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Discussione: trapianti

  1. #1
    scemo del villaggio
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    Predefinito trapianti

    Carissimi, vi giro questo comunicato della Lega Antipredazione. Il tema trapianti, anche se non è monopolio dei cattolici, mi sembra investa fondamentali questioni di fede.

    LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE BATTENTE
    24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
    Tel. 035-219255 - Fax 035-235660
    negrello.lega@antipredazione.org
    www.antipredazione.org
    C.C.P. 18066241
    nata nel 1985

    COMUNICATO STAMPA
    Anno XVIII - n. 19
    18 settembre 2002
    DIBATTITO SUL "TIMES":

    ESPIANTO DEGLI ORGANI SENZA ANESTESIA?

    Il quotidiano "The Times" recentemente ha pubblicato in prima pagina un articolo sulla carenza di donazioni di organi in Inghilterra a cui ha fatto seguito in data 16 agosto un articolo a firma di Irwing Stelzer che suggeriva di risolvere il problema pagando i donatori.
    Alcune lettere di medici, oppositori al concetto di "morte cerebrale", collegati alla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente (Bergamo) sono state ospitate sul Times.
    Il 20 agosto Mr. Vandenberg scrive: "Strano che Irwin Stelzer pensi che gli organi siano espiantati dai "cadaveri". Un cuore o un fegato presi da un corpo morto non sarebbero di alcuna utilità per nessuno. Gli organi sono espiantati da corpi vivi, mantenuti sotto trattamento di sostegno alla vita, che muoiono solo quando si spegne la ventilazione dopo il completamento dell'espianto. Quando ci sarà una legge che proibirà la rimozione degli organi in assenza di anestesia, così come è stato richiesto nell'agosto del 2000 da "Anaesthesia" il giornale del collegio dei medici anestesisti, gli individui ben informati, come me, potrebbero ipoteticamente permettere l'asportazione dei propri organi. Prima di allora, solo i tessuti dai cadaveri".

    Scrive il 27 agosto l'anestesista Dr. David J. Hill: "La legislazione che Mr. Vandenberg sollecita per proibire l'espianto di organi in assenza di anestesia esiste, ma non per lui. La legge per gli animali (procedure scientifiche) del 1986 stabilisce che un animale sarà considerato vivo fino alla cessazione permanente della circolazione o fino alla distruzione del suo cervello. Inoltre, secondo la legge per la protezione degli animali del 1954, ogni operazione effettuata sugli animali senza l'uso dell'anestetico... sarà condannata in quanto eseguita senza il dovuto riguardo e umanità. Gli animali sovente sembrano ottenere un miglior trattamento."

    Mentre il cardiologo Dr. David W. Evans si domanda se la pubblicazione di queste lettere sul Times, indichi un mutamento della politica editoriale di questo influente quotidiano in merito ai trapianti. Infatti "The Times" era noto come "la voce tuonante" e forse, continua Evans, ha ritrovato il coraggio per sfidare la visione dell'establishment sanitario e dire la verità sugli espianti.


    Nerina Negrello
    Presidente

  2. #2
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    Predefinito

    Qualcuno mi illumini:
    la morte cerebrale si ha quando il cervello smette di funzionare, cioe' di trasmettere e ricevere segnali dal sistema nervoso;
    i recettori del dolore fanno parte del sistema nervoso, che a questo punto non trasmettono ne' ricevono nulla dal cervello...e allora a che seve una anestesia?

    Non capisco, qualcuno mi spieghi sul serio.
    Saluti

  3. #3
    Qoelèt
    Ospite

    Predefinito

    Tempo fa sul forum della ChiesaOrtodossa avevo aperto questo thread: http://www.politicaonline.net/forum/...&threadid=3107 . Penso sia utile riproporlo anche qui .
    +Luca+

  4. #4
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    Predefinito

    GRAZIE TANTISSIMO LUCA.
    ANCH'IO SONO FIERAMENTE NON-DONATORE E OVVIAMENTE NON-RECETTORE: PORTO SEMPRE CON ME IL RIDICOLO TESSERINO DATOMI DA ROSY BINDI.
    INVITO I FORUMISTI PIù INFORMATI SU QUESTO IMPORTANTE ASPETTO DELLA DIFESA DELLA VITA (DEGLI INNOCENTI) A POSTARE MATERIALE E RISPOSTE ALLE EVENTUALI OBIEZIONI E DOMANDE.

