NIKOLA TESLA, UN GENIO SFRUTTATO
Nikola Tesla lascio’ l’Europa nell’estate del 1884. Aveva 28 anni, era diretto a New York, non aveva nulla in tasca. Gli erano stati rubati non solo i bagagli e gli ultimi risparmi, ma anche il biglietto per il piroscafo. Era rimasto in possesso solo di una memoria formidabile, che gli consenti’ di ricordare il numero del biglietto. Scavando nelle proprie tasche, recupero’ una lettera di presentazione che gli sarebbe servita per trovare un impiego presso il famoso inventore americano Thomas Edison. L’America, nei sogni di questo ragazzo serbo di 28 anni, era il posto ideale nel quale far emergere le proprie qualita’ di scienziato. Tesla si recava da Edison con lo scopo di vedere riconosciute le sue qualità’ tecniche e le sue originali idee rivoluzionarie. Disorientato, sporco, affamato e con soli quattro centesimi in tasca, sbarco’ qualche settimana dopo a New York con la speranza di mostrare ad Edison la sua ultima invenzione: un nuovo motore elettrico.
Quando Tesla incontro' Edison, il famoso inventore lo assunse immediatamente. Tesla lavorava diciotto ore al giorno, trovando nuovi modi per migliorare le primitive dinamo di Edison. In ultimo, si offri' di riprogettarle completamente. Edison lo ritenne un compito monumentale che avrebbe potuto durare anni senza ripagare l'investimento. Nonostante cio' gli disse: "Ci sono 50.000 dollari per te se riesci a farlo". Tesla lavoro' duramente giorno e notte sul progetto e, dopo solo un anno, realizzo' una versione della dinamo decisamente migliorata e completa di controlli automatici. Si reco' da Edison per dargli la buona notizia e ricevere i 50.000 dollari. Edison era compiaciuto del miglioramento per il quale lui e la sua compagnia avrebbero preso il merito. Al momento di pagare il compenso, pero', disse al giovane serbo: "Non capisci il nostro umorismo americano, Tesla!" e gli offri' invece un piccolo aumento.
L'ossessione di Tesla era quella di creare un sistema di elettricita' a corrente alternata. Edison, invece, credeva nel sistema a corrente continua e rifiuto' non solo di sostenere la ricerca di Tesla, ma, in seguito, fece di tutto per sabotarlo. Tesla si rivolse allora al grande magnate di Pittsburgh, George Westinghouse, il quale aveva fondato una sua compagnia elettrica. Westinghouse finanzio' completamente la ricerca di Tesla e gli offri' un accordo molto generoso sui diritto d'autore e sugli eventuali profitti futuri.
Tesla sviluppo' un sistema di energia che e' ancora oggi lo standard; tuttavia, dopo che il brevetto venne registrato a suo nome, altri scienziati si affrettarono a prendere il merito dell'invenzione, sostenendo di aver posto le basi per lui. Il suo nome si perse dunque nella confusione e il pubblico fini' per associare l'invenzione allo stesso Westinghouse.
Un anno dopo, J. Pierpoint Morgan assunse il controllo Dell'azienda di Westinghouse il quale dovette rescindere il contratto vantaggioso sui diritti d'autore siglato con Tesla. Westinghouse spiego' allo scienziato che la sua compagnia non sarebbe sopravvissuta se gli avesse pagato tutti i diritti. Convinse Tesla ad accettare l'acquisto in blocco di tutti i suoi brevetti per la somma di duecentosedicimila dollari, senza dubbio una gran cifra ma sicuramente inferiore ai dodici milioni di dollari che valevano a quell'epoca. In ultima battuta, gli investitori avevano privato Tesla della ricchezza, dei brevetti e soprattutto del merito per la piu' grande invenzione della sua carriera.
Il nome di Guglielmo Marconi restera' per sempre legato all'invenzione della radio. Pochi pero' sanno che nel realizzare questa invenzione, che gli permise nel 1989 di trasmettere un segnale radio attraverso il canale della Manica, Marconi utilizzo' un brevetto che Tesla aveva registrato nel 1897 e che il suo lavoro dipendeva dalle ricerche dello scienziato serbo. Ancora una volta, Tesla non ricevette ne' onore ne' denaro: aveva inventato un motore a induzione funzionale ed e' il vero "padre della radio", eppure nessuna di queste scoperte porta il suo nome.
Nel 1912 venne candidato per il premio Nobel, che però rifiuto’, offeso per non averlo ricevuto tre anni prima al posto di Guglielmo Marconi. Nel 1917 seppe che l'”Istituto americano di ingegneria elettronica” lo avrebbe insignito della “Medaglia di Edison”. Rifiuto' anche questa, dicendo: "Voi proponete di onorarmi con una medaglia che io potrei appuntare sul mio cappotto e mostrarla solo per un'ora ai membri del vostro istituto. Vorreste decorare il mio corpo continuando, per insipienza, a non valorizzare la mia mente e le sue creazioni, che hanno invece contribuito alle fondamenta su cui poggia la maggior parte del vostro Istituto".
Tesla trascorse gli ultimi anni della sua vita in poverta'. Molti nutrono l'illusione che la scienza, avendo a che fare con i fatti, sia lontana dalle piccole rivalita' che turbano il resto del mondo. Nikola Tesla era uno di questi. Credeva che la scienza non avesse nulla a che fare con la politica e sosteneva di non preoccuparsi di fama e ricchezza. Non essendo associato a nessuna invenzione particolare, egli non era in grado di attirare degli investitori nelle sue tante idee. E, mentre meditava su nuove grandi invenzioni per il futuro, altri rubavano i brevetti che aveva gia' sviluppato, ottenendone la gloria. Edison era l'opposto di Tesla: non era in realta' ne' un pensatore scientifico ne' un inventore. Una volta affermo' che non aveva bisogno di essere un matematico perche' avrebbe sempre potuto ingaggiarne uno. Questo era il metodo principale di Edison. Era un vero pubblicitario e un uomo d'affari, sfruttava le tendenze e le opportunita' che lo circondavano fino a ingaggiare i migliori del settore per fare il lavoro per lui. Se avesse potuto, avrebbe rubato dai suoi concorrenti. Nonostante cio', il suo nome e' molto piu' noto di quello di Tesla ed e' legato a molte piu' invenzioni.
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