Pagina 4 di 8 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 73
  1. #31
    Padania libera dai padioti
    Data Registrazione
    14 Jun 2002
    Messaggi
    2,329
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Sbagli...

    Originally posted by Tsabar

    ______________________________________________

    ...perchè proprio da estimatore della cultura ebraica,per primo dovresti sapere come non esista una voce univoca dell'ebraismo mondiale:tanto più che Wiesel vive e lavora negli USA,quindi non capisco come gli si possa attribuire un inesistente ruolo di "portavoce nazionale" ed ufficiale israeliano.

    Quanto all'alleanza con il governo di Ankara,io mi domando:la Lega Araba ha scatenato varie guerre di aggressione contro Israele,quindi foraggiato il sanguinario terrorismo palestinese per distruggerlo alla lunga distanza,senza impelagarsi in un rovinoso scontro militare diretto,che dovrebbe fare Israele,se non allearsi con l'unico regime anti-fondamentalista dell'area?

    Quanto a negazionismi poi,gli Arabi sono maestri,visto che promuovono e foraggiano convegni,studi e pubblicazioni di storici,come David Irving,che a tutt'oggi negano che l'immane carneficina della Shoà sia mai avvenuta...

    Shalòm


    Tsabar - L'Entità un tempo nota come "Jeronimus"
    Un pò deboli come argomenti.
    Si la Turchia è un paese antifondamentalista che massacra i Kurdi e "dimentica" il genicidio degli armeni.

    Io non nego nulla men che meno la Shoà e nenche mi interessa il numero dei morti.

    Lo stesso dovrebbero fare gli ebrei e i loro governi oltre che esponenti di spicco dell'ebraismo.

  2. #32
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by yurj


    Chomsky ha dato cifre precise. Le tue sulla cambogia sono frutto della fantasia.

    Se vuoi, ti sfido a portarmi le cifre reali.

    Quelle che ho io sono:

    700.000 morti per i bombardamenti americani contro i civili cambogiani, per appoggiare il regime

    8 - 900.000 uccisi dal regime di Pol Pot

    Queste sono le cifre che da Chomsky.

    Chomsky inoltre mostra come la Cina e Kissinger abbiano RIARMATO Pol Pot dopo che i vietnamiti del nord l'avevano cacciato, LIBERANDO IL POPOLO CAMBOGIANO DALLA DITTATURA.

    Ma gli USA preferivano Pol Pot e con la Cina l'hanno riarmato e fatto combattere contro il Vietnam.

    Questo dice Chomsky.

    ::::::::::::::::::::::: ELEIMINATI GLI INSULTI :::::::::::::::.

  3. #33
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    da www.israele.net

    " ANALISI E COMMENTI

    Powell: "I palestinesi ostacolano il processo di pace"

    14 marzo 2003

    Gli attentati palestinesi contro Israele e la mancanza di proposte di pace da parte palestinese sono state indicate dal segretario di stato Colin Powell come due delle principali ragioni per cui gli Stati Uniti non possono fare passi avanti verso una composizione del conflitto mediorientale. Parlando alla Camera, Powell ha espresso comprensione per il rifiuto di Israele di negoziare mentre continuano attacchi e attentati. "Cio' nondimeno siamo profondamente impegnati" ha aggiunto Powell, rispondendo alle domande di due parlamentari Democratici
    Powell ha ammesso che gli Stati Uniti raccoglierebbe maggiore sostegno per la loro politica verso l'Iraq "se fossimo in grado di ottenere maggiori progressi in Medio Oriente". Ma non ha criticato per questo il primo ministro israeliano Ariel Sharon, il quale esclude concessioni ai palestinesi finche' Israele subisce attacchi terroristici. "Il problema principale - ha detto Powell - e' dato dai continui atti di violenza e terrorismo che provengono dalla parte palestinese diretti contro lo stato d'Israele". Di conseguenza, ha poi specificato, Israele non ha potuto "fare alcune delle cose che avrei voluto che facesse per far avanzare il processo".
    In ogni caso, secondo Powell, l'amministrazione Bush sta cercando "il momento giusto" per lavorare insieme a Nazioni Unite, Unione Europea e Russia, sulla "mappa stradale" che porti all'indipendenza palestinese intorno al 2005.
    La nomina di Mahmoud Abbas (Abu Mazen) a primo ministro palestinese "imprime una nuova dinamica" alla situazione. "Abbiamo detto chiaramente alla parte palestinese che hanno bisogno di far emergere una nuova dirigenza perche' la vecchia dirigenza non ha saputo tenere sotto controllo la violenza e non e' in grado di proporre alcuna idea o iniziativa che ci aiuti a riaprire il dialogo con Israele", ha spiegato Powell. Per questo, ha aggiunto, "speriamo che il primo ministro designato dal parlamento palestinese sia dotato di reali poteri e ci permetta di fare passi avanti". In questo senso l'amministrazione americana non considera un segnale positivo il fatto che il controllo delle forze di sicurezza palestinesi e dei negoziati resti nelle mani di Yasser Arafat.
    A proposito di un altro scenario mediorientale, Powell ha detto che il recente ritiro di alcune forze siriane dal Libano non pare particolarmente significativo. "Non posso essere ottimista" ha detto il segretario di stato, ricordando che negli ultimi anni si sono gia' avuti aumenti e diminuzioni delle truppe siriane in Libano. "Non posso certo affermare che l'ultimo ridispiegamento costituisca l'inizio di un processo che porti a zero la presenza militare siriana in quel paese, lasciando finalmente che il Libano sia governato dai libanesi senza la presenza di un esercito d'occupazione straniero".
    (Jerusalem Post, 14.3.03)
    "

    Shalom!!!

  4. #34
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Powell chi? Quello ridicolo che sembrava un clown, mentre girava per il medioriente a dire che voleva fare la pace, e per sotto continuava a fregarsene, a essere snobbato da Israele?

    PFB, sono passati due mesi senza attentati, eppure Israele continua con la sua politica.

