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  1. #11
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Minou
    Per me questo antiamericanismo rimane un mistero!... Come se gli americani non fossero tutti ex-europei, nostri parenti più stretti...
    Ancora oggi si sentiva parlare di un bambino che forse sarà salvato da una medicina che non c'è in Italia e che sono andati a prendere in America.... Chissà se il padre di quel bambino fa parte di questi ingrati...
    Cosa c'entra la medicina con il bombardamento dell'Irak?

  2. #12
    Hanno assassinato Calipari
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    Per me questo antiamericanismo rimane un mistero!... Come se gli americani non fossero tutti ex-europei, nostri parenti più stretti...
    Ancora oggi si sentiva parlare di un bambino che forse sarà salvato da una medicina che non c'è in Italia e che sono andati a prendere in America.... Chissà se il padre di quel bambino fa parte di questi ingrati...
    Cosa c'entra la medicina con il bombardamento dell'Irak?

  3. #13
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    E' molto importante non confondere la cicuta con il prezzemolo; ma credere o non credere in Dio non ha importanza alcuna
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    Originally posted by yurj


    Cosa c'entra la medicina con il bombardamento dell'Irak?
    Parlavo dell'antiamericanismo a tutti i costi non dell'Iraq.
    l'Irak doveva accettare i controlli dell'ONU perché sospettata di preparare armi di distruzione di massa tipo armi chimiche come quella usata nel metrò nell'attentato terroristico in Giappone. Il fatto che rifiuti i controlli ripetutamente è quanto meno losco e se gli americani andranno a bombardare queste fabbriche potrà anche succedere che muoiano innocenti ma non è questo lo scopo. Per me non è colpa dell'America ma dell'Iraq che rifiuta i controlli mettendo così in pericolo il suo popolo.
    Nel caso dell'attentato di NYC invece c'era proprio l'intenzione di uccidere gente inerme. Per me è una cosa ben diversa.
    Gli americani non partono con l'idea di uccidere innocenti, anzi quando è successo si dimostrano anche desolati e chiedono scusa.
    Al Qaeda invece è fiera della sua opera e non chiede scusa a nessuno, anzi ti dice che continuerà!
    Se poi viene ucciso Saddam, non porterò certo il lutto.
    D'altra parte l'avevano detto gli americani dopo l'11 settembre scorso che sarebbero andati in tutti i paesi che proteggono i terroristi.
    Terroristi musulmani ci sono anche in Inghilterra ma non sono protetti dal governo come in Iraq, in Libia, in Palestina...
    Abbiamo la fortuna di avere un'America che fa il lavoro sporco anche per la nostra sicurezza, ci permette di guardare a distanza e pure di criticare...
    Minou

  4. #14
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    Cosa c'entra la medicina con il bombardamento dell'Irak?
    Parlavo dell'antiamericanismo a tutti i costi non dell'Iraq.
    l'Irak doveva accettare i controlli dell'ONU perché sospettata di preparare armi di distruzione di massa tipo armi chimiche come quella usata nel metrò nell'attentato terroristico in Giappone. Il fatto che rifiuti i controlli ripetutamente è quanto meno losco e se gli americani andranno a bombardare queste fabbriche potrà anche succedere che muoiano innocenti ma non è questo lo scopo. Per me non è colpa dell'America ma dell'Iraq che rifiuta i controlli mettendo così in pericolo il suo popolo.
    Nel caso dell'attentato di NYC invece c'era proprio l'intenzione di uccidere gente inerme. Per me è una cosa ben diversa.
    Gli americani non partono con l'idea di uccidere innocenti, anzi quando è successo si dimostrano anche desolati e chiedono scusa.
    Al Qaeda invece è fiera della sua opera e non chiede scusa a nessuno, anzi ti dice che continuerà!
    Se poi viene ucciso Saddam, non porterò certo il lutto.
    D'altra parte l'avevano detto gli americani dopo l'11 settembre scorso che sarebbero andati in tutti i paesi che proteggono i terroristi.
    Terroristi musulmani ci sono anche in Inghilterra ma non sono protetti dal governo come in Iraq, in Libia, in Palestina...
    Abbiamo la fortuna di avere un'America che fa il lavoro sporco anche per la nostra sicurezza, ci permette di guardare a distanza e pure di criticare...
    Minou

  5. #15
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    Parlavo dell'antiamericanismo a tutti i costi non dell'Iraq.
    l'Irak doveva accettare i controlli dell'ONU perché sospettata di preparare armi di distruzione di massa tipo armi chimiche come quella usata nel metrò nell'attentato terroristico in Giappone. Il fatto che rifiuti i controlli ripetutamente è quanto meno losco
    Lo sai che pure gli Stati Uniti rifiutano i controlli? Che paese losco...

    Ma a scuola che vi insegnano ?

