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Discussione: Olocausto

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    W Charles A. Lindbergh 21.5.1927
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    la Terra, quarta via, presso l'Unione Nazionale per la Giustizia Sociale - Fronte Cristiano. NO AL NAZISMO DISUMANO; NO AL FASCISMO LIBERTICIDA; NO AL CAPITALISMO SFRUTTATORE; NO AL COMUNISMO ATEO.
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    Predefinito Olocausto

    http://www.sussidiario.it/storia/con...nea/olocausto/
    La giornata della memoria in ricordo dell'Olocausto
    Il 27 gennaio del 1945 è la data, davvero memorabile, in cui furono abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz. Il 27 gennaio è diventato il “Giorno della Memoria”, che l'Europa dedica al ricordo della tragedia della Shoah e delle persecuzioni subite dagli ebrei e dai deportati militari e politici nei campi nazisti.
    di Rita Rutigliano
    Torino – Nel nostro paese – dove è stata istituita con una legge statale, la 211 del luglio 2000 - è una giornata che deve servire, in particolare, per richiamare alla mente «lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».
    Per iniziativa della Città e dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza, nell'approssimarsi della “giornata della memoria” il torinese Palazzo Barolo ha ospitato il 17 gennaio la prima presentazione pubblica di un documento importante (su cui la Gazzetta Web intende tornare ampiamente in uno dei prossimi numeri): il “Rapporto generale” della Commissione della presidenza del Consiglio «per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività d'acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte degli organismi pubblici e privati» (così recita, testualmente, il suo lunghissimo titolo).
    Frutto del lavoro realizzato dalla commissione capitanata dalla senatrice Tina Anselmi (intervenuta al convegno), il “Rapporto” serve a far luce sulle spoliazioni subite dai cittadini italiani di fede od origine ebraica dopo l'introduzione delle leggi razziali del 1938, anticamera del dramma consumatosi negli anni della seconda guerra mondiale con lo sterminio delle comunità ebraiche europee.
    In Piemonte numerose altre iniziative sono state realizzate nei giorni scorsi o sono in programma nei prossimi. A molte ha contribuito anche quest'anno il Consiglio Regionale (info: http://www.consiglioregionale.piemonte.it), mirando ad «avvicinare adulti e giovani al ricordo di una tragedia che ha travolto e segnato in modo indelebile tante vite e che ancora oggi ha qualcosa da dirci. Cerchiamo così di dare un contributo alla pace anche se viviamo un momento particolarmente difficile, soprattutto per i rapporti tra Israele e palestinesi. Divulgare la memoria della Shoah e della Resistenza è anche un modo per riflettere su ciò che sta succedendo, per costruire una coscienza democratica».
    Fra i tanti appuntamenti torinesi: il 27 gennaio alle 10, nel Cimitero Monumentale, la cerimonia ufficiale di commemorazione e omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti e delle vittime della deportazione. Spiccano inoltre
    la rassegna cinematografica “Memoria dei testimoni e testimonianza delle immagini” (al cinema Massimo dal 21 al 23 gennaio, info: tel. 011-539274) e quella rivolta alle scuole (in 8 sale cittadine il 25 gennaio alle 9.30)
    i convegni del 23 gennaio su “La memoria della Shoah nella letteratura ebraica contemporanea” (nella Biblioteca del Goethe-Institut, in piazza San Carlo 206), del 24 gennaio su “La memoria della Shoah in tre generazioni” (presso la Comunità Ebraica, in piazzetta Primo Levi), del 25 gennaio su “Vittime e carnefici nelle seconda guerra mondiale” (nella sala conferenze del Sermig, info: tel. 011-4310963)
    le mostre “I sentieri della memoria” (dal 25 gennaio al 2 febbraio nello scalo ferroviario di Porta Milano) e “Nessun uomo è un'isola” (dal 19 al 27 gennaio in Lungo Dora Napoli 25); il “Concerto per la memoria” (il 27 gennaio alle 21, al Teatro Regio: dopo l'intervento del sindaco Sergio Chiamparino e l'introduzione storica di Anna Bravo, si assisterà all'esecuzione del “Quartetto per la fine del tempo” di Olivier Messiaen. Info: tel. 011-8815241, ritiro ingressi omaggio alla biglietteria).