    In quanto alla Cambogia, vedo che non hai nulla da dire, sei a corto di argomenti?

    riporto:

    ---

    Un regime cliente

    Gli Stati Uniti hanno anche approvato una risoluzione delle Nazioni Unite che invita a prevedere "l'idea" di uno Stato palestinese. Questa prova di disponibilità, che è stata molto elogiata, non arriva a livello del Sudafrica di quarant'anni fa, quando il regime dell'apartheid mise in atto la sua "idea" di Stati gestiti dai neri che erano realizzabili e legittimi almeno quanto la dipendenza neocoloniale che gli Stati Uniti e Israele hanno in mente per i Territori occupati.
    Nel frattempo gli Stati Uniti continuano a "fomentare il terrore", per usare le parole del presidente, fornendo a Israele mezzi di distruzione, come dimostra la recente spedizione dei più moderni elicotteri dell'arsenale statunitense. Questa è la normale reazione alle atrocità di un regime cliente.
    Per citare un solo distruttivo esempio, nei primi giorni dell'attuale intifada Israele ha usato gli elicotteri statunitensi per attaccare obiettivi civili, uccidendo dieci palestinesi e ferendone trentacinque, e non si può proprio dire che si trattasse di "autodifesa".
    Clinton, scrive Ha'aretz, ha risposto con un accordo per "il più importante acquisto di elicotteri militari da parte dell'aeronautica israeliana degli ultimi dieci anni", e di pezzi di ricambio per gli elicotteri da attacco Apache. E la stampa ha dato una mano rifiutando di diffondere la notizia. Qualche settimana dopo, Israele ha cominciato a usare gli elicotteri americani anche per assassinare. Uno dei primi atti dell'amministrazione Bush è stato quello di inviare in Israele gli elicotteri Apache Longbow, i più distruttivi che aveva a disposizione. Di questo si è parlato marginalmente, nelle notizie economiche.

    Washington ha dimostrato ancora una volta il proprio impegno a "fomentare il terrore" lo scorso dicembre, quando ha opposto il suo veto alla risoluzione delle Nazioni Unite che invocava l'applicazione del Piano Mitchell e l'invio di osservatori internazionali a verificare la riduzione degli atti di violenza, il sistema più efficace a detta di tutti, rifiutato da Israele e regolarmente bloccato da Washington. Il veto è stato posto durante un periodo di 21 giorni di calma - il che significa che un solo soldato di Israele era stato ucciso, rispetto a 21 palestinesi compresi 11 bambini, e c'erano state 16 incursioni israeliane nelle zone controllate dai palestinesi.
    Dieci giorni prima del veto, gli Stati Uniti avevano boicottato - e quindi vanificato - la conferenza internazionale di Ginevra che ancora una volta è giunta alla conclusione che la Quarta Convenzione di Ginevra è applicabile ai Territori occupati, così che praticamente tutto quello che gli Stati Uniti e Israele fanno lì è una "grave violazione", in parole povere un "crimine di guerra".

    La conferenza ha dichiarato che gli insediamenti israeliani finanziati dagli Stati Uniti sono illegali, e ha condannato la pratica "illegale e arbitraria" di "uccidere deliberatamente, torturare, deportare illegalmente, privare del diritto a un processo giusto e regolare, danneggiare e appropriarsi dei beni". Gli Stati Uniti sono obbligati da un solenne accordo a perseguire le persone responsabili di questi crimini, compresi i loro stessi leader politici. Ma come al solito, tutto questo passa sotto silenzio.

    Gli Stati Uniti non hanno ufficialmente ritirato il loro riconoscimento dell'applicabilità delle Convenzioni di Ginevra ai Territori occupati, o la loro censura nei confronti delle violazioni di Israele in quanto "potenza occupante" (affermata per esempio da George Bush senior quando era ambasciatore presso le Nazioni Unite).

    Un vuoto nella memoria

    Nell'ottobre del 2000, il Consiglio di Sicurezza riaffermava la propria posizione, "invitando Israele, la potenza occupante, a rispettare scrupolosamente gli obblighi legali previsti dalla Quarta Convenzione di Ginevra".

    La votazione finì 14 a 0. Clinton si astenne, presumibilmente perché non voleva opporre il suo veto a uno dei principi basilari del diritto internazionale umanitario, soprattutto alla luce delle circostanze in cui era stato concepito: per condannare formalmente le atrocità commesse dai nazisti. Anche tutto questo è stato messo rapidamente nel dimenticatoio, un altro contributo al "potenziamento del terrore".

    Fino a quando non sarà possibile discutere di questi temi, e non saranno state comprese le loro implicazioni, non ha nessun senso parlare di "impegno degli Stati Uniti per il processo di pace", e le prospettive di un'azione costruttiva rimarranno scarse."

    ---

  5. #35
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Due mesi senza attentati? Cribbio! Ma allora vivi su Marte....e i giornali ti arrivano in ritardo di settimane...

    Shalom!

  6. #36
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Tra gli ultimi due attentati, sono passati DUE mesi, Sharon, il falso, aveva parlato di una settimana.

    Credi che siamo degli sciocchi? Voi avete le armi, noi il voto.

  7. #37
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by yurj


    Credi che siamo degli sciocchi? .
    Non essere così moderato nell'eprimerti.

  8. #38
    SENATORE di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Alessandria
    Messaggi
    23,784
     Likes dati
    2
     Like avuti
    10
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    dalla rete

