Non ancora, purtroppo... Mi auguro, tuttavia, di reperire con sollecitudine tale prezioso studio...Originally posted by shambler
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Ciao.


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Venti metri? E cosa vuoi che sia?Originally posted by shambler
[...]Secondo gli esperti, l'impressionante piovra dovrebbe appartenere al genere Architeuthis. Si tratta di animali che vivono nelle profondità degli oceani e che potrebbero toccare i 20 metri. La più grande piovra di questo tipo fu recuperata sulle spiagge di Terranova nel 1878. Era lunga 16,80 metri.
Sorvolando sulla metafora (), ho appena letto in rete che, negli anni Ottanta, la fregata americana “USS Stein” venne attaccata da un calamaro gigante. La nave, durante la navigazione in alto mare, si sarebbe ritrovata improvvisamente danneggiata la parte del sonar posta all'esterno della carena… Una volta rientrata in porto e tirata a secco per vedere cos'era accaduto, si scoprì che il rivestimento di neoprene del sonar aveva una serie di graffi e, all'interno di uno di questi, venne trovato un frammento di artiglio chitinoso… I biologi che si occuparono del caso dichiararono che si trattava del frammento degli uncini che alcune specie di Architeuthis hanno in fondo ai due tentacoli più lunghi e, fatte le dovute proporzioni, stabilirono che il calamaro in questione avrebbe dovuto avere una lunghezza di circa 40 metri…
Certo è che un calamaro di questa taglia non è mai stato catturato da nessuno e, che io sappia, nemmeno avvistato, cosa del resto normale visto che questo cefalopode vive in fondali superiori ai mille metri, dove è spesso attaccato dai capodogli… E proprio negli stomaci dei capodogli si trovano di frequente “tracce” di calamari anche di grandi dimensioni, come il “frammento” lungo dieci metri rinvenuto in un capodoglio catturato nell'Atlantico nel 1971 che, secondo i biologi, potrebbe appartenere ad un calamaro lungo almeno trentasei metri.


Uno dei primi oceanografi ad occuparsi dell'Architeuthis è stato il principe Alberto I di Monaco, a cui si devono grandi studi sull'oceanografia e lo splendido acquario del Principato.
Il suo contributo è tanto più apprezzabile in quanto a quei tempi nessuno si occupava di un animale la cui stessa esistenza era messa in dubbio. Alberto I fin dal 1885 si occupò di biologia marina, acquistando il veliero Hirondelle, e successivamente il vapore Princesse Alice e destinandoli alla ricerca scientifica.
Oltre ai classici studi oceanografici effettuati con le reti da grande profondità e con gli scandagli, il principe fece molta attenzione ai rigurgiti e al contenuto dello stomaco dei capodogli morti o catturati.
Il 18 luglio del 1895, nelle isole Azzorre, la sua nave oceanografica catturò un capodoglio di 13 metri, che vomitò alcuni calamari di grandi dimensioni, conseguenza di una recente immersione dell'animale negli abissi.
Il principe Alberto descrisse anche le cicatrici sulla pelle e la bocca del capodoglio, prodotte dai tentacoli del calamaro.
Nel 1887, in rotta verso le Azzorre, assistette alla lotta tra uno di questi cetacei e un calamaro gigante che produsse maestosi getti d acqua che si Innalzavano all'orizzonte su di un mare calmo, mentre era visibile, da quella distanza, il formarsi sulla superficie delle acque di uno strato bianco, lattiginoso e schiumoso.
Avvicinatisi al luogo dell'avvistamento venne trovata la testa di un grande cefalopode abitatore delle regioni intermedie delle profondità marine, e di specie quasi ignota.
