A parte gli innoqui new global c'è anche l'area anarchica antagonista che ancora non è uscita allo scoperto, questo è ciò che riportato in un articolo della stampa di oggi
DALLA LORO SEDE IN CENTRO DANNO DEL «BUFFONE» A CASARINI ED AGNOLETTO E SI DICONO PRONTI ALLO SCONTRO CON LA POLIZIA
E questa sera in piazza blitz degli anarchici
Occuperanno la fontana del «Porcellino» e faranno vedere i black bloc a Genova
inviato a FIRENZE SUL citofono di uno scarno portone in legno a due passi dal Duomo sono fissate quattro targhette di ottone ingiallito. Sull'ultima in basso c'è scritto «M.A.F.». Schiacci il bottone, «si può entrare?». Vicolo di Panico è una traversa lunga venti metri, strettissima, non proprio luminosa e certo mimetizzata nella Firenze turistica di questa mattinata ventosa: il «Movimento anarchico fiorentino» ha deciso vent'anni fa di abitare una strada suggestiva ma senza uscita. Sono senza uscita anche le «azioni» che starebbe preparando in coincidenza (soltanto temporale) con quelle festanti del popolo no logo e del suo Social Forum? E in quale piazza si dovrebbero svolgere, questi «atti militanti» che affollano da venti ore le mailing list antagoniste? Per spuntare una risposta e una notizia («occuperemo piazza del Mercato Nuovo, hai presente qui dietro?, la piazza del Porcellino. Speriamo di essere in duecento») bisogna riuscire a parlare con questa fetta di mondo che odia il sistema, no global compresi; protesta per la condizione nelle carceri eppure non nutre nessuna simpatia per i radicali; si batte per i detenuti, ma i «suoi» detenuti: Silvano Pellissero, «il compagno di Edo e Sole», oppure Marco Camenisch, che dall'80 fa la spola nelle prigioni di mezza Italia e adesso è finito a scontare nove anni in Svizzera. Che c'entrano questo mondo e questi nomi con il Social forum europeo? C'entrano perché sono l'opposizione estrema al forum, la sinistra della sinistra, quelli che «io non li sopporto, i no global». «Che vuoi?», fa la voce ostile dal secondo piano. «Si potrebbe dare un'occhiata al circolo, così, vedere che attività fate?». Dalla finestra con un vetro rotto sostituito dal cartone s'affaccia una testa: «Stiamo lavorando, vattene». «E' che volevo capire qualcosa sul Social Forum, come la pensate voi...». «Se me lo chiedi vuol dire che non hai capito nulla, noi con quelli non c'entriamo. Vattene». Loro il Social Forum lo abolirebbero, «Casarino e Agnolotto sono due buffoni». Il gesto che accompagna le parole (mano destra che oscilla come un pendolo) potrebbe essere tradotto «aria, sloggiare». E' eloquente e poco amichevole. L'uomo che lo produce avrà quarant'anni, i capelli neri arruffati dietro la nuca e stempiati davanti, la barba di qualche giorno. Non conviene suonare ancora. Conviene aspettare. Sull'ultima colonna del porticato di via Pellicceria - la strada che da piazza della Repubblica, gioiosamente occupata dal tendone Arci, conduce in fondo a destra in vicolo di Panico - il pensiero degli anarchici è distillato in un paio di volantini. Vi si leggono proclami, nemici e bersagli di quelli che vorrebbero essere riconosciuti come i nipoti di Camillo Bernari ma rischiano di essere percepiti come i fratelli dei black bloc. Il primo è intitolato «Gli anarchici a novembre? Ci saranno eccome» (poco più sotto qualcuno, che s'è firmato «ultras viola», ha aggiunto «se vu fate casino vi si spacca il capo»). Il secondo («La sindrome di Stoccolma colpisce gli operai della Menarini») è una sterminata tirata «contro». Contro la Fiom, il sindacato in genere e «l'inutile difesa di un posto di lavoro in imprese dove ti rimbecillisci la mente per mille euro al mese». Contro «i colpevoli ricercatori di queste aziende farmaceutiche, che squartano gli animali per testare medicine e brevetti che dopo vengono messi in commercio (n'è vero, Agnolotto?)». Contro «gli operai e i loro bollettini (l'Unità, eccetera) che li tengono informati». Contro le multinazionali (citate una per una) «fabbriche di morte», però anche contro «le politiche salottiere dei no global». Faranno davvero qualcosa, questi anarchici fiorentini? Si limiteranno a teorizzare Bakunin oppure manifesteranno nel loro stile, come li invitano a fare i libri più venduti nel circolo, testi di Alfredo Maria Bonanno con titoli come «Cultura della miseria» oppure «Miseria della cultura»? Alle tre di pomeriggio il giovane ventunenne, sul pianerottolo al secondo piano dove vive il «Maf», svela il piano: «Domani sera (oggi, ndr.) ci prendiamo una piazza, massì, te la dico, la piazza del porcellino. Faremo vedere e commenteremo le azioni del black bloc a Genova». Siete d'accordo? Sorriso. Domani mattina presidieranno l'odiata Menarini, sabato l'odiato carcere di Sollicciano, odiano tanto, dicono di non voler fare «casino», «poi se comincia la polizia...».


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he qualche squadraccia di poliziotti non provocho ad arte degli scontri