    " ANTISEMITISMO
    di Antonella Ferraris
    Tipi di antisemitismo

    Alla fine del 1894, l’ufficiale francese Alfred Dreyfus, ebreo, fu accusato di spionaggio a favore della Germania, sbrigativamente processato davanti a una corte marziale militare e, nonostante gli indizi a suo carico non sembrassero conclusivi, condannato alla degradazione e alla prigionia perpetua sull’Isola del Diavolo. Due anni più tardi, mentre il fratello di Dreyfus indagava per suo conto, il nuovo capo del Servizio Informazioni, colonnello Picquart, riaprì il caso essendosi convinto dell’innocenza di Dreyfus e accusò un altro ufficiale, il colonnello Esterhazy, di nobile famiglia, ma giocatore e bon vivant. Picquart dopo poco fu promosso e trasferito e Dreyfus restò in prigione. E’ a questo punto che secondo lo storico Léon Poliakov inizia il vero Affare Dreyfus, con la pubblicazione , su L’Aurore, il giornale dell’uomo politico radicale Georges Clemenceau, di una lettera aperta dello scrittore Emile Zola intitolata “J’accuse”. Alla fine del 1897 la Francia offrì al mondo l’immagine di un paese sull’orlo della guerra civile, dove i sostenitori di Dreyfus, pochissimi dalla prima ora, e la maggioranza dell’opinione pubblica antidreifusarda si combattevano sui giornali e spesso anche nelle strade. Dreyfus fu riconosciuto innocente nel 1907 e graziato e a molti questo parve un compromesso politico. Le reiterate condanne subite da Dreyfus anche quando i colpevoli e i mandanti dell’azione di spionaggio erano stati chiaramente individuati e la successiva concezione della grazia servirono ad evitare un colpo di stato da parte della francese militarista e nazionalista.
    Il caso Dreyfus, con cui inizia questa scheda, è un evento importante storicamente, per molti periodizzante nei confronti dell’emersione di un fenomeno esistente da secoli, ma che alla fine dell’Ottocento veniva ad assumere connotati nuovi: l’antisemitismo . L’antisemitismo si differenzia dalla tradizionale ostilità nei confronti degli ebrei legata alla tradizione cristiana ( antigiudaismo) e nata nella tarda antichità nel momento in cui il cristianesimo si distacca dalla cultura ebraica che lo ha generato. Tale atteggiamento, che si concretizza immediatamente nella presentazione degli ebrei come il popolo deicida viene mantenuto e perpetuato sia nel mondo cattolico, sia in quello protestante, sia , almeno parzialmente, in quello ortodosso. Questo atteggiamento si accompagna, in età moderna, anche una polemica antiebraica di matrice economica, legata alle attività commerciali e bancarie svolte tradizionalmente dagli ebrei, proprio a causa della proibizione ecclesiastica di possedere la terra.
    A partire dagli anni ‘70 dell’ottocento, anche se persiste l’antigiudaismo di matrice prevalentemente cattolica – si pensi al caso Mortara, il bambino rapito ai propri genitori, battezzato e mai restituito – nasce in Germania e in Francia un atteggiamento laico di rifiuto degli ebrei che si nutre di elementi culturali e sociali contemporanei.
    La parola antisemitismo (antisemitismus ) in tedesco viene coniata da Wilhelm Marr, un ex socialista convertito ai valori germanici, nel libro Semite Jude, esempio eminente di una campagna di diffamazione contro gli ebrei molto virulenta negli anni ’70 e ’80 e collegata ad una situazione economica e sociale difficile ( la nazionalizzazione delle ferrovie). Il bacino di raccolta di questa campagna, che utilizza il lessico antigiudaico già proprio del mondo cristiano , è quello dei contadini e piccoli proletari, che votano per lo più il partito Cristiano Sociale e al tempo stesso sono vicini all’Antisemiten Liga. Questo antisemitismo laico è supportato dalla nascita del cosiddetto mito ariano, derivato a sua volta dagli studi di orientalistica del primo ottocento, che hanno diffuso in occidente la cultura indiana più antica dei Veda , delle Upanisad e del Mahabarata. Per la prima volta l’origine della civiltà e dei valori occidentali vengono distaccati dalla cultura giudaico –cristiana, per risalire ad una mitologia più antica, guerriera ed indoeuropea, di cui i Germani vengono considerati gli unici veri eredi ariani. La nuova cittadinanza tedesca viene associata al recupero dei miti e delle leggende tedesche, il cui più noto divulgatore è il musicista Richard Wagner , autore del lungo ciclo di opere liriche tratto dal Nibelungenlied ( L’oro del Reno, la Walkiria, Sigfrido, Il crepuscolo degli dei ). Il suo genio innovativo e drammaturgico ha diffuso i valori del pangermanesimo. Wagner è uno dei più noti rappresentanti dell’antisemitismo tedesco, pur essendo lui stesso stato aiutato, nel corso dei suoi travagliati esordi , da musicisti ebrei come Meyerbeer o Mendelhsson - Bartholdy. Nello scritto “Il giudaismo nella musica” sostiene che gli ebrei non hanno alcun contatto con il popolo, che dominano una società ormai degenerata, cercando di assimilarsi al punto da dissolversi in essa. In tal modo l’ebreo perde anche la sua specificità culturale, come un ramo secco. “ Il giudaismo non è altro che la cattiva coscienza della civiltà moderna”
    Una seconda culla per il movimento antisemita sta nelle numerose teorie razzistiche nate a vario titolo dall’ambito degli studi biologici darwiniani. Nel 1858 Ernest Renan pubblica “Storia generale e sistema comparato delle lingue semitiche.” Lo storico francese contrappone la civiltà ariana a quella semitica insistendo sul tema della razza. La razza ariana è dotata di ampiezza di vedute e profondità di pensiero, che sono l’eredità culturale lasciata dal politeismo antico, mentre la razza semitica è dogmatica e priva di spirito e rigore scientifico. Gesù costituisce un progresso rispetto al formalismo della religione ebraica.