    Un incontro è fissato anche per il 29 gennaio alle 17, quando nella libreria La Torre di Abele (via Pietro Micca 77) ci sarà la proiezione del video “Abitare la Buna” dedicato al sottocampo di Buna-Monowitz (Auschwitz III). Il film, cofinanziato da Commissione Europea e Provincia di Torino, sarà accompagnato da immagini recenti della cittadina polacca di Monowice (sede del campo Auschwitz III) per mettere a confronto la vita del lager di allora con quella della cittadina di oggi.
    Fra i molti altri appuntamenti in calendario nel resto del Piemonte segnaliamo almeno lo spettacolo drammatico Cantata di San Sabba, libero adattamento da “I me ciamava per nome 44787” di Renato Sarti (regia di Giuseppe Costantino, musiche di Leonard Bernstein, rappresentata dalla Compagnia Nuovo Palcoscenico di Casale Monferrato, con i Cori di Alessandria e di Casale Monferrato). Va in scena con il seguente calendario: 27 gennaio alle 21, Teatro Civico di Moncalvo (AT); 29 gennaio alle 21, Teatro Comunale di Alessandria; 2 febbraio alle 10, Teatro Civico di Vercelli; 4 febbraio alle 10, Teatro Municipale di Casale Monferrato (AL); 5 febbraio alle 10, Teatro Civico di Tortona (AL); 7 febbraio alle 21, Teatro Civico di Ovada (AL); 9 febbraio alle 10, Teatro Ilva di Novi Ligure (AL).
    Affatto speciale, poi, è lo spettacolo teatrale “per attore e 70 spettatori” (info e prenotazioni: tel. 800-553130 oppure 011-883966) che – dal 25 al 27 gennaio, nei giorni dedicati alla memoria dello sterminio – parte da Torino per diffondersi poi in tutta la regione subalpina. Intitolato Deportazione. Viaggio nella perdita dei diritti umani, è stato realizzato dall'Acti Teatri Indipendenti con i contributi e la collaborazione di vari enti ed associazioni (in particolare Istituto piemontese per la storia della Resistenza, Associazione Nazionale Ex Deportati-ANED, Trenitalia e Satti). Mette in scena una singolare ricostruzione della tragedia vissuta dagli ebrei: un convoglio merci di sei carri bestiame, la narrazione dell'attore e le testimonianze dirette dei sopravvissuti faranno rivivere i terribili momenti della deportazione.
    A Torino lo spettacolo-evento di Beppe Rosso si svolge allo scalo ferroviario di Porta Milano (ex Torino-Ceres, in corso Giulio Cesare), con orari che vanno dalle 10 alle 20.30. Poi, il “viaggio” continuerà facendo tappa nelle stazioni di altre 14 località del Piemonte: Bussoleno, Ivrea, Domodossola, Villa D'Ossola, Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Alba, Borgo San Dalmazzo, Pinerolo, Germagnano, Ciriè e Venaria. Ad ogni sosta cambieranno una parte della narrazione e dell'allestimento, in modo da dar voce alla storia della comunità coinvolta anche attraverso le testimonianze di ex-deportati locali. Per la quindicesima tappa, quella finale: simbolico ritorno a Torino, il 25 aprile, nell'anniversario della Liberazione.
    Cronologia dell'Olocausto
    Per tener desta la memoria dell'Olocausto può servire anche la cronologia di alcuni fra i principali avvenimenti storici che, nel periodo 1933-1945, sono legati alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei.
