Dieci episodi in onda su Retequattro dal 16 gennaio
La storia di un gruppo di soldati Usa nell'Europa occupata
Arriva in tv "Band of brothers"
La guerra di Spielberg ed Hanks
La serie realizzata dal regista e dall'attore del "Soldato Ryan"
Una produzione monumentale fra storia, memoria ed effetti speciali
di ALESSANDRA VITALI
ROMA dal 16 gennaio va in onda, su Retequattro, Band of brothers, una serie di dieci episodi che racconta le gesta di un'unità dell'esercito americano in Europa durante la seconda guerra mondiale. Ideata e prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, papà e protagonista della pellicola hollywoodiana.
Ogni episodio inizia con le testimonianze di alcuni veterani della compagnia, che hanno contribuito alla ricostruzione di luoghi e situazioni. Ed è stato il primo ministro inglese in persona, Tony Blair, a chiedere a Spielberg di girare in Gran Bretagna. In cambio, il regista-produttore ha affidato al figlio di Blair, Euan, il compito di segretario di produzione. Così, su un enorme set di 800 ettari nell'Hertofordshire, sono stati ricostruiti dodici villaggi francesi, belgi e olandesi, colline, dighe e corsi d'acqua. Gli interpreti principali (nel film ci sono 40 attori fissi per le dieci puntate, 500 ruoli e duemila figuranti) sono stati sottoposti al leggendario boot camp, l'addestramento paramilitare del capitano Dale Dye, "allenatore", fin dai tempi di Platoon di Oliver Stone, degli attori che devono trasformarsi in marines.
I numeri raccontano qualità e quantità. Sono state usate 700 armi autentiche e quasi 400 armi di scena, e alcune sequenze hanno richiesto più di 14.000 cambi di munizioni. Sono stati ricostruiti quattro carri armati utilizzando, come base, le strutture dei moderni T-34 e quelli delle forze armate britanniche. Sono state realizzate 2000 uniformi e 500 paia di stivali da salto per paracadutisti con le caratteristiche originali dell'esercito americano. E tutti i 1.200 costumi dei civili sono autentici abiti d'epoca.
Spielberg, cioè effetti speciali. Tanti, e innovativi. Come l'uso di pupazzi elettromagnetici, capaci di tenere armi ed assumere ogni posizione: quando il pupazzo riceveva un colpo, l'elettromagnete veniva rilasciato e il pupazzo si accartocciava come un corpo umano. Alcune novità anche per le cariche che provocano i fori dei proiettili nei costumi: è stato utilizzato un meccanismo ad aria compressa al posto dei tradizionali petardi, così che gli attori potessero essere più vicini durante lo scoppio, senza alcun pericolo.
(30 dicembre 2002)




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