Arrivo' il momento di tornare a casa e spedimmo per ferrovia la nostra scassatissima barca.Noi avremmo seguito di li' il giorno
dopo.Ricordo l'ultima sera sullì'isola di Mazzorbo di fronte a Burano.
Non avendo piu' la barca volevamo chiedere un traghetto a qualche barca di passaggio e ci eravamo messi sulle fondamenta
vesro il canale ognuno con una torcia in mano e distanziati di qualche metro l'uno dall'altro.faceva buio.Io ero il primo della fila e vidi arrivare una di quelle imbarcazioni lagunari a remi dette " topi Allora di fuori bordo non c'era neppure l'ombra.Il barcaiolo remava con i due remi incrociati alla " valligiana ".
Io gli chiesi:scusi per piacere potrebbe traghettarci a Burano ?
Il tipo alzo' lo sguardo e vedendoci comincio' a gridare:
I FULETT ! I FULETT ! ( i folletti, i folletti ) e si allontano' remando
molto velocemente verso l'isola di Torcello ! Sembra un motoscafo.
Facemmo il viaggio di ritorno a Milanoin treno a tappe.Quelli in bicicletta seguivano.Lo spettacolo era desolante:tutte le stazioni erano rase la suolo menttre i ponti erano stati rabberciati alla meglio con piloni fatti di travi di legno.Ricordo che passai il ponte ferroviario di Desenzano seduto sui di un respingente del treno e avevo le vertigini !
L'Italia era in pezzi.Eravamo degli sconfitti ma la voglia di ripresa,di fare,di lavorare, di rimettersi in piedi era tanta.
Onore alla generazione che rimise in piedi l'Italia da tante rovine!
Un saluto a tutti
La prossima volta di raccontero' il GUZZINO 1947.Oggi neanche a un ragazzo regalassero una Ferrari farebbe altrettanto effetto.
UN GUZZINO ! Il sogno di tutti noi ragazzi insiema alla Vespa e alla Lambretta.




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