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Discussione: senza parole...

  1. #1
    Fieramente Leghista
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    Predefinito senza parole...

    un articolo dall'Arena di Verona:

    La storia. Ex imprenditore
    Ucciso dal fisco fugge da casa e si fa barbone

    di Silvino Gonzato
    Era stato onesto con i suoi dipendenti. «Gli affari vanno male, cercatevi un altro lavoro, tra un po’ sarò costretto a chiudere l’azienda». Colpa delle tasse, aveva detto. E per protestare contro il fisco «assassino», Elio T. aveva scarpinato da Treviso, dove aveva sede la sua piccola fabbrica di serramenti (sette operai e un’impiegata), fino a Roma, la «ladrona», come la chiamavano allora i leghisti al cui partito era iscritto. Era stato ripreso dalla televisione con un cartello al collo davanti al ministero delle Finanze. Ma oltre ad aver consumato due paia di scarpe, con la sua marcia solitaria non aveva ottenuto alcun risultato, non aveva migliorato la propria situazione.
    La crisi e la concorrenza avevano poi fatto il resto. Il giorno in cui chiuse la fabbrica, affisse sulla porta un avviso funebre col proprio nome e la causa del decesso: «Dissanguato da Visco», il ministro delle Finanze dell’epoca. È successo cinque anni fa. «Non avevo le idee chiare su che cosa avrei fatto» racconta oggi. «Sbollita la disperazione, forse avrei cercato di trovare un lavoro. Magari sempre nel settore dei serramenti, ma come dipendente, anche come semplice operaio perché non volevo più passare le notti guardando il soffitto a pensare se a fine mese sarei riuscito a pagare gli stipendi». Poi però, visto che le disgrazie non vengono mai sole, Elio T. , oltre al tracollo economico, dopo due anni dovette far fronte anche a quello matrimoniale. Separazione, avvocati, udienze in tribunale, il figlio quattordicenne affidato alla moglie, l’imposizione del giudice di andare a vivere altrove, la ricerca di una nuova casa, i tentativi di riconciliazione, l’ingresso in un tunnel di cui non intravedeva l’uscita, infine la decisione di farsi frate, a cinquant’anni, con una vita di messe perse alle spalle, frate per rabbia, non certo per vocazione. Ma proprio un frate gli disse che se tutti i disperati e i cornuti di questo mondo si facessero frati, per le strade non si vedrebbe che gente col saio. «Ho pensato anche al suicidio» si confida Elio T. «ma uccidersi è una bella vigliaccata e poi ero già morto una volta, ucciso dal Fisco, una replica sarebbe stata poco credibile».
    Da due mesi Elio T. è uno degli ottocento barboni di Verona. Dorme dove può e mangia alle mense dei poveri. Ha scelto Verona a caso, al momento di acquistare il biglietto del treno. «L’unica ragione di esistere è mio figlio» dice. «Mi manca ma non so quando lo rivedrò». Zainetto sulle spalle, giacca a vento, berretto di lana calcato sulle orecchie, scarpe grosse, Elio T. più che un barbone, sembra un escursionista che sia appena sceso dal Baldo. Nega di aver scelto il vagabondaggio per punire in qualche modo la società che lo ha prima rovinato economicamente e poi privato della famiglia. Dice che per lui la strada equivale a una sorta di autoflagellazione e che il suo sogno ricorrente mentre dorme sui marciapiedi o in una di quelle stanze dipinte da Magritte col cielo che fa da parete, è che sua moglie, dalla quale non ha ancora divorziato, e suo figlio lo vedano in quelle condizioni e lo riportino a casa. Bisognerebbe però che prima fosse lui ad apparire in sogno a loro per dire dove si trova. Si capisce che vorrebbe farglielo sapere ma si capisce anche che non lo farà mai. I ricatti, sia pure morali, non gli piacciono. «Meglio che mi credano a Cuba, come si dirà a Treviso da quando sono sparito, o morto annegato in qualche fosso». Lacrima da un occhio solo Elio T. , il destro, il sinistro è stranamente asciutto. Non essendo un barbone povero (la crisi della sua azienda non l’ha ridotto alla miseria assoluta) è probabile che nel mondo dei «senza dimora» l’ex fabbricante di serramenti sia una «transit’s passenger», uno che passa e va, che alla fine ritrova la sua Itaca. D’altra parte sarebbe spaventoso pensare che gli ottocento barboni che ci sono attualmente a Verona siano tutti in servizio permanente effettivo.
    Intanto però Elio T. tra i barboni di gran cabotaggio si è fatto una specie di amico: un polacco che dice di essere un ingegnere e col quale si ritrova ogni giorno alla mensa dei poveri. «E’ un po’ noioso» dice «perché un giorno sì e un giorno no mi spiega come funziona il canale di Panama e mi fa anche il disegnino». Il polacco beve e quando si ubriaca diventa violento. Qualche volta Elio T. ci litiga. «Ho bisogno di uno con cui litigare, più che di un amico con cui condividere. Nelle condizioni in cui mi trovo sento la necessità di avere un nemico, un nemico che, all’opposto del fisco, sia visibile e attaccabile». Stavolta sorride, di un sorriso lento e amarissimo ma da barbone in transito.

