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Discussione: Blitz !

  1. #11
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    Originally posted by guelfo nero
    CARO THEOPHILUS,

    CREDO CHE NESSUNO IN QUESTO FORUM SPOSI LA CAUSA DELL'ISLAM E DEI SUOI AFFILIATI MA DEVI CAPIRE CHE è ANCHE GIUSTO CHE IN QUESTO FORUM SI LEVINO VOCI CRITICHE NEI CONFRONTI DI COLORO CHE SI ATTEGGIANO A CROCIATI MA IN REALTà TEOLOGICAMENTE O POLITICAMENTE SONO BEN LUNGI DALL'ESSERLO.
    IO RITENGO CHE L'ARGOMENTO FORMULATO DA VAGAHN POSSA ESSERE OGGETTO DI LIBERA DISCUSSIONE.
    O NO? TEO, SE RITIENI CHE QUESTO FORUM SIA TROPPO SBILANCIATO A FAVORE DELLA CAUSA PALESTINESE, è GIUSTO CHE TU LO DICA MA IO NON LO CREDO.
    MA OGNI TANTO TU INTERVIENI QUASI DIPINGENDOCI COME QUINTE COLONNE DELL'ISLAM...TUTTO QUESTO A ME SEMBRA INGIUSTO E UN PO' SPIACE.
    ANCH'IO HO STIGMATIZZATO IN PASSATO QUALCHE ECCESSO FILOARABO IN QUESTO FORUM MA UN CONTO SONO GLI ECCESSI, UN CONTO SONO PRESE DI POSIZIONE PUR SEMPRE DISCUTIBILI MA LEGITTIME.
    IO CREDO CHE NON ESISTA SOLTANTO IL PERICOLO ISLAMICO CHE PUR è GRAVISSIMO E VICINISSIMO.
    TEO, MI SEMBRA UN PO' INGIUSTO LIQUIDARE L'INTERA QUESTIONE IN MODO COSì SBRIGATIVO.

    UN CARO SALUTO E SCUSAMI SE HO USATO UN TONO UN PO' CRITICO,

    GUELFO NERO

    Scusatemi tanto, non credevo d’essere così ingiusto.
    Per fortuna prima di postare mi sono autocensurato cancellando ad esempio una battuta (un apprezzamento) sul liberismo economico. Non vorrei mai dipingervi come agenti del dirigismo, magari comunista.

    Forse sarebbe cosa saggia che io ora cancelli anche queste prime righe prima di inviarle il mio intervento.

    Comunque ora voglio scusarmi seriamente.
    Caro Guelfo Nero, tu sai che ho sempre apprezzato la tua maniera di condurre questo forum e continuo ad apprezzarla.
    Sono anch’io convinto che in questo forum trovino giusta collocazione threads di libera discussione come quello in questione, e, anzi, ringrazio l’amico (permetterà lo chiami così) Vagahn per i suoi interventi e le segnalazioni.

    Certo io sono molto sensibile al pericolo islamico e vorrei che nei postati si ponesse attenzione a non lasciare mai adito a dubbi circa la gravità della questione. Questo non significa che io non sia convinto dell’esistenza anche di altri pericoli ed in questo 3d ne sono già stati segnalati diversi.

    Tuttavia non trovando a volte troppo convincenti certe posizioni, non credo sia liquidare l’argomento troppo sbrigativamente esprimere i propri dubbi, e magari chiedere delucidazioni, anche con una sola, semplice battuta.

    Un caro saluto

    Theophilus

    PS: caro professor Damiani ho letto rapidamente l’articolo da lei riportato e non mi sembra poi così male.

  2. #12
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    CARO TEO,

    TI RINGRAZIO MOLTO PER IL POST, MI SCUSO SE SONO STATO IO UN PO' "SBRIGATIVO" CON TE.
    SAPEVO CHE AVRESTI CAPITO LO SPIRITO DELLA MIA CRITICA.

    CON STIMA ED AMICIZIA

    GUELFO NERO

  3. #13
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    Originally posted by franco damiani
    Grazie a Vahagn per l'interessantissimo contributo, in cui risuonano accenti che non so definire se non "dolcissimi2 per le mie orecchie.
    Al riguardo non mi pare fuori luogo segnalare l'articolo di Piero Vassallo " U.S.A: il mito del 'grande satana' " sull'ultimo numero di "Certamen", benemerita rivista di Siro Mazza e Maurizio Blondet edita ora da De Fina ma con questa presenza piuttosto stonata, a mio avviso.
    Lo riporto:

