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Discussione: Immigrati news

  1. #111
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    La Tribuna di Treviso 20/11/2002

    IN VIA CAL DI BREDA
    Donna sfregiata dal marito violento
    Violenta aggressione a una cingalese. L'immigrato è stato denunciato

    L'ha colpita al volto con un fendente. W.M., 33 anni, di Ceylon, come la giovane moglie G.A., 21 anni, è stato denunciato in stato di libertà dagli agenti della volante della questura di Treviso per il reato di lesioni gravi. L'aggressione, secondo la ricostruzione della polizia, sarebbe avvenuta per futili motivi verso le 14,30 di lunedì, quando il cingalese si trovava all'uscita del parco di Villa Margherita, nella zona di S. Artemio, a due passi dal centro cittadino in compagnia della moglie. L'uomo in evidente stato di ebbrezza e dava in escandescenze. Ha colpito la giovane moglie con un fendente che le ha procurato una vasta ferita ad una guancia. La donna, subito soccorsa da alcuni passanti, è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello ed è stata medicata. I medici le hanno rilasciato un referto con una prognosi di dieci giorni. La donna ha sporto querela.
    Sul luogo dell'aggressione è intervenuta una volante della questura di Treviso che ha accompagnato negli uffici di via Cornarotta W.M. e lo ha denunciato all'autorità giudiziaria.
    Alcuni testimoni che transitavano in via Cal di Breda, hanno riferito agli agenti della questura i contorni dell'episodio. Ma anche successivamente all'interrogatorio in questura, non è stato possibile conoscere i motivi del folle gesto, in quanto la vittima dell'aggressione si esprimeva in un italiano stentato. Anche dal racconto della moglie non è stato possibile ricostruire il motivo che ha scatenato l'aggressione del coniuge. La donna ha dichiarato di non conoscere la lingua italiana, ma, a quanto sembra, ha fatto capire di essere stata inseguita con un ombrello.
    Una lite tra extracomunitari, proprio a Treviso, il 20 marzo scorso in via San Pelajo aveva avuto un finale drammatico. Le aveva aperto la gola con un coltellaccio da cucina per punirla, perché non poteva più tollerare i continui tradimenti. Così Mohammed Nur Kaki, un somalo di 27 anni, aveva spiegato agli inquirenti perché aveva ucciso la moglie Hodan Omar Olow, di un anno più giovane, nella camera da letto della sua abitazione, al civico 22 di via San Pelajo, di fronte alla chiesa e al monastero di clausura della Visitazione. Sconvolto per il folle gesto appena compiuto, subito dopo l'uomo aveva avvisato il 113 dal suo telefono cellulare e si era consegnato spontaneamente alla polizia.


    Ieri mattina in viale Europa tra un'auto e un motorino
    Scontro, giovane ferita

    Una giovane, E.R.V., 19 anni, residente in viale Nazioni Unite, è rimasta lievemente ferita in un incidente (nella foto) verificatosi ieri mattina alle 7,30 in viale Europa all'altezza dell'incrocio con via Mantiero. La ragazza si trovava in sella del suo motorino Peugeot, quando per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia municipale, è venuta in collisione con la Opel Astra condotta da un extracomunitario, A.D., residente in via Liguria 2, facchino al mercato ortofrutticolo. Fortunatamente l'urto tra l'auto e il ciclomotore è stato lieve. La giovane è rovinata sull'asfalto procurandosi ferite non gravi. E.R.V. è stata subito assistita dai passanti ed è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale cittadino dove è stata giudicata guaribile in pochi giorni. I rilievi sono stati effettuati da una pattuglia della polizia municipale cittadina.


    Investito in viale Burchiellati
    Cittadino extracomunitario all'ospedale

    Un cittadino della Costa d'Avorio, N.I.A., 25 anni, residente in via Pisa, è rimasto lievemente ferito in un incidente verificatosi ieri mattina alle 7,05 in viale Burchiellati. Il giovane si trovava in sella alla sua bicicletta quando è stato affiancato da un autocarro in fase di sorpasso che lo ha urtato facendogli perdere l'equilibrio. Il giovane extracomunitario è caduto sull'asfalto all'altezza dell'aiuiola spartitraffico in via Manzoni ed è stato trasportato all'ospedale Ca' Foncello dove è stato medicato. Sul posto i vigili urbani. Ironia della sorte lo stesso ferito aveva testimoniato per un incidente accaduto alcuni giorni fa.