    1933: 30 gennaio: Adolf Hitler è nominato cancelliere tedesco; 1 aprile: cominciano le discriminazioni ufficiali contro gli ebrei
    1938: 28 ottobre: 17.000 ebrei rinviati dalla Germania in Polonia; 9 novembre: attivisti nazisti rompono le vetrine dei negozi di ebrei nella “notte dei cristalli”
    1939: 1 settembre: la Germania invade la Polonia; 21 settembre: agli ebrei polacchi viene ordinato di radunarsi nei centri urbani
    1940: maggio-novembre: i ghetti polacchi vengono sigillati
    1941: 22 giugno: la Germania attacca l'URSS. Reparti speciali cominciano le esecuzioni sommarie degli ebrei e della “intellighentsia bolscevica”; 30 luglio: il vice di Hitler, Hermann Goering, chiede un piano complessivo per una “soluzione finale della questione ebraica”; 3 settembre: prime vittime delle camere a gas ad Auschwitz; 29-30 settembre: 33.771 ebrei, compresi donne e bambini, sono fucilati a Babi Yar, presso Kiev; luglio-dicembre: 133.346 ebrei uccisi in Lituania e Bielorussia; ottobre: primi ebrei tedeschi deportati in ghetti stranieri; novembre: entrano in funzione in Ucraina le prime camere a gas mobili; dicembre: in Polonia entra in attività il campo di sterminio di Chelmno
    1942: 20 gennaio: il capo dei servizi di sicurezza Reinhard Heydrich invita i capi nazisti alla conferenza del Wannsee, per definire i piani per accelerare le uccisioni in massa e sterminare undici milioni di ebrei; gennaio: tre grosse camere a gas sono aggiunte al campo di Auschwitz, altri tre campi di sterminio entrano in attività per affrettare lo sterminio; marzo-maggio: entrano in attività i campi di Belzec e Sobibor, presso Lublino. E' organizzato su vasta scala il trasporto degli ebrei dai territori occupati ai campi di sterminio; luglio: entra in funzione il campo di Treblinka, a nordest di Varsavia
    1943: marzo: uccisa la maggioranza degli ebrei nei paesi occupati. Il campo di Belzec viene chiuso: vengono esumati e bruciati i resti delle vittime per nascondere le prove; agosto-ottobre: dopo Belzec, anche i campi di Treblinka e Sobibor vengono rasi al suolo: si calcola che nei tre campi siano stati uccisi 1,75 milioni di ebrei
    1944: maggio: quasi 438.000 ebrei ungheresi inviati a Auschwitz; luglio-settembre: quando l'Armata Rossa raggiunge la Polonia i nazisti chiudono alcuni campi e il ghetto di Lodz viene sgomberato. Oltre 62.000 ebrei inviati in campi di sterminio ancora in attività; novembre-dicembre: le camere a gas e i crematori di Auschwitz vengono smantellati e sepolti
    1945: gennaio: mentre l'Armata Rossa avanza, Auschwitz viene evacuato: molti prigionieri vengono uccisi e gran parte degli altri 58.000 muoiono durante marce forzate (tra il 17 e 19 gennaio 65.000 prigionieri furono obbligati a mettersi in marcia per raggiungere altri campi più lontani dal fronte: un esodo passato alla storia come “la marcia della morte”, per le fucilazioni dei più deboli che cadevano sfiniti sulla neve e per l'ecatombe provocata dal gelo di quei giorni); 27 gennaio: verso le tre del pomeriggio truppe sovietiche liberano il campo. Vi trovano solo 7.000 persone, ridotte a larve umane: la “fabbrica della morte” aveva distrutto fino a quel giorno, secondo varie fonti, da 1 milione e 300.000 a 1 milione e 500.000 vite umane (un milione gli ebrei).
    «Grido di disperazione e ammonimento all'umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di persone, principalmente ebrei da vari paesi d'Europa», si legge ad Auschwitz, su una delle 20 lapidi in diverse lingue piazzate davanti al monumento alla memoria delle vittime del genocidio nazista.