    Nel Novecento, le ideologie di destra e di sinistra hanno costantemente infamato l'America, dipingendola come 'terra del tramonto'. 'regno della quantità', dominio del progresso incontrollato, terra promessa alla corruzione e alla sconfitta. L'America è stata identificata ora con il destino fallimentare del capitalismo selvaggio ora con l'estenuazione del salotto pervertito: René Guènon e Julius Evola, ad esempio, senza mai recarsi oltre Oceano, hanno formulato diagnosi immaginarie ma sempre funeste sulla debolezza americana, indicandone i sintomi nell'attivismo e negli orrendi costumi babilonesi. Dall'estremo opposto, il grottesco Nikita Kruscev, lanciando una leggendaria sfida all'industria dei consumi americani, preconizzava un paese fragile, timoroso e prossimo alla miseria. L'anfibio Martin Heidegger, indossata infine la divisa del migratore ecologico, propalava una teoria della catastrofe cosmica immanente, SCIENTIFICAMENTE DIMOSTRATA dalla sua tenebrosa descrizione dell'impianto tecnologico americano.
    Oggi le analisi di Guénon, Evola, Kruscev, Heidegger e di tanti altri profeti della sciagura americana sono classificate tra i curiosi reperti di un secolo torvo e allucinato. Oggi le catastrofi, piuttosto che dall'America tecnologica e prospera, sono infatti minacciate dall'Oriente proletario, depresso e perciò ammirato da Evola, Guénon, Kruscev e Heidegger. Ma, a destra e a sinistra del secolo scorso, quelle profezie costituivano la granitica certezza delle folle totalizzate. Folle disinformate e fanatizzate, che sciolsero la radunata ideologica allo svanire del sogno, non senza aver prodotto crimini orrendi e lutti sterminati.
    fallito miseramente il tentativo di rivoluzionare l'Occidente, le estinte ideologie stanno oltrepassando le frontiere del secolo buio, per insediarsi nell'Islam e diffondere, su un terreno predisposto dal fanatismo, il mito del GRANDE SATANA AMERICANO.
    L'Islam esoterico dei talebani sta diventando il ricettacolo delle chimere teologiche intorno all'America perversa e feroce. Illusioni di sinistra infantile e di destra plagiaria, che (e questo fatto dovrebbe far riflettre gli estremisti) non contagiarono il pensiero modernizzatore e realista di Mussolini.
    E'difatti impossibile negare la verità storica che riguarda l'estraneità mussoliniana alla suggestione demenziale, che confondeva la cultura dell'America con la sovversione finanziaria e 'l'impero mondiale del male'. Infatti, nel 1933 Mussolini inviò in omaggio a Roosevelt la riproduzione dei codici di Virgilio e Orazio, accompagnandoli con una lettera personale, uscita dagli archivi solo nel 2000, in cui dichiarava: "Ho scelto questi due autori non soltanto perché le loro opere poetiche sono il più grande lascito letterario di Roma, ma anche perchè sono esempi di quella nobiltà dello spirito e umana comprensione che credo essere le due qualità fondamentali del carattere americano".
    Altro che 'male americano'. L'America è oggetto di un'ammirazione che istituisce un positivo confronto con la civiltà di Roma. Il capo del fascismo riconosce alla cultura americana i quarti di nobiltà che competono ad un popolo generoso e solidale. L'America di Roosevelt, come dimostrano le accoglienze trionfali a Italo Balbo, ricambiava peraltro l'ammirazione degli italiani. Questa aperta dichiarazione di stima nei valori romani e cristiani dell'America, che indusse Mussolini ad esortare i nostri immigrati ad integrarsi nella patria d'adozione, smentisce le ingenue elucubrazioni della destra urlante contro il 'male americano'.
    Il 'factum' della storia dimostra l'incompatibilità del pensiero di Mussolini con le roventi passioni dei suoi eredi avventizi.
    Recentemente l'avversione neodestra all'America ha addirittura destato sgangherate e tragicomiche simpatie per il terrorismo islamico e per gli anti-global. Il lavoro degli storici restaurando la memoria dei momenti migliori di Mussolini squalifica e ridicolizza l'estremismo ostinato dei neodestri, che nella tradizione italiana cerca le ragioni dell'odio infantile contro l'America.
    La ringrazio, caro professore.
    Effettivamente, pare esserci un'attrazione fatale di certi ambienti tradizionalisteggianti cattolici per l'America.
    Come lo spiegate? Forse la posizione anti-liberista della Chiesa non è abbastanza chiara da non lasciare adito ad interpretazioni? O è ancora una volta il nostro Wojtyla, che da taluni è stato definito "il papa del capitalismo" [e - aggiungo io - del blocco atlantico]?

 

 
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