La legge sulla prostituzione
è un altro tassello
per rompere la morsa con
cui si stava distruggendo
la cellula base della
società cioè la famiglia.
Il disegno di legge scritto
dal Ministro Umberto
Bossi prevedeva:
a) il divieto di prostituzione
in luogo pubblico
o aperto al pubblico.
La non punibilità
se la prostituzione
viene
esercitata in
una dimora privata,
con l’uso
della dimora
per non più di
tre soggetti che
ne abbiano la legittima
disponibilità.
Alternativamente la non
punibilità valeva anche
per gli “eros center”, cioè
palazzi riservati esclusivamente
alla prostituzione,
come avviene in diversi
paesi europei.
b) Servizi sanitari: il
ddl del Ministro Umberto
Bossi prevedeva visite
mediche periodiche
nonchè l'obbligo di sottoporsi
a frequenti controlli
gratuiti per accertare
che non ci fossero
positività a patologie trasmissibili
per via sessuale.
Logicamente sia gli
accertamenti che i trattamenti
sanitari obbligatori
recepivano l’art. 32 della
Costituzione, cioè nel rispetto
della dignità della
persona, dei diritti civili,
di scelta del medico, del
luogo di cura e nel rispetto
della riservatezza.
c) Sostegni per il recupero
di chi manifesta
la volontà di cessare
l’esercizio della prostituzione:
In difesa della famiglia e dei bambini
L'alternativa sessuale alla moglie sull'uscio di casa volge al termine!




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