  2. #2
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    Non capisco se la critica "senza parole" è rivolta alla società consumistico-capitalista o all'eccessiva tassazione.

  3. #3
    Fieramente Leghista
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    La critica è rivolta sostanzialmente a entrambe le cose, caro Asburgico. Ma in questo articolo che ha colpito la mia attenzione, per chi ha una certa sensibilità, emerge anche l'altro gravissimo problema che sta prendendo il sopravvento su tutto il resto, di fronte al quale tutto sta diventando terribilmente secondario, e cioè la questione dell'immigrazione selvaggia: è terribile constatare come in questa nostra squallida società i poveri, chi per sfortunate circostanze si ritrova in condizioni di estremo bisogno magari senza nessuna sua colpa oggettiva, è costretto a lottare per un tozzo di pane con gli invasori immigrati, dovendosi dividere una torta di assistenza che sta diventando sempre più ristretta...

    e questo nonostante che l'autore dell'articolo lasci intendere che il nostro protagonista è un barbone volontario, un po' pittoresco, e che il tono tenda a sdrammatizzarsi nel finale.

    Purtroppo la tristissima realtà è che la stragrande maggioranza dei poveri nella nostra società non è affatto volontaria.

    E che appunto sono costretti a lottare per sopravvivere contro le nuove masse immense di invasori.

    Questi sono i risultati tragici della meravigliosa società multirazziale in avanzata, adorata dai delinquenti sinistroidi e massoni giacobini vari: tra le altre cose, una guerra di poveri contro poveri...

    E comunque, Asburgico, per tornare alla tua osservazione, voglio ribadire con vigore che in me sarà sempre prevalente l'aspetto della critica al materialismo e al consumismo di una società che ha smarrito i suoi fondamenti spirituali, e che per questo è destinata a soccombere.

    Con il tempo e le esperienze si cambia inesorabilmente, e 10 anni fa forse mi sarei limitata anche io a vedere in questa storia quasi solo l'aspetto dell'iniquità delle vessazioni fiscali di uno stato parassita.

    Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti, credo più profondi, e devo dire che se vi leggessi solo l'aspetto della lotta fiscale, mi sentirei come certi padamericani, certi padan-liberal liberisti che proclamano che la Lega dovrebbe tornare a occuparsi ESCLUSIVAMENTE di tasse e Irpef, come faceva, o meglio come avrebbe fatto (secondo la loro visione parziale e assolutamente distorta) più o meno 10 anni fa.

    E devo dire che se scoprissi di assomigliare a questi personaggi, mi vergognerei violentemente di me stessa, mi vergognerei di esistere...

