Tribuna di Treviso 21/11/2002
Il gruppo antidroga della Guardia di Finanza, che lo teneva d'occhio da tempo, lo ha bloccato a Mogliano
Arrestato «Attila», corriere e cantante
Il leader degli Aborym trovato con 158 pastiglie di ecstasy
TREVISO. Il cantante ungherese Csihar «Attila» Gabor, del gruppo heavy-black metal degli Aborym ed ex leader del gruppo Mayhem, è stato arrestato dai finanzieri del Gruppo operativo antidroga della Guardia di Finanza di Trieste. E' stato trovato in possesso di 158 pastiglie di ecstasy con la dicitura «Safe sex-durex». Il cantante, che è stato fermato mentre circolava a bordo di una autovettura per il centro di Mogliano, all'atto del controllo ha subito consegnato ai militari quattro pastiglie e 8,1 grammi di hashish. Dopo un'ulteriore ispezione i finanzieri hanno trovato le altre pastiglie. Ad insospettire gli uomini delle Fiamme Gialle sono stati due tagli praticati orizzontalmente su altrettanti panini avvolti in bustine di cellophane, attraverso i quali era stata inserita la droga. Il cantante ungherese, al quale sono stati pure sequestrati 570 euro ed il telefonino cellulare, è stato rinchiuso nel carcere circondariale di Treviso. Le indagini sono ora finalizzate a risalire ai fornitori dell'ecstasy.
--------------------------------------------------------------------------------
Si trovava nella Marca per piazzare l'ecstasy. Ma non ha fatto in tempo a ultimare la missione per i rifornimenti. Ad attenderlo c'erano gli uomini del Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Trieste che venerdì scorso a Mogliano hanno fatto scattare le manette ai polsi a Csihar Attila Gabor, ungherese, meglio noto ai conoscitori di musica con il soprannome di Attila. Il leader di un famoso gruppo heavy black metal, Aborym, di Roma, aveva con sé 158 pastiglie di ecstasy colore verde con impressa la dicitura «Safe sex-durex».
L'operazione antidroga, coordinata dal sostituto procuratore Frezza, è scattata da Trieste. In seguito alle dichiarazioni dei pentiti nell'ambiente della droga, è emerso che Attila recitava un ruolo di spicco. Gli uomini delle Fiamme Gialle del Gruppo Operativo Antidroga si sono messi sulle tracce del cantante ungherese e, una volta in Italia, lo hanno incastrato. E' stato sorpreso in flagranza di reato dalla Finanza mentre, a bordo di un'auto, circolava in centro a Mogliano. E' stato fermato e in seguito al controllo è risultato che stava trasportando 158 pastiglie di ecstasy di colore verde con impressa la dicitura «Safe sex-durex». Al momento del controllo il cantante ha subito consegnato quattro pastiglie di ecstasy e 8,1 grammi di hashish che aveva addosso. Ma solamente dopo un'accurata perquisizione degli oggetti in possesso del cantante è saltato fuori il malloppo più consistente della partita di stupefacente. Con notevole abilità era stata nascosta all'interno di bustine di cellophane in due panini a loro volta contenuti in una busta di supermercato che a prima vista sembravano intatti. Ma non era così. Su entrambi infatti, dopo una più attenta ispezione, è risultato essere stato praticato un taglio orizzontale attraverso il quale era stato possibile inserire la merce illecita.
Ma non è finita. Perché in un successivo controllo sono stati sequestrati anche 570 euro e un telefono cellulare. Il cantante ungherese è stato rinchiuso nel carcere circondariale di Santa Bona. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Valmassoi, proseguono per risalire ai fornitori dello stupefacente. Il giudice delle indagini preliminari Anna Pagotto ha convalidato l'arresto.
Csihar Attila Gabor è il chitarrista e la voce degli Aborym, un gruppo romano che si esibisce in un metal esasperato evocando anche riti satanici. I protagonisti del gruppo cantano in inglese e qualche volta si sono esibiti anche nei locali del Veneto.
Attila è l'ex capo dei Mayhem, il cui leader era stato ucciso dal boss di un gruppo rivale. A incastrare Attila nel Veneto sono state decisive le dichiarazioni dei pentiti nell'ambiente dei tossici. Da qui è scattata l'indagine in Italia che ha condotto all'arresto.
