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  1. #131
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    Mi fa piacere che Bogi era antiabortista. Anch'io lo sono.
    Saluti

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    Virgiliankaos

  2. #132
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    Citazione Originariamente Scritto da virgiliankaos Visualizza Messaggio
    Mi fa piacere che Bogi era antiabortista. Anch'io lo sono.
    Saluti
    Non deve destare meraviaglia il fatto che ci siano repubblicani pro life. Se la nostra principale battaglia è per la dignità umana il nocciolo della questione è quando ha inizio il valore della vita...

    Personalmente, navigando nel dubbio, preferirei evitare l'aborto quando è possibile...

  3. #133
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    esattamente l'aborto è un'estrema ratio che deve poter essere praticata, non certo una soluzione ai problemi che va decantata. Credo che anche una donna non abbia particolare felicità nell'abortire e mi pare cosa ovvia.

  4. #134
    la Banda Fratelli
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    Citazione Originariamente Scritto da calvin Visualizza Messaggio
    non certo una soluzione ai problemi che va decantata.
    Frecciatina ai radicali...

  5. #135
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    Nucara: il Papa ha il diritto di parlare

    Il segretario del Pri, Francesco Nucara, ha così commentato le proteste alla "Sapienza" contro la visita del pontefice: "In quanto difensori dello Stato laico e democratico riteniamo dimostrazioni inaccettabili di prevaricazione quelle in corso all'Università di Roma. Il Papa ha il diritto di parlare e si può dissentire o criticare, ma nel rispetto di tutte le opinioni che vengono espresse".

    tratto da http://www.pri.it/15%20Gennaio%20200...paSapienza.htm

  6. #136
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    Per chi suonano le campane

    di Alberto Ridolfi

    Erano pronti i fischi, ma non se ne fa nulla. Alla prossima. Il Papa ha appena deciso di “soprassedere” alla visita alla Sapienza, a causa degli ultimi avvenimenti. Ma cosa rimarrà di questa vicenda, quando l’amato Pontefice tornerà (ben presto) a fare proclami sui giornali con ben altre idee? Pressoché nulla, il potere mediatico del Vaticano è inarrestabile, soprattutto sui pesci piccoli. Di sicuro, ciò che non verrà ricordato sono le parole con cui i clericali sono soliti additare gli avversari culturali e politici.
    In queste ore si parla delle manifestazioni studentesche come di circoli di “demonisti”. In verità di tratta di semplici manifestazioni studentesche, punto. Ce n’è qualche migliaio ogni anno. Per il Vaticano, invece, assomigliano a puro terrorismo culturale. Sono “vuote”, prive di senso, come se fossero manovrate da occulti agitatori massonici. Sono frutto di minoranze, sono veri “ostacoli al dialogo”. “La minaccia contro il Papa è un evento drammatico, culturalmente e civilmente” - addita un professore dissidente della Sapienza. Condanna unanime. Parole pesanti, insomma. Viene da pensare che il dialogo è come un fosso: si fa con due rive. E’ fatto di lessico, che fa la differenza. Aiutarsi con mezzucci propagandistici, come sulla moratoria dell’aborto: “Noi siamo per la vita, dal concepimento alla morte naturale”, non aiuta il dialogo se si dipinge chi non la pensa come le gerarchie ecclesiastiche, come una massa di necrofili. Sui Dico e quei “malati” degli omosessuali che reclamavano i diritti delle coppie eterosessuali? “Minacciano la famiglia naturale” - dicevano al Family Day un milione di persone mobilitate dalle parrocchie. I laici e i non credenti della Sapienza difenderanno le loro ragioni, la loro civilissima, trasparente e colorata protesta. Altri diranno che ragione ce l’ha il Santo Padre, che in qualità di grande teologo aveva il diritto di esprimersi. Ma per una volta è il Papa ad aver rifiutato il confronto. Non ha affrontato i fischi. E per noi è una lieta giornata!!!

    Alberto Ridolfi - Federazione Giovanile Repubblicana - Romagna

    tratto da http://www.fgr-italia.it/index.php?o...d=270&Itemid=1

  7. #137
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    Papa - Universita': P.R.I., comunicato della Direzione Romana

    Roma, 16 gennaio 2008 - La Direzione Romana del Partito Repubblicano Italiano esprime il proprio disappunto verso quanti hanno inteso opporre un rifiuto ideologico alla presenza del Pontefice Benedetto XVI all’apertura dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza di Roma.