  4. #4
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    Predefinito

    Originally posted by halexandra
    La critica è rivolta sostanzialmente a entrambe le cose, caro Asburgico. Ma in questo articolo che ha colpito la mia attenzione, per chi ha una certa sensibilità, emerge anche l'altro gravissimo problema che sta prendendo il sopravvento su tutto il resto, di fronte al quale tutto sta diventando terribilmente secondario, e cioè la questione dell'immigrazione selvaggia: è terribile constatare come in questa nostra squallida società i poveri, chi per sfortunate circostanze si ritrova in condizioni di estremo bisogno magari senza nessuna sua colpa oggettiva, è costretto a lottare per un tozzo di pane con gli invasori immigrati, dovendosi dividere una torta di assistenza che sta diventando sempre più ristretta...

    e questo nonostante che l'autore dell'articolo lasci intendere che il nostro protagonista è un barbone volontario, un po' pittoresco, e che il tono tenda a sdrammatizzarsi nel finale.

    Purtroppo la tristissima realtà è che la stragrande maggioranza dei poveri nella nostra società non è affatto volontaria.

    E che appunto sono costretti a lottare per sopravvivere contro le nuove masse immense di invasori.

    Questi sono i risultati tragici della meravigliosa società multirazziale in avanzata, adorata dai delinquenti sinistroidi e massoni giacobini vari: tra le altre cose, una guerra di poveri contro poveri...

    E comunque, Asburgico, per tornare alla tua osservazione, voglio ribadire con vigore che in me sarà sempre prevalente l'aspetto della critica al materialismo e al consumismo di una società che ha smarrito i suoi fondamenti spirituali, e che per questo è destinata a soccombere.

    Con il tempo e le esperienze si cambia inesorabilmente, e 10 anni fa forse mi sarei limitata anche io a vedere in questa storia quasi solo l'aspetto dell'iniquità delle vessazioni fiscali di uno stato parassita.

    Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti, credo più profondi, e devo dire che se vi leggessi solo l'aspetto della lotta fiscale, mi sentirei come certi padamericani, certi padan-liberal liberisti che proclamano che la Lega dovrebbe tornare a occuparsi ESCLUSIVAMENTE di tasse e Irpef, come faceva, o meglio come avrebbe fatto (secondo la loro visione parziale e assolutamente distorta) più o meno 10 anni fa.

    E devo dire che se scoprissi di assomigliare a questi personaggi, mi vergognerei violentemente di me stessa, mi vergognerei di esistere...

    Non la metterei esattamente così, almeno per quanto mi riguarda. Anch'io mi sto convincendo sempre di più che la lotta ideologica come la vorresti tu sia una causa persa, ma non tanto per le motivazioni che la animano (che in parte posso condividere) quanto per la mancanza di un elettorato disposto a recepirla ma soprattutto di persone capaci di elaborarla e portarla avanti.

  5. #5
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    Predefinito Mument ... ostrega ...

    Originally posted by halexandra
    ... omissis ...

    Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti, credo più profondi, e devo dire che se vi leggessi solo l'aspetto della lotta fiscale, mi sentirei come certi padamericani, certi padan-liberal liberisti che proclamano che la Lega dovrebbe tornare a occuparsi ESCLUSIVAMENTE di tasse e Irpef, come faceva, o meglio come avrebbe fatto (secondo la loro visione parziale e assolutamente distorta) più o meno 10 anni fa.

    E devo dire che se scoprissi di assomigliare a questi personaggi, mi vergognerei violentemente di me stessa, mi vergognerei di esistere...
    La lotta “ideologica” come la vorresti TU NON è per nulla causa persa, soprattutto perché NON è lotta ideologica bensì, caso mai, “percorso esistenziale individuale ed universale”.

    Che significa? …mbeh … questo è un altro dei nuovi vocaboli da me coniati che vorrei delucidare in seguito.

    Ammesso che la cosa t’interessi.

    Condivido tutte le tue affermazioni, eccetto:

    “Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti …”

    Esattamente quali aspetti? Solo quelli fiscali? Espressi da chi?

    Grazie per le tue eventuali future risposte.

    Ciao Bambola

    Juanin Domenguin
    Hans Von Buleghinen

  6. #6
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    Predefinito Una curiosità

    Originally posted by asburgico



    Non la metterei esattamente così, almeno per quanto mi riguarda. Anch'io mi sto convincendo sempre di più che la lotta ideologica come la vorresti tu sia una causa persa, ma non tanto per le motivazioni che la animano (che in parte posso condividere) quanto per la mancanza di un elettorato disposto a recepirla ma soprattutto di persone capaci di elaborarla e portarla avanti.
    “quanto per la mancanza di un elettorato disposto a recepirla ma soprattutto di persone capaci di elaborarla e portarla avanti…”

    Ma tu, consentimi, hai un’ideuzza su CHI potrebbe elaborarla e portarla avanti?

    Ciao

    J.B.
    Hans Von Buleghinen

  7. #7
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    Predefinito Inoltre...

    Originally posted by halexandra


    ... voglio ribadire con vigore che in me sarà sempre prevalente l'aspetto della critica al materialismo e al consumismo di una società che ha smarrito i suoi fondamenti spirituali, e che per questo è destinata a soccombere.

    Con il tempo e le esperienze si cambia inesorabilmente, e 10 anni fa forse mi sarei limitata anche io a vedere in questa storia quasi solo l'aspetto dell'iniquità delle vessazioni fiscali di uno stato parassita.

    Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti, credo più profondi, e devo dire che se vi leggessi solo l'aspetto della lotta fiscale, mi sentirei come certi padamericani, certi padan-liberal liberisti che proclamano che la Lega dovrebbe tornare a occuparsi ESCLUSIVAMENTE di tasse e Irpef, come faceva, o meglio come avrebbe fatto (secondo la loro visione parziale e assolutamente distorta) più o meno 10 anni fa.

    E devo dire che se scoprissi di assomigliare a questi personaggi, mi vergognerei violentemente di me stessa, mi vergognerei di esistere...
    ... mi pare vi sia una notevole dose d'amarezza nelle tue parole.

    Vorrei solo aggiungere:

    Te racomando, Ostregheta!

    Finché c'è Lega, c'è Speranza.

    Ciao
    Hans Von Buleghinen

  8. #8
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    Predefinito Re: Mument ... ostrega ...

    Originally posted by Johnny Buleghin


    La lotta “ideologica” come la vorresti TU NON è per nulla causa persa, soprattutto perché NON è lotta ideologica bensì, caso mai, “percorso esistenziale individuale ed universale”.

    Che significa? …mbeh … questo è un altro dei nuovi vocaboli da me coniati che vorrei delucidare in seguito.

    Ammesso che la cosa t’interessi.

    Condivido tutte le tue affermazioni, eccetto:

    “Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti …”

    Esattamente quali aspetti? Solo quelli fiscali? Espressi da chi?

    Grazie per le tue eventuali future risposte.

    Ciao Bambola

    Juanin Domenguin
    ¿E come potrebbero non interessarmi i tuoi interventi sempre così anticonformisti, mi querido Juan?

    In effetti, il mio punto di vista non lo definirei "ideologico", parola che ha oggigiorno risvolti un po' negativi, in quanto più che altro la mia vuole essere una visione del tutto pragmatica e fondata più di ogni altra cosa sul più elementare senso pratico o buon senso che dir si voglia.
    Quel buon senso che dovrebbe portarci a capire facilmente che una vita dominata dall'economicismo, dall'arrivismo e affarismo a tutti i costi ci porta diretti alla più totale rovina.
    Perchè sono proprio queste cose che, tra l'altro, portano certi personaggi a giustificare e richiedere l'immigrazione nel nome di una richiesta di manodopera a bassissimo prezzo per fare prosperare le loro sporche attività affaristiche...

    E credo che un impegno politico straordinario deve essere rivolto a cercare di risvegliare le coscenze, anche se l'impresa è così ardua.

    Sul "percorso esistenziale individuale ed universale" siamo tutti in attesa della tua eminente illuminazione.

    riguardo alla mia frase da te non condivisa, “Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti …”, non so se riesco a rendere chiaro il senso delle mie elucubrazioni, ma intendevo dire che oggi per me, in quel brano giornalistico io vedo, OLTRE all'aspetto di una persona ridotta in miseria o quasi dalla vessazione dello stato parassita e vampiro con la sua criminosa pressione fiscale, aspetto che pure conserva la sua importanza e per cui ovviamente è giusto continuare a battersi, ANCHE e SOPRATTUTTO altri aspetti, e cioè l'esigenza che ci si debba battere per ideali di vera giustizia sociale, per fare sì che chi è povero nella NOSTRA società possa essere aiutato, possa condurre un'esigenza dignitosa, senza dovere sostenere la concorrenza delle masse immense di milioni di invasori allogeni.

