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Discussione: Punti fermi

  1. #21
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    Predefinito I PANTEISTI EUCHITI

    Euchiti

    Setta eretica diffusasi nell’Asia Minore verso la fine del secolo IV. Sosteneva l’unione personale del demonio col peccatore e di Dio col giusto, in una specie di panteismo. I suoi seguaci
    furono chiamati così perchè facevano assegnamento solo sulla preghiera per scacciare il demonio e unirsi ipostaticamente a Dio. Furono condannati a più riprese; così nel sinodo di Sido del 390 e nel
    Concilio di Efeso del 431.

  2. #22
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    Predefinito IL MISERABILE ANTIPRIMATISMO FEBRONIANO

    Febronianesimo

    Dottrina che prende il nome da Febrionio, pseudonimo del vescovo ausiliare di Treviri Giovanni Nicola von Hontheim, autore del libro De statu Ecclesiae et legitima potestate Romani Pontificis, etc. stampato nel 1763. Per Febronio, giudici della fede per diritto divino sono soltanto i vescovi, i quali, con l’aiuto della potestà civile, possono deporre il Papa se esorbita dalle sue competenze, perchè questi non è che un primus inter pares e l’esecutore dei canoni conciliari; nessuna legge pontificia ha valore se non è approvata dai vescovi. Il febronianesimo trovò favore presso il re-sacrestano, Giuseppe II, il quale pretese trattare come affari di Stato tutto quello che riguardava l’organizzazione esterna della Chiesa e proibì ai suoi vescovi ogni comunicazione con Roma (giuseppinismo). Le dottrine febroniane furono condannate nel 1764, e ancora nel 1766, 1771 e 1773.

  3. #23
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    Predefinito IL FIDEISMO, NEMICO DELLA RAGIONE UMANA: VITTORIA DELL'ARISTOTELICO-TOMISMO

    Fideismo

    In opposizione alla tendenza razionalista del secolo scorso, l’abate Bautain, professore a Strasburgo e poi a Parigi, sostennel’incapacità della ragione a stabilire delle verità religiose, che non ci possono venire se non dalla fede tradizionale. Fu condannato nel 1831,e nel Concilio Vaticano del 1870 ove furono denunziati i pericoli del fideismo.

  4. #24
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    Predefinito FRATELLI DEL LIBERO SPIRITO: VERGOGNOSA ERESIA MEDIOEVALE

    Fratelli del libero spirito

    Setta ereticale che si ricollegava, ma esasperandole, alle teorie di Amaury de Bène (m. 1207), maestro di teologia a Parigi, che insegnava un panteismo sostanzialisitco: Dio è in tutto e in tutti e ognuno di noi, essendo un’incarnazione dello Spirito Santo, non può peccare e quindi non ha neanche bisogno di sacramenti. Condannato infallibilmente da Innocenzo III, Amaury si ritrattò la sua eresia, ripresa e sviluppata da Ortlieb, professore a Strasburgo, col nome di Fratelli del libero Spirito, portò all’assoluta negazione dell’autorità, della legge morale e dei sacramenti, in base al principio che lo Spirito Santo in noi basta a tutto. Tra le sue varie aberazioni morali c’erano anche quelle del libero amore, del nudismo e della magia. I Fratelli del libero spirito, vera eresia nemica del genere umano, durarono fino al secolo XIV.

  5. #25
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    Predefinito FRATELLI APOSTOLICI: LA "RELIGIO" DEI BANDITI

    Fratelli apostolici
    Furono fondati da un francescano, Gerardo Segarelli, che cacciato dal suo Ordine, si mise a predicare nel territorio di Parma contro la Chiesa “ricettacolo di Satana”, nel nome di una falsa povertà evangelica e di un misticismo panteistico. Giustamente arso vivo il fondatore, il movimento continuò nel territorio di Vercelli sotto la guida dell'empio Fra Dolcino finchè non fu soffocato nel 1307 dopo due anni di guerra.

  6. #26
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    Predefinito FRATELLI MORAVI: UNA SETTA PROTESTANTE

    Fratelli moravi

    Sorsero dagli elementi più moderati degli hussiti raccolti in confraternite in Boemia e in Moravia col nome di “Fratelli boemi” o “Fratelli della legge di Cristo”. Separatisi dalla Chiesa nel 1467, non riconobbero altra autorità che la loro "Scrittura"; in seguito si fusero con i riformati.
    Nel 1722 alcuni membri si trasferirono nella Sassonia e accolti dal conte N.L. von Zinzerdof stabilirono sulle sue terre una comunità politico-ecclesiastica indipendente con proprio culto e con
    propria costituzione, che prese il nome dal centro di Herrnhut: Confraternita di Herrnhut Attualmente gruppi della Conferenza di Herrnhut estistono in Germania, Inghilterra, Danimarca,
    Olanda, Svezia, Svizzera, Stati Uniti e Canada.