    GUELFO NERO

  5. #5
    scemo del villaggio
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    Predefinito Rita Borrelli

    LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
    E LA MORTE A CUORE BATTENTE
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    COMUNICATO STAMPA
    Anno XVIII - n. 20
    23 settembre 2002

    "QUEL TRAPIANTO MI HA UCCISO"

    RITA BORRELLI,
    TRAPIANTATA CON FEGATO CANCEROSO IL 31.12.01
    AL POLICLINICO DI MODENA
    E' MORTA ALLE 7.15 DELL'8 SETTEMBRE 2002
    AL CARDARELLI DI NAPOLI


    Aveva la cirrosi epatica da vari anni, ma i medici l'hanno convinta che col trapianto poteva tornare sana. Così da Napoli si è trasferita a Modena.
    ILLUSIONE PAGATA CARA. L'espiantato, predato a cuore battente ha lasciato ai suoi cannibali un fegato malato di cancro. E di cancro la trapiantata è morta. Ennesimo caso.


    Rita Borrelli a luglio ha presentato denuncia alla Procura di Modena: 5 medici nel registro degli indagati per lesioni colpose (il primario Dr. Antonio Daniele Pinna e i medici della sua équipe), ipotesi di reato che ora si trasformerà in omicidio colposo e forse doloso. Per lei i medici "Sapevano che il fegato era malato. Mi hanno voluto operare per forza".


    Il primario chirurgo, Dr. Pinna, ha dichiarato: "Mi dispiace"; "Secondo i protocolli in vigore, non c'erano dubbi"; "Il fegato era idoneo, non sarebbe stato giusto buttarlo via". Eppure il dubbio era stato ben espresso dall'équipe che procedette all'espianto di reni: presenza di linfonodi sospetti.


    Il Ministro della salute Sirchia tranquillizza: "I protocolli sui 'donatori' sono rigidissimi", come dire: noi passiamo solo merce di prima qualità.
    Ma se esaminiamo precedenti dichiarazioni del Nord Italia Transplant (NITp) da lui diretto rileviamo il contrario. Scriveva nel '99: "Le circolari ministeriali impongono, per escludere la possibilità di trasmettere con il trapianto l'infezione di agenti patogeni... di eseguire i marcatori virali per escludere dal prelievo i 'donatori'" malati. Ma in verità solo quelli anti-HIV positivi sono esclusi. Infatti "i 'donatori' HbsAg (epatite antigena Australia) e anti-HCV (Citomegalovirus) positivi possono essere utilizzati per trapiantare pazienti per i quali non esiste un'alternativa di trattamento". Bontà loro!
    Si evince che i protocolli non sono per niente rigidi, ma del tutto affidati all'arbitrio e all'interesse del trapiantatore. Infatti Rita Borrelli non è stata informata del fatto che l'espiantato presentava linfonodi sospetti e neppure il marito. Saprà del fatto 100 giorni prima della morte, dopo sperimentazioni e torture d'ogni tipo.


    Incalza Sirchia: "La biologia e la medicina hanno dei limiti, non sono scienze con poteri soprannaturali. Ci sono alcuni casi... che per l'impossibilità tecnica di evidenziare tutti gli ammassi di cellule tumorali dal contesto degli organi, hanno sviluppato delle neoplasie".
    Ma allora perché propagandare che il trapianto è vita? Perché negare che la promiscuità di liquidi, sangue, tessuti, organi e farmaci di derivazione animale globalizzano le malattie e la morte?

    I chirurghi trapiantisti si difendono: in prima battuta con la versione che il fegato era di un 16enne in coma per incidente, come a dire 'più sano di così non glielo si poteva dare'. Bugia che il marito di Rita smonta, mostrando un documento dell'ospedale Moscati di Avellino, dove è avvenuto l'espianto dell'organo malato: "Il donatore aveva 55 anni, si chiamava Michele Ferrara e forse era già in coma da una ventina di giorni per il tumore". Quindi la merce non era così di prim'ordine. (Forse è per questo che la legge vieta di rendere pubblico il nome del cosiddetto donatore?);
    in seconda battuta con l'alibi dell'urgenza: la malata sarebbe stata ad un punto di non ritorno;
    in terza battuta salta fuori, come un coniglio dal cappello del prestigiatore, la notizia che l'analisi dei cromosomi delle cellule tumorali prelevati in agosto sarebbero di origine femminile e quindi non apparterrebbero all'espiantato che è maschio.


    Ma perché si accorgono che il tumore è 'femmina' solo dopo 7 mesi? (L'intervento fu fatto il 31 dicembre 2001).
    Vogliono sostenere che non c'è responsabilità dei medici in quanto il donatore era sano e che il tumore era della donna ed è migrato nel fegato trapiantato? Non si può escludere: le cellule tumorali, siano esse del ricevente o del donatore, possono svilupparsi molto velocemente per i farmaci antirigetto che deprimono le naturali difese immunitarie.
    Ma allora perché nascondere le gravi patologie croniche del trapiantato? Perché la sanità pubblica pubblicizza i trapianti tacendo che di trapianto si può morire?