    Renan non formula ancora una concezione delle razze umane come determinate biologicamente. Alcuni anni più tardi De Gobineau pubblica il “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane”. In esso la differenza fra le razze umane è determinata da criteri biologici, quale la forma e la grandezza del cranio, che sono causa di un diverso grado di sviluppo delle varie civiltà. Sinché le razze sono rimaste pure, la civiltà umana ha prosperato, mentre la mescolanza delle razze, in particolare ad opera dei semiti, ha provocato una generale decadenza. La razza rimasta più pura è quella ariana, prevalente in Germania e nella aristocrazia francese che discende dagli antichi Germani (la borghesia invece deriva dagli schiavi Gallo romani..) Anche De Gobineau si riallaccia ai miti orientali che vedono l’origine della civiltà sull’Himalaya, anziché nella cultura biblica. Nel 1892 Theodor Fritsch, animatore di gruppi e persino società segrete antisemite, nel “ Catechismo dell’Antisemitismo”, dimostrò l’arianità di Gesù. Quest’opera costituisce una sorta di ponte tra l’antisemitismo in cui perdurano ancora gli stereotipi tradizionali dell’antigiudaismo e il razzismo sviluppato in coerentemente in senso biologico. Il maggiore rappresentante di questa corrente è H.St.Chamberlain, un inglese che vive in Germania , dove diviene genero di Wagner e suo collaboratore a Bayreuth , il teatro costruito dal suo mecenate, il re di Baviera, per la rappresentazione delle opere wagneriane. Chamberlain è influenzato dal darwinismo sociale, che applica i principi dell’evoluzione e della selezione naturale alle società umane. Ai due estremi ci sono da una parte le razze più giovani come quella teutonica o nordica, più forte ed elevata moralmente, dall’altro la razza semitica, la più antica, ma anche la più degenerata moralmente. Secondo Chamberlain i contenuti della Bibbia sono stati generati da altre culture, in particolare quella egizia, e poi assimilati dagli ebrei. Il Cristo è ariano. L’opera di Chamberlain ha un grande successo e a sua volta ispira un altro libro famoso e controverso, pubblicato nel pieno della I Guerra Mondiale, “Il declino dell’Occidente” di Oswald Spengler. Cercando di nascondere la derivazione da Chamberlain, rifiuta i “ridicoli cliché di Semita e di Ariano” e li sostituisce con una dicotomia tra “stati faustiani”, tra i quali, ben inteso, c’è la Germania, e le nazioni magiche, che annoverano gli arabi e gli ebrei. C’è una totale incomprensione tra le nazioni faustiane e quelle magiche, perché queste ultime non si identificano mai completamente con il popolo ospite sino a farne il proprio destino. Il sentimento di questa incomprensione genera l’odio, che si nutre di simboli come la razza, la professione, il sangue. Per quanto nel testo abbondino espressioni poi largamente utilizzate anche dalla successiva propaganda nazista, non c’è traccia in Spengler del consueto attacco alla finanza ebraica dominatrice del mondo, come se l’autore avesse voluto distinguersi da coloro che fomentavano volgarmente l’opinione pubblica.
    Resta da esaminare un ultimo tipo di antisemitismo, che Poliakov definisce “la rivincita degli atei”. Si tratta di quello anticapitalista. Già il socialista francese Pierre Proudhon considerava l’ebreo com il principe del male, Satana, Arimane, insomma il male incarnato, un essere fraudolento e parassita che non è né lavoratore, né industriale e né veramente commerciante; la sua nefasta influenza nella società è un segno della decadenza dei tempi, che Proudhon associa alla diminuzione del numero dei coscritti, all’imbastardimento delle razze cavalline (!) e all’emancipazione femminile, cui era risolutamente contrario.. Si tratta probabilmente di ossessioni personali, che culturalmente non derivano tanto dal socialismo riformista, quanto, almeno come linguaggio dai tradizionalisti romantici francesi come Bonald. L’ostilità contro gli ebrei è infatti assente tra i socialisti francesi degli anni ’40 dell’Ottocento; anzi i vari Blanqui, Blanc e Fourier spesso prendono le difese degli ebrei. Si potrebbe dire che l’antisemitismo come la religione sia quasi un fatto privato. Tuttavia, una delle opere giovanili di Marx, Die Judenfrage ( La questione ebraica), ha caratteristiche molto diverse. Marx ignora e rinnega le proprie origini ebraiche polemizzando in generale contro la religione. Religione e stato sono due entità inscindibili all’origine di due profonde forme di alienazione. Il vero Dio d’Israele è il denaro e gli ebrei sono legati da interessi puramente materiali che nascondono attraverso la diversità religiosa. E’ inutile parlare di emancipazione degli ebrei, come si chiedeva anche in Germania nel 1840, l’emancipazione dell’ebreo è l’emancipazione dell’ebraismo – e Marx ignora le masse ebraiche proletarie oppresse e sfruttate nella vicina Polonia.
    Con questi precedenti e identificando l’ebreo con il capitalismo finanziario il socialismo della prima e della seconda Internazionale è piuttosto ambiguo nel suo atteggiamento verso gli ebrei. Anche durante l’affaire Dreyfus i socialisti francesi , per bocca del loro organo di stampa “ La petite Republique” di Jaurès mantengono un atteggiamento prudente e incerto proprio per questa vocazione “classista”. Solo dal 1897 esponenti importanti come lo stesso Jaurès e Millerand prendono apertamente posizione a favore di Dreyfus, quando ancora l’opinione pubblica socialista era molto più indecisa sul partito da prendere.