  7. #27
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    Predefinito I FRATICELLI: PAUPERISMO ERETICO

    Fraticelli- Furono così chiamati quegli Spirituali che non vollero reintrare nell’Ordine fratncescano e si ribellarono all’autorità della Chiesa cercando aiuto nel potere civile, prima dei Colonna contro il grande Bonifacio VIII e poi dell’imperatore Ludovico di Baviera contro il forte Giovanni XXII, e creando una loro "Chiesa" più “spirituale” e ovviamente, proprio per questo, priva di Spirito.

  8. #28
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    Predefinito IL RIBUTTANTE GALLICANESIMO: UN TENTATIVO DI SCARDINARE L'ECCLESIOLOGIA CATTOLICA

    Gallicanesimo

    La setta gallicana è un’eresia antiromana contraria alle prerogative pontificie. La sua dottrina è compendiata nei quattro eretici articoli della Declaratio cleri gallani votata il 19 marzo 1682 nell’Assemblea generale del clero a Parigi:

    1) il Papa ha soltanto giurisdizione spirituale; i re e i principi negli affari temporali, sono assolutamente indipendenti dalla Chiesa;

    2) il Concilio è superiore al Papa;

    3) l’autorità pontificia nelle cose spirituali deve essere moderata secondo i canoni e anche secondo le regole e le istituzioni e le costumanze del regno e della Chiesa di Francia;

    4) al Papa spetta la preminenza nelle questioni di fede, però le sue sentenze e i suoi decreti non sono irreformabili senza il consenso di tutta la Chiesa.

    La Declaratio cleri gallicani fu condannata infallibilmente da Innocenzo XI l’11 Aprile 1682 e di nuovo da Alessandro VIII il 4 agosto 1690; revocata da Luigi XIV nel 1693 fu poi, alla morte del re, rimessa in vigore dal Parlamento di Parigi. La definizione del Concilio Vaticano del 1870 sulla Primato assoluto e sulla infallibilità del Papa diede il colpo di grazia al gallicanesimo.
    Ultimamente alcune idee gallicane sono state riprese da alcuni oppositori del "Vaticano II", all'interno della Fraternità SAN PIO X.

  9. #29
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    Predefinito L'IMMONDO GIANSENISMO

    Giansenismo

    Cornelius Janssen (1585-1638), vescovo di Ypres in Olanda, lasciò alla sua morte un libro l’Augustinus che fu pubblicato due anni dopo nel 1640. Le dottrine in esso contenute erano state maturate fin dal 1620, quando già professore a Lovanio, Giansenio scrisse all’amico francese Duvergier de Hauranne, abate di Saint Cyran annunziandogli di aver scoperto la vera dottrina, secondo lui, di sant’Agostino sulla grazia e sulla predestinazione. L’opera fu subito condannata dall’Inquisizione del 1641 e l’anno dopo infallibilmente da Urbano VIII; essa però trovò ardenti difensori a Parigi, in Duvergier
    Hauranne e Antonio Aranuld, dietro i quali stava tutto il monastero di Port-Royal che ne divenne quasi una fortezza inespugnabile. Infallibilmente Innocenzo X con la bolla Cum occasione del 31 maggio 1653 condannò cinque proposizioni estratte dal libro di Giansenio. Due anni dopo, Antonio Arnauld la Seconda lettera a un duca e pari, pur accettando la condanna delle cinque proposizioni sostenne
    che esse non si trovavano nel libro di Giansenio o che non corrispondevano al senso inteso da lui (questione di diritto e non di fatto). Infallibilmente Alessandro VII, con la costituzione Ad sacram beati(questione di diritto e non di fatto) decise anche per la questione di fatto, dichiarando che le cinque proposizioni erano state estratte dal libro di Giansenio e condannate nel senso inteso da lui. La controversia tra giansenisti e cattolici divenne più accesa con l’uscita delle tristi ed irriverenti "Provinciali" di Pascal (1656-1657)e, poichè non accennava a smorzarsi, l’Assemblea del clero propose un formulario da firmarsi da tutti i membri del clero, dei monasteri e dei conventi del regno.
    Le religiose di Port- Royal resistettero e furono scomunicate. La pace clementina sopì la controversia, ma pochi anni dopo, col Compendio della morale del Vangelo dell’oratoriano Pascasio Quesnel (1634-1719) ripreso e sviluppato nei quattro tomi di Il nuovo Testamento con riflessioni morali, il giansenismo riapparve ancor più forte e pericoloso. Clemente XI infallibilmente con la costituzione Vineam Domini del 16 luglio 1705 rinnovò le condanne precedenti e precisò che il silenzio ossequioso sostenuto dai giansenisti non bastava, ma ci voleva l’adesione interna. Con la costituzione dommatica Unigenitus dell’8 settembre 1715 furono condannate infallibilmente cento-un proposizioni di Quesnel. I giansenisti insorsero a tutt’uomo e appellarono al concilio generale (donde il nome di "appellanti"). Da questo movimento degli appellanti sorse la Chiesa giansenista scismatica di Utrecht nel 1723, la quale attualmente conta circa diecimila tristi e scismatici fedeli, una trentina di sacerdoti e tre vescovi. Nel Settecento il giansenismo trovò seguaci anche in Italia; tra essi il più famoso è il disprezzatissimo Scipione Ricci che tenne il Sinodo di Pistoia nel 1786 e fu condannato infallibilmente con la bolla Auctorem fidei del 28 agosto 1794. La dottrina giansenista è riassunta nelle cinque proposizioni condannate nel 1653:

