Don Cervio al contrattacco
di Giulio Ferrari

Nel suo giro di provocazioni, Adel Smith aveva toccato anche la tranquilla cittadina di Albonese, in provincia di Pavia: un’esperienza che, assicura il parroco, non si ripeterà pù. «Ricordo come si è comportato il presidente dell’Unione mussulmani d’Italia - spiega don Francesco Cervio - quando ha fatto la sua comparsa a un incontro pubblico organizzato da Simone Ciaramella, dei Giovani Padani. E’ stata una cosa vergognosa: insulti a tutti e offese alla religione». Per questo don Cervio ha deciso di proclamare “Desmithizzata” la parrocchia di Albonese. «E invito gli altri parroci a fare altrettanto - afferma il sacerdote -, a chiudere la porta in faccia a questo provocatore che offende quanto di più sacro appartiene al nostro popolo». Una decisione presa dopo il dibattito a Telelombardia di giovedì, che ha visto di fronte proprio don Cervio e Smith. «Lo Smith - dice il parroco - è un fondamentalista intollerante, pieno di livore contro il cristianesimo». Peccato che proprio nel corso della trasmissione, mentre il maomettano insultava il Crocefisso, sia intervenuto telefonicamente un prete di Lodi, don Fogliazza, proclamandosi favorevole alla edificazione delle moschee. «Quel prete lì - spiega don Cervio - è l’esempio di quella tendenza cattocomunista che ha i suoi capofila nel cardinal Martini e in Famiglia Cristiana. Che senso ha questo dialogo autolesionista con gli islamici? Perchè dare l’impressione ai fedeli che tutte le fedi siano buone, si equivalgano? Noi crediamo nella Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, mentre mussulmani ed ebrei non ci sentono da questo orecchio. E poi non si può dialogare con chi bestemmia». Oltre alle offese alla vera fede, bisogna mettere in conto i pericoli per la nostra civiltà. «Il matrimonio cristianesimo-islam non si ha da fare: è solo possibile - afferma don Cervio con la sapienza della tradizione cattolica - una convivenza vigile e decisa a non scendere a compromessi».