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Discussione: E bravo Sergio....

  1. #11
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    Predefinito L'inciucio del...

    …Cinese.

    Ancora una volta, l’altra sera, abbiamo assistito all’ultimo tentativo di liquidazione sommaria della più recente storia italiana. Per esempio presentare come simbolo del male l’ultima Bicamerale, teatro del vergognoso dialogo con il centrodestra. La Bicamerale di D’Alema e Berlusconi.
    Eppure allora c’era anche lui, Cofferati, a guardare “con grande interesse e anche grande speranza” e a dire che “è scelta necessaria” avere “un interlocutore Governo che abbia la stabilità e consenso riconosciuto dai cittadini, determinato da meccanismi elettorali diversi da quelli utilizzati in passato” e a giudicare come “non più rinviabile un’ipotesi federalista”.
    Questo non sono le parole dette da Cofferati e dai suoi sostenitori Venerdì sera al meeteng di Firenze.
    Eppure ora c’è tutto quello che desiderava e che chiedeva, cambia solo in nome del premier.
    Nel giugno del ’97, in Bicamerale, la Lega si schierò con FI e con An per il presidenzialismo, poi lestamente abbracciato dal presidente dei padri ricostituenti, D’Alema, e da questi fatta digerire a quasi tutti gli altri. “E’ necessario che prosegua la ricerca di soluzioni utili alla riforma istituzionale nella Bicamerale e poi in Parlamento”, esortava da fuori Cofferati, “è auspicabile che le soluzioni abbiano un consenso ampio”.
    Cambiare idea è positivo, in un politico, ma cercare di cambiare la storia è raccontare balle.
    Giovedì a Novara il Cinese se ne esce rimproverando che “ non bisognava far cadere Prodi, ma una volta successo occorreva andare a votare”. E’ la voglia di “uccidere” politicamente D’Alema, che prese il posto di Prodi, o di ingraziarsi quest’ultimo che spinge il dipendente della Pirelli a raccontare queste storielle? Dimentica, Cofferati, che in quei giorni d’ottobre del ’98, una decina di giorni dall’apertura della crisi, fece approvare dal direttivo della Cgil un documento che plaudiva all’incarico per D’Alema e salutava “il positivo evolvere della crisi” che “scongiura l’eventualità del suo precipitare verso le elezioni anticipate”.

    Ma torniamo alla Bicamerale, la fonte di tutti i mali della Repubblica.
    Con Sergio D’Antoni e Piero Larizza , Cofferati andò in audizione solenne davanti alla Bicamerale, il 12 marzo del ’97. I ricostituenti avevano appena mosso i primi passi e lui così li spronava: “Vi confermo di essere tra coloro che guardano al vostro lavoro con grande interesse e anche con qualche speranza, non solo come cittadino ma, se così posso dire, per il mestiere che faccio: credo infatti che questo Paese abbia bisogno, in tempi brevi, di stabilità delle istituzioni”. Le soluzioni concrete non erano ancora abbozzate e lui li esortava suggerendo che “un interlocutore Governo che abbia stabilità e consenso riconosciuto……è scelta necessaria, è molto importante”.
    Riformista e federalista, si dichiarò Cofferati in quella audizione:”Credo anch’io che occorrerà ripensare all’assetto del Parlamento. Per coerenza con l’assunto dal quale sono partito, ritengo che sarà importante garantire un riconoscimento alle Regioni, almeno in uno dei due rami del Parlamento. Se l’assetto futuro di un Paese federalista presenta quella dimensione economica e sociale, è fondamentale che la stessa dimensione trovi un riconoscimento nalla forma di rappresentanza parlamentare”.
    Interessante, vero?
    Considerando che allora il “futuro capo della Federazione italiana” non poteva che essere uno dell’Ulivo, e che Bossi, allora, era alleato politico.
    Però una cosa positiva Cofferati l’ha mostrata: un notevole istinto premonitore lo ha spinto a immaginare “un interlocutore Governo che abbia stabilità e consenso riconosciuto dai cittadini, determinato da meccanismi elettorali diversi da quelli utilizzati in passato”.
    Berlusconi che siede da circa 18 mesi a Palazzo Chigi è l’esempio vivente di quanto sia bravo il Cinese a indovinare il futuro.

    Saluti

  2. #12
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    Predefinito

    I peggiori politicanti confidano nella memoria corta della gente. Cofferati è solo un impiegato Pirelli, non un politico....ma ha già tutte le caretteristiche del "politicante".
    Con lui alla guida della Sinistretta noi liberaldemocratici del Centrodestra.... vinceremo fino al 2023. Forza Sergio!

    Saluti liberali

  3. #13
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    Predefinito Durante il batti e...