    Crisi di fine secolo e formazione dell’opinione pubblica

    Negli ultimi anni dell’Ottocento le certezze legate al progresso economico e tecnologico si affievoliscono considerevolmente. Gli anni a cavallo del secolo nuovo ci presentano una crisi sia economica , sia politica. I rapporti tra Francia e Germania, già guastati dalla guerra del 1870, peggiorano ulteriormente dopo l’affaire Dreyfus. La Germania, tenendo una politica di basso profilo, ha buon gioco nel demonizzare l’avversario qualificando di barbaro il comportamento dell’opinione pubblica francese. Ma le masse che gridano in Francia “morte agli ebrei” non sono diverse dalle masse tedesche, che hanno votato massicciamente per il Bismark prima, che apparentemente non sono contrarie all’assimilazione degli ebrei, ma plaudono privatamente alle misure restrittive di ogni genere – dall’obbligo di residenza alla durata del servizio militare - approvate in Russia sin dal 1880 o come, l’imperatore Guglielmo II, sono entusiasti dei pogrom antiebraici di Kishinev (1903). Le stesse masse qualche anno più tardi sosterranno la guerra, il presidente Hindemburg e voteranno Hitler.
    I “valori nazionali” e patriottici insegnati nelle scuole, o fatti propri dalla stampa costituiscono un fattore di coesione all’interno dei singoli popoli, coesione che implica l’esclusione di tutti i diversi . Quello che sconcerta Clemenceau e altri attenti commentatori è la trasformazione del popolo sovrano in una plebe molto attirata dal mito dell’uomo forte, in Germania, come in Francia . questo perché quasi ovunque al progresso economico non ha fatto eco un progresso dei diritti e della consapevolezza politica, anche in quei paesi di più antica democratizzazione. Inoltre permangono, in paesi come la Russia o l’Italia, sacche di privilegi e di arretratezza politica ed economica. Anche la presenza di vasti imperi coloniali, quello francese e quello inglese in particolare, non serve da freno alle tensioni sociali emergenti, anzi diventa un ulteriore fattore di competizione.
    In questo panorama l’esercito diventa quasi ovunque il baluardo contro la mutevolezza dei rapporti sociali e la tempo stesso e proprio per questo un premio molto ambito per gli ebrei come simbolo della loro emancipazione e integrazione ( il “sangue versato”). L’esercito è l’ultimo bastione dell’aristocrazia, è legato alla tradizione ( antirepubblicana in Francia, antiparlamentare in Germania e in Italia, imperiale in Austria- Ungheria), generalmente clericale, ancora molto influente per chi vuole fare carriera. L’esercito, sino alla Seconda Guerra Mondiale, mantiene uno spirito di corpo fortissimo al suo interno e una quasi totale seclusione dalla vita civile, cui non è sottoposto. Non viene per ciò stesso democratizzato. Ciò fa nascere diffidenze reciproche, che sono molto evidenti nell’ affaire Dreyfus , che è anche un caso aperto tra giurisdizione civile e militare, risolto alla fine dal compromesso cui si è accennato.
    Sebbene non sempre in aperto conflitto con il mondo civile, esercito e burocrazia dello stato si mantengono separati e si controllano. L’esercito spesso si presenta come elemento di ordine ed efficienza in senso antiparlamentare, specie dove questo tipo di regime mostra segni di debolezza: in Italia alla vigilia della prima Guerra Mondiale, in Germania nel primo dopoguerra, durante la Repubblica di Weimar. Non a caso le costituzioni più recenti in Europa mettono l’esercito sotto il controllo democratico, come accade nella Costituzione italiana, che però al suo apparire lasciava sopravvivere la pena di morte, altrimenti abolita, nell’ambito dei tribunali militari.
    Tutti questi elementi , sovente contraddittori, costituiscono lo sfondo entro cui viene individuato negli ebrei un ideale capro espiatorio. L’opinione pubblica, in Francia ma non solo, risponde, istigata dalla stampa, che è il mezzo ideale per diffondere idee, polemiche, anche menzogne. Il processo Dreyfus è un affare perfetto, per la stampa, tanto che proprio su di essa inizia. Ci sono arringhe, lettere aperte, polemiche assimilate avidamente dai lettori, che si identificano con uno dei due schieramenti e anche con un giornale piuttosto che un altro: “L’Aurore” di Clemenceau , o “La Libre parole” di Edouard Drumont, già autore de “La France Juive” ( “La Francia Ebraica”), antidreyfusardo, in nome della tradizione, di quella Francia della religione , delle crociate, di Luigi XIV, libera dall’influenza dei laici, degli ebrei, dei repubblicani. La Chiesa, quasi ovunque, ma in Francia più che altrove, perde posizioni di potere e di influenza nella società, ma questo non elimina le tensioni sociali, anzi le esaspera. L’antisemitismo, ovunque, diventa un fattore interclassista.
    Le masse sono in primo piano. Sono il frutto della sovranità popolare, del suffragio universale ( maschile), ma il loro comportamento dimostra che sono facilmente influenzabili e che il loro comportamento collettivo è sovente irrazionale anche nelle scelte elettorali. Il popolo – scrive Clemenceau – “ è cacciato dal suo trono di giustizia e privato della sua maestà”. Vediamo le masse sobillate dalla chiesa o dalla propaganda razzista aggredire uomini politici e cittadini ebrei, assalire attività ebraiche, in una anticipazione dei pogrom russi e poi nazisti.
    Si tratta di un periodo di crisi e non si può non notare come, dalla fine dell’Ottocento in poi, si sia avuto un ritorno dell’antisemitismo in forme più o meno esplicito nei momenti di maggiore crisi economica, politica e culturale.
    A questi elementi si deve aggiungere un elemento di crisi di tipo filosofico: la crisi ( per alcuni definitiva) del sistema di valori creato dall’illuminismo. Nell’ottocento l’uomo è ancora convinto di vivere nella luce della ragione e non nelle tenebre.
    Però.. A fine secolo, accanto alle esposizioni universali che dipingono a tinte rosee il futuro dell’uomo, si diffonde una cultura che è stata definita “del sospetto” da Gianni Vattimo, che coglie nella filosofia di Nietzsche il punto di rottura con una tradizione che ha fatto dell’uomo e delle sue possibilità una religione. Ma se l’uomo non ha più bisogno di dio, se Dio è morto – la nuova aurora di cui parla Nietzsche- che cosa è l’uomo? E’ su questa definizione che si gioca la partita, e il tragico travisamento di cui la filosofia di Nietzsche è stata vittima ne è la dimostrazione. Chi non rientra entro una precisa definizione di “umano” è una cosa, un non- essere, un non-esistente ( gli ebrei nei campi, per i nazisti, non erano uomini, ma Figuren, fantocci). Lo stesso progresso diventa un mito distruttore, fine a se stesso, che serve a giustificare razze, religioni, arte, eugenetica, con l’effetto di distruggere ogni memoria, ogni senso, ogni valore, ogni morale.
    E dopo il 1945 il progresso, dopo aver condotto l’umanità sull’orlo dell’autoannientamento, si trasforma nella felicità immediata che rifiuta ogni domanda, anche su questioni essenziali come la vita, la sofferenza e la morte, lasciando l’uomo completamente disarmato di fronte alla vita.



