...domani chissa'
Mettiamola così, su questa storia dei froci che si sposano.
L'aborto non è una bella cosa anche per chi non crede nell'anima immortale, ma proibirlo e condannarlo alla clandestinità è una faccenda che fa schifo, perchè lo Stato non può decidere di un binomio come quello della donna incinta e del suo feto.
Non lo consente lo spirito del tempo, che a volte è solo conformismo permissivo ma in questo caso è testimonianza sociale diffusa in favore della libertà dell'individuo.
A nessuno deve essere vietato di pensare che sia più giusto fare figli, se lo si voglia o se capiti, quando si fa l'amore; e magari che l'amore ha perfino più senso se combina, come può succedere, una dimensione coniugale e, se del caso, un elemento di libertinaggio.
Ma la contraccezione, senza essere una filosofia dei tempi moderni da diffondere e sbandierare, è un mezzo tecnico sgradevole che sarebbe stupido vietare.
Parliamo di tutto questo, ovviamente, nella dimensione laica dei diritti civili universali, perchè poi in fatto di religione o di religioni va accettato anche il franco anatema (sennò che religione è, dov'è il legame detto dalla parola stessa, dov'è il sacramento o la legge divina?).
Arriviamo ora al dunque, il matrimonio omosessuale.
Quel "patto civile di solidarietà" codificato da una legge francese e da molte altre leggi in giro per il mondo, di cui abbiamo avuto un esempio felicemente provocatorio nella ex città sacra del Concordato, nel consolato di Francia in Roma.
Deve essere del tutto lecito pensarla in modo politicamente scorretto: la riproduzione della specie ha i suoi diritti e una cultura sociale fondata sulla assoluta banalizzazione e legittimazione dei comportamenti omosessuali, opzione familiare tra le altre, può essere criticata e respinta anche nell'ambito del pensiero laico, dell'etica pubblica.
Ma non si può proibire una sistemazione civile dei problemi di una coppia di uomini o di donne, nella forma accettabile del "pacs" francese, se si resti nell'ambito di una concezione liberale e laica dei rapporti tra Stato e diritti individuali.
Contro l'idea della famigliola gay c'è posto per la satira, per un civile contraddittorio, per il diniego di natura sacrale e religiosa; ma basta così.
Quando è in gioco la libertà dei costumi, una soluzioneregolata è l'unica soluzione possibile.
Si chiama tolleranza, ed è il fondamento del mondo moderno.
da Il Foglio di martedì 22 ottobre
saluti




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