Dal sito http://free.imd.it/Colapesce/
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pare che l'animale fosse già morto.
cmq ,il record ufficiale è 20 metri (dalla cima della testa alla punta dei tentacoli) . sono del parere che la taglia massima raggiungibile non si discosti molto. animali di 40 metri non possono esistere.
prima che ti butti a cercare l'octopus gigante di verrilli, fantomatico polpo arenatosi e stimato in 60 metri (molte fonti lo riportano come veri) era una carcassa di balena.
infine: l'individuo foto sarà alto due metri e 20. se lo avessi visto di sfuggita e di notte quanto lo avresti stimato? 4 metri?
il meccanismo è simile.
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Può essere… Nelle foto non si vedono i tentacoli e lo stesso Verrill, all'epoca, aveva in parte riveduto le sue conclusioni... Inoltre, il riconoscimento di un corpo in avanzato stato di decomposizione non è per niente facile, ma non è neppure sicuro che si trattasse di una balena e l’Octopus di Verrill rimane tutto sommato un mistero.Originally posted by shambler
pare che l'animale fosse già morto.
cmq ,il record ufficiale è 20 metri (dalla cima della testa alla punta dei tentacoli) . sono del parere che la taglia massima raggiungibile non si discosti molto. animali di 40 metri non possono esistere.
prima che ti butti a cercare l'octopus gigante di verrilli, fantomatico polpo arenatosi e stimato in 60 metri (molte fonti lo riportano come veri) era una carcassa di balena.
Ecco la sua “storia”...
La prima prova “scientifica” dell'esistenza della piovra gigante fu un ritrovamento avvenuto nel 1897 per opera di due ragazzi, sulla spiaggia di Saint Augustine, in Florida. Durante una passeggiata in bicicletta, si imbatterono in un'enorme carcassa per la maggior parte sepolta sotto la sabbia. I ragazzi segnalarono la loro importante scoperta al professor Dewitt Webb, che andò ad esaminare i resti: la parte emergente misurava sette metri di lunghezza e sei di larghezza, la carcassa era bianca con sfumature argentee. Il giorno dopo, Webb ritornò sul posto accompagnato da alcuni fotografi le cui istantanee sono giunte sino ai nostri giorni. Successivamente, scavando sotto la sabbia, furono rinvenuti i tentacoli dell'animale, alcuni dei quali misuravano circa otto metri. Il peso totale di quei misteriosi resti venne valutato attorno alle cinque tonnellate. Il professor Addison Verrill, dell'Università di Yale, ritenne che potesse trattarsi di un gigantesco polpo, al quale diede il nome scientifico di Octopus gigantescus Verrill. Ecco la descrizione che Verrill fornì dell'animale in base alle ricerche effettuate sui resti: "Il peso della creatura doveva aggirarsi attorno alle diciotto o venti tonnellate, aveva otto enormi tentacoli, ognuno lungo trenta metri o più, muniti di centinaia di ventose a forma di dischetti. Gli occhi avevano un diametro certamente superiore ai trenta centimetri, la tasca del nero doveva contenere da quaranta a quarantotto litri di liquido". Verrill ipotizzò che sicuramente dovevano esistere migliaia di polpi come quelli a duecento miglia al largo della Florida. Tuttavia campioni dell'animale inviati alla Smithsonian Institution furono identificati come grasso di balena, e si iniziò a dubitare dell'esistenza dei tentacoli, che in effetti, non apparivano nelle fotografie. Il professor Verrill fu costretto così a cambiare opinione per quanto concerneva l'identità di quei resti.