  6. #16
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    Parlavo dell'antiamericanismo a tutti i costi non dell'Iraq.
    l'Irak doveva accettare i controlli dell'ONU perché sospettata di preparare armi di distruzione di massa tipo armi chimiche come quella usata nel metrò nell'attentato terroristico in Giappone. Il fatto che rifiuti i controlli ripetutamente è quanto meno losco
    Lo sai che pure gli Stati Uniti rifiutano i controlli? Che paese losco...

    Ma a scuola che vi insegnano ?

  7. #17
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    Lo sai che pure gli Stati Uniti rifiutano i controlli? Che paese losco...

    Ma a scuola che vi insegnano ?
    Te l'hanno insegnato a scuola che gli americani rifiutano controlli?
    Se è vero (dubito fortemente che l'ONU ne abbia mai chiesti nei suoi confronti!...) dobbiamo dichiarare guerra all'America e scovare tutti i suoi guerrafondai...! Tu ci vai?
    Minou

  8. #18
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    Lo sai che pure gli Stati Uniti rifiutano i controlli? Che paese losco...

    Ma a scuola che vi insegnano ?
    Te l'hanno insegnato a scuola che gli americani rifiutano controlli?
    Se è vero (dubito fortemente che l'ONU ne abbia mai chiesti nei suoi confronti!...) dobbiamo dichiarare guerra all'America e scovare tutti i suoi guerrafondai...! Tu ci vai?
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  9. #19
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    Per me questo antiamericanismo rimane un mistero!... Come se gli americani non fossero tutti ex-europei, nostri parenti più stretti...
    Ancora oggi si sentiva parlare di un bambino che forse sarà salvato da una medicina che non c'è in Italia e che sono andati a prendere in America.... Chissà se il padre di quel bambino fa parte di questi ingrati...
    Gliela paga l'America la medicina? Gliela regala? Dai, cerchiamo di non andare sul patetico e di perdere di vista i veri punti della questione: solidarietà massima alle vittime e alle loro famiglie, che sono le uniche a cui l'11 settembre ha davvero cambiato la vita e condanna unanime del terrorismo, di qualunque stampo e matrice, perchè diffonde morte e paura tra la società civile e fasce inermi di persone...Su questo siamo tutti d'accordo. Ma che ne dite di un'analisi storico-politica degli ultimi cinquanta anni, dove è palese che gli Stati Uniti hanno difeso i loro interessi in modo bellicistico e, diciamolo, imperialista. Qualcuno dirà che hanno anche difeso i nostri: da un certo punto di vista può essere che indirettamente la presenza di questo gendarme ci abbia preservato dalle mire sovietiche, oppure richiamare il piano marshall, ma in tante altre circostanze gli americani hanno diffuso morte e paura fra popolazioni inermi e pressochè disperate, e oggigiorno difendono una filosofia dello sviluppo davvero iniqua e insostenibile, nonchè quel sentimento di essere "primis inter pares" che li rende sovrani illegittimi. Oggi ho letto un post che riassumeva tutti gli interventi americani in terra straniera:è una lista lunga che richiama eventi macabri e che non può essere dimenticata, in onore dell'onestà intellettuale. E' necessaria quindi, prima che una guerra in Iraq, una ridiscussione politica che evidenzi i limiti della politica estera americana, una discussione che prescinda dalle ragioni economiche e si soffermi su questioni eminentemente politiche, dove la migliore tradizione occidentale possa essere proficuamente impiegata e non imposta a culture altre incapaci di recepirle se non come tentativi di incorporation. E' l'Europa, per logica di cose, a dovere essere protagonista di questa ridiscussione: i problemi col mondo islamico non si risolvono costruendo moschee (anzi, in quei casi si acuiscono), ma ascoltando diplomaticamente un mondo la cui violenza si previene recuperando una quota di isolazionismo (eccetto per la questione palestinese, dove è necessario costringere Sharon a cedere sulla linea ortodossa) e recuperando un pensiero forte capace di porsi a baluardo e simbolo di un occidente autentico. Un occidente la cui notte sarà stata breve, la cui eclissi non sarà stata sfruttata da un mondo col quale devono vigere rapporti di vicinato, di rispetto diplomatico, di collaborazione umanitaria, ma di distanza precauzionale. Insomma, con l'Islam credo che la strategia migliore sia mostrare muscoli di civiltà cristiana (civiltà autentica, non barbarie spacciata per illuminismo) senza essere i primi a dare lo schiaffo. Qualcuno potrebbe obiettare che una tale linea politica è reazionaria. Purtroppo a questo qualcuno non è ancora chiaro che la post-modernità non sarà un progresso, ma un'epoca che inaugurerà paradigmi nuovi fondati su una sintesi più organica tra principi liberali e mondo della tradizione. Un'epoca dove i consumi si ridurranno necessariamente, o per esigenze ecologiche, di carenza energetica, o perchè saranno necessarie nuove misure politiche a sostegno e nel rispetto dei paesi in via di sviluppo: se non vogliamo essere invasi e colonizzati, è necessario condividere una parte della nostra ricchezza, anche se questa andrà progressivamente diminuendo e stabilizzandosi su livelli non paragonabili a quelli attuali, adottare principi più severi a difesa dei nostri codici, "relativizzare" il libero mercato, ricostruire quote più ampie di auto-sufficienza attraverso una geopolitica differente.
    Sarà la necessaria decadenza di un'epoca, la logica crisi conseguente agli apici di fine secolo, il luogo dove rimettere in gioco saperi, idee e prospettive.