    ...ribatti su il Ballarò di rai3 tra D'Alema e Cofferati, quest'ultimo improvvisamente sbotta:"C'è un deputato dei Ds che m'insulta un giorno sì e l'altro pure".
    Inutile nascondere che se Fassino ha "le tasche piene" tanti suoi parlamentari di pieno hanno anche il resto, ma la ricerca del reprobo non è stata poi tanto difficile: è Salvatore Buglio, deputato di Nichelino, riformista, restio a farsi mettere il sale sulla coda dal dilagante, a sinistra, cofferatismo.
    Ma perché Sergio se la prende tanto? Probabilmente la sua irritazione, pubblicamente dichiarata, viene dal fatto che l'ex sindacalista e segretario generale della Cgil sa che Buglio è l'unico operaio parlamentare dei Ds.
    Ha lavorato alla Fiat e in diverse aziende dell'indotto; per 25 anni ha timbrato il cartellino; quando fu eletto era in mobilità "ma sempre operaio, mai fatto il funzionario in vita mia".
    Ve lo immaginate lo scontro Buglio v\s Cofferati?
    "Dai, non ti preoccupare", molti diessini vanno a stringergli la mano. Buglio non è preoccupato, ma sconcertato. Perché, dice, "a Cofferati voglio pure bene, certo più di quelli che cercano di utilizzarlo per distruggere i Ds", vorrebbe che lavorasse per un "equilibrio tra movimenti e il partito, per diventare davvero un leader della sinistra, ma liberandosi dall'ipoteca dei Flores e dei Pardi, sennò è come se fosse agli arresti domiciliari".

    Al tempo del governo D'Alema Buglio appoggiò la proposta, per le aziende del Sud, di poter superare le quindici unità senza applicare lo Statuto dei lavoratori (art.18), "perchè può dare un giorno, alle persone che oggi non li hanno, qualche diritto".
    Cofferati disse di no e Buglio seguitò a difendere l'iniziativa (dov'era D'Alema? Ad arrovellarsi sul 'vorrei ma non posso'?).
    Ancora: chiese fortemente alla Cgil di ritirare lo sciopero generale contro la finanziaria e cercare prima un accordo con Cisl e Uil.
    Dopo la grande manifestazione di marzo, quella dei tre milioni in piazza, Buglio spiegò che " un sindacato è più forte se si limita a fare il sindacato" e che era sbagliato, dopo una protesta del genere, "sedersi solo con la speranza di veder passare il cadavere del governo".

    Errore che gli ulivisti seguitano a fare.

    saluti

  4. #14
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    Predefinito Un dalemiano...

    ..., Buglio. Catanese. Siciliano tosto.
    Ma se non gli è piaciuto Cofferati gli è piaciuto poco pure D'Alema. "Parlavano dei loro problemi, come due ex amici che si rinfacciavano torti quotidiani. Ma mi sono un po' annoiato".
    Racconta: il primo giorno alla Fiat, "emozionato, stavo davanti a cancelli che aprivano alle sei già dalle cinque, una busta di plastica della Standa con dentro il baracchino con il pranzo".
    Fu licenziato, ricorda, perchè il padrone della ditta che aveva preso il lavoro per conto della Fiat "ogni giorno insultava i meridionali finchè mi son rotto i coglioni e l'ho preso a sberle".

    Dice, Buglio, ritornando a Cofferati, che pensava alla lezione di Giuseppe Di Vittorio e di Luciano Lama, "più sei forte e più devi trattare: le manifestazioni non si fanno solo per far vedere la propria forza, ma anche per poi sedersi a discutere per portare a casa qualcosa nell'interesse dei lavoratori".
    E ancora che "un sindacato serio non fa politica, il suo mestiere è cercare vantaggi per chi lavora".
    Che sia questo il motivo del fastidio mostrato da Cofferati? Dai oggi e dai domani, dell'operaio onorevole della Fiat, Cofferati, funzionario Pirelli ex capo Cgil aveva le tasche piene.

    Al deputato diessino scappa una risata: "Loro sarebbero la sinistra dei valori e l'operaio Buglio la sinistrac di potere? Roba dell'altro mondo".

    saluti.

  5. #15
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    Originally posted by Pieffebi
    I peggiori politicanti confidano nella memoria corta della gente. Cofferati è solo un impiegato Pirelli, non un politico....ma ha già tutte le caretteristiche del "politicante".
    Con lui alla guida della Sinistretta noi liberaldemocratici del Centrodestra.... vinceremo fino al 2023. Forza Sergio!

    Saluti liberali
    Dai, dai, dillo pure che in cuor tuo tifi per Bertinotti, dì la verità.

