che la magia del vecchio stregoee aveva funzionato ancora.

    In quei giorni l'antifascismo non si fece vivo e anche il ritmo delle azioni gappiste rallento' e di parecchio.Non piu' falsi postini
    che dovevano consegnare un telegramma ed invece ti
    ammazzavano a bruciapelo,non piu' colpi di pistola alle spalle e fughe in bicicletta dei gappisti del resto l'identico sistema copiato poi dalla Brigate Rosse anche in tempi recentissimi.

    Per quanto mi riguarda ebbe su di me un notevole effetto un episodio accaduto una sabato mattina verso mezzogiorno all'uscita dal Collegio.

    Come di consueto ci eravamo presentati ai reticolati che sbarravano via Parini ma le sentinelle non ci lasciarono passare come di solito facevamo noi alunni dell'Istituto Leone XIII°.

    Era in corso la " rivista " di almeno una compagnia di maro' della Decima che stavano nello slargo di Via Pariini che ancora oggi si puo' vedere a fianco della ex caserma della Milizia.Il reparto era in partenza per il fronte della Valli di Comacchio doive resistero fino all'Aprile contro gli inglesi dell' VIIIa armata ed il resto di greci,polacchi etc.etc.

    Gli uomini stavano su piu' file.Dietro i piu' anziani.In prima fila dei ragazzi che avranno avuto uno due anni piu' di noi al massimo.
    Stavano impettiti e fieri infagottati nella divisa troppo grande per loro,con a tracolla il mitra Beretta ed i caricatori nelle apposite giberne sul petto.Elmetto in testa.

    DIFENDEREMO CON LE UNGHIE E CON I DENTI LA VALLE DEL PO !

    Niente spettatori dalle case vicine.Finestre e balconi vuoti
    facevano corona alla scena sottolineando palesemente l'isolamento di quegli uomini e di quei ragazzi che andavano a morire ( e lo sapevano benissimo ) al fronte contro forze che dire
    che erano preponderanti era dire nulla.Pensate:era il Gennaio
    del 45 ! Ragazzi:si puo' dire tante cose su di loro ma e' un fatto che del coraggio ne avevano da vendere e forse anche per quello stavano li' soli abbandonati da quasi tutti.Erano dei perdenti e si
    sa l'italiano non ama i perdenti e tanto meno i bravi borghesi di quel quartiere " bene " del cui egoismo avevamo avuto la prova provata quando ci avevano sbattuto fuori dal rifugio anitaereo.

    Noi li guardavamo con un misto di compatimento.e di astio.Per noi
    erano in fondo dei quasi " alieni " o meglio dei pazzi da assolutamente non imitare e del resto sia in Collegio che a casa l'atmosfera era quella che era.Attendere i vincitori ed adattarsi!

    Ce ne stavamo a guardarli da dietro il reticolato quando vedemmo arrivare dalla parte opposta un gruppo di
    personaggi.Individuammo i primi due che stavano davanti a tutti.

    Il primo era il principe Junio Valerio Borghesem,comandante della Decima e l'altro,in divisa della Brigate Nere,con maglione era , il
    Segretario del Partito Fascsita Repubblicano Alessandro Pavolini che passavano in rivista quella Compagnia che doveva far parte del Battaglione Lupo èetr quanto seppi.

    Quando Borghese,Pavolini e gli altri furono arrivati in fondo si portarono sul marciapiede opposto e di li' Borghese saluto' alla voce i suoi uomini.

    DECIMA MARINAI ! grido' il principe Borghese

    DECIMA COMANDANTE ! risposero i maro'.

    ed il grido possente di quegli uomini e di quei ragazzi ci arrivo' come uno schiaffo sul volto e percosse le finestre ed i balconi vuoti
    delle case circostanti .Quel grido era sfida,coraggio, disprezzo,
    rabbia, abnegazione.Era un grido esaltante di guerra e di morte !

    La scena fini' ed io mi incamminai con gli altri verso casa.Ma io non ero piu' quello di prima.


    Un saluto a tutti.

  7. #67
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    Predefinito Re: ERO UN BALILLA 43-45

    Originally posted by Ferruccio
    DECIMA MARINAI ! grido' il principe Borghese

    DECIMA COMANDANTE ! risposero i maro'.

    ed il grido possente di quegli uomini e di quei ragazzi ci arrivo' come uno schiaffo sul volto e percosse le finestre ed i balconi vuoti
    delle case circostanti .Quel grido era sfida,coraggio, disprezzo,
    rabbia, abnegazione.Era un grido esaltante di guerra e di morte !