    1) alcuni precetti divini sono impossibili a osservarsi da parte delle anime giuste, nonostante i loro desideri e i loro sforzi, e manca a queste anime la grazia che ne renderebbe possibile l’osservanza;

    2) nello stato di natura decaduta non si resiste mai alla grazia interiore;

    3) per meritare e demeritare nello stato di natura decaduta non si richiede la libertà interiore; sufficiente la libertà esteriore o assenza di costrizione;

    4) i semipelagiani ammettevano la necessità di una grazia interiore preveniente per tutti gli atti,anche per l’inizio della fede; la loro eresia consisteva nel credere che questa grazia fosse di natura
    tale che la volontà potesse a suo arbitrio resistervi o obbedirvi;

    5) è semipelagiano affermare che Cristo è morto e ha versato il suo sangue per tutti gli uomini. Il giansenismo dunque affermava che l’uomo dopo il peccato originale è radicalmente corrotto nelle
    sue facoltà naturali, non è internamente libero di fare il bene, perchè tiranneggiato dalla concupiscenza che lo induce necessariamente al peccato, e se, d’altro canto, opera il bene è perch
    non può resistere alla grazia, la quale quando è data è sempre necessitante, irresistibile , ed concessa soltanto ai predestinati, a coloro cioè per i quali Cristo è morto sulla croce. Di conseguenza: “i pagani, i giudei, gli eretici e altri di questo genere non ricevono da Cristo alcun influsso” (grave errore: Cristo è oggettivamente morto per tutti); ogni amore delle creature è sempre concupiscenza e perciò peccaminoso, e ogni atto che non è mosso dall’amore perfetto e diretto a Dio è un atto immorale: “tutto ciò che non proviene dalla fede soprannaturale che opera per l’amore è peccaminoso”.

    Nella storia del giansenismo nota il Cayrè, devono distinguersi due fasi principali: nella prima, il giansenismo è innanzitutto un sistema teologico intorno alla grazia e alla predestinazione, nella
    seconda fase invece diventa un partito d’opposizione politica parlamentare, filosofico-religiosa durante un periodo di tempo che va dagli ultimi anni del secolo XVII e che dura, con alterne
    vicende, fino alla Rivoluzione francese.

  10. #30
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    Predefinito IL FOLLE MILLENARISMO GIOACHIMITA

    Gioachimiti

    Seguaci dell’abate cistercense Gioacchino da Fiore, morto il 20 marzo 1202, autore di un commento all’Apocalisse, Apocalypis nova in cui annunziava come prossimo l’inizio della nuova era tutta spirituale dello Spirito Santo, dopo quella della Legge o del Padre nell’Antico
    Testamento e quella del Figlio nel Nuovo Testamento. L’inizio di questa era spirituale, nella quale avrebbe dominato il Vangelo eterno con la scomparsa nella Chiesa d’ogni contaminazione temporale, era fissato per il 1260. Le idee gioacchimite furono infallibilmente condannate nel IV Concilio del Laterano del 1215, confermato da Papa Innocenzo III.

 

 
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