Manuel Moros
MEMORIA CELLULARE. LA VITA DEGLI "ALTRI" *
Esperienze straordinarie dei trapiantati
Dopo aver ricevuto un organo, alcuni trapiantati notano cambiamenti nel carattere e nei gusti. A volte hanno ricordi di awenimenti non vissuti, sognano i loro donatori e hanno esperienze inquietanti, che hanno fatto nascere varie teorie. In cosa consiste questo misterioso fenomeno?
Garantire la vita a un essere umano sostituendo un organo compromesso irreversibilmente con un altro prelevato a un donatore - morto o vivo che sia - rappresenta certamente uno degli aspetti più affascinanti della scienza medica, sia come conquista di un obiettivo terapeutico, sia per le sue ripercussioni nella conoscenza del nostro universo biologico. In questi ultimi anni sono stati compiuti trapianti di moltissimi organi, e grazie alle tecniche chirurgiche sempre più perfezionate e all'introduzione di nuovi farmaci per impedire il rigetto, ormai è praticamente possibile trapiantare quasi tutti gli organi, con l'unica eccezione del cervello, per l'impossibilità di collegarlo al midollo spinale del ricevente.
Sebbene siano stati pubblicati innumerevoli studi sulle complicazioni mediche e chirurgiche che a volte si presentano in casi di trapianti particolarmente difficoltosi, non si è mai pensato di prendere in considerazione, e soprattutto di studiare, i cambiamenti psicologici e psichici dei pazienti. Alcuni di questi cambiamenti sono stati riferiti da molti trapiantati che avevano avuto la curiosa sensazione di aver cambiato personalità, gusti, interessi, e perfino preferenze sessuali.
Quando è stato possibile verificarlo, si è notato che tali cambiamenti coincidevano con le caratteristiche fisiche e psicologiche dei donatori. Alcuni trapiantati hanno ricordato perfino dettagli della vita del loro donatore, come se insieme all'organo avessero acquisito qualcosa di molto più profondo: forse quell'essenza astratta che chiamiamo "anima".
Alcune di queste storie sono state rese note dopo la pubblicazione nel 1997 di A change of heart ( Un cambio di cuore), nel quale Claire Sylvia ha raccontato la propria esperienza. Poco tempo dopo aver ricevuto un trapianto di cuore e polmone, aveva cominciato a percepire la personalità del suo donatore. Già quando si era svegliata dall'anestesia, dopo aver udito una voce maschile che le diceva: "È andato tutto bene", aveva chiesto una birra, bibita che non le era mai piaciuta. Diceva di conoscere il nome del donatore sebbene nessuno glielo avesse rivelato, e lo sognava spesso. Anche il neuropsicologo Paul Pearsall raccolse numerosi casi simili nel suo libro The heart's code (II codice del cuore), pubblicato nel 1998.
Claire Sylvia
Questo curioso fenomeno, definito "memoria cellulare" da alcuni neurofisiologi, ha dato origine a molte teorie per tentare di spiegare questi casi sorprendenti. I più razionalisti opinano che, nonostante esistano norme che impediscono di conoscere l'identità del donatore, è possibile che il ricevente venga a sapere alcuni dettagli della persona cui deve la vita ascoltando le conversazioni del personale sanitario al risveglio dall'anestesia, oppure durante la permanenza in ospedale.
Bisogna anche considerare che questi pazienti possono essere soggetti a turbamenti psicologici, sia a causa dell'angosciosa attesa dell'organo adatto, sia per l'incertezza del buon esito dell'operazione. In quei periodi la mente può fantasticare, cercando di immaginare le caratteristiche fisiche e psicologiche del donatore: il sesso, l'età, il suo aspetto, i suoi gusti. A volte, dopo aver ricevuto l'organo, possono anche nascere sensi di colpa al pensiero che una persona è dovuta morire perché essi potessero vivere, e allora potrebbe sorgere il desiderio di assumere la personalità del donatore nell'intento di restituirgli qualcosa di cui si sentono debitori.
Altro effetto da considerare è che gli immunosoppressivi che i pazienti sono obbligati ad assumere per tutta la vita hanno effetti secondari. Le cellule di ogni individuo presentano una serie di molecole, nelle membrane, che le rende uniche e che sono chiamate HLA (Human Leucocyte Antigen = Antigene Leucocitario Umano). Quando si effettua un trapianto, il sistema immunitario del ricevente identifica le molecole delle cellule del nuovo organo come qualcosa di estraneo, quindi scatena una reazione autoimmune. È il processo conosciuto come "rigetto". Per evitarlo si somministrano farmaci che, mentre riducono la risposta immunitaria, nello stesso tempo hanno ripercussioni sul sistema nervoso centrale. I corticoidi possono causare turbamenti psicologici: sensi di ansietà a irritabilità, perdita della memoria e della concentrazione e perfino sindromi schizoidi. Anche la ciclosporina e il tacrolimus provocano, nel 5% dei casi, quadri psicotici o allucinazioni. La teoria meno accettata dalla comunità scientifica, eppure la più valida, e quella della "memoria cellulare".