    La laicita' intesa quale divieto e ostacolo alla libera espressione di tutti, ivi compresa la Chiesa Cattolica, danneggia la democrazia, gia' peraltro indebolita dalla dialettica politica.

    La Chiesa Cattolica, per la Direzione Romana del PRI, ha il dovere di intervenire sulle vicende umane, generali o locali, e il diritto di esternale nella piu' totale liberta' garantita dalla Costituzione italiana.

    Ben altre richieste, semmai, dovrebbero essere sottoposte alla gerarchie ecclesiastiche nazionali, prima tra tutte il rispetto dei Patti concordatari e la non ingerenza sulle decisioni assunte dal Parlamento, unico sovrano della democrazia repubblicana.

    Cio' premesso, la Direzione Romana del PRI chiede a tutti di confrontarsi direttamente con la cultura cattolica ed invita quanti non si riconoscono nella tolleranza del dialogo a non definirsi laici.

    Ufficio Stampa P.R.I. - UnioneRomana tel. 338.9530961

    tratto da http://it.groups.yahoo.com/group/Rep.../message/14810

  8. #138
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    Non è un problema di religione ma di libertà

    Informativa urgente del Governo sull'annullamento della visita del Papa Benedetto XVI all'Università La Sapienza di Roma, martedì 15 gennaio 2008: intervento di Francesco Nucara.

    di Francesco Nucara

    Signor Presidente, condivido quanto ha affermato l'onorevole Tremonti. Non si tratta di un problema di religione, ma di libertà e in tale senso oggi andava affrontata la discussione. Una sede universitaria è di per sé, o almeno dovrebbe essere per tabulas, il simbolo della libertà perché è in quei luoghi che nasce la classe dirigente del futuro e se tra trenta o quaranta anni troveremo i giovanotti che hanno presentato la predetta proposta e hanno impedito al Papa di parlare, pensate a quale futuro è affidata la libertà del Paese!

    Non sono un frequentatore di chiese. Appartengo ad un partito laico, talmente laico da pensare in ogni momento che il mio interlocutore possa avere ragione ed io torto. Appartengo ad una tradizione, però, che nello Statuto della Repubblica romana garantiva al Papa le guarentigie per esercitare il suo alto magistero religioso. All'ateneo di Roma è stata scritta una brutta pagina sulla libertà del Paese. Auguriamoci che non sia l'inizio per ricordare altre pagine orribili degli anni Settanta e Ottanta. Al collega Villetti, che veniva calorosamente applaudito dalla sinistra e dall'estrema sinistra voglio dire che non dovrebbe essere contento di tali applausi perché sono gli applausi di quei colleghi deputati che hanno votato contro l'emendamento che prevedeva il pagamento dell'ICI da parte della Chiesa.

    Ho apprezzato l'intervento del Ministro Mussi e mi dispiace che altri colleghi dell'opposizione non abbiano fatto altrettanto. Al Ministro Mussi voglio però ricordare quanto affermava il mio maestro, Ugo La Malfa: "La politica si fa con agli atti e con i fatti, perché se agli atti non seguono i fatti, sono solo chiacchiere". Siamo certi che la serietà del Ministro Mussi lo porterà a far seguire i fatti alle parole che ha detto oggi.

    tratto da http://www.pri.it/16%20Gennaio%20200...paSapienza.htm

  9. #139
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    Laici e cattolici
    Dall'Università una nuova ferita che si poteva evitare

    Comunque la si rigiri, la vicenda che ha portato il pontefice a rinunciare alla sua presenza all'Università di Roma appare come una netta sconfitta dello Stato laico e dei principi di libertà e di democrazia ai quali dovrebbe ispirarsi.



    Non se ne sono accorti i docenti firmatari della lettera di protesta al rettore per l'invito a Ratzinger, non lo capiscono gli studenti che giubilano convinti di aver ottenuto una grande vittoria. Beata e illusa gioventù! Erano liberi, docenti e studenti, di non ascoltare il Pontefice o di esprimere in modo civile il loro dissenso su quanto detto da Benedetto XVI; e gli strumenti per farlo non nancavano di certo. E invece il pensiero del pontefice è diventato oggetto di censura, e lo Stato laico non si è preoccupato, non è stato capace, di garantire la libertà di espressione al dignitario di un altro Stato, oltre che al messaggero universale della spiritualità cristiana. In parole povere: una catastrofe.