IN VIA DA MILANO
«Campo nomadi, intervenga la polizia»
Richiesta del sindaco dopo le aggressioni e gli atti vandalici in quartiere
Cresce la tensione attorno al campo nomadi di via Francesco Da Milano a Fiera. Dopo la lettera di protesta del presidente della circoscrizione est, Fiera-Selvana, inviata al sindaco Giancarlo Gentilini sulle aggressioni, furti e atti vandalici, è lo stesso primo cittadino a rivolgersi alla polizia per porre rimedio alla situazione. Come noto sul territorio comunale è vietata la sosta ai nomadi, ma il campo di via Da Milano, dove alloggiano dalle 50 alle 150 persone, esiste da 25 anni.
La situazione è precipitata nel corso dell'estate quando - secondo il racconto del presidente della circoscrizione Luigi Borrelli - si sono verificate un paio di aggressioni ai danni di minori e numerosi atti vandalici che hanno creato allarme sociale. Lo stesso Borrelli ha preso carta e penna e ha informato il sindaco che, a sua volta, ha girato la patata bollente alla polizia. «Quando durante il periodo delle Fiere di San Luca i vigili urbani hanno controllato l'area - spiega Borrelli - nessuno si è lamentato. Poi le scorribande di ogni genere si sono ripetute: sterco umano sopra i giochi del parco pubblico e sulle maniglie delle auto, soprattutto di quelle nel parcheggio della De' Longhi».
Ma i fatti preoccupanti sono tre. «Il 3 agosto - spiega Borrelli - una 14enne è stata picchiata violentemente e altre due coetanee sono state minacciate. I genitori della giovane pestata non hanno presentato denuncia per timore di ritorsioni. A ottobre un'altra ragazzina è stata strattonata per i capelli da alcuni nomadi, le hanno scoperto un braccio e le hanno scritto frasi minacciose con il pennarello. Alla stessa le hanno sottratto la bicicletta. Sono stato io stesso a chiamare la polizia. Gli agenti hanno effettuato un controllo al campo nomadi e hanno riconosciuto la bicicletta, una Graziella rosa con una ruota gialla e un'altra rossa. Successivamente nel mirino dei nomadi è finita una donna che indossava oggetti in oro. E' stata incrociata per strada ed è stata risparmiata così: "Tanto sappiamo dove abiti"». La gente ha paura, questa situazione deve finire».
Sono numerosi i furti e i tentativi di furto che vengono messi a segno ogni giorno in città, specialmente da nomadi minorenni, in tutto 20-30 al mese. «Spariscono solamente oggetti in oro - fa notare Nicolò D'Amato, il portavoce della polizia - un deterrente potrebbe essere la custodia degli oggetti preziosi in cassaforte. Abbiamo notato che soprattutto i nomadi nelle incursioni puntano dritti alla camera da letto dove generalmente la gente custodisce i preziosi. Poi succede che i nomadi minorenni accompagnati al centro di prima accoglienza Buon Pastore a Marghera dopo che si sono rifocillati per bene, dopo poche ore scappano». Si troverà mai una soluzione?
Processo rinviato al 17 marzo 2003
Una coppia in crisi e una figlia contesa
La storia in tribunale
FOLLINA. Una figlia contesa e una storia alla «Kramer contro Kramer» sono arrivate ieri in tribunale, e vedono contrapposti Pietrangelo Dal Zotto, 39 anni, originario di Caerano San Marco e l'immigrata di colore Pena Moran Maria Altagracia, residente a Follina in via Ligonto 28. La donna ha avuto un figlia dal trevigiano, L., minore, e adesso accusa il padre di essersi disinteressato del suo mantenimento, nonché di aver violato quanto disposto dal giudice sull'affidamento della piccola, che è toccato alla madre. L'ex compagno, secondo l'immigrata, avrebbe in più occasioni nel marzo del 2001 prelevato la piccola a scuola contro la volontà della madre e in orari diversi da quelli previsti dal giudice per le visite consentite al padre. Dal dicembre del 2000 al marzo dell'anno scorso l'uomo avrebbe inoltre omesso di versare alla donna l'assegno di mantenimento per la piccola stabilito dal giudice in sede di separazione consensuale. A carico di Dal Zotto sono così scattate le denunce per sottrazione di minore e mancate adempimento degli obblighi di assistenza familiare. Il processo fissato ieri è stato rinviato per la nomina di un nuovo difensore d'ufficio per l'imputato, contumace, e che attualmente ha una diversa famiglia. La donna, assistita dal suo legale, dovrà aspettare la prossima udienza del 17 marzo per raccontare la sua verità al giudice Deli Luca. Verrà sentito anche un maresciallo dei carabinieri che aveva raccolto le denunce a carico di Dal Zotto. A fare le spese di questo lungo braccio di ferro la piccola nata dalla relazione tra i due, che attualmente vive con la mamma.




Rispondi Citando