La la neuroscienziata Candace Pert
Con lo sviluppo delle neuroscienze, la memoria non è più considerata una potenzialità dell'anima, ma un fenomeno del substrato neurologico dell'attività di determinate zone cerebrali. Tuttavia, sebbene i neurofisiologi abbiano studiato ogni centimetro del cervello umano per trovare le basi fisiologiche dell'atto del ricordare, non hanno scoperto in quale zona del cervello siano archiviati i ricordi. Anche se esistono alcune zone anatomiche che intervengono nel processo della conservazione dei ricordi - i lobi temporali, l'ippocampo e il talamo - non è stato possibile localizzare la zona specifica della materia grigia dove sono archiviate le informazioni da recuperare quando lo si desidera.
Secondo la neuroscienziata Candace Pert, che ha esposto la sua teoria nel libro Molecules ot emotions (Molecole di emozione), la memoria e altre caratteristiche della personalità non sono localizzate esclusivamente nel cervello, ma formano una rete diffusa in tutte le cellule dell'organismo, le quali comunicano mediante catene di amminoacidi chiamati neuro peptidi. Di conseguenza, quando pensiamo o ci emozioniamo, questa attività apparentemente astratta si trasforma in una molecola capace di viaggiare per tutto l'organismo; quindi, secondo questa teoria, non dobbiamo pensare che la nostra mente sia confinata nel cervello perché, in effetti, si trova in ogni cellula del corpo. In questo modo, quando si trapianta un organo da un corpo all'altro, le cellule di quell'organo sono in grado di trasferire ricordi e anche frammenti della personalità dal donatore al ricevente.
ENIGMI MEDICI
Nel 2008 avvenne un caso eccezionale. Demi-Lee Brennan, una bimba di nove anni, fu operata nell'Ospedale Infantile Westmead di Sydney, in Australia. Dopo l'intervento, in modo del tutto spontaneo e senza che ne sia stata scoperta la causa, sia il suo sistema immunitario sia il suo gruppo sanguigno sono cambiati e sono diventati uguali a quelli del suo donatore. I medici stanno tentando di scoprire la ragione di questo comportamento enigmatico per poterlo replicare su altri pazienti, con il vantaggio di non dover più usare immuno-soppressori.
Dottie O' Connor, di Bradford nel Massachusetts, aveva sempre sofferto di vertigini. Dopo essere stata sottoposta a un trapianto di polmoni, ha cominciato ad avere una grande passione per la montagna e a fare scalate molto impegnative. È sicura di avere ereditato la passione per questo sport dal suo donatore e dice di avere l'impressione che sia sempre al suo fianco.
Sonny Graham, un cittadino della Georgia (USA), aveva ricevuto il cuore da Terry Cottie, morto per essersi sparato un colpo in testa. Graham, che voleva dimostrare la sua riconoscenza alla famiglia del defunto, riuscì a conoscerla. Iniziò una relazione epistolare con la vedova, Cheryl Sweat, e quando riuscì a incontrarla, disse di aver sentito letteralmente un colpo al cuore. Ebbe la sensazione di averla conosciuta da sempre, se ne innamorò e dopo poco la sposò. Nel 2008, senza aver mostrato alcun segno di depressione, anch'egli si sparò.
Cheril Johnson, una signora inglese di 37 anni, sorvegliante di un campo di calcio a Lancaster, si accorse di aver cambiato molti aspetti della sua personalità dopo aver ricevuto il trapianto di un rene. Dalla lettura di novelle rosa passò a quella di autori classici e dall'ascolto di canzonette passò a quello di musica sinfonica.
Altro caso: Paul Oldam, avvocato di Milwaukee (Wisconsin, USA). Prima era piuttosto pigro e sedentario, ma dopo un trapianto di cuore cominciò a fare sport di tutti i generi: corse in bicicletta, gare di kayak, scalate di pareti rocciose. Quando riuscì a sapere da chi aveva ricevuto il cuore, scoprì che il suo donatore era stato un giovane di quattordici anni morto per un incidente e fanatico proprio di quegli sport.
* Titolo originale: Memoria cellular di Manuel Moros, pubblicato sul mensile Más Allá (de la ciencia), N. 244 del 2009, qui riprodotto per gentile concessione di MC Ediciones. Traduzione dallo spagnolo di Luciana Petruccelli
Da Il Giornale di Misteri n. 458, aprile 2010