    ESPERIMENTO ALLE MEDIE GRAVA E CIMA
    Troppi scolari cinesi in classe: ingaggiata l'interprete simultanea

    CONEGLIANO. Boom di allievi cinesi alle scuole medie Grava e Cima di Conegliano: in aula arriva l'interprete simultanea. Per superare le difficoltà di quindici studenti cinesi delle medie ad esprimersi correttamente in lingua italiana, il Comune ha stipulato una convenzione con un'insegnante della Facoltà di Lingue Orientali dell'Università di Venezia, che aiuterà i piccoli scolari cinesi a seguire le lezioni, rispondere alle interrogazioni, dialogare coi coetanei italiani.
    «Abbiamo deciso di contribuire all'inserimento di una mediatrice cinese perché in aula si sono manifestati dei gravi problemi di comunicazione - spiega l'assessore Loris Balliana - inizialmente sembravano sufficienti dei corsi di alfabetizzazione tenuti da studenti più esperti, ma è risultato che studenti di regioni diverse parlano dialetti diversi, così è risultato necessario ricorrere alla richiesta di un'interprete». A questo punto i ragazzi potranno contare sull'aiuto di una docente qualificata per avere chiarimenti durante le lezioni, tenere i rapporti tra gli insegnanti e le famiglie, essere seguiti in tutta l'attività scolastica. Un specie di tutor in madrelingua che fungerà anche da insegnante. Alle scuole medie Cima e Grava viene riconosciuto dal Comune il merito di essersi attivate subito per venire incontro alle difficoltà degli studenti asiatici. Ai problemi di lingua, infatti, si aggiungono a volte difficoltà di relazione. Gli studenti cinesi sono i figli degli operai che lavorano nelle filature del comprensorio e del personale dei ristoranti e delle rosticcerie cinesi di Conegliano e di Vittorio. Una comunità molto numerosa vive negli appartamenti di via Manin. Da due anni i ragazzi cinesi sono la comunità straniera di studenti più numerosa del Coneglianese. «Un incremento di presenze dall'Asia impensabile fino a due anni fa. L'insegnante terrà per conto suo anche delle lezioni di italiano rivolte agli studenti cinesi per impratichirli nell'uso della nostra lingua - spiega Balliana - l'obiettivo è portarli ad un buon livello di conoscenza dell'italiano».

  2. #112
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    Mattino di Padova 20/11/2002

    Magrebini, quasi rissa in ospedale
    E nella notte accoltellamento in via Sarpi: grave un immigrato

    Pronto soccorso paurosamente assediato da una ventina di magrebini, decisi a riportare a casa il connazionale, appena arrivato in ambulanza da via Anelli. Il tunisino si era ingoiato un tot di cocaina, e per questo era agonizzante. Ma gli amici, giunti in massa, erano convinti che fosse stato pestato a sangue dai carabinieri. Urlavano e minacciavano, in mezzo agli altri pazienti in barella.
    Cercavano di sfondare il debole muro di uomini in divisa che era in ospedale. Sono stati chiesti subito rinforzi, a sirene spiegate sono sopraggiunte Volanti e altre pattuglie dei carabinieri. Per respingere il pericoloso attacco dei nordafricani. Per alcuni minuti l'atrio del pronto soccorso ha vissuto momenti di grande tensione e concitazione: non è stato facile convincere i nordafricani a tornare fuori. Continuavano ad inveire contro i carabinieri, sempre convinti dell'avvenuto pestaggio. Con grande pazienza sono stati convinti a salire sulle macchine della polizia. «Venite in questura a presentare denuncia», sono stati sollecitati. Alcuni extracomunitari, nel grande marasma, si sono dileguati. In 14 sono stati accompagnati negli uffici di via Santa Chiara per essere identificati. La gran parte aveva regolare permesso di soggiorno ed è stata rimessa in libertà. Nessuno ha presentato denuncia. E nello stesso referto medico è scritto che il tunisino non presentava alcun trauma esterno. Mehdi Khelifi, 44 anni, è ricoverato in rianimazione per intossicazione da stupefacenti. Cocaina per l'esattezza, che ha mandato giù in discreta quantità per evitare l'arresto. Non solo, nella fretta di deglutire, ha rischiato di morire soffocato, in quanto l'involucro di carta gli ha ostruito la glottide. In un attimo ha perso i sensi, e solo il pronto intervento degli stessi carabinieri che lo stavano inseguendo ha evitato il dramma. I militari gli hanno praticato subito il massaggio cardiaco, cercando di fargli anche sputare il corpo estraneo. Poi è stato il medico del Suem ad effettuargli all'interno dell'ambulanza l'intervento di endoscopia. Troppo rischioso portarlo in ospedale. Dove è giunto subito dopo, cadendo in coma. Avvelenato dalla coca che aveva mandato giù. Ora è in prognosi riservata, ma non rischia.
    Ancora in via Anelli gli agenti delle Volanti, l'altra sera, hanno arrestato cinque nigeriani. Uno ha venduto «erba» ad un agente, gli amici erano in un appartamento con oltre un chilo di marijuana sul tavolo della cucina.
    Infine, nella notte, in via Fra' Paolo Sarpi vicino alla stazione c'è stata una rissa tra un gruppo di immigrati e uno di loro ha avuto la peggio, accoltellato all'altezza del torace. Ricoverato in ospedale, è in gravi condizioni.