    Il padiglione che commemora i 40.000 italiani internati nel campo (37.000, di cui 8.369 ebrei, vi morirono) porta invece inciso sull'ingresso questo “memento”: «Visitatore, da qualunque paese tu venga, non sei un estraneo. Perché il tuo viaggio non sia stato inutile, perché non sia stata inutile la nostra morte per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento; fa' che il frutto orrendo dell'odio di cui hai visto qui le tracce non dia nuovo seme né domani né mai». (Nota: Oswiecim è il nome polacco della cittadina dell'Alta Slesia, nel 1939 annessa alla Germania). Sono parole dello scrittore Primo Levi, che fu prigioniero di Auschwitz dal 26 febbraio 1944 al fatidico 27 gennaio dell'anno successivo.
    Per saperne di più:
    Due indimenticabili opere di Primo Levi: Se questo è un uomo, il primo e forse il più noto dei suoi libri, in cui si può leggere – rabbrividendo – della tremenda esperienza della prigionia nel campo di Auschwitz; La tregua, certamente uno dei libri più significativi sulla tragedia della Shoah, in cui lo scrittore piemontese racconta il viaggio di ritorno alla vita. E' un lungo viaggio, che nel suo racconto e nella realtà si apre – proprio il 27 gennaio (1945) - con l'arrivo dei soldati sovietici al campo di Buna-Monowitz (sottocampo di Auschwitz) abbandonato dai nazisti.
    La mostra-omaggio a Primo Levi, aperta fino al 23 febbraio nel Palazzo Cisterna in cui ha sede la Provincia di Torino (via Maria Vittoria 12): sei grandi, drammatiche tele con cui la pittrice spagnola Sofia Gandarias racconta l'esperienza di Primo Levi dall'arrivo ad Auschwitz al dovere della memoria. Per tutta la durata della mostra sono previsti incontri e conferenze sul tema della memoria.
    La mostra “Memoria dei campi. Fotografie dei campi di concentramento e di sterminio nazisti 1933-2000”: in corso fino al 10 marzo al Palazzo Magnani di Reggio Emilia, espone 320 immagini spesso drammatiche che documentano una delle più grandi tragedie del Novecento. Tre le sezioni in cui è suddivisa: Il periodo dei campi (1933-1945), L'ora della liberazione (1945), Il tempo della memoria (1945-2000).
    http://www.palazzomagnani.it/
    L'elenco degli ebrei deportati dall'Italia e dal Dodecanneso dal '43 al '45, che si trova nel volume “Il libro della memoria” di Liliana Picciotto Fargion, edito da Mursia.
    http://www.mursia.com
    Aned (Associaz. nazionale ex deportati politici nei campi nazisti):
    http://www.deportati.it/
    Elenchi alfabetici nominativi dei deportati italiani in alcuni dei maggiori Lager nazisti si possono consultare facendo domanda all'Aned (per le modalità della richiesta, cfr http://www.deportati.it/fmenu.htm)
    Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea:
    http://www.istoreto.it
    Museo dell'Olocausto a Berlino:
    http://www.jmberlin.de/rahmen.html
    Altre iniziative in Piemonte:
    vedi il notiziario della Gazzetta Web dedicato agli
    “Appuntamenti in Piemonte”
    Rita Rutigliano
    Prosit


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    Predefinito Re: Olocausto

    Originally posted by Fernando
    http://www.sussidiario.it/storia/con...nea/olocausto/
    La giornata della memoria in ricordo dell'Olocausto
    Il 27 gennaio del 1945 è la data, davvero memorabile, in cui furono abbattuti i cancelli del lager di Auschwitz. Il 27 gennaio è diventato il “Giorno della Memoria”, che l'Europa dedica al ricordo della tragedia della Shoah e delle persecuzioni subite dagli ebrei e dai deportati militari e politici nei campi nazisti.
    di Rita Rutigliano
    Torino – Nel nostro paese – dove è stata istituita con una legge statale, la 211 del luglio 2000 - è una giornata che deve servire, in particolare, per richiamare alla mente «lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».