    La scena fini' ed io mi incamminai con gli altri verso casa.Ma io non ero piu' quello di prima.
    Mi hai fatto venire i brividi, caro Ferruccio...

    Grazie ancora per tutte le perle di memoria che ci stai regalando...

    Saluti.

  8. #68
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    Predefinito ERO UN BALILLA 43-45 ME LA VEDO BRUTTA

    Pochi giorni dopo me la vidi veramente brutta.Per essere stato sul balcone di casa a vedere,come del resto per acquisita abitudine a tale spettacolo, a vedere gli aerei americani mitragliare lo smistamento ferroviaro di Milano-Lambrate mi beccai
    una scheggia in un piede oltre che ad bello sbrego sulla fronte.

    Io andai all'ospedale su un triciclo ma l'aereo americano seppi dopo essere stato abbattuto dai tedeschi che quel giorno
    avevano messo in batteria una mitragliatrice a quattro canne il che significo' che nessun aereo venne piu' a disturbare il traffico ferroviario almeno in quella zona.

    Il pilota fu catturato dopo avere spanciato sul viale Forlanini,quello che ancora oggi conduce all'aereoporto di Milano Linate e fu molto malmenato dalla gente.Era un nero ed non era
    certamente sobrio come mi riferirono in ospedale dove poco dopo arrivo' anche il pilota che io pero' non vidi.

    Di quei giorni ho nella memoria come fossero delle fotografie:

    la mia cagnolina che a causa dello spostamento d'aria viene sbalzata nel buco della pattumiera ma riesce a non precipitare nel vuoto e ne esce spingendisi sulle quattro zampe.

    La vista del sangue mio sulla mia mano dopo averla passata sulla
    fronte dove sentivo qualche cosa di anormale.

    La cameriera di mia madre che nel vedermi rientrare dal balcone pieno di sangue sviene.Tutti i parenti che non sanno piu' chi soccorrere.Io che mi aggiro dolorante per la casa con il parentado dietro.

    La vista della scarpa sinistra con un buco tringolare nel cuoio.Il piede dopo un paio di minuti mi doleva maledettamente.All'inizio non mi ero accortyo di questa seconda ferita.

    Il mio dito mignolo del piede sinistro quasi staccato.

    La infermiera che facendomi spogliare scuoteva i miei panni che lasciavano cadere una quantita' di piccole schegge.Una scheggia piu' grossa nellafibbia delle cintura e lo sbuffo dei pantaloni alla zuava con un gran taglio.

    In sala operatoria il chiurugo che mi fa vedere il mio piede aperto
    mentre tira fuori un pezzetto nero di metallo.Chiaro che avevano operato in anestesia locale.

    Un partigiano piantonato nella mia corsia da militari della RSI.Altre guardie all'ingresso dello stanzone.

    Un mio vicino di letto che si lamentava essendo andato sotto ad un tram.Muore nella notte.

    Una infermiera che mi strappa via con tuta la sedia a rotelle dove mia avevano messo per non lasciarmi tutto il giorno in corsia.Stanno arrivando alcune ambulanze.
    Portavano morti e feriti del mitragliamento della corriera da Lodi.
    Poi mi dissero che dalle ambulanze sembravano sbarcare grandi pezzo di burro mescolati alla salsa di pomodoro.50 i morti.

    Ritoirnato casa e dopo una quindicina di giorni scendo dal letto e mi trovo con il piede sinistro tutto storto,:niente di male dice l'ortopedico.Giocare al pallone e quel rimedio funziono' benissimo.

    Arriva un certificato della RSI dove si dice che io sono stato ferito
    dai LIBERATORI ALNGLOSASSONI.

    Mia madre lo straccia dicendo che DOPO tale certificato poteva
    essere compromettente , lei che conservava tutti i ricordi biglietti del tram di una visita a Roma e biglietti di ingresso a Pompei compresi come cari ricordi !

    Quel DOPO si avvicinava rapidamente e ne parlero' nel prossimo messaggio.Furono gli ultimi mesi di guerra e della RSI.

    Un saluto

  9. #69
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    Predefinito

    Grazie, caro Ferruccio, per questa testimonianza preziosa.

  10. #70
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    Predefinito

    Originally posted by antoninus
    Grazie, caro Ferruccio, per questa testimonianza preziosa.

    Huuau Antoninus piacere di risentirti e grazie !


    Un saluto a te ed anche alla Comunita' Italo-Americana !



 

 
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