    VIZIO DI FORMA
    Sospetto omicida torna libero

    Il giudice dell'udienza preliminare Nicoletta De Nardus avrebbe potuto spedirlo davanti alla Corte d'Assise per il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Ma un vizio formale, eccepito dalla difesa, l'avvocato Massimo Munari, ha azzerato tutto. Si ricomincia daccapo. Ovvero tutti gli atti tornano all'ufficio del pubblico ministero che dovrà presentare una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Domani uscirà dal carcere Sokol Metaj, 24 anni, ex studente modello a Scienze Politiche arrestato per l'assassinio di un connazionale, Arjan Hoxha, 33enne, accoltellato nell'androne di un condominio in via Confalonieri 15 a Padova la sera del 9 novembre del 2001.
    Ieri il legale ha eccepito la mancata notifica al difensore dell'avviso che fissava l'udienza preliminare: un errore di procedura che non consente di allungare la carcerazione preventiva per Sokol Metaj. Resta in carcere, invece, il connazionale Armir Amzaj, 20 anni, clandestino che avrebbe materialmente compiuto il delitto con un altro albanese, Bledar Mezani, 23 anni, attualmente latitante.
    Hoxha era stato ammazzato con due coltelli da sub (20 centimetri la lama), un colpo davanti e uno dietro. La vittima, ospite da un amico in via Confalonieri, era arrivata a Padova da pochi giorni per lavorare: proveniva dalla Grecia dove aveva fatto il cameriere.


    Accecato dalla gelosia aggredisce l'ex per strada

    VILLANOVA. Dramma della gelosia, ieri a Villanova. Per fortuna senza tristi conseguenze. Tutto è accaduto verso le 9.30 di lunedì, quando in via Caltana sono stati segnalati due «innamorati» che se ne dicevano di tutti i colori e di tanto in tanto volava qualche schiaffo. Spaventati, alcuni abitanti hanno avvertito i carabinieri che si sono precipitati sul posto. Lui, nigeriano, 22 anni, accecato dalla gelosia dopo che lei, pure nigeriana, 20 anni, lo ha lasciato per andare a convivere con un connazionale. Sentitosi tradito e messo da parte, per giorni avrà covato di «fargliela pagare» finchè, lunedì, ha deciso che era giunto il momento. Si è appostato sotto la casa dove la giovane si era trasferita e ha aspettato che uscisse. Si è diretto verso di lei e ha iniziato a inveire. I vicini raccontano che probabilmente sono volate anche parole grosse, vista la reazione di lei e la rabbia di lui. Poi, tra una parola e l'altra sono volati anche schiaffi. Ad un certo punto il nigeriano ha preso per i capelli la giovane e lei si è difesa graffiandolo. Attirati dalle urla, i vicini hanno avvisato il 112. Una volta che i due, piuttosto malconci, sono stati a fatica separati, la donna è stata portata all'ospedale e medicata per i graffi e le botte.