I campioni, comnservati in formalina, furono successivamente analizzati nel 1957 e si scoprì che non potevano appartenere a nessun vertebrato, in quanto il loro tessuto connettivo era effettivamente identico a quello dei cefalopodi. L'esame delle fibre permise di stabilire che i resti appartenevano ad una piovra e F.G. Wood e J.F. Gennaro, gli autori della scoperta, scrissero un articolo sulla rivista Natural History, in cui si attestava la sicura esistenza della piovra gigante. Si pensa che questi mostri colossali possano stanziarsi al largo delle Bahamas, in effetti una guida fece sapere a Wood che nelle acque dell'arcipelago vivevano cefalopodi con tentacoli lunghi anche venti metri, per attaccare si aggrappavano al fondo e con un tentacolo cercavano di raggiungere la superficie, un comportamento tipico delle piovre. Si è fatto notare che il fondale calcareo dell'arcipelago è un habitat estremamente adatto per questi animali, che potrebbero rifugiarsi nei cosiddetti "buchi azzurri", una sorta di grotte sul fondo. I pescatori delle Bahamas temono infatti un mostruoso animale che chiamano "lusca", che sarebbe in grado con le sue forti braccia di capovolgere le barche. Questa descrizione fa irresistibilmente pensare ad una colossale piovra. Nel 1967 una guida aveva descritto il lusca allo zoologo canadese Bruce Wrigth come "un grosso e pericoloso animale, metà polpo e metà dragone", abitatore dei buchi azzurri e delle caverne. Il pescatore Tommy Gifford raccontò che dal 1963 al 1964, pescando sulla barca nei pressi di Bimini, utilizzando un cavo ed ami enormi, catturò parecchi "mostri" che rimorchiarono per ore la sua imbarcazione di dodici metri. Nel 1968 una spedizione mosse da Miami verso Bimini, dove riuscì a scattare foto di "una carne bruna, indefinibile" , a cento o duecento metri di profondità. Per quanto impossibile possa sembrare, esisterebbe anche una specie di polipo lacustre, il Cuero, che vivrebbe nel lago Lacar, in Cile. Secondo le descrizioni avrebbe i tentacoli terminanti in artigli ed una grande capacità di estendersi e contrarsi. Si hanno notizie di tracce rinvenute sulla sponda e di avvistamenti nel lago di una sorta di grossa gobba rotonda di colore scuro.
I misteriosi resti della presunta
piovra gigante
Dal sito www.x-creatures.com/


L'Architeuthis dux
di Lorenzo Rossi
La "Storia naturale" di Plinio il Vecchio racconta di un enorme polipo che a Carteja penetrò nel cortile di un pescivendolo. I cani, abbaiando furiosamente, fecero accorrere i guardiani che, dopo ver conficcato innumerevoli tridenti nel corpo della bestia, riuscirono ad ucciderla. La testa del mostro era grossa come una botte, le sue braccia lunghe trenta piedi le ventose grosse come urne ed il peso totale superava di gran lunga le settecento libbre. Ognuno è libero di credere o meno a questa storia, sta di fatto però che, anche se non ne possediamo nessun esemplare vivo o morto, l'Octopus giganteus, meglio conosciuto come piovra gigante, esiste realmente, così come un'altra gigantesca creatura dotata di tentacoli l'Architeuthis dux, il grande calamaro abissale. Come detto prima non si è mai potuto studiare un esemplare vivo di questi animali, ma i numerosi, colossali resti arenati nelle spiagge di tutto il mondo non lasciano dubbi sull'esistenza di queste straordinarie creature, un tempo credute mostri mitologici. Le prime tracce dell'esistenza di enormi cefalopodi sono state le "impronte" che le loro ventose lasciano sulla pelle dei capodogli, nonché i resti di tentacoli lunghi diversi metri ritrovati nello stomaco di questi ultimi. Dei grandi calamari si conosce comunque ben poco come afferma Clyde Roper, massimo studioso di questo animale, il quale ultimamente è partito per la Nuova Zelanda, dove recentemente sono stati catturati diversi esemplari, con l'intento di filmare per la prima volta, i calamari giganti nel loro ambiente naturale. In base ai ritrovamenti ufficiali si pensa che possano raggiungere una lunghezza di 18-20 metri ma, come vedremo più avanti, queste misure potrebbero essere lungamente superate, ed un peso di 20-30 tonnellate.
