Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 22

Discussione: Condannato Andreotti

  1. #11
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.lastampa.it

    " Editoriali e opinioni


    I singhiozzi del tribunale della storia

    18 novembre 2002

    di Pierluigi Battista

    LA sentenza di Perugia che condanna, in appello, Giulio Andreotti a 24 anni di carcere per l’omicidio Pecorelli rischia di far ripiombare il clima politico in una guerra frontale che ha per posta la riscrittura giudiziaria della storia dell’Italia democratica. Frutto ultimo e perverso della tendenza ad affidare ai tribunali il giudizio su oltre mezzo secolo di storia, la sentenza perugina mette la pietra tombale sui tentativi di ricucire nella psicologia collettiva e nei comportamenti politici il senso di una storia condivisa o, come usa dire, di una memoria «accettata» da chi non vuole più vivere in un paese in cui l’avversario viene trattato alla stregua di un criminale e si consegna impropriamente al giudizio penale il compito di reinterpretare la storia dell’intera democrazia italiana.

    Ora si dirà, come dovrebbe essere ovvio, che bisogna aspettare le motivazioni della sentenza. Ma intanto sembra cancellato, con il trauma di Perugia, quello spirito di ritrovata concordia nazionale che ha invaso la comunità politica dopo la visita del Papa in Parlamento: benefico balsamo diffuso sulle ferite di una politica rissosa e feroce e che ora sembra improvvisamente veder scemati i suoi effetti.

    Tutti i buoni propositi di «clemenza» o di indulto per chiudere pagine concitate della nostra storia mostrano oggi la corda, travolti da una sentenza che ricaccia inevitabilmente l’uomo-simbolo della Prima Repubblica nientemeno che nell’oscurità infernale di rapporti torbidi con l’universo mafioso, condannato addirittura, si dice a Perugia nello sgomento generale, per aver fatto assassinare un ricattatore.

    Non si può dimenticare che soltanto una manciata di giorni fa, nel pieno della discussione sulla legge Cirami (che Andreotti, va sottolineato, ha apertamente contrastato), un attacco in Parlamento di Ignazio La Russa alla Dc ha trovato nel ds Luciano Violante un impegnato paladino della memoria democristiana, fino al punto di esaltare il «senso dello Stato» di quel partito e di individuare nel comportamento processuale di Giulio Andreotti il contraltare dell’attacco berlusconiano alla magistratura: come se Andreotti fosse l’incarnazione stessa dell’«anti-Previti», il politico che ha pazientemente atteso l’esito dei processi difendendosi a testa alta e non con stratagemmi per sottrarsi alla giustizia.

    Ora quell’esito è arrivato, sebbene incomba il giudizio finale della Cassazione. Resta l’impressione devastante di una giustizia che va a singhiozzo e che una volta smentisce i pentiti e la volta successiva dà loro credito. Un percorso zigzagante, che rende ancor più assurdo far dipendere il giudizio storico dall’orientamento di una sentenza giudiziaria. Come se un capitolo intossicato della storia italiana non potesse essere mai chiuso .
    "

    Saluti liberali

  2. #12
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dario
    Io non credo ad un complotto politico, ma non credo neppure che Andreotti sia il mandante di un omicidio.
    -----------------------------------
    Allora giudichi quei giudici degli imbecilli.

  3. #13
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito A quando il processo...

    ...a De Gasperi?

    Che c'entra De Gasperi?
    Come che centra: non è lui che se lo è scelto come segretario, questo giovanissimo che iniziava a fare politica?
    La mafia semina nei momenti di maggior tensione, quando l'attenzione è rivolta altrove. Chi poteva allora sospettare che la lunga e potente mafia sicula si nascondesse dietro l'occhialuto e orecchiuto gobbetto che portava le carte del capo del Governo?

    Questo è il regalo che ci ha fatto la magistratura perugina.
    Il verdetto ci consegna una Italia governata dalla mafia già dagli anni cinquanta per mano di Andreotti, apprezzato segretario di Alcide De Gasperi.
    E non ce ne siamo mai accorti: non lo capì neppure il Migliore, quel Togliatti che fu ministro di Giustizia nei primi governi diretti dal principale del giovane Andreotti.
    Non lo capì nessuno, salvo Violante. Lui sì, lui capì. Lui agì.
    Da presidente della Commissione antimafia "convocò" nelle austere e "sacre" aule di Montecitorio il "finto padrino" Buscetta e inaugurò così la luminosa era dei "collaboratori di giustizia".
    A uno a uno caddero i birilli.
    Andreotti, il più tosto di tutti, però è un ercolinosempreinpiedi.