    I due marocchini sono stati denunciati, decisivo l'apporto del padre del derubato
    Rubano il casco all'Airone, fermati al Famila

    MONSELICE. Hanno forzato il sellino di uno scooter parcheggiato a due passi dall'entrata dell' «Airone» di Monselice rubando il casco di Daniel C. 16 anni di Este. I due marocchini minorenni quindi si sono messi alla guida di un altro scooter dirigendosi verso Este, uno dei due indossava il casco appena rubato. Il fatto è accaduto venerdì pomeriggio. Quando Daniel si è accorto che il sellino dello scooter era stato forzato ha avvisato gli addetti della security del centro commerciale, che hanno allertato le forze dell'ordine, visionando il filmato della telecamera che aveva ripreso proprio il furto di pochi minuti prima. Per pura fatalità il padre del ragazzo derubato aveva notato il casco del figlio (recante dei disegni molto particolari) in testa ad un marocchino e si era lanciato all'inseguimento del motorino. Nel frattempo aveva avvisato i carabinieri del Radiomobile di Este che sono riusciti a bloccare i due fuggitivi davanti al centro commerciale «Famila», a Este. Il casco era proprio quello del derubato al centro commerciale di Monselice. Come ulteriore prova i carabinieri si sono avvalsi del filmato che ritraeva i due extracomunitari minorenni all'opera. I due, entrambi diciassettenni e residenti a Sant'Elena, sono stati denunciati a piede libero per furto.

  3. #113
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    L'Arena di Verona 19/11/2002

    La polizia stradale di Verona sud ha arrestato due persone per traffico di droga. Avevano mezzo chilo di sostanza purissima

    Cocaina nascosta sotto il parafango
    Una coppia finisce dietro le sbarre

    Tutta colpa del telelaser. Non ci fosse stato quello, oltre che i poliziotti, probabilmente i due marocchini sarebbero riusciti a farla franca. Per la verità, una volta scoperti, ci hanno provato in tutti i modi a sfuggire alla cattura: persino attraversare le tre corsie della Serenissima in piena notte e prendere a morsi gli stessi agenti. Ma non è servito: alla fine sono stati arrestati e trasferiti in carcere con accuse che vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale fino alla detenzione di sostanze stupefacenti. Si tratta di Khalid Kassimi, 25 anni, marocchino residente in Spagna e Mustapha Zouhier, 25. Nell’auto su cui viaggiavano è stato trovato mezzo chilo di cocaina purissima, confezionata in un unico panetto. L’auto, una Lancia Dedra, è stata intercettata sulla carreggiata est, nel territorio del comune di Sommacampagna.
    Gli agenti della polizia stradale di Verona sud hanno fermato l’auto in prossimità dell’area di servizio. Durante il controllo dei documenti i due stranieri che erano sulla vettura si sono improvvisamente dati alla fuga: uno in direzione della campagna, l’altro direttamente verso la carreggiata della Serenissima. I poliziotti li hanno inseguiti: il primo fuggitivo è stato bloccato dopo pochi metri ma ha reagito cercando di colpire gli agenti con calci e pugni e arrivando perfino a mordere la mano di un agente; alla fine è stato bloccato. L’altro ha attraversato in corsa la carreggiata dell’autostrada fino a raggiungere il guard-rail centrale, dove è stato raggiunto dall’agente che non ha esitato a seguirlo.
    I poliziotti hanno intuito che dietro al comportamento dei due stranieri ci doveva essere qualcosa di poco chiaro. Così hanno portato l’auto in caserma per controllarla.
    Non si sbagliavano: nascosto nel parafango della ruota anteriore sinistra c’era un involucro di nailon che conteneva 526 grammi di cocaina purissima di cui non hanno voluto dire la provenienza, né a chi era destinata. Gli agenti non escludono che potesse essere una partita destinata proprio agli spacciatori che operano nel Veronese. Adeguatamente tagliata avrebbe potuto fruttare oltre cinquantamila euro.
    I due marocchini sono stati arrestati e trasferiti in carcere a Montorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.