    E' pure comprensibile che un docente o uno studente non abbia piacere di avere il pontefice nella sua aula universitaria, sia essa di fisica o di lingua latina; ma se non è in grado di impedire l'invito alla fonte (ed è evidente che di questo, a ragione o a torto, si tratta) le eventuali contestazioni andavano mosse, all'indomani della visita all'interno degli organismi accademici e senza prevaricazioni di minoranza esigue sul volere della larga maggioranza di professori e studenti. La democrazia liberale, sarà bene ricordarlo, è ispirata - lo ha sottolineato nel suo intervento in aula il segretario del Pri Francesco Nucara - al principio volterriano che garantisce all'avversario fino in fondo, di esprimere il suo pensiero. E invece questo caso si è data l'impressione che ci si sarebbe battuti fino alla morte pur di non vedere parlare il pontefice, a prescindere da quello che il pontefice si riprometteva di dire.

    Complimenti al governo che, mentre si alzavano i toni della polemica, è riuscito a brillare per la completa assenza. Non ci stupiamo, perché l'elastica maggioranza che lo sostiene comprende docenti che contestano, studenti arrabbiati e papisti ortodossi. E così è intervenuto solo quando si è sentito preso per il collo: a giochi fatti, quando già il Vaticano aveva rinunciato alla visita. A quel punto serve a poco rammaricarsi per l'affronto subito dal papa. Era meglio attivarsi prima per far sapere che la visita era gradita e sarebbe stata garantita nella sua sicurezza. A proposito della quale, già Prodi si era espresso con una infelice battuta, affidandola in toto alle guardie svizzere. Temiamo che quella battuta non sia stata dimenticata nemmeno OltreTevere.

    E così i rapporti fra laici e cattolici subiscono una nuova ferita di cui proprio non si sentiva il bisogno. Con i laici messi sotto accusa per la loro intolleranza perché non si può impedire al pontefice, o a chiunque altro, di accettare un invito che si è ricevuto. Ne va di mezzo, oltretutto, la buona creanza.

    Roma, 16 gennaio 2008

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4650

  10. #140
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    La scienza è laica … e lo Stato ?

    di Francesco De Nisi

    L’Italia ha sempre più bisogno di noi laici.
    Basti guardare alla insensata diatriba che si è venuta a creare per la - ora scongiurata - visita di Papa Benedetto XVI alla Sapienza in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.
    Diatriba insensata perché i laici, o per lo meno quelli che conoscono realmente il significato più profondo di questa parola, non negano il dialogo e il confronto a nessuno.
    Con un atto di sostanziale intolleranza, alcuni professori hanno fatto perdere al mondo laico una grande occasione per aprire un confronto serio con la cultura cattolica. Ormai tutti in Italia si professano laici, per non parlare di quanti si ritengono liberali; è come un virus che ha colpito in maniera trasversale tutta la classe politica attuale.
    Certo, va dato atto che alcuni finalmente hanno capito qual è la via da percorrere per una corretta gestione del Paese, ma purtroppo la loro storia politica e gli equilibri del bipolarismo hanno fatto elaborare dei concetti di laicità e liberalismo alquanto distorti, perlomeno agli occhi di chi come noi si è professato laico, anche quando una tale definizione era molto più scomoda di quanto non lo sia oggi.
    Da questa vicenda si evince dunque un dato particolarmente significativo: le continue interferenze del Vaticano nella politica nazionale (vedi da ultimo il caso della legge 194) stanno alimentando un malcontento che prima forse si celava fra i banchi e le cattedre universitarie, ma che ora con la lettera dei professori della Sapienza inizia ad emergere. E poco importa se la futile motivazione sia stata una opinabilissima dichiarazione dell’ancora cardinale Ratzinger circa il processo a Galilei (e per estensione a tutto il mondo scientifico).
    Ora sta a noi inserirci nel dibattito che inevitabilmente, dopo questi eventi, avrà luogo tra i cittadini e sui media: bisognerà distinguersi dai falsi laici o dai laici a metà, continuando a criticare le posizioni reazionarie e retrograde della Chiesa Cattolica, ma continuando altresì a lavorare per un confronto serio e intellettuale che porti finalmente non solo ad una scienza laica (come in teoria dovrebbe già essere, proprio in quanto scienza), ma soprattutto ad uno Stato realmente laico. Ciò a cui tutti noi repubblicani siamo più interessati.

    Francesco De Nisi - Segretario Federazione Giovanile Repubblicana - Roma
    tratto da http://www.fgr-italia.it/index.php?o...d=271&Itemid=1

 

 
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