    Persino Fassino ha a stento trattenuto un "conato di vomito".
    Serve urgentemente una riforma della giustizia - ha detto-.

    Ma va?

  4. #14
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    10 Jul 2002
    Messaggi
    10,207
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' giustizia questa?

    Imputato eccellente.
    Un impianto accusatorio che si fonda su un pentito di attendibilità assai dubbia.
    Inchiesta condotto con non poche intenzioni persecutorie.
    Reati che vengono riesumati a trent'anni dalla presunta esecuzione.
    Sentenze assolutorie successivamente contraddette.
    Di mezzo sempre le idee politiche dell'imputato.
    Persino Berlusconi ha a stento trattenuto un "conato di vomito".
    - Serve urgentemente la grazia a Sofri - ha detto.

  5. #15
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,140
     Likes dati
    56,675
     Like avuti
    42,079
    Mentioned
    11764 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by mustang
    Allora giudichi quei giudici degli imbecilli.
    Non è necessario essere imbecilli per sbagliare una sentenza. Per esempio: tu sei sicuro che i giudici popolari (6 su 8) abbiano avuto il tempo, la capacità e la preparazione per analizzare TUTTE le carte processuali? Io no.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  6. #16
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,140
     Likes dati
    56,675
     Like avuti
    42,079
    Mentioned
    11764 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Pieffebi
    ....
    Fa male l'articolista a parlare genericamente di "gente" e di "cittadini", anche i girotondisti e i giustizialisti sono gente e cittadini. Si deve dire i cittadini democratici che credono nei valori dell'Occidente Liberal-Democratico e dello Stato di Diritto.

    Saluti liberali e radicalmente antigiustizialisti, anticomunisti e antinazisti.
    Vedi caro maggiordomo nonchè moderatore (...azzo!!): io lo so che mandare a quel paese la gente è una cosa da maleducati, specialmente quando la gente, forse un pò cerebrolesa, non capisce a fondo il significato di quello che dice, per cui mi asterrò dal mandarti a fare in culo.

    Ma tu compiresti un atto di intelligenza (forse superiore alle tue capacità) rimangiandoti queste parole.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #17
    Moderatore P. Nazionale.
    Data Registrazione
    15 Sep 2002
    Località
    Roma Capitale
    Messaggi
    207,140
     Likes dati
    56,675
     Like avuti
    42,079
    Mentioned
    11764 Post(s)
    Tagged
    151 Thread(s)

    Predefinito Re: A quando il processo...

    Originally posted by mustang
    Persino Fassino ha a stento trattenuto un "conato di vomito".
    Serve urgentemente una riforma della giustizia - ha detto-.
    Questo in effetti mi fa sorgere il sospetto che Perugia e Cosenza abbiano un significato politico, diciamo leggermente berluschino?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  8. #18
    Liberale
    Data Registrazione
    20 Apr 2002
    Messaggi
    1,743
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: A quando il processo...

    Originally posted by mustang
    Persino Fassino ha a stento trattenuto un "conato di vomito".
    Serve urgentemente una riforma della giustizia - ha detto-.

    Ma va?
    Ma Fassino non è stato ministro di Grazia e Giustizia fino a qualche tempo fa? ....Si è accorto che la Giustizia italiana , per anni controllata dal suo dicastero , non funziona affatto bene , solo vedendo la cosa dalla prospettiva dell'opposizione?
    Gli auguro allora di restarci per i prossimi trent'anni , così diverrà veramente un fine osservatore politico.
    Saluti.

  9. #19
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Dario
    Vedi caro maggiordomo nonchè moderatore (...azzo!!): io lo so che mandare a quel paese la gente è una cosa da maleducati, specialmente quando la gente, forse un pò cerebrolesa, non capisce a fondo il significato di quello che dice, per cui mi asterrò dal mandarti a fare in culo.

    Ma tu compiresti un atto di intelligenza (forse superiore alle tue capacità) rimangiandoti queste parole.

    mentre è per te senz'altro superiore alle tue capacità...comprenderle. Visto il commento.

    Shalom!