    Per iniziativa della Città e dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza, nell'approssimarsi della “giornata della memoria” il torinese Palazzo Barolo ha ospitato il 17 gennaio la prima presentazione pubblica di un documento importante (su cui la Gazzetta Web intende tornare ampiamente in uno dei prossimi numeri): il “Rapporto generale” della Commissione della presidenza del Consiglio «per la ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato in Italia le attività d'acquisizione dei beni dei cittadini ebrei da parte degli organismi pubblici e privati» (così recita, testualmente, il suo lunghissimo titolo).
    Frutto del lavoro realizzato dalla commissione capitanata dalla senatrice Tina Anselmi (intervenuta al convegno), il “Rapporto” serve a far luce sulle spoliazioni subite dai cittadini italiani di fede od origine ebraica dopo l'introduzione delle leggi razziali del 1938, anticamera del dramma consumatosi negli anni della seconda guerra mondiale con lo sterminio delle comunità ebraiche europee.
    In Piemonte numerose altre iniziative sono state realizzate nei giorni scorsi o sono in programma nei prossimi. A molte ha contribuito anche quest'anno il Consiglio Regionale (info: http://www.consiglioregionale.piemonte.it), mirando ad «avvicinare adulti e giovani al ricordo di una tragedia che ha travolto e segnato in modo indelebile tante vite e che ancora oggi ha qualcosa da dirci. Cerchiamo così di dare un contributo alla pace anche se viviamo un momento particolarmente difficile, soprattutto per i rapporti tra Israele e palestinesi. Divulgare la memoria della Shoah e della Resistenza è anche un modo per riflettere su ciò che sta succedendo, per costruire una coscienza democratica».
    Fra i tanti appuntamenti torinesi: il 27 gennaio alle 10, nel Cimitero Monumentale, la cerimonia ufficiale di commemorazione e omaggio alle lapidi in ricordo dei caduti e delle vittime della deportazione. Spiccano inoltre
    la rassegna cinematografica “Memoria dei testimoni e testimonianza delle immagini” (al cinema Massimo dal 21 al 23 gennaio, info: tel. 011-539274) e quella rivolta alle scuole (in 8 sale cittadine il 25 gennaio alle 9.30)
    i convegni del 23 gennaio su “La memoria della Shoah nella letteratura ebraica contemporanea” (nella Biblioteca del Goethe-Institut, in piazza San Carlo 206), del 24 gennaio su “La memoria della Shoah in tre generazioni” (presso la Comunità Ebraica, in piazzetta Primo Levi), del 25 gennaio su “Vittime e carnefici nelle seconda guerra mondiale” (nella sala conferenze del Sermig, info: tel. 011-4310963)
    le mostre “I sentieri della memoria” (dal 25 gennaio al 2 febbraio nello scalo ferroviario di Porta Milano) e “Nessun uomo è un'isola” (dal 19 al 27 gennaio in Lungo Dora Napoli 25); il “Concerto per la memoria” (il 27 gennaio alle 21, al Teatro Regio: dopo l'intervento del sindaco Sergio Chiamparino e l'introduzione storica di Anna Bravo, si assisterà all'esecuzione del “Quartetto per la fine del tempo” di Olivier Messiaen. Info: tel. 011-8815241, ritiro ingressi omaggio alla biglietteria).
    Un incontro è fissato anche per il 29 gennaio alle 17, quando nella libreria La Torre di Abele (via Pietro Micca 77) ci sarà la proiezione del video “Abitare la Buna” dedicato al sottocampo di Buna-Monowitz (Auschwitz III). Il film, cofinanziato da Commissione Europea e Provincia di Torino, sarà accompagnato da immagini recenti della cittadina polacca di Monowice (sede del campo Auschwitz III) per mettere a confronto la vita del lager di allora con quella della cittadina di oggi.
