rispondo ad agaragar.......
ho editato il post di G.Oberdan perche' come cappello aveva scritto Agragar...che ho corretto in agaragar....la stessa correzione ho poi fatto sul tuo post.


rispondo ad agaragar.......
ho editato il post di G.Oberdan perche' come cappello aveva scritto Agragar...che ho corretto in agaragar....la stessa correzione ho poi fatto sul tuo post.
ecco,
ma sai bene che abbiamo la facoltà di correggere i nostri posts....


se Mao era stalinista o combatteva gli stalinisti. Il viaggio di Nixon in Cina fu una trovata spettacolare in una fase di crisi della presidenza statunitense. C'erano premesse commerciali, un'intesa da trovare sul Vietnam, che non fu trovata e vedere se si poteva aprire un rapporto politico sinoamericano, visto che c'era un marcato distacco russo cinese da quasi vent'anni. Sicuramente si avviarono dei piani di cooperazione internazionale, ma che rimasero stagnanti fino alla presidenza Deng che gli ha rilanciati, è la Cina di oggi è particolarmente inquietante perchè c'è il capitalismo ma non c'è la democrazia. La borghesia cinese è una minoranza, infima ai tempi di Mao, non so oggi, anche se sicuramente molto influente. La questione del Mao militare calza anche per Napoleone. Era Napoleone un genio o erano gli eserciti delle vecchie mnarchie putrescenti incapaci? Le analisi si possono sprecare, ma contano i risultati. Napoleone trovò Kutuzov e Wellingthon, Mao sbaragliò tutti i suoi avversari. Come Stalin. Sulla destalinizzazione dell'Urss magari parlerò in seguito, con più calma.


Sempre per agaragar....
certamente....ma non tutti lo fanno.....o lo sanno fare.
Rimane poi solo un fatto formale che non cambia la sostanza di quanto si scrive.....a volte pero' rischia di far nascere delle incomprensioni.
Questa tua richiesta (vedo che non ti scappa nulla) mi fa nascere la certezza che, se avessi vissuto quelle realta' di cui parli, sia in Russia che in Cina, saresti stato uno dei primi a contestarle.....figurati se uno che sta attaccato al pelo della virgola corretta in un post....si sarebbe lasciato mangiare la pasta sopra la propria testa....figurati se avrebbe dato carta bianca su tutto al baffone ed al nuotatore del Fiume Giallo....!
accidenti!Originally posted by calvin
se Mao era stalinista o combatteva gli stalinisti. Il viaggio di Nixon in Cina fu una trovata spettacolare in una fase di crisi della presidenza statunitense. C'erano premesse commerciali, un'intesa da trovare sul Vietnam, che non fu trovata
ma ignori che la Cina mosse guerra al Vietnam nel 1979???


e purtroppo a contrario di quello che ritenevano i teorici del marxismo leninismo, non è luminosa. La Cina aiuta la repubblica del nord vietnam con armi e supporto logistico durante la guerra con il sud vietnam e poi non riconosce la sua indipendenza? Cosa c'è di strano? Qual'è la contraddizione? Nel '72 è probabile, debbo rivedere un po' di fonti a proposito, che gli usa cercano di distaccarla dal suo interesse nell'area e di guadagnarsi una neutralità cinese, la guerra in indocina va male e l'amministrazione Usa cerca di allentare l'aiuto dei cinesi a Hanoi, proprio in quanto il rapporto vietnam del nord russia è molto forte. Il nord vietnam resta comunque fortemente legato all'orbita sovietica finchè i sovietici lo supportano, quando smettono, carenza di interessi, di fondi, problemi interni alle repubbliche, la Cina allunga le sue pretese. E' un regime dittatoriale che si impone con la violenza dove può. Cosa c'entra con la visita di Nixon a Mao del '72 la guerra cinovietnamita del '79?


Giuseppe Garibaldi


Amedeo Lombardi, Motivi mazziniani nella storia e nella letteratura, Brescia, Associazione Mazziniana Italiana, 2003, pp. 12
Così si legge nell’introduzione esplicativa di questo “ardito” opuscolo di Amedeo Lombardi, dato alle stampe dall’AMI di Brescia:
“Credo... che si possano scorgere motivi mazziniani nella Storia sempre, anche prima che Mazzini formulasse la sua dottrina ed indicasse ad un “popol morto” il proprio destino.
Ho voluto cercare allora nella Storia e nella letteratura che alla Storia si ispira qualche fase, personaggio o episodio in cui si possa manifestare l’avverarsi dell’ideologia mazziniana. Ne ho scelti tre: la vicenda di Giovanna d’Arco, integralmente storica, l’ode ‘La battaglia di Maclodio’ di Alessandro Manzoni, e il romanzo ‘I Gladiatori’, di Arthur Koestler, scrittore del Ventesimo secolo”.


Rileggendo gli editoriali del barbuto sul risorgimento italiano nel Daily Tribune di New York ho trovato conferma dell'antipatia marxiana verso Mazzini, mentre ho scoperto una notevole ammirazione di Marx per Garibaldi. Vi faccio omaggio di questi reperti
P.G.
Quando a Mazzini poi, questo furbo fanatico scende sempre piu' al livello di un "Gustav Struve" italiano o qualcosa del genere. Ora accade che la polizia austriaca arresti in Italia seicento mazziniani, che scambiavano la loro corrispondenza su fazzoletti servendosi di inchiostro chimico. Ma poichè questa gente non vuole essere imprigionata e ha ramificati rapporti familiari, il signor Mazzini riceve dall'Italia uno scritto in cui gli si dice che adesso si deve fare sul serio con l'"azione" e passare ai fatti. Ad un tratto in questo retorico uomo d'azione si risveglia post festum l'"inteletto riflettente"; egli li supplica di restare tranquilli per amor di Dio, perchè da soli non potrebbero fare nulla, dato che il paese è invaso da soldati stranieri e in altri loci communes del egenere, che tutti hanno dal 1849 nè perduto nè guadagnato in verità." Lettera a Adolf Cluss, 30 luglio 1852
"Ora, è un grande progresso per il partito mazziniano l'essersi finalmente convinto che, persino nel caso di insurrezioni nazionali contro il dispotismo straniero, esistono quelle che si è soliti chiamare differenze di classe, e che nei moti rivoluzionari, ai gioni nostri, non è alle classi dominanti che si deve guardare" New York Daily Tribune, 4 aprile 1853
"Da parte mia, penso che Mazzini sbagli, tanto nel convincemento che ha del popolo piemontese, quanto nei suoi sogni di una rivoluzione italiana, che, secondo lui, dovrebbe attuarsi non già piu' grazie alle possibilità che offrono le implicazioni europee, bensì grazie all'azione individuale di cospiratori che agiscono di sopresa." New York Daily Tribune, 12 dicembre 1853
"Garibaldi è convinto che il suo principale dovere è quello di evitare qualsiasi pretesto di intervento diplomatico francese, conservando al movimento il suo carattere prettamente popolare. Garibaldi ritiene che, finchè non annette nessun territorio al Piemonte e ricorre soltanto ad armi italiane per la liberazione dell'Italia, Luigi Bonaparte non oserà interferire; il piano di Garibaldi, sia che abbia o non abbia successo, è l'unico che nelle circostanze attuali offra qualche possibilità di liberare l'Italia non solo dai suoi antichi tiranni e dalle antiche divisioni, ma anche dalle grinfie del nuovo protettorato francese." New York Daily Tribune, 8 agosto 1860
"Garibaldi ad un animo ardente unisce un granello di quella sottile genialità italiana rintracciabile in Dante non meno che in Machiavelli." New York Daily Tribune, 15 ottobre 1860
Karl Marx
"Vogliamo distruggere tutti quei ridicoli monumenti del tipo "a coloro che hanno dato la vita per la patria" che incombono in ogni paese e, al loro posto, costruiremo dei monumenti ai disertori. I monumenti ai disertori rappresentano anche i caduti in guerra perchè ognuno di loro è morto malidicendo la guerra e invidiando la fortuna del disertore. La resistenza nasce dalla diserzione"
Partigiano antifascista, Venezia, 1943
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