  10. #20
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito ORIGINE DELL'ATTUALE SITUAZIONE DELLA GIUSTIZIA

    http://www.legnostorto.com/node.php?id=1136
    Mandato da Gianni Pardo Martedì, 19 Novembre 2002, 201 uur.
    La sentenza Andreotti un merito l'ha di sicuro: si discute di giustizia con una pacatezza e una mancanza di "certezze assolute" che consola. Purtroppo, punto comune è il dubbio che aleggia, da ogni parte, sulla credibilità della magistratura. E ci si può chiedere come si sia giunti a questo punto.

    A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il partito comunista ha pianificato la conquista dell'intellighenzia. E il piano è riuscito, sia perché la Dc non lo ha contrastato (pensava al potere e al denaro), sia perché in Italia chiunque fosse per un minimo laico, non ne poteva più di un paese bigotto. Non si potevano dire le parole "amante" e "coscia". Se uno avesse detto in pubblico la parola "preservativo" avrebbe rischiato l'esilio nel Ponto Eusino. Le ballerine della televisione, poverette, danzavano con i mutandoni della nonna, tanto che fecero scandalo le gambe (coperte solo dalle calze!) di Zizi Jeanmaire, quando cantava "Mon truc en plumes". Per essere laici e moderni, salvo far parte dei quattro gatti liberali, non si poteva che essere di sinistra.

    Ovviamente ci si può chiedere come mai tante persone per bene potessero aderire a quell'orrore che si chiamava Pci. Come potessero sostenere Stalin, buonanima, finché il Padreterno gliel'ha conservato. La risposta è che gli intellettuali - a forza di tenere gli occhi fissi sull'alto ideale - hanno meno buon senso della casalinga di Voghera. Venuti su in famiglie agiate e da sempre lontani dalla dura necessità, sono pronti a combattere per le cose più astratte. E rimangono impermeabili alla realtà come ai ragionamenti più semplici, tanto da essere stati capaci di preferire le parole del comunismo ai risultati del capitalismo. Il muro di Berlino per esempio non era quello di una prigione, ma una profilassi contro la corruzione dell'Occidente. Come dicono gli inglesi, "se puoi credere questo, puoi credere qualunque cosa". E loro, appunto, credevano qualunque cosa.

    Il risultato di questo atteggiamento irrealistico, divenuto movimento, è stato il '68. Stato d'animo che infatti in Italia è durato infinitamente di più che a Berkeley, dove è nato, o in Francia, dove ha condotto quasi ad una rivoluzione.

    I magistrati - intellettuali fra gli altri, ma meno di altri sottoposti alla dura battaglia per la sopravvivenza - sono dunque divenuti, caratteristicamente, idealisti e di sinistra. A questo punto, in perfetta buona fede, e anzi credendo di fare cosa meritoria, si sono messi a fare politica. La stessa esistenza di correnti targate politicamente, in magistratura, dimostra che i giudici non hanno temuto di manifestare le loro simpatie politiche. E perché avrebbero dovuto temerlo? Per loro era un merito. E tuttavia questo ha fatto scadere la figura del giudice che per la gente, caratteristicamente, avrebbe dovuto essere super partes.

    Ma c'è stato di peggio. Alcuni inquirenti si sono autonominati salvatori della patria. Molti di loro si sono sentiti il ferro di lancia contro quei partiti politici e quelle personalità che, a loro giudizio, arrecavano male all'Italia. Ed eccoli pronti a distruggere la Dc, odiata più caldamente da loro che da Togliatti, e a rivoltare l'Italia come un calzino.

    Alcuni magistrati, appena hanno avuto il via libera costituito dal crollo dell'Unione Sovietica, e dunque dal timore dell'Armata Rossa, si sono lanciati come una muta di cani dietro la volpe, ricavandone anche visibilità e potere. Quando non seggi senatoriali. Le volpi erano anzi due, la Dc e il Psi. Con i risultati che si sono visti. Ma questo non bastava. L'odio per la Dc era tale che bisognava anche giungere alla damnatio memoriae, a riscrivere la storia. La cosa è stata pianificata da un eminente responsabile del Pci-Pds e portata avanti da altri magistrati torinesi e palermitani. Poiché però, mentre l'inquirente può non avere scrupoli, il giudicante qualche scrupolo lo ha, si è avuto il risultato di una moltitudine di assoluzioni sgradite. La lista è lunghissima: va da Andreotti, appunto, contro cui ci si era avventati come per abbattere un simbolo assolutamente centrale, a Mannino e a tanti altri, senza dimenticare Carnevale, ostacolo sulla via di una "giustizia" mirata e sbrigativa.