L'Architeutis dux possiede inoltre gli occhi più grandi del regno animale: due dischi delle dimensioni di una ruota d'auto, dai 40 ai 50 centimetri di diametro. Dal suo capo partono otto possenti tentacoli di lunghezza spropositata muniti di una doppia fila di ventose dentellate e due tentacoli più lunghi per afferrare le prede. Al centro dei tentacoli vi è la bocca dell'animale, una specie di becco simile a quello del pappagallo, ma grande come due pugni umani accostati. Questi animali si muovono tramite la propulsione dell'acqua che espellono da un particolare organo, detto imbuto, dal quale possono anche secernere il famoso inchiostro, contenuto in un'apposita sacca, detta "tasca del nero".
I primi ritrovamenti di carcasse di grandi calamari risalgono al 1639, anno in cui un "mostro" finì in secca a Thingore, in Islanda, mentre un altro si arenò nel 1661 nei pressi di Scheveningen, Paesi Bassi. Nel 1775, un tentacolo lungo otto metri e ventitré venne ritrovato nello stomaco di un capodoglio, ed il naturalista francese Pierre Denys de Montfort stabilì in base a questa prova l'esistenza dei cefalopodi giganti.
Nonostante le tradizioni popolari vogliano il contrario, il 17 novembre 1861 fu una nave ad attaccare un calamaro e non viceversa. La nave Alecton navigava non lontano dalle Canarie, quando incrociò uno strano oggetto galleggiante sul mare. Il capitano decise di avvicinarsi e riconobbe il grande animale. I marinai, armati di arpioni e lacci, cercarono di catturarlo, ma nel tentativo di issarlo sezionarono la parte posteriore della creatura che scomparve in acqua: quello che restava misurava circa cinque metri.
Il più grande Architeuthis ufficialmente misurato si arenò a Terranova il 2 novembre 1878 e possedeva una lunghezza totale di 17 metri circa. Nel 1903 fu segnalato un mostro di cinquanta metri a Veetaeelen, in Norvegia, mentre nel '33 un calamaro di 22 metri sarebbe stato ritrovato ancora a Terranova. Nel 1954 due calamari vennero rinvenuti nel fiordo di Trondheim, in Norvegia. Un esemplare era lungo oltre nove metri e fu disteso per due settimane in un telone, attirando un considerevole numero di curiosi. Nel 1968, un esemplare di sette metri venne catturato al largo della Scandinavia da un peschereccio che portò l'animale in città. Nel 1971 un esemplare di dieci metri e cinquanta fu scoperto nell'Antartico. Lo stesso anno un mostro di tredici metri e cinquanta venne catturato al largo di Terranova da pescatori spagnoli. Nel 1973 e '78 due esemplari di considerevoli dimensioni vennero catturati anche in Giappone. Tra il 1975 ed il 1976 le navi dell'associazione Greenpeace, in lotta contro le baleniere, ebbero la possibilità di vedere due Architeutis, uno dei quali, morto, raggiungeva i dieci metri di lunghezza. Il primo dicembre 1996 un calamaro di dieci metri è stato rinvenuto sulle coste australiane, il peso si aggirava attorno ai due quintali e venne esposto nel museo di Melbourne.
Dal sito www.x-creatures.com/


i resti del polpo gigante sono stati esaminati recentemente ed erano di una carcassa di balena.
20 tonnellate per un calamaro sono una assudità: un calamaro è più leggero dell'acqua. dovrebbe essere lungo un chilometro..
una tonnellata per un esemplare gigante di 15 metri sarebbe già troppo.
gli esamplari giganti, se fossero uomini sarebbero come il signore della foto, non superano i 1 metri.
un animale maestoso cmq.


Per evitarne la dispersione, accorpo questo bel thread a "Spigolature di criptozoologia"...
Saluti.


essendo il calamaro gigante un animale descritto e non "misterioso" non fà parte della criptozoologia ma della zoologia tout court..