    COLOGNOLA
    Immigrazione e ragazzi Come aiutare l’integrazione

    Colognola. Prevenire e curare il disagio adolescenziale nei ragazzi immigrati con una vera educazione interculturale «che nulla ha a che fare con l’iniziare a festeggiare Halloween, smettendo di fare il presepe a Natale»: così Massimo Modesti, giovane illasiano laureato in scienze dell’educazione a San Zeno, in una sala gremita, ha lanciato una proposta educativa. «Questo lavoro», ha esordito Massimo Modesti, accompagnato dal professor Angelo Lascioli, ricercatore di pedagogia speciale all’università veronese, «è nato da un’esperienza personale iniziata ancora dieci anni fa quando ho conosciuto una famiglia immigrata dal Marocco. Come animatore in parrocchia ho seguito i loro due ragazzi, prendendo atto dei disagi che vivevano e ho cominciato a chiedermi quali potevano essere le cause di tali difficoltà e come si sarebbe potuto prevenirle». Ha spiegato il pedagogista: «Bisognerebbe valorizzare la persona umana del giovane immigrato e la prima a farlo dovrebbe essere la scuola, costruendo progetti pedagogici interculturali atti a potenziare la capacità di dialogo. Invece», denuncia Modesti, «le istituzioni fanno il minimo indispensabile per gli immigrati, soprattutto oggi con la legge Bossi-Fini che considera questa gente solo come forza lavoro».
    Gli ostacoli vanno dalle difficoltà di comunicazione legate alla conoscenza della lingua, all’autorità parentale che, soprattutto all’interno delle famiglie immigrate, crea un grosso problema educativo, all’intenzione di queste di rimanere per poco nel nostro Paese, fatto che ricade in modo deleterio sulle scelte educative dei figli. Manca anche un’adeguata formazione degli educatori che operano con i ragazzi extracomunitari che, dopo la terza media, vengono comunemente indirizzati nei centri di formazione professionale, dove Modesti ha condotto la sua ricerca, senza guardare alle vere potenzialità di questi giovani.
    Troppo spesso, si è detto, le istituzioni giustificano le proprie carenze dichiarando che non ci sono risorse, senza sapere invece che «l’Unione europea destina delle risorse da investire nella formazione dei giovani extracomunitari». Fare di più per questi ragazzi, dunque, si potrebbe.
    L’ultima analisi è stata fatta da don Luigi Adami, parroco di San Zeno, dove si è tenuta la serata, che ha ricondotto lo studio di Modesti al messaggio divulgato nel 1955 da un gruppo di scienziati, tra cui Albert Einstein ed Enrico Fermi, che suonava così: «Ricordate di essere uomini della vostra umanità e dimenticate il resto», un monito a cogliere il valore dell’essere umano mettendo da parte il colore della pelle, le religioni, in una parola le differenze. Quando si rifugiò in America, fuggendo dalla Germania nazista, l’ebreo tedesco Einstein si trovò a compilare il modulo d’immigrazione. Alla voce «razza» scrisse: «Umana».

  4. #114
    P.N.F.
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    Corriere della Sera - Cronaca di Milano - 20/11/2002

    PIOLTELLO
    Mercato di refurtiva Arrestati tre romeni

    Avevano trasformato un vecchio edificio abbandonato lungo la Rivoltana, a Pioltello, in un minimarket di merce rubata: c’erano un motorino, una Ford Sierra, materiale edile ed elettronico, qualche utensile. I carabinieri di Cassano hanno bloccato il commercio clandestino l’altra notte con un blitz che ha portato all’arresto di tre giovani romeni senza permesso di soggiorno. Sono stati portati in carcere con l’accusa di ricettazione.


    Corriere della Sera - Cronaca di Roma - 20/11/2002

    COLLEFERRO
    Presi due romeni per un rapina in un centro commerciale

    Due extracomunitari romeni senza permesso di soggiorno sono stati arrestati dagli agenti del Commissariato di Colleferro con l'accusa di furto aggravato. Per i due, sorpresi con la refurtiva all’esterno del centro commerciale Ipercoop di Colleferro, sono state attivate le procedure di espulsione.

  5. #115
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    C'è anche questo, tanto x non dimenticare chi ci governa:


    Immigrazione, sbarchi in Calabria e Sicilia


    Ieri sera 150 caldestini sono sbarcati a Pozzallo, nel ragusano, dopo essere stati trasboradti su una motovedetta della Capitaneria. Intercettato a largo di Crotone un barcone con oltre 100 immigrati.


