Gaza, Abu Mazen denuncia il massacro israeliano
L'Autorità Nazionale Palestinese: «Governo occupante cessi immediatamente tutte le azioni ostili contro il popolo»

1/11/2006

ROMA. Sei palestinesi uccisi, trentaquattro feriti sono il bilancio di un'incursione compiuta la notte scorsa dalle forze d'Israele a Beit Hanoun, nel settore nord della Striscia di Gaza.

Un portavoce militare israeliano ha parlato di un'operazione «di vasta portata» ancora in corso, che mira a bloccare il lancio di razzi della resistenza palestinese. Nel corso dell'operazione anche un soldato israeliano ha perso la vita. Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, ha duramente condannato l'operazione e parlato di un «massacro», un «crimine odioso» e ha intimato al «governo occupante di cessare immediatamente tutte le azioni ostili contro il popolo» palestinese.

Dall'inizio dell'Operazione «Pioggia d'Estate», la campagna militare avviata da Israele nella Striscia di Gaza il 28 giugno -tre giorni dopo il rapimento al confine del giovane caporale Gilad Shalit- i palestinesi che hanno perso la vita sono oltre 260. In consiglio dei ministri israeliano presieduto dal premier Ehud Olmert ha tuttavia sottolineato che per il momento non è prevista una vera e propria offensiva su più vasta scala che investa l'enclave palestinese.

«La riunione di oggi si è conclusa senza che siano state prese decisioni in merito a un'espansione delle operazioni in corso, in armonia con le raccomandazioni del ministro della Difesa, Amir Peretz», hanno riferito anonime fonti dell'esecutivo. Un comunicato successivo afferma che comunque andrà avanti l'operazione a Beit Hanoun con l'obiettivo di «acuire la pressione sul governo di Hamas e su altri gruppi terroristici per impedire loro di rafforzarsi, e porre fine ai lanci di razzi sul territorio israeliano».