    Antisemitismo e persecuzione

    Il legame tra antisemitismo culturale e persecuzione attiva è presente sin dall’inizio dell’età moderna, con la cacciata degli ebrei dalla Spagna (Gerush): ho usato volutamente la parola antisemitismo, in questo caso, poiché questa persecuzione non è solo religiosa, ma presenta, se non apertamente almeno nei fatti, un aspetto razziale ( la limpieza de sangre). Prima di allora, oltre alla segregazione, all’obbligo di portare segni distintivi e a tutta una serie di limitazioni nel movimento e nelle attività economiche permesse, c’erano stati sporadici attacchi di violenza “dal basso”, sostenuti solitamente, quando non apertamente incoraggiati da Chiesa e sovrani laici, il cui comportamento presenta non poche ambiguità. Spesso tolleravano e favorivano la presenza degli ebrei, ma la loro situazione restava precaria e in balia di circostanze sovente fortuite.
    Nell’ Ottocento l’antisemitismo nei paese occidentali comincia ad assumere caratteri violenti con l’ affaire Dreyfus.: attacchi ad ebrei, negozi assaltati e devastati, lo stesso Dreyfus percosso in strada e il suo aggressore mandato assolto dal tribunale che riconosce che il popolo non ha accettato l’innocenza. In Russia sin dagli anni ’80 avviene lo stesso fenomeno . Il governo, di fronte alla campagna di attentati e all’azione dei movimenti democratici, oltre alla repressione generalizzata e alle deportazioni , vara una serie di misure discriminatorie verso ebrei, come l’estensione del servizio militare, la limitazione all’accesso alle università, la residenza coatta. A queste si accompagnano esplosioni di violenza dal basso, realizzate però con il pieno appoggio dell’autorità, che vedono nei pogrom un modo di deviare il malcontento popolare verso un comodo capro espiatorio ( nel mondo orientale gli ebrei sono spesso piccoli commercianti e artigiani, dal reddito molto basso, ma dalla elevata visibilità per i loro usi e le loro pratiche religiose). Opera del generale Ratchkovskij, alto funzionario della polizia segreta zarista, l’Ochrana, sono anche “ I protocolli dei savi anziani di Sion” , plagio di un libello antisemita di un certo Joly , che diffonde la teoria del complotto degli ebrei per dominare il mondo attraverso da un lato l’azione dei sindacati e dei movimenti socialisti e dall’altro attraverso il capitale finanziario e la massoneria . E’ un libro di straordinario successo anche al di fuori della Russia: nonostante gli stessi russi abbiano in seguito dimostrato la sua falsità continua a essere ristampato ancora oggi. L’apparato militare fa pressione sulla chiesa e sulla magistratura: sino agli inizi del ‘Novecento si susseguono le accuse e i processi per omicidio rituale, ma la Chiesa e la magistratura si mostrano , nella maggior parte dei casi, indipendenti nel loro giudizio. Questo accanimento contro gli ebrei è spiegabile osservando le statistiche degli arresti: la percentuale degli ebrei processati per motivi politici è nettamente superiore al rapporto tra popolazione ebraica e popolazione complessiva, e questo li rende particolarmente sospetti. Del resto i pochi ebrei che riescono a terminare gli studi non possono non agire per cercare di migliorare le spaventose condizioni in cui vivono. I pogrom russi, in particolare quello di Kishinev ( Pasqua 1903) sollevarono una vasta eco anche in Europa, di simpatia verso gli ebrei ( ma anche di plauso verso gli assassini, come abbiamo visto) : i banchieri ebrei come i Rothschild rifiutarono ulteriori prestiti alla Russia, il valore delle obbligazioni russe crollò, ma la persecuzione non cessò. L’alternativa rimasta agli ebrei era o l’emigrazione verso gli Stati Uniti sino al 1910 più di un milione e mezzo di persone partì, o la conversione al cristianesimo o all’Islam, o come si è visto, la militanza politica, sia nel movimento sionista fondato in Austria da Theodore Herzl o nei partiti politici come il Bund, il partito operaio ebraico, che vedono la luce entrambi nel 1897.
    Dopo la Prima Guerra Mondiale e la rivoluzione russa, vi sono altri movimenti antiebraici come il pogrom di Simon Petliura in Ucraina, che sono meno spontanei e più determinati . si inscrivono nelle lotte antibolsceviche. D’altro canto la rivoluzione russa, dove agisce un gruppo dirigente di origine ebraica, e i successivi accordi di Brest Litovsk che provocano il ritiro della Russia dall’Intesa vengono attribuiti agli ebrei anche dalla più autorevole stampa occidentale, come il Times di Londra, e L’homme enchainé di Clemenceau.
    Gli accordi di pace e la “ dichiarazione Balfour” (1917) sembrano aprire nuove prospettive alla possibilità, per gli ebrei, di ottenere un “focolare” , cioè uno stato indipendente in Palestina, sotto al mandato britannico. Mentre si intensifica l’emigrazione ebraica verso la Palestina, il mondo occidentale si avvia verso la deflagrazione di un antisemitismo non più astratto, ma reale. Questo processo viene accelerato dalla nascita dei totalitarismi, il nazismo in Germania, lo stalinismo in Unione Sovietica e infine (dal punto di vista dell’adozione dell’antisemitismo) il fascismo italiano.
    Il legame tra totalitarismo e sterminio degli ebrei, avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale viene spiegato da due principali scuole interpretative.
    La prima è più diffusa ed è quella dello “sterminio volontario” ( tesi intenzionalista). Ossia della persecuzione antiebraica come elemento connaturato al totalitarismo, presente nella sua ideologia e nelle sue politiche attive. In questo modo sia la politica eugenetica del nazismo, sia la Shoà ( che fra l’altro furono condotte dagli stessi individui) sono elementi fondamentali della costruzione dell’ordine nuovo di cui parlava Hitler. Questa è la tesi sostenuta da Raul Hillberg, da Poliakov, da Laqueur, e più recentemente da Browing e da Goldhagen ( cfr. il cap.I di “ I volonterosi carnefici di Hitler”)
    La seconda sostiene che lo sterminio degli ebrei è uno strumento necessario, ma contingente, alla guerra ideologica contro l’URSS. In caso contrario, la politica di Hitler si sarebbe “accontentata” della segregazione e della espulsione “eventuale”, con qualche pogrom “spontaneo” come la “notte dei cristalli”. Questa tesi giustifica le saltuarie esplosioni di antisemitismo sovietico prima e dopo la guerra : già nel 1919 un operaio, parlando con il dirigente bolscevico Kalinin, diceva che i Russi sarebbero diventati tutti bolscevichi e subito, se la rivoluzione li avesse sbarazzati degli ebrei… Giustifica inoltre l’adesione tardiva del fascismo all’antisemitismo, al momento della alleanza con la Germania. In questo modo però viene a mancare la tesi dell’unicità della Shoà come forma di sterminio programmato e lo si assimila ad altri grandi massacri del passato, tutti legati a circostanze eccezionali politiche e militari. ( tesi di Arno Mayer, La soluzione finale)



