Originally posted by Lupo Solitario
Il Giornale non ha smentito così come gli altri giornali. Non sono un esegeta di Platone ma mi chiedo: se la interpretazione di quei passi solleva perplessità di interpretazione, che senso poteva attribuirgli la modesta impiegata della Cancelleria che, con un senso dell’opportunità che sfiora il ridicolo si é sentita in dovere di affiancarvi la foto di Previti e Pacifico. La giustificazione? “Ci sono anch’io in quelle foto. Lontano, sullo sfondo”. Questa risibile giustificazione può accontentare i sinistri, che sono di palato grosso, ma qualcuno (ed io tra questi) non concede alcun credito a questi personaggini. E ti spiego il perché. Questa é la Procura dove i colleghi di Perugia hanno richiesto la documentazione del processo Iri Sme per verificare la correttezza delle prove. La poco avvenente Boccassini fa orecchie da mercante e non consegna nulla. La procura di Perugia, con un atto di gravità inaudita manda i Carabinieri a Milano e preleva (sequestra senza fare sofismi dialettici) la documentazione. Purtroppo “nella concitazione del momento” un maresciallo che lavora con la Boccassini da dieci anni, lascia cadere per terra il cd rom con l’intercettazione al Bar Mandara “che va in mille pezzi”. Evidentemente avvisano il poveraccio che, anche se privo della consueta custodia del valore di 10 cent, non va in mille pezzi neppure se lo getti dall’Empire State Building. E allora, da buon cariba cambia “inversione dei fatti” come direbbe il mio amico Andrea Mingardi. “Mentre stava cadendo - dice il tapino - ho chiuso le gambe per trattenerlo ed é finito a pezzi”. Bum! Neanche fosse King Kong! A chiunque non faccia il pizzaiolo o il pensionato é capitato di dover distruggere un cd rom, per motivi non sempre nobili. Provaci e sappimi dire. Un consiglio: mettiti dei buoni occhiali ed usa attrezzi robusti: non sarà facile.
In conclusione, questi ilari impiegati della Cancelleria di Milano non hanno ancora capito che il loro agghiacciante senso dell’humor da Circolo Arci se lo devono infilare in quel posto sino a farsi uscire palloncini di muco dal naso, prima che ci pensino mastini come Taormina. Cariba che rompono cd rom con le gambe, intercettazioni inesistenti e taroccate non vanno più.
Ho altro, da dire, caro Costa. Ma non mancherà occasione. Con i mattacchioni della procura milanese il divertimento é sempre assicurato. Dove lo trovi un altro posto dove il magistrato di punta, ora politico spuntato, era un tizio che affermava “E’ vero! L’ho sentito coi miei occhi!”. Io sono contrario a quel cattivaccio di Taormina che vuole scippare il processo a Milano. Secondo me sono giocosi, simpatici e molto divertenti. Purché non li si prenda sul serio, si capisce.
So long.


Tra la congiura dei magistrati per il tramite dell'impiegata che in Grecia era stata fotografata con Previti e la malafede dei giornalisti di Berlusconi in vista della sentenza, io e Occam propendiamo per la malafede.
Posso anche sbagliare ma come dice il tuo amico: nessuno siam perfetti, ciascuno abbiamo i suoi difetti...