    VIBO VALENTIA - Riprendono gli sbarchi di immigrati sulle coste della Calabria e della Sicilia. Questa mattina è attraccata nel porto di Crotone un'imbarcazione con a bordo oltre 120 immigrati. La nave, un motopesca di una ventina di metri, era stata intercettata ieri al largo di Capo Spartivento, la punta meridionale della Calabria.

    La “carretta del mare” è stata pilotata da tre finanzieri e scortata da due guardacoste delle fiamme gialle verso il porto di Crotone, dove dovrebbe sbarcare in mattinata. Nel tratto di mare si è recata anche la corvetta ''Fenicia'' della Marina militare ceh si occuperà delle operazioni di soccorso. L' imbarcazione, un barcone da pesca privo di nome, quando è intervenuta la Guardia di finanza stava andando alla deriva per un guasto al timone. Il problema è stato risolto dai motoristi del Guardacoste di Vibo Valentia, che poi si sono messi al timone.

    Sempre ieri sera sono sbarcati nel porto di Pozzallo, nel ragusano 150 immigrati intercettati su un’imbarcazione in avaria 10 miglia al largo del litorale siciliano. Gli immigrati sono giunti a terra con una motovedetta della Guardia Costiera e un rimorchiatore privato su cui erano stati trasboradati.

    (20 NOVEMBRE 2002, ORE 8:45)

  6. #116
    P.N.F.
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    Originally posted by Walter

    (Fiesso d'Artico) E’ anche il paese dei furti, preso di mira da bande di malviventi, per lo più extracomunitari. Entrano nelle case, di giorno e di notte, e le ripuliscono. Niente a che vedere con la banda di Felicino Maniero, il re della malavita del Brenta negli anni passati.
    Il colmo è che con Maniero certe cose non succedevano. Se ci fosse ancora lui quei 2 schifosi sarebbero già sotto 4 metri di terra lungo il Brenta. Da quando Maniero e i suoi sono stati ingabbiati albanesi,slavi e africani sono i padroni assoluti della malavita veneta.

  7. #117
    P.N.F.
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    Originally posted by Walter
    http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...160369,00.html


    Rapinatori killer, si cerca banda di stranieri
    Fiesso d'Artico (Venezia), i carabinieri cercano due stranieri, forse nordafricani , per la rapina in villa finita ieri con l'omicidio del proprietario. La moglie "Ucciso come un cane".



    E PENSARE CHE ALTRI CRIMINALI COME QUESTI CONTINUANO AD ENTRARE OGNI GIORNO!
    QUANTO PUO' DURARE LA PAZIENZA DELLA GENTE?
    Durerà ancora molto purtroppo...forse per sempre..."perchè non tutti sono cattivi"...."perchè mio figlio ha dei cinesi in classe"....."perchè abbiamo paura delle vendette"......"perchè sennò ci accusano d'esser nazifascisti"....."perchè quel tossicodipendente di Casarini ha detto che bisogna difenderli"...."perchè mio/a figlio/a e' sposato/a con una/o di loro".
    E' così caro Walter.

  8. #118
    Orazio Coclite
    Ospite

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    Ad ogni modo, un ringraziamento a quanti contribuiscono ad aggiornare e a mantenere vivo questo thread. Le notizie qui riportate valgono più di mille parole. Stiamo subendo un'autentica invasione, è tempo di svegliarsi!

    EVROPA ERWACHE




    Intolleranza 'Orda Nera'

    Li vedo ovunque alla stazione nelle strade dei quartieri
    l'invasione dei selvaggi oggi sono più di ieri
    dicono che son sfruttati ma a me non fanno pena
    sono pronti ad infilarti un coltello nella schiena.

    Bianco questa è la tua casa ma da oggi sarà dura
    sarai presto in minoranza per le strade è già paura
    non ci sono più case non si trova lavoro
    ma di droga ce n'è e te la portano loro

    Scacciati da tutti non sanno dove andare
    ma quante donne bianche li vogliono aiutare.