    Totalitarismo e antisemitismo

    Il totalitarismo hitleriano fa dell’antisemitismo un aspetto fondamentale della sua ideologia e un principio necessario della sua azione politica. Il saggio ormai classico di Hannah Arendt “Le origini del totalitarismo” (1951) analizza le origini del totalitarismo proprio a partire dalla condizione degli ebrei nella seconda metà dell’ottocento, così come noi l’abbiamo delineata nei paragrafi precedenti, individuando nell’ affaire Dreyfus e nell’imperialismo di alcuni stati europei, in particolare della Germania, i fattori scatenanti dell’antisemitismo di massa. Il totalitarismo è una nuova forma di stato diversa dalle altre forme di “governo degli uomini” (Bobbio) che si sono presentate nella storia come la dittatura dell’antichità o più recentemente il regno di Napoleone I o Napoleone III. Lo sfondo del totalitarismo è una società di massa, dove agiscono partiti e istituzioni di tipo parlamentare . Il movimento che fa capo ad un leader carismatico ( tema questo non utilizzato dalla Arendt, ma analizzato già nel 1920 da Max Weber) si contrappone ai partiti tradizionali in nome di una forza decisionale e di identificazione personale organica che superano per rapidità efficienza e solidità l’istituzione giuridica. Il nucleo centrale dell’ideologia totalitaria è l’obbedienza e questa risposta identifica nell’opposizione radicale alla modernità e ai suoi valori di libertà la chiave per comprendere, almeno in parte il successo del movimento nazista. Hitler voleva fare risorgere, nello stato razziale, il popolo tedesco e la sua identità nazionale e il suo passato mitologico dalla sconfitta subita nella Prima Guerra mondiale. Gli ebrei rappresentavano perfettamente quegli ideali di democrazia, pacifismo e internazionalismo che il nazismo combatteva e non rientravano nell’ideal tipo tedesco, come gli zingari. Questo era sufficiente per determinare la loro eliminazione. Non mancavano nemmeno le ragioni economiche, come il desiderio di appropriarsi di ricchezze e posizioni detenute dagli ebrei in Germania in nome di una razionalizzazione organica dell’economia, in ogni caso le ragioni politiche ed ideologiche hanno la meglio sulle altre considerazioni, come si vedrà durante la guerra, quando gli ebrei nei campi vengono eliminati anche quando il loro lavoro di manodopera a costo zero è utile allo sforzo bellico tedesco.
    Al sistema democratico il nazismo e il fascismo prima di lui sostituiscono un sistema militare, costituito dall’esercito da organizzazioni paramilitari e dalla polizia: l’elemento chiave è il terrore, che permea di sé ogni livello sociale.
    Il recente libro di Zsigmund Bauman “Modernità e olocausto” (1989) aggiunge a questi alcuni altri elementi. Riprendendo il tema del capo carismatico caro a Weber , Bauman rileva come tra il capo, il gruppo dei suoi seguaci “della prima ora” e il resto del Volk ci fosse una burocrazia del partito che trasformava la volontà del leader in legislazione e la faceva rispettare. Uno dei primi provvedimenti del nazismo, all’indomani della presa del potere, fu ad esempio l’espulsione degli ebrei dalle università tedesche. A questi provvedimenti, non a caso, si accompagnano ad altri che pongono le basi dello stato razziale, come la sterilizzazione volontaria o coatta degli asociali e degli affetti da malattie trasmissibili per via ereditaria . Segue negli anni successivi uno stillicidio di provvedimenti discriminatori volti ad accentuare l’isolamento degli ebrei nel mondo tedesco, che culminano con le leggi di Norimberga del 1935. Esse ratificano il processo di espulsione degli ebrei tedeschi dalla società stabilendo che solo chi ha sangue tedesco può essere cittadino e vietano qualunque contatto sia di lavoro, sia sentimentale o sessuale tra appartenenti a razze diverse. L’unica concessione che viene fatta alle necessità di un paese sulla via del riarmo riguarda i meticci (Mischlinge). : con un regolamento successivo, i figli di matrimoni misti vengono assimilati ai tedeschi a meno che non siano a loro volta sposati con ebrei o membri attivi della comunità ebraica.
    Il popolo tedesco e la chiesa, sia cattolica sia protestante, accettarono passivamente questi provvedimenti.
    Le leggi razziali italiane del 1938 furono promulgate sulla base di quelle tedesche. Al concetto culturale di razza ariana si accompagna una serie di provvedimenti economici che mirano ad escludere gli ebrei da ogni tipo di attività. Sono le banche ad incaricarsi della confisca e della gestione dei beni degli ebrei, creando così un contenzioso difficile da sanare quando, dopo la fine della guerra, superstiti ed eredi cercheranno di rientrare in possesso dei loro beni.





