
Originariamente Scritto da
La Papessa
Caro Waglione,
le molteplici considerazioni mediche atte a rassicurare sulla questione trapianti, a me paiono assai interessate e volte a conseguire lo scopo voluto: sappiamo berne quanta fame di organi vi sia in medicina.
Di fatto ( e dico di fatto) ogni espianto è effettuato a cuor battente, in situazioni a volte drammatiche (la reazione del corpo è drammatica), tanto che si preferisce somministrare un anestetico (conosco personalmente alcuni medici che si rifiutano di espiantare, anche in presenza di anestesia).
Mi si obietterà che si tratta di reazioni automatiche, prive di significato reale, ma io sono scettica su questo.
La mia domanda al vostro sito era volta a richiedere l'opinione ufficiale ortodossa, poichè lo stabilire il delicato momento della separazione del composto animico dal corpo non dovrebbe affatto essere pertinenza della scienza, ma chiarito da una tradizione di tipo spirituale, la quale non dovrebbe, secondo me, tenere in alcun conto le esigenze scientifiche, ma riflettere e parlare secondo altre logiche.
Sappiamo che la Chiesa Cattolica ha declinato certe pertinenze alla scienza, e questo la dice lunga...magnificando la cosiddetta "cultura del dono". Per loro non c'è altro da dire.
Così mi domandavo se l'atteggiamento ortodosso fosse similare....
La lettura consigliatami di un bel colloquio con un monaco athonita, sul sito di Orthodoxia, mi ha indotta a farmi una certa idea, anche se nulla di preciso viene esplicitato in tema di bioetica...
Mi rendo perfettamente conto di quanto sia impopolare, oggi, il mio interrogativo, ma proprio per questo mi domando se vi sia qualcuno che non tema di andare controcorrente, portando valide ragioni di tipo non biecamente utilitaristico, e senza indossare la solita maschera parodistica del "bene comune".
All'amico Waglione vorrei altresì ricordare che, al di là della consistenza meramente biologica del cuore fisico, in tutte le tradizioni spirituali il cuore è considerato sede dell'anima e luogo teofanico... e scusate se è poco.
Grazie dell'ospitalità.