    Ciò che gli idealisti in generale, e quelli in toga in particolare, non potevano prevedere, è che il risultato finale è stato, sì, la sconfitta della Dc, ma anche della magistratura. La gente avrebbe applaudito condanne fondate e mantenute tali in tutti i gradi di giudizio ("gliel'hanno fatta pagare", avrebbe detto) ma, a ragione o a torto, da cento sentenze contraddittorie, magari dopo anni di processi e di carcerazioni preventive (Contrada), ha dedotto che la magistratura fa politica, non è in buona fede e non è affidabile. Anche la gestione dei pentiti in questo senso è stata un boomerang. La gente ha detto: credono di più a un pluriassassino che a un poliziotto come Contrada, più a un boss mafioso (che ha Redipuglia, nell'armadio), che ad un Andreotti e mentre tengono Contrada in galera mandano Buscetta in crociera, con tanto di documentazione fotografica. In totale i magistrati sono stati visti non come anonimi sacerdoti in toga, ma come uomini, partigiani e senza scrupoli. Un totale disastro. Tutto questo - è il caso di ripeterlo - mentre essi credevano d'agire per il bene della collettività.

    E ora c'è la condanna di Andreotti, da più parti è dichiarata "politica" e comunque scandalosa. Ma è politica? In realtà, c'è il rischio, dichiarandola tale, da far divenire politica o scandalosa anche l'eventuale assoluzione. Se una decisione è politica, lo è qualche che sia il suo segno. Inoltre non si può escludere la buona fede dei giudici: a tutti va concessa la presunzione della buona fede. Il guaio risiede altrove.

    La sentenza è politica in un altro senso: perché ha effetti politici de facto. È politica perché, mettendo d'accordo sull'esistenza del problema sia il centrosinistra che il centrodestra, compone un vecchio dissidio e potrebbe condurre (ma è poco probabile) ad un'azione comune per riformare la giustizia.

    In secondo luogo e soprattutto, la sentenza è politica perché molti dei commentatori si dimostrano convinti che alla condanna si sia giunti in assenza di riscontri concreti e sulla base di un teorema nato a sua volta da convinzioni preesistenti. Cioè sulla base d'un modo sbagliato e inammissibile d'amministrare la giustizia. L'insistenza di molti sulla mancata identificazione degli autori materiali del delitto, dei collegamenti fra mandanti e mandatari, etc., l'insistenza cioè sul notare che la condanna deriva più che altro da una frasetta vaga di un grande delinquente, dimostra che tutti sono disposti a credere che in Italia sia possibile condannare qualcuno sulla base di "prove logiche", teoremi, presunzioni. Del resto, un caso non del tutto dissimile, almeno per come lo propone la pubblicistica, è quello di Previti e coimputati.

    Un processo celebre - se ha implicazioni politiche - deve essere condotto dalla magistratura con un tale scrupolo da convincere anche la collettività. In passato la considerazione della magistratura è stata tale che le sentenze hanno effettivamente convinto. O perché non c'erano implicazioni politiche d'alcun genere (processo alla "belva" Rina Fort, al maestro Graziosi, alla contessa Bellentani, ecc.) o perché (scandalo Lockheed) il prestigio della magistratura era ancora tale che si accettava la condanna di un ministro (Tanassi) senza scandalo e senza sospettare motivi politici. Oggi la condanna di Andreotti ha questo, di malauguratamente politico: che nessuno crede più a questa magistratura e a questo genere di processi. Non si può arrestare un Musocco candidato in importanti elezioni, tenerlo in galera, per poi assolverlo. Musocco ha patito una carcerazione ingiusta, ma la magistratura ha patito un'indelebile diminutio. Lo stesso vale per Calogero Mannino, Gamberale, e gli altri. La situazione attuale è tale che si ha la tentazione di appoggiare la fronte sulla mano e piangere in silenzio.

    Il problema della giustizia non è la modifica di qualche norma, ma la riconquista della fiducia del popolo italiano.

    Gianni Pardo

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Andreotti condannato (finalmente)
    Di MrBojangles nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 19-10-07, 12:25
  2. Senatore a vita Andreotti condannato per diffamazione magistrato
    Di ilgiardiniere nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 15-06-07, 22:41
  3. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 22-11-02, 18:02
  4. CLAMOROSO. Omicidio Pecorelli Andreotti condannato a 24 anni
    Di Pitone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 19-11-02, 23:22
  5. Minacciato il presidente della Corte che ha condannato Andreotti
    Di tony (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-11-02, 19:43

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito