Gazzettino di PD - Domenica, 10 Novembre 2002
ARRESTI MOVIMENTATI
Spacciatori picchiano carabinieri In due fermati al Portello dalla PS
Movimentato intervento dei carabinieri in via Anelli. Una pattuglia è entrata in azione attorno alle 23 di venerdì per intercettare il momento dello scambio di una dose, circa un grammo, di cocaina. Spacciatore e tossicodipendente hanno reagito, trascinando i carabinieri in un corpo a corpo. Un militare ha ricevuto numerosi colpi al volto e ad una spalla, rimediando due settimane di prognosi. Anche uno dei due aggressori, nella collutazione, si è fatto male, rompendosi il setto nasale: guarirà in una decina di giorni. Entrambi sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale e segnalati al prefetto come consumatori di droga.
Un'operazione antispaccio della Questura alle 2 e 30 di ieri mattina ha invece isolato la zona del Portello con numerose volanti, allo scopo di impedire l'eventuale via di fuga alle persone controllate.
Non appena il gruppo di nordafricani si è accorto di essere entrato nel mirino degli agenti è infatti scattato un fuggi-fuggi generalizzato, conclusosi con il "placcaggio" di due giovani immigrati di 18 e 19 anni. Mohamed Alì e Ahnis Mohamed sono stati trovati in possesso rispettivamente di 4 e 2 grammi di cocaina, oltre a quasi un migliaio di euro provento di spaccio.
I due naturalmente sono stati arrestati e portati in questura per l'identificazione.
NEL POMERIGGIO
Una situazione esplosiva nella strada: il 16 ottobre cinque fermi per incendio doloso
Via delle Palme, fronte interno
In un quarto d’ora un accoltellato, una rissa, due arresti e inseguimento a sirene spiegate
Via delle Palme, fronte interno di Padova. Ore 14.50. Le sirene convergono nella zona della Rotonda, e le pattuglie si sparpagliano nelle strade limitrofe. Carabinieri e polizia stanno cercando un gruppo di persone che ha aggredito un paio di giovani, quasi sicuramente stranieri. È stato un carabiniere fuori servizio ad accorgersi di quanto stava succedendo. Cinque o sei persone che ingaggiano una rissa furibonda, salta fuori un coltello, uno dei nordafricani coinvolti che viene ferito. Il militare non perde tempo, ed avverte la centrale. Mentre il "bitonale" delle gazzelle si fa sentire da lontano, il gruppo si sparpaglia e si dà alla fuga; qualcuno aiuta il ferito a non "cadere" nelle mani dell'Arma, che perlustra la zona. Sarebbe un'aggressione fantasma come le tante di cui nè le forze dell'ordine nè la stampa riescono a venire a conoscenza. Capita, di tanto in tanto, che qualcuno si presenti al pronto soccorso, uno squarcio al braccio, una lacerazione alla coscia, una stilettata al fianco. Chi ti ha colpito? «Non lo so». Ma li sapresti riconoscere? «Era buio». Perchè lo hanno fatto? «Forse per derubarmi, chi lo sa...». Le risposte alle domande degli agenti del posto di polizia all'ospedale sono sempre, immancabilmente le stesse. Meglio comunque, a scanso di equivoci, non avere nulla a che fare con quei curiosi che girano dalle parti dei pronto soccorso, e cercare di tamponare la ferita in qualche modo, con qualche straccio. Rissa, accoltellamento, inseguimento in sirena, in un normale sabato pomeriggio, nel centro della città.Via delle Palme, fronte interno di Padova, ore 15.10. Due pattuglie del radiomobile stazionano davanti al palazzone che attraversa la strada con un grande arco. Hanno appena fermato due nordafricani. Una sta partendo per il comando di via Rismondo, l'altra ha ancora uno degli arrestati sul sedile posteriore dell'"Alfetta", le mani dietro alla schiena costrette da un paio di manette. I due hanno cercato di disfarsi del contenuto di un piccolo involucro in carta stagnola; la polvere si è sparsa sull'asfalto, ma due grammi di coca sono rimasti attaccati a quella maledetta bustina, ad aggravare la loro posizione di clandestini e spacciatori.
Un quarto d'ora di ordinario lavoro dei carabinieri in un'unica strada dietro alla già difficile zona di piazza Mazzini. Quella stessa strada in cui, alle 10 del 16 ottobre, cinque persone erano state inseguite dalle Gazzelle del "112" mentre stavano cercando di dileguarsi.Avevano dato fuoco, senza troppo pensarci su, ad un appartamento del vasto edificio abbandonato, quello stesso che attraversa la strada con l'arco, di fianco all'istituto tecnico Einaudi. Si trattava di un raid per il controllo del territorio, dei poveri giacigli abusivi stipati di materiali, suppellettili, materassi sporchi che i clandestini si contendono. Spesso il fuoco è un'arma per subentrare ai precedenti inquilini. Come quegli otto che, il 3 luglio scorso, le volanti della questura avevano trovato in un appartamento in via di ristrutturazione. In via delle Palme, piccolo fronte centrale di una città del Veneto.