    Acute e pertinenti le osservazioni del Prof. Dr. Massimo Bondì, Patologo e Chirurgo Generale: "Dobbiamo considerarci tutti potenziali portatori di cellule cancerose, silenziose, che in particolari condizioni interne ed esterne possono proliferare in maniera più o meno tumultuosa e aggressiva. La proliferazione dipende dal numero delle cellule cancerose di cui siamo portatori, da particolari condizioni (immunosoppressori, virus, alcol, tabacco, etc.) favorenti la proliferazione e rivelanti la presenza di masse tumorali, mediante patologie consequenziali di occlusione, compressione, infiltrazione, diffusione. In mancanza di patologie consequenziali, il tumore generalmente non nuoce e non uccide. I donatori d'organi non sfuggono a tale meccanismo patogenetico, ma trovare piccolissimi agglomerati cellulari cancerosi nel contesto di un parenchima epatico formato da alcuni milioni di cellule è pressoché impossibile".


    Per tranquillizzare i malati in lista d'attesa alcuni trapiantisti avrebbero proposto di inserire nei protocolli di verifica della qualità degli organi l'autopsia preventiva sul corpo vivo del malato ventilato, contestualmente all'espianto e prima di dare il via libera al trapianto (La Repubblica 9.7.02). È un'idea aberrante, scientificamente inutile (come sopra esposto), una messinscena crudele che in tempi di truffe istituzionali (finta morte cerebrale, donazioni presunte, schedature Asl illegali...) avrebbe il volto del crimine efferato.

    Nerina Negrello
    Presidente

  6. #6
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    Questa e' malasanita'...continuo a non capire.
    Non mi piace affatto congetturare, ma se quel fegato fosse stato sano, il trpianto sarebbe stato un bene o un male?

  7. #7
    scemo del villaggio
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    Originally posted by Turambar
    Questa e' malasanita'...continuo a non capire.
    Non mi piace affatto congetturare, ma se quel fegato fosse stato sano, il trpianto sarebbe stato un bene o un male?
    Sarebbe stato un male ugualmente, perché prelevato da corpo vivo. Che fosse malato di cancro è solo una conseguenza della fretta con cui i medici trapiantisti lavorano e dell'ansia di "successo" che li affligge. L'adagio "l'operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto" è assai calzante. Anzi in questo caso gli UCCISI sono due.

  8. #8
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    già, per voi la sede della vita è il cuore e non il cervello..
    e immagino che la coltivazione cellulare per ricostruire gli organi sia un male assoluto..

  9. #9
    scemo del villaggio
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    Originally posted by shambler
    già, per voi la sede della vita è il cuore e non il cervello..
    e immagino che la coltivazione cellulare per ricostruire gli organi sia un male assoluto..
    Veramente per "noi" "la sede della vita" è l'anima, entità immateriale che non coincide né con il cuore nè con il cervello, e la morte significa il distacco dell'anima dal corpo. Per "noi" non è affatto certo che un embrione e un decerebrato siano corpi privi di anima, anzi siamo certi del contrario, ed è per questo motivo che ci rifiutiamo di considerarli morti. La Chiesa nella sua sapienza bimillenaria amministrava l'estrema unzione anche agli ammalati in coma, avendo per principio di presumere sempre la vita e non la morte. Per quanto riguarda il "male assoluto", esso è il peccato, e prelevare cellule staminali da un embrione, cioè da un essere vivente, degradato a serbatoio di pezzi di ricambio per un altro, è peccato mortale.

  10. #10
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    la sede della coscienza risiede nel cervello , afefrmare il contrario è mistificazione, che dovrebbe essere un peccato.
    condannare milioni di persone, presenti e future all'infermità ,alla morte , ad una vita (a volte una vita intera) menomata (ma tanto voi siete sanissimi, che ve ne frega?) per imprecisati motivi etici è disumano.
    le cellule staminali sono un piccolo passo. in futuro potrebbe essere possibile ricostruire i singoli organi come si fà con la pelle.
    io non vedo nessuna etica, nessuna spiegazione se non una incredibile malvagità a voler impedire questo tipo di ricerca.
    potrei rispettare persone che , volontariamente, si provocassero tremende mutilazioni e rifiutassero di curarsi usando quello che la scienza metterebbe loro a disposizione.
    un tradizionalista cristiano non dovrebbe avere problemi a mostrare con orgoglio un volto sfigurato.

 

 
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