  6. #16
    Hanno assassinato Calipari
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    Sbaglio o questo thread e' pieno di maldicenze e insulti?

    PFB, Berlusconi e' il piu' falso sulla terra. Non preoccuparti, Cofferati non lo potra' mai battere

  7. #17
    Hanno assassinato Calipari
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    Originally posted by Pieffebi
    I peggiori politicanti confidano nella memoria corta della gente. Cofferati è solo un impiegato Pirelli, non un politico....ma ha già tutte le caretteristiche del "politicante".
    Con lui alla guida della Sinistretta noi liberaldemocratici del Centrodestra.... vinceremo fino al 2023. Forza Sergio!

    Saluti liberali
    La gente ha la memoria corta. Berlusconi e' uno legato a Craxi e ai favori dalla politica.

    Con lui alla guida del Centrodestra, ci attende la piu' grande operazione di furto perpetrata ai danni dello stato.

  8. #18
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    Predefinito Cofferati ora incoronerà...

    ....Berlusconi, portando a termine il lavoro iniziato un anno fa, quando ha costretto la Quercia a cedere sull'assurda campagna della Cgil sul "18".

    "Fausto Bertinotti si ritaglia una vittoria tattica a sinistra, ma Sergio Cofferati regala a Berlusconi la vittoria nel paese".
    E' l'opinione del sen. diessino Franco Debenedetti. Il senatore liberal torinese trae un bilancio preventivo amaro, del referendum promosso da Bertinotti.
    Parere significativo dato da chi, l'anno scorso, raccolse una piccola pattuglia di coautori del libro "Non basta dire no", in cui l'ala riformista della sinistra si contrappose al niet di Cofferati e al suo "i diritti non si toccano".
    Un libro che proprio poche settimane fa, molto imprudentemente, Mario Pirani su Repubblica aveva liquidato come assolutamente inattuale - "l'art. 18 non interessa più nessuno"- e invece torna ora a pesare.
    "La segreteria ds ha creduto che lasciando spazio al no pregiudiziale di Cofferati e della Cgil a qualunque ritocco del 18 si sarebbero evitati traumi. Mentre bisognava attestarsi sin da allora su una delle proposte di riforma capaci di evitare sia l'errata definizione del 18 come diritto intangibile, che ha spalancato l'autostrada all'iniziativa di Bertinotti, sia a riforme prive di costrutto come quella governativa che lo stesso Berlusconi ha fatto cadere". Il sen. Debenedetti prosegue: "Fassino è costretto a dire oggi quello che avrebbe dovuto dire allora, cioè che ci vorrebbe una legge di impianto riformista per evitare il referendum. Una legge che la maggioranza non ci darà certo ora, visto che stavolta i sindacati non c'entrano. Una legge che divide i Ds, visto che Cesare Salvi e molti del correntone non nascondono di essere per il sì al referendum, insieme ai Verdi. Una legge che la Margherita di Rutelli considera ormai impossibile. Ecco il prezzo di aver lasciato l'iniziativa solo al niet di Cofferati e alla sua impostazione bsata sui diritti".
    E conclude:"Il virus antipolitico e antipartito ha cent'anni, nella sinistra italiana, è il nemico numero uno da sempre del riformismo, tante volte sconfitto dal calore identitario del 'si vince solo non trattando col nemico'. E Berlusconi, commosso, ringrazia.
    'Morte, dov'è la tua vittoria?', viene in mente il Requiem tedesco di Brahms".

    E Fassino come dovrebbe uscirne?
    "Cofferati vuole vincere solo a sinistra, non sarà mai il leader vincente del centrosinistra. O i ds reagiscono, o è la sconfitta come partito e coalizione".

    Ieri Buglio, deputato operaio
    Oggi Debenedetti, senatore riformista


    saluti

  9. #19
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    Anche Malabarba e' un deputato REALMENTE operaio.

    Le tue dicerie alla Scalfari, da cui il pezzo sembra scritto, non cercano mai di capire il nodo della questione: quali sono i diritti dei lavoratori in questa societa' che li sfrutta?

  10. #20
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    Originally posted by yurj
    Anche Malabarba e' un deputato REALMENTE operaio.

    Le tue dicerie alla Scalfari, da cui il pezzo sembra scritto, non cercano mai di capire il nodo della questione: quali sono i diritti dei lavoratori in questa societa' che li sfrutta?
    -------------------------------------------
    Tutti i diritti che vuoi, compatibili con i diritti di chi mette "testa e quattrini" per creare lavoro.
    Altrimenti "tutto allo Stato", evviva il comunismo.
    Ma che diritti avevano "lassù", i lavoratori?

 

 
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