LA PROTESTA - Dal Comune di Lanuvio, vicino Roma, la protesta antidevolution del sindaco Rossano De Santis ha tenuto sulle corde per tre ore non solo amministratori e dipendenti del Comune ma l'intera comunità del paese dei Castelli Romani. «Il sindaco - ha spiegato un funzionario di polizia - si era barricato nell'aula consigliare tenendo chiusa la porta con poltrone e tavoli. In mano aveva una tanica di benzina da 5 litri e un accendino, che non ha mai posato a terra. Era agitato ma non urlava, limitandosi a ripetere i motivi della sua protesta, a dire che il provvedimento sulla devolution è un attentato alle libertà e chiedendo di parlare con il presidente della Repubblica». Il funzionario di polizia ha approfittato di un piccolo spazio lasciato aperto per entrare nell'aula e, dopo aver invitato De Santis a sedersi, ha cominciato a distrarlo e a calmarlo. A un certo punto è squillato il telefonino di De Santis. Lui si è distratto e l'agente l'ha immobilizzato




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