    Queste e molte altre riflessioni a me sono venute in mente leggendo quel testo: sarò originale e strana, vero?

    E poi, inutile negarlo, e credo che sia facile riconoscerlo, mi sono anche lasciata andare a una voluta nota polemica nei confronti di alcuni tra i nostri amici puropadanisti veterosecessionisti liberal-liberisti americanofili, che oltre a tante altre cose per me poco simpatiche, hanno scritto letteralmente che la Lega "dovrebbe tornare a parlare solo di tasse e irpef" come si faceva circa 10 anni fa (secondo loro).

    non so tu, ma io questo punto di vista lo trovo oltraggioso e dannoso per l'intelligenza di chi queste cose le scrive.
    E poi, sai come è, una sopporta oggi, sopporta domani, ma ogni tanto si lascia andare a qualche frecciatina sarcastica...

    Il mondo è cambiato radicalmente da 10 anni a oggi, e c'è una lotta contro il mondialismo che ci sta assassinando da portare avanti, altro che parlare solo di tasse e irpef!
    O no?

    ciao
    alessandra

  9. #9
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    Predefinito Re: Inoltre...

    Originally posted by Johnny Buleghin


    ... mi pare vi sia una notevole dose d'amarezza nelle tue parole.

    Vorrei solo aggiungere:

    Te racomando, Ostregheta!

    Finché c'è Lega, c'è Speranza.

    Ciao
    Es verdad, Juan, l'amarezza c'è tutta ed è davvero tanta...

    E come non si può provare amarezza con tutto quello che ci tocca vedere e sentire ogni giorno?

    Ma è anche vero che in me la voglia di lottare contro il male nel mondo c'è ancora tutta, e va aumentando di giorno in giorno.

    E la mia forza, la mia speranza si chiama appunto Lega Nord. La Lega, e solo la Lega, niente altro.

  10. #10
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    Predefinito Re: Re: Mument ... ostrega ...

    Originally posted by halexandra


    ¿E come potrebbero non interessarmi i tuoi interventi sempre così anticonformisti, mi querido Juan?

    In effetti, il mio punto di vista non lo definirei "ideologico", parola che ha oggigiorno risvolti un po' negativi, in quanto più che altro la mia vuole essere una visione del tutto pragmatica e fondata più di ogni altra cosa sul più elementare senso pratico o buon senso che dir si voglia.
    Quel buon senso che dovrebbe portarci a capire facilmente che una vita dominata dall'economicismo, dall'arrivismo e affarismo a tutti i costi ci porta diretti alla più totale rovina.
    Perchè sono proprio queste cose che, tra l'altro, portano certi personaggi a giustificare e richiedere l'immigrazione nel nome di una richiesta di manodopera a bassissimo prezzo per fare prosperare le loro sporche attività affaristiche...

    E credo che un impegno politico straordinario deve essere rivolto a cercare di risvegliare le coscenze, anche se l'impresa è così ardua.

    Sul "percorso esistenziale individuale ed universale" siamo tutti in attesa della tua eminente illuminazione.

    riguardo alla mia frase da te non condivisa, “Oggi vi leggo appunto anche e soprattutto altri aspetti …”, non so se riesco a rendere chiaro il senso delle mie elucubrazioni, ma intendevo dire che oggi per me, in quel brano giornalistico io vedo, OLTRE all'aspetto di una persona ridotta in miseria o quasi dalla vessazione dello stato parassita e vampiro con la sua criminosa pressione fiscale, aspetto che pure conserva la sua importanza e per cui ovviamente è giusto continuare a battersi, ANCHE e SOPRATTUTTO altri aspetti, e cioè l'esigenza che ci si debba battere per ideali di vera giustizia sociale, per fare sì che chi è povero nella NOSTRA società possa essere aiutato, possa condurre un'esigenza dignitosa, senza dovere sostenere la concorrenza delle masse immense di milioni di invasori allogeni.

