







Ultima modifica di Defender; 22-09-09 alle 17:26
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
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Scusa, ma mi sembra illogico: le masse erano ancora pagane sotto Costantino, figuriamoci prima.
Tutto quello che vuoi, ma era uno spirito di imitazione che evidenziava la necessità da parte pagana di contrastare una struttura che mai alcuna religione pagana aveva avuto.In realtà quegli elementi sono più pragmatici che altro.
Ma Costantino però non mise mai fuorilegge il paganesimo. Non era come Teodosio che addirittura perseguitò le residue forme di paganesimo.Giuliano diventa imperatore solo nel 361(non ricordo quando abbia rinnegato ufficialmente il cristianesimo, forse lo stesso anno.)
Costantino era stato eletto imperatore più di 50 anni prima.
Anzi, Costantino fino alla morte rimase sommo pontefice del Sole Invitto, pur battezzandosi prima della morte.
Me ne rendo conto ma a mio avviso anche la rinascenza pagana a Roma fu in realtà connotata da un certo 'orientalismo'. Lo stesso Sol Invictus o il culto di Mithra sono culti orientali, certamente più in 'ordine' rispetto ad altri, ma alla fine non dimentichiamo che in origine al culto del Deus Sol Invictus era molto fedele Eliogabalo.Rinascenza pagana in senso lato, la Tradizione romana rimase sempre immutata; comunque sarebbe un discorso lungo da fare.
Beh c'era la soteriologia misterica in effetti che era molto 'élitaria'. Anche se, comunque, un'idea di al di là c'era già.Questo non lo metto in discussione; ma tra i gentili la salvezza era veramente per pochi.
Simmaco ok, ma Pretestato era anche filosofo.Simmaco o Pretestato non erano filosofi; erano figure di altissima elevazione morale e spirituale ma seguivano la Tradizione romana(più Simmaco che Pretestato a dire il vero).
Certo, ma erano segno di un paganesimo in affanno.Ma quelli erano questione puramente pragmatiche, non dottrinali.


Più che altro credo dipendesse dalle zona.
Comunque, almeno per quanto riguarda la parte occidentale dell'impero il cristianesimo si diffuse prima tra le masse.
Perchè nei secoli precedenti non ce ne era stato bisogno.Tutto quello che vuoi, ma era uno spirito di imitazione che evidenziava la necessità da parte pagana di contrastare una struttura che mai alcuna religione pagana aveva avuto.
Ma questo significa poco, era mezzo secolo che l'impero non aveva un imperatore pagano.
Ma Costantino però non mise mai fuorilegge il paganesimo. Non era come Teodosio che addirittura perseguitò le residue forme di paganesimo.
Anzi, Costantino fino alla morte rimase sommo pontefice del Sole Invitto, pur battezzandosi prima della morte.
Tant'è che Giuliano tenne nascosto il suo credo religioso fino a quando non venne eletto.
Attenzione il culto del Sole Invitto di Aureliano ha pochissimo a che fare con quello di Elagabalo.Me ne rendo conto ma a mio avviso anche la rinascenza pagana a Roma fu in realtà connotata da un certo 'orientalismo'. Lo stesso Sol Invictus o il culto di Mithra sono culti orientali, certamente più in 'ordine' rispetto ad altri, ma alla fine non dimentichiamo che in origine al culto del Deus Sol Invictus era molto fedele Eliogabalo.
Si occupò di filosofia certamente, ma non fu mai veramente un filosofo.Pretestato era anche filosofo.
Più di affanno che non seppe adeguarsi rapidamenti ai tempi che cambiavano.
Certo, ma erano segno di un paganesimo in affanno.



