QUEI RUMENI AL SEMAFORO
«Lui mutilato, lei incinta. E grazie alla legge Bossi-Fini...»
Carlotta Andreotti
«CARI concittadini, sul Tirreno del 30 ottobre c'è la storia di una coppia di rumeni: l'uomo è mutilato, invalido di guerra, hanno un neonato e un altro piccolo in arrivo, e sono obbligati (visto che sono clandestini) a campare di elemosina all'incrocio dei cimiteri a Ardenza, dormendo in quella barchetta bruciata che c'è sulla curva, senza poter chiedere aiuto a nessuno. Anche così ritengono di stare meglio qui in Italia che in Romania, quindi rendiamoci conto della vita assolutamente inumana e orrenda che dovevano fare là, se questa sembra loro meno dura! Il neonato si è ammalato, e sono stati costretti per il bene del bimbo e portarlo in ospedale. Grazie a Dio il bimbo si è salvato e sta bene, ma la famiglia ora corre un pericolo mortale: il pericolo si chiama «legge Bossi-Fini»! Sembra più il nome di una schifosa malattia, che il nome di una legge dello Stato italiano. In base a questa «santa» legge, ora il padre dovrebbe essere espulso (chi regolarizza un invalido offrendogli un lavoro? Nessuno!), mentre il bimbo e la madre potranno restare qui in Italia, se vogliono. Bella ipocrisia: una madre, da sola, incinta del secondo bimbo, che viene separata a forza dal suo uomo, non preferirà seguirlo nel suo «esilio» in Romania? Ovvio. «Bene, benissimo: così ci saranno tre stranieri (più quello nel pancione) in meno sul nostro sacro suolo!», ecco cosa penserà qualcuno. Che nausea!! Io non so che tipo di menomazione ha questo padre, ma ricordo di aver visto tempo fa, a quell'incrocio, un uomo senza la mano sinistra: forse era lui, non lo so. So solo che se avessi tanti soldi, prenderei quell'uomo a «lavorare» per me, magari come collaboratore familiare, pur di farli rimanere qui, a vivere una vita decente, ma sono disoccupata, e mi sento impotente e piena di rabbia davanti a queste storture di legge, davanti a queste iniquità che non tutelano nessuno, e sono nate solo per opprimere altri esseri umani come me e come voi, oppressi in nome di una diversità di nazionalità, di colore della pelle, o di altre scempiaggini simili! Ecco, questi sono i primi effetti della «Bossi-Fini»: godiamoceli al caldo delle nostre casette, ben chiusi, al riparo: noi siamo italiani, siamo in Italia, quindi abbiamo tutti i diritti, e gli altri nessuno: che crepino come cani! Faccio appello ai livornesi, se ce n'è rimasto ancora qualcuno di quelli veri che dico io, di quelli che hanno un cuore grosso così nel petto, e non solo la tasca del portafogli: vi prego, c'è nessuno che darebbe un lavoro, uno qualsiasi, a questo poveraccio?! C'è nessuno che può evitare che questa famiglia venga disgregata per forza?! Non ce ne sono già abbastanza di famiglie scassate, c'è bisogno di aggiungercene un'altra?! La Caritas potrebbe fare qualcosa, o ha le mani legate dalla legge anche lei? Possibile che non ci siano più veri uomini, con dei sentimenti e dei valori? E tutti i «soliti» discorsi sui valori cristiani e/o umani di solidarietà, tutela delle famiglie e del benessere dei deboli, dove vanno a finire?».




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), ci sono almeno 500 milioni di indiani e altrettanti africani che stanno peggio di quei rumeni, e non certo per colpa mia, ma magari di qualcuno che ha un nome "simile" al suo........
