Originally posted by halexandra
¿E come potrebbero non interessarmi i tuoi interventi sempre così anticonformisti, mi querido Juan?
ciao
alessandra
¿E come potrebbero non interessarmi i tuoi interventi sempre così anticonformisti, mi querido Juan?
Alejandra, mi querida!
Non è che per caso siano talvolta anche spiritosi?
Non si sa mai.
Scherzi a parte (nr.1), sono in perfetta sintonia con quanto qui affermi e condivido anche la tua impressione che numerosi vocaboli, appunto come “ideologico” abbiano ormai acquisito significati in parte negativi o addirittura totalmente distorti rispetto alle loro tradizionali accezioni.
Molto interessanti e condivisibili sono anche gli eleganti commenti d’Asburgico. Dissento da lui però allorquando sostiene < Dice bene Buleghin quando parla di "percorso esistenziale individuale e universale" perchè così è >.
A me non pare d’aver mai sostenuto una cosa del genere. E se l’avessi fatto, non l’avrei certo condivisa; ma quand’anche l’avessi condivisa, non l’avrei affermata.
Quindi, prudenza Asburgico! Così imparerai a non condividere le tesi altrui prima sostenute e poi sconfessate!
Ahhhaaaaaa, buona questa, neh? (però non l’ho capita).
Scherzi a parte (nr.2), avete ragione entrambi: tu nel sostenere che “il mondo è radicalmente cambiato” e Asburgico nel notare che si è trattato di un processo graduale di cambiamento in parte voluto dalla gente ecc.
Ad esempio, a proposito di mondializzazione, molti pensano che in questa non vi sia assolutamente nulla di dannoso o di pericoloso per il semplice motivo che la mondializzazione, a ben guardare, è sempre esistita.
Occhio alle analogie e alle estrapolazioni storiche!
Alla stessa stregua potremmo asserire che anche l’ossigeno c’è sempre stato. Però l’ossigeno che respiriamo oggigiorno non è lo stesso ossigeno di cent’anni fa!
O no?
Anche secondo me, per numerosi importanti aspetti, il mondo è radicalmente cambiato.
Che questo sia il risultato di un processo graduale piuttosto che un processo rapido e brutale, risalente a 10, 15 o vent’anni fa, ebbene poco importa.
Di fronte a vicende drammatiche, si sente sempre più spesso dire: “Il mondo va alla rovescia”. Questa è saggezza popolare, quella della gente umile ma intelligente.
Ma questo è argomento che richiederebbe ben altra disamina.
Sarei invece un po’ perplesso circa la tesi d’Asburgico <… la pretesa di un cambiamento tale da fermare, se non proprio invertire questo cammino socio-culturale, passa inevitabilmente attraverso un'azione politica di tipo ideologico.>
A me l’espressione “un'azione politica di tipo ideologico” richiama alla mente certe tragedie “rosse” e “nere” del secolo scorso … che oggigiorno sono state ridefinite “azioni politiche di tipo umanitario”, quindi né nere né rosse, però rigorosamente umanitarie e … petrolifere!
Preferirei parlare di “azioni politiche utopistiche“, giacché una buona dose di sana Utopia è forse la nostra ultima speranza.
Come sembra auspicare Massimo Fini – vedere l’ottima intervista del gran Gianluca Savoini sul quotidiano la Padania di venerdì 29, a pag. 5, intervista che inizia così:
< Un Occidente sempre più vuoto di valori, dimentico delle sue radici, sfinito dal consumismo, rincretinito dalle luci dei riflettori televisivi, incapace di guardare al di là della quotidianità, incatenato come uno schiavo alla sempre più frenetica ricerca del “successo”, questo Occidente riuscirà a sopravvivere? Riuscirà a ritrovare dentro di sé una forza, un impegno, un compito (un destino, direbbe Nietzsche) per sfuggire alla decadenza definitiva, al tramonto finale, al collasso della sua civiltà? >
Come correttamente sostiene Massimo Fini, l’attuale epoca è caratterizzata da gravissimi problemi “esistenziali” d’ogni genere, problemi che diventano sempre più macroscopici e quindi difficilmente ignorabili. Problemi divenuti forse ormai definitivamente incurabili? Speriamo di no.
A tali problemi io però vorrei aggiungerne un altro forse più subdolo e la cui pericolosità si tende a sottovalutare o ignorare: quello degli slogan mondiali.
Oggi i padroni del mondo governano sempre meno a vantaggio delle genti. Oggi, con la grande finanza e i potenti mezzi di comunicazione radiotelevisiva, è molto più facile e comodo pilotare e manipolare i popoli bue per mezzo di slogan mondiali.
Sono ormai usati ovunque da tutti vocaboli privi di specifico significato reale, o meglio parole, espressioni che significano tutto e nulla. Più il “nulla” che il “tutto”:
Ecco quindi che le società sempre più subiscono mutazioni perverse, trasformandosi in masse carnevalesche, accodandosi a girotondi condotti da astutissimi pifferai magici, insomma schierandosi in gruppi “global”, “no-global”, “old-global”, “real-new-global”, “glocal” e così via.
Dappertutto oramai si diffondono proclami istituzionali infarciti di questi slogan, discorsi che ad una semplice analisi si rivelano ridicoli, vacui, insensati, demenziali.
Eppure tutti noi, volenti o nolenti, ne subiamo le deleterie conseguenze: politiche, culturali, economiche e così via.
È una beffa, specie se si pensa che molte di queste orribili espressioni e metafore provengono dagli USA dove, una ventina d’anni fa, alcuni scrittori pubblicarono con gran successo libri, quali “Il villaggio globale” e simili, nei quali già allora si prefiguravano alcuni dei mutamenti socioeconomici planetari, come appunto la cosiddetta globalizzazione.
Queste tesi s’ispiravano a molteplici discipline, dalla macroeconomia, alla sociologia, alla politica, persino al marketing e quant’altro. C’era qualche idea originale e forse anche utile, chissà. Insomma il tutto divenne un vero e proprio business nella pubblicistica specializzata. Insomma roba di gran successo che si diffuse rapidamente anche in Europa, dappertutto tranne che in questa penisola.
Le nuove idee e le iniziative originate oltre oceano giungono in Italia con almeno quindici, vent’anni di ritardo dalla loro divulgazione iniziale. Fortuna o sfortuna? Mah!
A quando i GLICOL della real new economy del terziario avanzato e del quaternario squinternato?
Siamo in piena tragicommedia.
Che sia giunto il momento di cedere allo sconforto fatale?
Mai!
Finché c’è Lega, c’è Speranza.
Viva Lega, Viva Alessandra!
J.B cool:
PS
A proposito del <"percorso esistenziale individuale ed universale" siamo tutti in attesa della tua eminente illuminazione.”>
Alejandra, mi querida, esta ya me parece tambien un flechazo, una indirecta o una broma!
Vale, vale!:
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