Caro Otto Rahn, non so se sei andato fuori tema, ma hai senz'altro guadagnato un estimatore, per quello che la mia stima può valere.Originally posted by Otto Rahn
PICCOLA PREMESSA
Questo post e' veramente stupendo e denota una passione e una preparazione culturalmente elevata in tutti i suoi partecipanti.
Soprattutto dopo le aberrazioni in cui ci s'imbatte in altri forum qui regna un argomentare educato, pacato e costruttivo.
Una piccola oasi insomma!
Per quanto riguarda il discorso io non posso che sentirmi naturalmente vicino alle posizioni di Ichthys anche se e' piu' un'affinita' superficiale che una dettagliata conoscenza quella che mi sospinge verso la posizione degli gnostici.
Difatti i Catari non ignoravano certo il valore della Gnosi, il significato del Cristo e il dramma del cosmo demiurgico.
Io credo che tuttavia la rivelazione primordiale delle origini non sosteneva un sistema dualista.
Il dualismo lo percepiamo noi che viviamo nel mondo sublunare.
Noi che siamo atomizzati. Maschio e Femmina. Positivo e Negativo.
Esiste perche' l' Uovo Orfico, il Melothesia si divise, si frantumo'. Nel principio invece era l' Unita' assoluta. L' androgine.
Ed e' li che dobbiamo ritornare in qualche modo.
La visione ciclica del tempo di matrice indoeuropea vorrei ricordare che prevedeva anche una via di uscita dalla ruota cosmica, indi, un addio a questo mondo, a questa terra.
Per i semplici uomini c' era il Pitri-yana con il suo eterno ritorno per gli iniziati ai misteri si spalancavano le porte del Deva-yana.
Ora tutto questo trascende il qualche modo le singole credenze religiose e va al cuore primordiale dal quale tutte le fedi hanno tratto la linfa.
E' un problema di carattere eminentemente pratico e operativo.
Nel corso dei secoli e' stata tramandata una Tradizione che si e' travestita, camuffata, adattata, censurata, criptata, simbolizzata attraverso ogni singola religione.
Il mio invito e' di cercarla, di farla propria, di riscoprirla.
Ognuno magari attraverso la propria sensibilita' e le inevitabili simpatie e affinita' con un determinato sistema spirituale.
Sono sicuramente andato fuori dal tracciato centrale del post
ma spero che cmq il mio contributo sia utile.
Dal canto mio posso solo essere d'accordo che la Tradizione (che più che essere stata rivelata è coessenziale alla manifestazione del Principio Supremo) è non-dualista. Però ogni religione è per sua natura dualista e cessa di esserlo solo ove ammetta una metafisica non-dualista sopra di sè. Probabilmente il bisogno di un ritorno al paganesimo, che non voglio credere ispirato da sole considerazioni etnico-razziali, trae linfa proprio da questa insufficienza del cattolicesimo.
Inoltre tu richiami giustamente la dottrina dei cicli cosmici, che è presente in tutte le tradizioni; ora, il ciclo procede secondo una direzione di allontanamento dal Principio da cui è generato e nella fase attuale è senz'altro da riconoscere un momento particolarmente vicino alla fine del ciclo. Non bisogna necessariamente pescare in tradizioni lontane, nel tempo e nello spazio, poichè il cattolicesimo riconosce il carattere periodico (non indefinito) della sua parabola. E infatti ritroviamo in una lettera di san Paolo l'esortazione a "frenare" per quanto possibile la caduta che del resto porterà ineluttabilmente alla fine dei tempi. Senonchè dopo questa fine sediziosa e rovesciata verrà il Regno dei Cieli. Fino a qui siamo nei termini esatti delle dottrine cicliche le quali tutte a una fine tragica in cui Dio stesso è oscurato fanno seguire un nuovo inizio dal punto più alto, la "Terra dei Viventi" e simili. Nel cattolicesimo abbiamo qui la fine dei tempi, e anche ciò è vero perchè alla fine di un ciclo il tempo resta "sospeso" e non è detto che sarà una condizione del ciclo successivo, ma- forse per la "tara" del moralismo- qui si ha la definitiva resa dei conti a cui non segue alcun nuovo mondo, come del resto unica era stata la creazione. Vista così la teologia cristiana, nei suoi strati più elevati, non è affatto in contrasto con le concezioni tradizionali, incarnate nel passato o in altre civiltà attuali dal "paganesimo"; solo dell'idea ciclica ritaglia uno spezzone, un solo ciclo, e si concentra solo su quello. Vuol dire ciò che il cattolicesimo è irrimediabilmente escatologico e quindi antitradizionale?
Per rispondere a questa domanda è bene notare che anche il pagaesimo ha conosciuto deviazioni di tal fatta, ugualmente suscitate dal sentimento tragico che una catastrofe -come la fine di Roma- avrebbe spazzato via qualunque cosa; e da lì di ricominciare, neanche a parlarne.
Se dunque il cristianesimo si ferma ad un certo punto è perchè ciò è nella sua natura, ma fino a quel punto nulla è stato pregiudicato e la dottrina potrà completarsi reperendo aliunde i tasselli mancanti. In un altro intervento dissi, suscitando ringhii e malumori di un paio di forumisti (mi aspettavo di peggio), che questi pezzi mancanti potevano essere recuperati da una tradizione vicina, cioè la cabala. Ma questo ragionamento lo faccio tra me e me, dato che di cattolici aperti alla Tradizione sul forum ce ne sono pochi, molti essendo quelli che si sono chiusi in un autoisolamento, che se non giova a nessuno, men che meno fa bene alla loro salute.
Ma la ragione dei miei penosi pensieri ve la voglio dire.
Viste le mie posizioni e la mia visione del mondo potrei benissimo accettare di seguire la via proposta da altri, ad esempio la via della Tradizione italico-romana; senonchè credo che la disposizione delle civiltà nel mondo derivi da una sorta di geografia sacra e che pure le modificazioni verificatesi nel tempo non abbiano minore ragion d'essere. E' questa la mia lettura della Provvidenza, cioè un volere primordiale del "demiurgo" (direi architetto, ma mi ricorda troppo la massoneria) di questo cosmo; un dharma cui è gioco-forza tendere per preservare la nostra libertà.
Gli eventi del Medioevo (cioè dell'altroieri, parlando di grandi anni) a mio avviso dimostrano che proprio il cattolicesimo è la forza che ha salvato e può salvere l'Europa dal baratro. Gli islamici non hanno avuto dubbi che una tradizione "tardiva" come la loro potesse fare lo stesso per i loro popoli e l'hanno assunta con vigore ed impeto. I cavalieri e i templari del medioevo, che in altre ere sarebbero stati i migliori tra i pagani, fecero altrettanto.
Nel mio piccolo cerco di dare una testimonianza di come solo quella via possa ancora incanalare l'Europa non dico verso una rinascita, ma verso una degna senescenza. E non vengo sprovvisto di riferimenti, perchè alcuni grandi europei cattolici hanno dato un aiuto formidabile, ma ancora insufficiente, per questa grandissima opera: De Maistre, Donoso Cortes, Carl Schmitt sono i più importanti, essi senza eccezioni considerarono nobili alleati i pagani e d'altra parte detestarono il mondo moderno e il calvinismo che ne è l'emblema e pure una causa.
Tutti questi grandi cattolici, è bene dirlo, sono considerati eretici ed esoteristi satanici dallo zelante don Nitoglia e dal suo gregge di pecore "brave".




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