    L’antisemitismo del secondo dopoguerra

    Nel secondo dopoguerra assistiamo alla nascita dello stato di Israele (1948), risultato più rilevante del movimento nazionale ebraico, il sionismo. La rinascita di uno stato ebraico dopo la caduta di Gerusalemme nel 70 e.v. è un tema sempre presente nella tradizione rabbinica e religiosa, dove spesso si accompagna a fantasie mistico –messianiche come quelle di Shabbetai Zevi nel 1600. Nell’ ‘800 il mondo ebraico della diaspora si interroga sulla necessità dell’assimilazione o si laicizza, mentre nasce l’idea di una nazione ebraica in autori come Moses Hess . E’ l’antisemitismo aggressivo dell’ affaire Dreyfus e dei pogrom che spinge il giornalista Theodoro Herzl a fondare nel 1897 un movimento politico, attivo in particolare nell’europa orientale dove si diversifica in varie componenti, che vanno dal nazionalismo dei “revisionisti” al socialismo al messianismo religioso.
    Vent’anni dopo il primo congresso sionista, e dopo infruttuose trattative con molti stati europei incluso il Vaticano, la dichiarazione Balfour apre possibilità politiche concrete, che il blocco dell’immigrazione negli anni ’30 e l’opposizione della Gran Bretagna alla fine della guerra sembrano portare al fallimento. Negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra migliaia di profughi provenienti dalle zone occupate dai tedeschi cercano di entrare più o meno legalmente in Palestina, sovente arrestati e internati a Cipro. Bisogna aggiungere che nonostante le morte di milioni di persone nei lager l’antisemitismo, specie in Polonia, non è spento e vi sono parecchi episodi di violenza contro i sopravvissuti che culminano nel pogrom di Kielce nel 1946.
    Per sanare la crescente tensione tra ebrei e arabi, l’Onu presenta un piano che preveda la spartizione della Palestina tra le due comunità, piano rifiutato dagli arabi. Alla proclamazione dello stato d’Israele scoppia una guerra tra il nuovo stato e i paesi arabi confinanti che si conclude con la loro sconfitta militare e con il riconoscimento del nuovo stato da parte della comunità internazionale.
    La presenza di Israele, e ancora prima l’immigrazione ebraica, fa nascere nei paesi arabi e in generale nel mondo musulmano un antisemitismo politico prima che religioso, alimentato dal nascente nazionalismo di questi paesi. I discorsi del Gran Muftì di Gerusalemme, che durante la guerra fu ricevuto da Hitler, riecheggiano frequentemente “I protocolli dei savi anziani di Sion”.
    In questa sede non saranno analizzate le complesse vicende mediorientali, la cui risoluzione purtroppo non sembra prossima. Il sostegno ai diritti del popolo palestinese ha favorito il nascere, in Europa ed in altre parti del mondo di un antisionismo che sovente non è stato altro che una forma appena mascherata di antisemitismo.
    Contestualmente, nel mondo occidentale, in Europa come negli Stati uniti, come in Russia, la rinascita di movimenti neonazisti e neofascisti o nazionalisti ha riportato in auge l’antisemitismo di tipo razziale e generalmente xenofobo. Ci sono stati partiti come quello Republikaner in Germania, messi al bando proprio per l’apologia del nazismo e dello sterminio sostenuti in scritti e recentemente anche su siti internet. La riproposta del libro di Hitler “Mein Kampf” come dei “Protocolli” non conosce sosta.
    Dal punto di vista culturale, la riflessione sui fatti del Novecento ha fatto nascere una scuola storica detta negazionista, nella quale polemisti come il francese Faurisson o storici come Irving sono giunti a negare la realtà della Shoà , dello sterminio degli ebrei e delle camere a gas attribuendoli alla propagnada alleata o a un complotto ebraico a sostegno del sionismo . Le tesi di questi autori hanno suscitato una giusta indignazione nell’opinione pubblica europea e hanno ricevuto una sanzione giuridica in vari paesi tra cui la Francia, la Gran Bretagna e l’Italia. L’antisemitismo è tuttavia una pesante eredità del secolo scorso che nonostante tutto quello che è accaduto non siamo ancora riusciti ad estirpare.





    Bibliografia


    Della numerosa bibliografia sull’antisemitismo vengono qui citati soltanto quelli direttamente utilizzati per elaborare questa scheda.
    Adorno, Frenkel Brunswick, Levinson, Sanford, La personalità autoritaria, Comunità, Milano, 1973 (1950)
    Arendt, H., Le origini del totalitarismo, Comunità, Milano, 1967 (1951)
    Barromi, J., Storia dell’antisemitismo, Marietti, Genova, 1988
    Bauman, Z., Modernità e Olocausto, Il Mulino, Bologna, 1994 (1991)
    Browning, C.R., Uomini comuni. Polizia tedesca e “soluzione finale “ in Polonia, Einaudi, Torino 1995(1991)
    Browning, C.R., Verso il genocidio. Come è stata possibile la soluzione finale, Il Saggiatore, Milano, 1998 (1992)
    Girard, Il capro espiatorio, Adelphi , Milano, 1987(1987)
    Goldhagen,D.J. , I volonterosi carnefici di Hitler. I tedeschi comuni e l’Olocausto, Mondadori, Milano,1997 (1996)
    Gozzini, G., La strada per Auschwitz, Bruno Mondadori, Milano, 1996
    Hillberg, R., La distruzione degli ebrei d’Europa, Einaudi , Torino, 1995 ( 2voll.) ( 1985)
    Hillberg, R, Carnefici, vittime, spettatori. La persecuzione degli ebrei 1933-1945, Mondadori, Milano, 1994(1992)
    Lewis, B., Semiti e antisemiti. Indagine su un conflitto e un pregiudizio, Il Mulino, Bologna, 1990 (1986)
    Mayer A.J., La soluzione finale. Lo sterminio degli ebrei nella storia europea, , Mondadori, Milano, 1990 (1988)
    Mosse, G.L., La nazionalizzazione delle masse. Simbolismo politico e movimenti di massa in Germania, Il Mulino, Bologna, 1984(1975)
    Poliakov, L., Storia dell’Antisemitismo, La Nuova Italia, Firenze,1974 (1955)
    Todorov,T., Di fronte all’estremo, Garzanti, Milano, 1992 (1991)
    "

    Shalom!!!

  9. #39
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,193
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Uno dei pezzi piu; fantasiosi chi i abbia mai letto. Addirittura Dreyfuss.

    Il tono mi ricorda quello dei dibattiti tra tifosi, con frasi del tipo : "Il Milan e' meglio della Juve".

    Bocciato senza appello.



    in 20 secondi avrai letto sì e no 5 righe e capito ...nulla Pieffebi

  10. #40
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Giusto qualche appunto sparso

    1) I ''Protocolli'' non sono opera dell'Ochrana ma dell'ambiente antisemita pietroburghese gravitante intorno la rivista ''Znamja''

    2) Petljura antisemita? A me pare che i pogrom in Ucraina fossero anh'essi opera dei ''centoneri''. Mah...

    3) Quando si parla di sionismo si tace sempre dell'assoluta avversione all'assimilazionismo ebraico come motivazione cruciale del sionismo stesso. D'altronde, basterebbe leggersi Moses Hess, "Roma e Gerusalemme''

    4) Il ''mischling'' è la dimostrazione, ovviamente passata sotto silenzio, di come l'ebraismo non fosse, per il nazionalsocialismo, un ''marchio'' genetico inestirpabile

    5) il revisionismo radicale non poteva mancare, of course

 

 
Pagina 4 di 8 PrimaPrima ... 345 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. La Comunione va in cattedra
    Di Mappo nel forum Cattolici
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-09-09, 11:38
  2. I preti in cattedra
    Di zio Leo nel forum Radicali Italiani
    Risposte: 75
    Ultimo Messaggio: 14-05-09, 19:44
  3. Ex terroristi in cattedra
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 09-01-07, 19:30
  4. Cattedra di S.Pietro
    Di Aj Maxam nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 09-03-06, 16:44
  5. A Cagliari l'antisemitismo va in cattedra, apertamente
    Di Luca_liberale nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 40
    Ultimo Messaggio: 25-01-05, 15:24

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito