ROMA - «Bisogna smetterla di stupirsi per dichiarazioni che rispecchiano la realtà. Chi lo fa è un ipocrita che non vuole vedere ciò che è accaduto negli ultimi anni in una parte della Chiesa, diventata più attenta a interessi materiali più che spirituali». È il capogruppo della Lega alla Camera Alessandro Cè a difendere il leader Umberto Bossi dalle critiche per le sue affermazioni sulla Chiesa. Per Cè, «queste operazioni che si definiscono caritatevoli come la Caritas, pensano sia giusto far entrare in modo indiscriminato nel nostro Paese gli extracomunitari per poi lasciarli nell’indigenza”.
Un atteggiamento “contrario al principio di solidarietà e accoglienza” che, per il capogruppo leghista, «è invece nella legge Bossi-Fini, che dà la possibilità agli stranieri di avere uno stipendio e integrarsi nel tessuto sociale».
Più vicina, invece, la Lega si sente «a quella parte della Chiesa che mette al centro il vero rispetto della persona, sia di chi accoglie sia di chi è accolto - dice Cè - non certo a quella vicina all’ideologia cattocomunista che non fa gli interessi dei cittadini e della nostra comunità». La difesa della Bossi-Fini non risparmia neanche gli alleati che nella Casa delle libertà hanno mostrato perplessità sulla legge, come gli esponenti dell’Udc: «Agli ex democristiani che continuano a giocare al rialzo stravolgendo il progetto iniziale presentato in campagna elettorale - conclude Cè - deve essere chiaro che il mandato elettorale non prevedeva di salvaguardare gli interessi delle grandi aziende, ma quello di tutelare la sicurezza de i cittadini».
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