    Fra i molti altri appuntamenti in calendario nel resto del Piemonte segnaliamo almeno lo spettacolo drammatico Cantata di San Sabba, libero adattamento da “I me ciamava per nome 44787” di Renato Sarti (regia di Giuseppe Costantino, musiche di Leonard Bernstein, rappresentata dalla Compagnia Nuovo Palcoscenico di Casale Monferrato, con i Cori di Alessandria e di Casale Monferrato). Va in scena con il seguente calendario: 27 gennaio alle 21, Teatro Civico di Moncalvo (AT); 29 gennaio alle 21, Teatro Comunale di Alessandria; 2 febbraio alle 10, Teatro Civico di Vercelli; 4 febbraio alle 10, Teatro Municipale di Casale Monferrato (AL); 5 febbraio alle 10, Teatro Civico di Tortona (AL); 7 febbraio alle 21, Teatro Civico di Ovada (AL); 9 febbraio alle 10, Teatro Ilva di Novi Ligure (AL).
    Affatto speciale, poi, è lo spettacolo teatrale “per attore e 70 spettatori” (info e prenotazioni: tel. 800-553130 oppure 011-883966) che – dal 25 al 27 gennaio, nei giorni dedicati alla memoria dello sterminio – parte da Torino per diffondersi poi in tutta la regione subalpina. Intitolato Deportazione. Viaggio nella perdita dei diritti umani, è stato realizzato dall'Acti Teatri Indipendenti con i contributi e la collaborazione di vari enti ed associazioni (in particolare Istituto piemontese per la storia della Resistenza, Associazione Nazionale Ex Deportati-ANED, Trenitalia e Satti). Mette in scena una singolare ricostruzione della tragedia vissuta dagli ebrei: un convoglio merci di sei carri bestiame, la narrazione dell'attore e le testimonianze dirette dei sopravvissuti faranno rivivere i terribili momenti della deportazione.
    A Torino lo spettacolo-evento di Beppe Rosso si svolge allo scalo ferroviario di Porta Milano (ex Torino-Ceres, in corso Giulio Cesare), con orari che vanno dalle 10 alle 20.30. Poi, il “viaggio” continuerà facendo tappa nelle stazioni di altre 14 località del Piemonte: Bussoleno, Ivrea, Domodossola, Villa D'Ossola, Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Alba, Borgo San Dalmazzo, Pinerolo, Germagnano, Ciriè e Venaria. Ad ogni sosta cambieranno una parte della narrazione e dell'allestimento, in modo da dar voce alla storia della comunità coinvolta anche attraverso le testimonianze di ex-deportati locali. Per la quindicesima tappa, quella finale: simbolico ritorno a Torino, il 25 aprile, nell'anniversario della Liberazione.
    Cronologia dell'Olocausto
    Per tener desta la memoria dell'Olocausto può servire anche la cronologia di alcuni fra i principali avvenimenti storici che, nel periodo 1933-1945, sono legati alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei.