    Non posso accettare l'invasione di stranieri
    che saranno i padroni dei nostri quartieri
    ne abbiamo già a migliaia di ladri e di pezzenti
    questo è il messaggio politici incoscienti

  9. #119
    P.N.F.
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    Mattino di Padova 21/11/2002

    Due denunce

    Due albanesi sono stati denunciati dai carabinieri perché protagonisti della sparatoria del 2 giugno scorso davanti al Plebiscito. Un regolamento di conti che per miracolo non è finito nel sangue. Uno viaggiava su uno scooter rapinato poco prima ad un ragazzino e l'altro su una Golf rubata a Zelarino.

  10. #120
    P.N.F.
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    La Nuova Venezia 21/11/2002

    Giovane kossovara trovata morta
    Aveva vissuto a Mestre, uccisa sulla statale del Brennero

    MESTRE. Una kossovara di 25 anni, già residente a Mestre, è stata trovata morta in un fossato che costeggia la statale del Brennero, a Schönberg, a pochi chilometri dal confine italiano, un turista austriaco domenica mattina ha notato il cadavere di una donna. Era ancora viva quando, presumibilmente, due giorni prima, venerdì notte, era stata gettata nella scarpata da un automezzo in corsa. Ma aveva il fegato spappolato e non poteva muoversi. È morta nella notte per assideramento e per le gravi fratture interne procurate dalle botte. Ora la polizia austriaca, in stretto contatto in queste ore con i colleghi di Bolzano, sta lavorando per risalire all'identità dell'assassino. Sì perché gli investigatori non hanno dubbi che chi si è disfatto del cadavere fosse anche consapevole che la donna da lì a poco sarebbe morta. Martedì pomeriggio il mistero sulla sua identità è stato risolto dagli agenti della squadra mobile di Bolzano: si tratta di una kosovara di 25 anni che viveva in Italia. «Per il momento - ha precisato il capo della squadra mobile, Stefano Mamani - non abbiamo riscontri che la vittima sia legata all'Alto Adige. Di certo per raggiungere il luogo dove è stata trovata uccisa la vittima è passata per il territorio altoatesino». Secondo alcune indiscrezioni, non confermate da fonti ufficiali, la donna sarebbe già stata individuata in provincia di Venezia nel 2001. Il riconoscimento è avvenuto attraverso le impronte digitali. Dalla questura di Bolzano si nega con decisione che si tratti di una prostituta.


    SUL TERRAGLIO
    Rapinato mentre fa l'amore in auto
    Ragazzo di Spinea era con una prostituta: bottino 10 euro e il cellulare

    PREGANZIOL. Stava consumando un rapporto sessuale con una prostituta. Si era appartato nel parcheggio del locale «Millelire», lungo il Terraglio, precisamente a Preganziol, in provincia di Treviso, rigorosamente lontano da occhi indiscreti quando, a un certo punto, due individui hanno spalancato la porta dell'automobile, lo hanno costretto a scendere e a consegnare il portafogli. Il bottino è stato misero: 10 euro (evidentemente aveva pagato in anticipo la prestazione) e il telefono cellulare.
    La prostituta, invece, è stata risparmiata. Vittima dell'ennesimo colpo, un ragazzo di 31 anni, residente a Spinea, che verso le 5 di ieri mattina ha raccontato ai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Treviso come sono andati i fatti.
    Verso le 3 il giovane decide di appartarsi con una prostituta. Per non dare nell'occhio, decide di soddisfare i suoi bisogni sessuali nell'auto che parcheggia nello spazio del «Millelire», un locale di lap dance piuttosto conosciuto sul Terraglio, a Preganziol. Secondo il racconto del giovane veneziano reso ai carabinieri di Treviso, a un certo punto due individui, forse dell'Est, hanno spalancato la portiera dell'automobile e l'hanno fatto uscire all'aria aperta. Minacciandolo con una torcia, gli hanno intimato di consegnare il denaro. Il giovane dal portafogli ha prelevato solo quanto in quel momento aveva in possesso: appena 10 euro e il telefono cellulare.
    Immediatamente i due banditi sono saliti a bordo di un'auto scura e sono fuggiti a tutta velocità lungo il Terraglio in direzione sconosciuta.
    Due ore più tardi al malcapitato giovane veneziano non è rimasto altro che avvisare i carabinieri della brutta avventura vissuta.
    Le indagini sono condotte dagli agenti del Nucleo operativo radiomobile di Treviso.

 

 
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