    Queste e molte altre riflessioni a me sono venute in mente leggendo quel testo: sarò originale e strana, vero?

    E poi, inutile negarlo, e credo che sia facile riconoscerlo, mi sono anche lasciata andare a una voluta nota polemica nei confronti di alcuni tra i nostri amici puropadanisti veterosecessionisti liberal-liberisti americanofili, che oltre a tante altre cose per me poco simpatiche, hanno scritto letteralmente che la Lega "dovrebbe tornare a parlare solo di tasse e irpef" come si faceva circa 10 anni fa (secondo loro).

    non so tu, ma io questo punto di vista lo trovo oltraggioso e dannoso per l'intelligenza di chi queste cose le scrive.
    E poi, sai come è, una sopporta oggi, sopporta domani, ma ogni tanto si lascia andare a qualche frecciatina sarcastica...

    Il mondo è cambiato radicalmente da 10 anni a oggi, e c'è una lotta contro il mondialismo che ci sta assassinando da portare avanti, altro che parlare solo di tasse e irpef!
    O no?

    ciao
    alessandra
    Scusa se mi intrometto, sinceramente mi spaventano certi atti di fede che non considero propri dello spirito padano, ma non cerco la sterile polemica, solo un pacato dibattito, quindi mi limito a prenderne atto. A parte questo vorrei farti notare come in realtà l'azione politica che tu proponi sia essenzialmente, se non esclusivamente ideologica. Dice bene Buleghin quando parla di "percorso esistenziale individuale e universale" perchè così è. Non credo che il "cambiamento radicale" di cui tu parli risalga a 10 anni fa (per coincidenza nello stesso periodo in cui la Lega saliva alla ribalta della scena politica), diciamo che il processo di rafforzamento della globalizzazione dei mercati ha subìto una brusca accelerazione dopo la caduta del blocco comunista. Ma la sua nascita è molto antecedente, difficile quasi trovare una data precisa: erano globalizzatori i fenici che risalivano il Po per rifornirsi dei prosciutti celtici? E i veneziani che si spingevano in Asia per trovare le spezie da rivendere a caro prezzo nelle piazze europee? Capisci che cercare necessariamente delle cause esterne per certi fenomeni a volte è molto complicato se non del tutto pretestuoso. Attenzione, non escludo che ci siano particolari "centri di potere" (un nome per tutte le stagioni: la massoneria) che favoriscono attivamente questi "cambiamenti" come li chiami tu, ma è diverso affermare che essi ne sono la causa efficiente. Adesso non mi voglio addentrare in disquisizioni sulla filosofia politica, perchè ci sono persone più adatte per farlo. In parole povere, la situazione socio-economica attuale è diretta conseguenza di un processo iniziato tempo addietro che la gente ha appoggiato, contrastato, esaltato, criticato, ma di certo non subìto passivamente (in Russia la pensavano in modo diverso). In OGNI epoca storica si parla di crisi dei valori, perdita delle identità tradizionali, etc... Tuttavia capisci che la pretesa di un cambiamento tale da fermare, se non proprio invertire questo cammino socio-culturale, passa inevitabilmente attraverso un'azione politica di tipo ideologico. Bisognerebbe scendere in piazza e dire alla gente: signori da oggi basta computer, sono superflui e il loro acquisto fa pendere troppo il nostro deficit commerciale con l'estremo oriente, dobbiamo attivare pesanti dazi doganali. Oppure: tu, tu e tu, lasciate il vostro ormai inutile posto in ufficio e andate a scuoiare le carcasse dei bovini al macello. Etc... insomma sono casi limite, ma rendono l'idea. Convinti della bontà della nostra nuova idea di società dovremmo convertire le masse, o almeno gruppi abbastanza numerosi da incidere profondamente sulle scelte politiche (vedasi alla voce movimenti new-no-global).

    Quanto io consideri fattibile un'azione politica di questo tipo l'ho già scritto più sopra.

 

 
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