LADRO SFORTUNATO
Fugge dopo aver fatto il colpo E si scontra con la polizia
Vicenza: NOSTRA REDAZIONE
(F.Pen.) In attesa di ottenere il permesso di soggiorno per un matrimonio con un'italiana contratto recentemente, ha pensato bene di inguaiarsi rubando un portafogli e darsi poi ad una fuga da film poliziesco. È finito in carcere. E con un collare rigido al collo dopo essersi schiantato contro un'auto della polizia penitenziaria. Protagonista il 35enne rumeno Ion Gabi Negrut, domiciliato a Padova.
L'uomo, alle 10 di ieri mattina, è stato notato aggirarsi con fare sospetto assieme ad altri due individui all'interno del supermercato Billa di via della Pace. Un inserviente, messo in allarme dal comportamento del gruppetto ne ha seguito i movimenti notando ad un certo punto che uno dei tre appoggiava un oggetto fra gli scaffali.
Appena il trio si è allontanato l'impiegato ha controllato l'oggetto, scoprendo che si trattava di un portafoglio. Immediata la chiamata al 113. Una Volante è riuscita a intercettare la Golf rossa su cui si era allontanato il rumeno che a quel punto ha sgommato contromano per via Bortolan ignorando lo stop finale. Risultato: si è schiantato contro un'auto della polizia penitenziaria che transitava in quel momento. Fine della fuga e arresto (quello con le manette).
BLITZ DELL’ARMA Indagato a piede libero un taxista padovano che lavorava come autista del boss
Droga tra Padova e Udine: 8 arresti
Italiani e stranieri cadono nella rete: lo stupefacente nascosto anche nell’acquario
Udine
NOSTRA REDAZIONE
In codice «operazione pelata»: l'indagine dell'Arma di Udine ha portato all'arresto di otto persone accusate di traffico di sostanze stupefacenti, un mercato che si sarebbe svolto tra il Friuli e Padova. In una prima fase sono finiti in manette tre udinesi, già conosciuti alle forze dell´ordine: sono Franco Cuomo, 40 anni, Alessia Lauzzana, 24 anni e B.C. 35 anni, un consumatore di «coca», il cui apporto si è rivelato determinante nel corso dell'operazione. La seconda fase delle investigazioni si è sviluppata nel padovano dove si nasconderebbero, secondo i carabinieri, i rifornitori. Si tratta dell'algerino Zawrani Hassin, 22 anni e del marocchino Hamed Resui, 29, Padova ritenuto al vertice del traffico di sostanze stupefacenti, un'attività che si sarebbe sviluppata da almeno nove mesi con il rifornimento delle cocaina ad alcuni frequentatori delle discoteche del Friuli Venezia Giulia. Arrestata anche la compagna rumena dell'extracomunitario, Oanna Matescu di 22 anni. Gli ultimi ad essere arrestati sono stati il marocchino Mustafa Sidi Mesbai di 34 anni e la sua convivente italiana Cristina Botter, pure di 34 anni. Nelle varie fasi dell'indagine sono stati sequestrati oltre 400 grammi di cocaina, ritenuta pura all'80 per cento, per un valore di circa 50 mila euro.Fondamentale per il successo dell'operazione coordinata da comandante del nucleo operativo tenente Gabriele Passarotto, si è rivelata la collaborazione con i colleghi di Padova proprio perché è emerso che la base operativa, il grosso dell'organizzazione gravitava nel padovano. Tutto comincia in aprile con l'individuazione all'uscita del casello autostradale di Udine Sud di Franco Cuomo e di Alessia Lauzzana e di B. C., personaggio del quale i carabinieri hanno fornito soltanto le iniziali perché indicato come «consumatore» della droga e che in questa vicenda ha svolto un importante ruolo di collaborazione. In quell'occasione sono stati sequestrati cinquanta grammi di cocaina, che era nascosta nel reggiseno della donna.Si apre la seconda fase di investigazioni. Il primo a essere preso è Hassin Zawrani: l'algerino alla vista dei carabinieri, abbandona 250 grammi di cocaina e si sbarazza anche del bilancino di precisione. I carabinieri risalgono la pista investigativa arrivando a Resui Ahmet e alla sua convivente Oanna Matescu. In questa fase sono sequestrati 80 grammi di cocaina e 3500 euro in contanti. L'arresto pone problemi agli uomini dell'Arma: l'algerino tenta la fuga ma viene placcato da un sottufficiale dell´esercito che successivamente sarà premiato per la sua azione. L'extracomunitario - hanno rivelato i carabinieri - era difficilmente controllabile perché si muoveva utilizzando il taxi, lo scooter con un cambio continuo di utenze telefoniche per dribblare le intercettazioni. Poi nella rete finiscono Mustapha Sidi Mesbai e la convivente Cristina Botter. I carabinieri di Udine, assieme ai colleghi di Piove di Sacco e delle unità cinofile di Torreggia, hanno fatto irruzione nella loro abitazione di Cadoneghe: la donna, secondo il rapporto dell'Arma, accenna a resistere, mentre il compagno tenta di gettare dalla finestra la droga e una parte nell´acquario. Nell'ambito dell´indagine sono stati indagati a piede libero il taxista L.I. di Padova che spesso avrebbe caricato sul suo veicolo il «boss» dell´organizzazione e P.G. perché nella sua abitazione di Agna (Padova) sono stati rinvenuti mezzo gramo di coca e altro materiale per lo spaccio. Nel corso dell' operazione sono stati sequestrati dieci cellulari e due autovetture.




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