    1933: 30 gennaio: Adolf Hitler è nominato cancelliere tedesco; 1 aprile: cominciano le discriminazioni ufficiali contro gli ebrei
    1938: 28 ottobre: 17.000 ebrei rinviati dalla Germania in Polonia; 9 novembre: attivisti nazisti rompono le vetrine dei negozi di ebrei nella “notte dei cristalli”
    1939: 1 settembre: la Germania invade la Polonia; 21 settembre: agli ebrei polacchi viene ordinato di radunarsi nei centri urbani
    1940: maggio-novembre: i ghetti polacchi vengono sigillati
    1941: 22 giugno: la Germania attacca l'URSS. Reparti speciali cominciano le esecuzioni sommarie degli ebrei e della “intellighentsia bolscevica”; 30 luglio: il vice di Hitler, Hermann Goering, chiede un piano complessivo per una “soluzione finale della questione ebraica”; 3 settembre: prime vittime delle camere a gas ad Auschwitz; 29-30 settembre: 33.771 ebrei, compresi donne e bambini, sono fucilati a Babi Yar, presso Kiev; luglio-dicembre: 133.346 ebrei uccisi in Lituania e Bielorussia; ottobre: primi ebrei tedeschi deportati in ghetti stranieri; novembre: entrano in funzione in Ucraina le prime camere a gas mobili; dicembre: in Polonia entra in attività il campo di sterminio di Chelmno
    1942: 20 gennaio: il capo dei servizi di sicurezza Reinhard Heydrich invita i capi nazisti alla conferenza del Wannsee, per definire i piani per accelerare le uccisioni in massa e sterminare undici milioni di ebrei; gennaio: tre grosse camere a gas sono aggiunte al campo di Auschwitz, altri tre campi di sterminio entrano in attività per affrettare lo sterminio; marzo-maggio: entrano in attività i campi di Belzec e Sobibor, presso Lublino. E' organizzato su vasta scala il trasporto degli ebrei dai territori occupati ai campi di sterminio; luglio: entra in funzione il campo di Treblinka, a nordest di Varsavia
    1943: marzo: uccisa la maggioranza degli ebrei nei paesi occupati. Il campo di Belzec viene chiuso: vengono esumati e bruciati i resti delle vittime per nascondere le prove; agosto-ottobre: dopo Belzec, anche i campi di Treblinka e Sobibor vengono rasi al suolo: si calcola che nei tre campi siano stati uccisi 1,75 milioni di ebrei
    1944: maggio: quasi 438.000 ebrei ungheresi inviati a Auschwitz; luglio-settembre: quando l'Armata Rossa raggiunge la Polonia i nazisti chiudono alcuni campi e il ghetto di Lodz viene sgomberato. Oltre 62.000 ebrei inviati in campi di sterminio ancora in attività; novembre-dicembre: le camere a gas e i crematori di Auschwitz vengono smantellati e sepolti
    1945: gennaio: mentre l'Armata Rossa avanza, Auschwitz viene evacuato: molti prigionieri vengono uccisi e gran parte degli altri 58.000 muoiono durante marce forzate (tra il 17 e 19 gennaio 65.000 prigionieri furono obbligati a mettersi in marcia per raggiungere altri campi più lontani dal fronte: un esodo passato alla storia come “la marcia della morte”, per le fucilazioni dei più deboli che cadevano sfiniti sulla neve e per l'ecatombe provocata dal gelo di quei giorni); 27 gennaio: verso le tre del pomeriggio truppe sovietiche liberano il campo. Vi trovano solo 7.000 persone, ridotte a larve umane: la “fabbrica della morte” aveva distrutto fino a quel giorno, secondo varie fonti, da 1 milione e 300.000 a 1 milione e 500.000 vite umane (un milione gli ebrei).
    «Grido di disperazione e ammonimento all'umanità sia per sempre questo luogo dove i nazisti uccisero circa un milione e mezzo di persone, principalmente ebrei da vari paesi d'Europa», si legge ad Auschwitz, su una delle 20 lapidi in diverse lingue piazzate davanti al monumento alla memoria delle vittime del genocidio nazista.
    Il padiglione che commemora i 40.000 italiani internati nel campo (37.000, di cui 8.369 ebrei, vi morirono) porta invece inciso sull'ingresso questo “memento”: «Visitatore, da qualunque paese tu venga, non sei un estraneo. Perché il tuo viaggio non sia stato inutile, perché non sia stata inutile la nostra morte per te e per i tuoi figli le ceneri di Oswiecim valgono di ammonimento; fa' che il frutto orrendo dell'odio di cui hai visto qui le tracce non dia nuovo seme né domani né mai». (Nota: Oswiecim è il nome polacco della cittadina dell'Alta Slesia, nel 1939 annessa alla Germania). Sono parole dello scrittore Primo Levi, che fu prigioniero di Auschwitz dal 26 febbraio 1944 al fatidico 27 gennaio dell'anno successivo.
    Per saperne di più:
    Due indimenticabili opere di Primo Levi: Se questo è un uomo, il primo e forse il più noto dei suoi libri, in cui si può leggere – rabbrividendo – della tremenda esperienza della prigionia nel campo di Auschwitz; La tregua, certamente uno dei libri più significativi sulla tragedia della Shoah, in cui lo scrittore piemontese racconta il viaggio di ritorno alla vita. E' un lungo viaggio, che nel suo racconto e nella realtà si apre – proprio il 27 gennaio (1945) - con l'arrivo dei soldati sovietici al campo di Buna-Monowitz (sottocampo di Auschwitz) abbandonato dai nazisti.
    La mostra-omaggio a Primo Levi, aperta fino al 23 febbraio nel Palazzo Cisterna in cui ha sede la Provincia di Torino (via Maria Vittoria 12): sei grandi, drammatiche tele con cui la pittrice spagnola Sofia Gandarias racconta l'esperienza di Primo Levi dall'arrivo ad Auschwitz al dovere della memoria. Per tutta la durata della mostra sono previsti incontri e conferenze sul tema della memoria.
    La mostra “Memoria dei campi. Fotografie dei campi di concentramento e di sterminio nazisti 1933-2000”: in corso fino al 10 marzo al Palazzo Magnani di Reggio Emilia, espone 320 immagini spesso drammatiche che documentano una delle più grandi tragedie del Novecento. Tre le sezioni in cui è suddivisa: Il periodo dei campi (1933-1945), L'ora della liberazione (1945), Il tempo della memoria (1945-2000).
    http://www.palazzomagnani.it/
    L'elenco degli ebrei deportati dall'Italia e dal Dodecanneso dal '43 al '45, che si trova nel volume “Il libro della memoria” di Liliana Picciotto Fargion, edito da Mursia.
    http://www.mursia.com
    Aned (Associaz. nazionale ex deportati politici nei campi nazisti):
    http://www.deportati.it/
    Elenchi alfabetici nominativi dei deportati italiani in alcuni dei maggiori Lager nazisti si possono consultare facendo domanda all'Aned (per le modalità della richiesta, cfr http://www.deportati.it/fmenu.htm)
    Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea:
    http://www.istoreto.it
    Museo dell'Olocausto a Berlino:
    http://www.jmberlin.de/rahmen.html
    Altre iniziative in Piemonte:
    vedi il notiziario della Gazzetta Web dedicato agli
    “Appuntamenti in Piemonte”
    Rita Rutigliano
    Molto bene.Io propongo pero' che il giorno 20 Ottobre si ricordino oltre ai 200 bambini morti a seguito di bombardamento terroristico americano anche tutti i gli oiltre 100 mila italiani morti a seguito azioni alleate fatte contro i civli ed anche degli oltre 20 mila assasinati dagli slavi o deceduti nei campi di concentramento alleati inglesi in particolare.

    E' un questione di equita'.


    Un saluto

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Olocausto

    Originally posted by Ferruccio


    Molto bene.Io propongo pero' che il giorno 20 Ottobre si ricordino oltre ai 200 bambini morti a seguito di bombardamento terroristico americano anche tutti i gli oiltre 100 mila italiani morti a seguito azioni alleate fatte contro i civli ed anche degli oltre 20 mila assasinati dagli slavi o deceduti nei campi di concentramento alleati inglesi in particolare.

    E' un questione di equita'.


    Un saluto
    concordo ovviamente. È ingiusto ed odioso fare distinzioni tra vittime, specie se vittime civili. Oltretutto le vittime dei bombardamenti terroristici, delle rappresaglie-vendette partigiane e della feroce pulizia etnica commessa dagli slavi furono molto più numerose degli ebrei italiani deportati e spariti in Germania.
    Evidentemente l'esaltazione univoca della memoria dei massacri antiebraici e l'amnesia di tutte le altre vittime porta l'acqua al mulino di ben precise forze politiche...

 

 

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