  10. #20
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    Per me questo antiamericanismo rimane un mistero!... Come se gli americani non fossero tutti ex-europei, nostri parenti più stretti...
    Ancora oggi si sentiva parlare di un bambino che forse sarà salvato da una medicina che non c'è in Italia e che sono andati a prendere in America.... Chissà se il padre di quel bambino fa parte di questi ingrati...
    Gliela paga l'America la medicina? Gliela regala? Dai, cerchiamo di non andare sul patetico e di perdere di vista i veri punti della questione: solidarietà massima alle vittime e alle loro famiglie, che sono le uniche a cui l'11 settembre ha davvero cambiato la vita e condanna unanime del terrorismo, di qualunque stampo e matrice, perchè diffonde morte e paura tra la società civile e fasce inermi di persone...Su questo siamo tutti d'accordo. Ma che ne dite di un'analisi storico-politica degli ultimi cinquanta anni, dove è palese che gli Stati Uniti hanno difeso i loro interessi in modo bellicistico e, diciamolo, imperialista. Qualcuno dirà che hanno anche difeso i nostri: da un certo punto di vista può essere che indirettamente la presenza di questo gendarme ci abbia preservato dalle mire sovietiche, oppure richiamare il piano marshall, ma in tante altre circostanze gli americani hanno diffuso morte e paura fra popolazioni inermi e pressochè disperate, e oggigiorno difendono una filosofia dello sviluppo davvero iniqua e insostenibile, nonchè quel sentimento di essere "primis inter pares" che li rende sovrani illegittimi. Oggi ho letto un post che riassumeva tutti gli interventi americani in terra straniera:è una lista lunga che richiama eventi macabri e che non può essere dimenticata, in onore dell'onestà intellettuale. E' necessaria quindi, prima che una guerra in Iraq, una ridiscussione politica che evidenzi i limiti della politica estera americana, una discussione che prescinda dalle ragioni economiche e si soffermi su questioni eminentemente politiche, dove la migliore tradizione occidentale possa essere proficuamente impiegata e non imposta a culture altre incapaci di recepirle se non come tentativi di incorporation. E' l'Europa, per logica di cose, a dovere essere protagonista di questa ridiscussione: i problemi col mondo islamico non si risolvono costruendo moschee (anzi, in quei casi si acuiscono), ma ascoltando diplomaticamente un mondo la cui violenza si previene recuperando una quota di isolazionismo (eccetto per la questione palestinese, dove è necessario costringere Sharon a cedere sulla linea ortodossa) e recuperando un pensiero forte capace di porsi a baluardo e simbolo di un occidente autentico. Un occidente la cui notte sarà stata breve, la cui eclissi non sarà stata sfruttata da un mondo col quale devono vigere rapporti di vicinato, di rispetto diplomatico, di collaborazione umanitaria, ma di distanza precauzionale. Insomma, con l'Islam credo che la strategia migliore sia mostrare muscoli di civiltà cristiana (civiltà autentica, non barbarie spacciata per illuminismo) senza essere i primi a dare lo schiaffo. Qualcuno potrebbe obiettare che una tale linea politica è reazionaria. Purtroppo a questo qualcuno non è ancora chiaro che la post-modernità non sarà un progresso, ma un'epoca che inaugurerà paradigmi nuovi fondati su una sintesi più organica tra principi liberali e mondo della tradizione. Un'epoca dove i consumi si ridurranno necessariamente, o per esigenze ecologiche, di carenza energetica, o perchè saranno necessarie nuove misure politiche a sostegno e nel rispetto dei paesi in via di sviluppo: se non vogliamo essere invasi e colonizzati, è necessario condividere una parte della nostra ricchezza, anche se questa andrà progressivamente diminuendo e stabilizzandosi su livelli non paragonabili a quelli attuali, adottare principi più severi a difesa dei nostri codici, "relativizzare" il libero mercato, ricostruire quote più ampie di auto-sufficienza attraverso una geopolitica differente.
    Sarà la necessaria decadenza di un'epoca, la logica crisi conseguente agli apici di fine secolo, il luogo dove rimettere in gioco saperi, idee e prospettive.

 

 
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